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11 giugno 2018 1 11 /06 /giugno /2018 15:37

Con quanto precede ho spiegato a sufficienza ciò che mi ero proposto come primo punto. Per mostrare ora che la natura non ha alcun fine che le sia stato prefissato, e che tutte le cause finali non sono invenzioni umane, non ci vuol molto.

Spinoza -  Nelle cose non c'è un ordine finalizzato per gli umani

Nel libro 1 dell'Etchica ordine geometrico demonstrata, Spinoza affronta uno dei temi che da sempre appartengono all'umano pensare e che potremmo sintetizzare in questa domanda: "tutto ciò che accade nel mondo segue un ordine". Esiste per così dire una spiegazione a ciò che accade nel mondo e questo non vale solo per i fatti e gli eventi della natura ma anche per la vita del singolo individuo. Questo tema è stato da sempre oggetto di riflessione da parte di filosofi, teologi e scienziati ma, in modo molto più semplice, viene affrontato in modo poco sofisticato dall'uomo comune che non eccelle nella speculazione o che non ha preparazione filosofica; poco importa se il quesito è stato affrontato dando delle risposte più o meno confortanti, ciò che interessa nel nostro riflettere è che l'uomo non può non chiedersi perché esista il Bene e il Male.

Spinoza riflettendo su questo comportamento che potrei definire connaturato all'essenza stessa dell'essere umano fa diverse riflessioni che a loro volta ne suggeriscono altre; in primo luogo Spinoza constata che: "Essendosi persuasi che tutto ciò che accade è finalizzato a loro, gli umani hanno dovuto arrivar a giudicare che in ogni cosa il più importante è ciò che è più utile a loro, e che le cose più eccellenti sono quelle che danno a loro maggior piacere. Su questa base essi hanno, logicamente, dovuto formare le nozioni con le quali potere spiegare la natura delle cose: cioè le nozioni di Bene, di Male, di Ordine, di Confusione, di Caldo, di Freddo, di Bellezza, di Bruttezza; e dalla convinzione di esser liberi, che essi hanno, sono poi sorte le nozioni di Lode e di Biasimo, di Peccato e di Merito. Di queste ultime nozioni mi occuperò più avanti, dopo avere trattato della natura umana; qui invece spiegherò brevemente le prime. Gli umani dunque hanno chiamato Bene tutto ciò che favorisce la salute e inclina al culto di Dio, e Male ciò che è contrario a queste cose" (1)

Gli essere umani pensano che tutto ciò che è utile è stato finalizzato per loro e che è Bene tutto ciò che favorisce la salute e inclina al culto di Dio e che il Male è il loro contrario. Nel linguaggio comune si dice spesso "Esiste il Bene" oppure "Esistono sia il Male che il Bene", in entrambi i casi gli esseri umani hanno elaborato una nozione di Bene e di Male che è la risultanza non solo di un insieme di valori condivisi e convissuti ma può essere anche il frutto di una loro elaborazione personale. Spinoza si spinge oltre notando che gli esseri umani sono portati a trovare un ordine nelle cose e che imputano questo ordine alla scelta di Dio, questo accade da sempre come da sempre accade che siamo portati a definire buona (Bene) o cattiva una cosa (Male) in base a come ne veniamo toccati. Una sensazione di benessere derivante da questa o quell'azione viene giudicata come buona mentre il dolore fisico come un qualcosa di cattivo e di negativo. Tuttavia resta senza soluzione il fatto che la nozione di Bene e quella di Male non hanno una valenza per così dire universale: molte cose giudicate cattive dagli uni sono giudicate cattive dagli altri.

Spinoza si pone una domanda che dovrebbe farci riflettere: se il Bene nella sua accezione di ciò che è utile e reca piacere è scaturito dalla mente perfettissima di Dio, da dove viene il Male? A tal proposito Spinoza si pone questa domanda:

 

"Molti infatti sogliono argomentare così: Se tutte le cose sono uscite dalla necessità della perfettissima natura di Dio, di dove provengono dunque alla natura tante imperfezioni: le cose che si guastano fino a puzzare, le cose tanto brutte da suscitare la nausea, il disordine, il male, il peccato, eccetera?" La risposta fornita da Spinoza mi permette di fare alcune riflessioni: Spinoza dice che tutto deriva da Dio e in questo tutto si va dal grado più infimo al grado più supremo, in questo e solo in questo sta la perfezione di Dio. Proviamo a sostituire alla parola Dio la parola natura,ovviamente compieremmo un artificio che Spinoza non ammetterebbe in quanto la natura o le nature, per usare il suo linguaggio, non sono intercambiabili con Dio, questo però solo all'apparenza perché le cose sono dei modi di manifestarsi della Sostanza. Tuttavia dato che questa sostituzione è funzionale al nostro discorso ammettiamo questa "licenza" e potremmo constatare che l'alternarsi della vita e della morte fa parte dell'ordine naturale delle cose, esattamente come il dolore e il piacere. Non esiste quindi e non si può non concordare con Spinoza che non esiste una finalità della natura.

Sull'origine del Bene e del Male sono state scritte così tante parole che ci vorrebbero più vite solo per leggere una piccola parte di queste riflessioni, ma ciò che dovrebbe fare pensare è il fatto che l'uomo cerca di spiegare tutti i fenomeni che non comprende con una serie di ragionamenti astratti e con delle giustificazioni inventate frutto della sua immaginazione. I fatti che rispondono alle leggi della natura comprendono il Bene e il Male, il piacere e il dolore e spesso non riusciamo a vedere che in maniera equa ed inesorabile a queste leggi nessuno si può sottrarre.

 

 

 

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Published by Caiomario - in Filosofi: Spinoza

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