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22 marzo 2015 7 22 /03 /marzo /2015 21:05

Nell'Alto Medioevo la Chiesa ha avuto il merito salvare ciò che si poteva salvare nella cultura generale, sia per indirizzare l'acculturamento verso un approfondimento della fede e sia per difendere il patrimonio delle conoscenze che perveniva dai periodi precedenti.

La necessità di sapere era in funzione delle necessità apostoliche e pastorali, in quel periodo poi vi è da tenere presente che gli unici che sapessero leggere e scrivere ed erano in grado di studiare erano gli ecclesiastici.

A partire dal 1100 la Chiesa comincia a coinvolgere nel discorso culturale strati sempre più vasti della popolazione, all'epoca la divulgazione della cultura non si poteva fare con la stampa ma attraverso le copie di un testo unico denominato esemplare. Nei pressi delle università si stabilirono delle copisterie la cui attività era svolta da monaci che potevano contare su una lunga tradizione nella trascrizione di testi provenienti dall'antichità. Oltre ai copisti vi erano degli artisti detti miniaturisti che decoravano i capilettera e i margini dei codici che ci danno un'immagine per niente fosca del periodo medioevale al contrario di quanto sostiene una certa storiografia che parla di secoli bui del medioevo. La Chiesa medioevale ad un certo punto dà inizio a un sistema scolastico aperto a tutti coloro che avessero avuto la possibilità di approfittarne.

Nell'antichità la scuola era una cosa privata, nell'epoca cristiana la scuola divenne una cosa pubblica e la Chiesa si impegna ad organizzarla così come si impegna in tutte quelle iniziative sociali nelle quali lo Stato sarà, fino all'epoca moderna, del tutto assente.

Nel 1179 il Concilio Lateranense, sotto il papa Alessandro II ordina al clero di aprire ovunque le scuole che risultavano ripartite nelle seguenti tre categorie: la scuola primaria (elementari), la scuola secondaria (medie e biennio delle superiori) e l'università.

La scuola primaria era una scuola al livello parrocchiale dove la funzione di maestro era svolta dal parroco; in teoria questa scuola era aperta a tutti i bambini della parrocchia, in realtà era frequentata da molto pochi perché i bambini erano utilizzati come braccia nei lavori dei campi, investire in cultura era considerato dalle popolazioni contadine poco remunerativo e poco importante. Il più delle volte il maestro era anche cantore, sagrestano, segretario comunale e responsabile della comunità. Questa scuola era gratuita, le materie insegnate erano scrittura, lettura, canto, grammatica e i primi rudimenti della lingua latina, nell'ambito dell'attività didattica si impartiva poi anche il catechismo.

Per quanto riguarda la scuola secondaria, in un primo momento era solo al livello abbaziale, poi intorno al 1200, le scuole abbaziali cominciano a decadere e al posto di queste subentrano le scuole vescovili o capitolari (capitolari perchè scuole all'ombra delle cattedrali). Tutti i vescovi di quest'epoca, ebbero le proprie scuole secondarie. La frequenza della scuola secondaria avveniva fino a circa 20 anni, la scuola era a pagamento per chi poteva pagare, chi era indigente veniva esentato.

L'insegnamento nella scuola secondaria era diviso in trivio e quadrivio. Il trivio raggruppava le materie umanistiche: grammatica, dialettica e retorica; il quadrivio riguardava l'ambito scientifico e raggruppava geometria, astronomia e musica. L'impostazione di fondo della scuola secondaria riguardava la verità sull'uomo, i problemi dell'uomo, l'origine e il fine dell'uomo, la religione della morale. Poi poco per volta compaiono delle specializzazioni in diverse località dell'Europa, per esempio a Chartres si avrà una scuola superiore particolarmente specializzata nelle lettere; a Parigi nella teologia, a Bologna nel diritto, a Salerno nella medicina, queste scuole diventeranno poi università.

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Published by Caiomario - in Storia

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