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30 settembre 2012 7 30 /09 /settembre /2012 16:27

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"Baudolino" di Umberto Eco è un affascinante racconto, infarcito di riferimenti storici che ci immerge in un fondamentale episodio dell'espansione medievale europea: le Crociate che furono essenzialmente dei pellegrinaggi armati la cui finalità era la conquista dei luoghi santi della cristianità. 

Il romanzo è ambientato ai tempi della quarta crociata, bandita nel 1202 da papa Innocenzo III in cui furono preponderanti il ruolo e gli interessi mercantili dei veneziani fornitori della flotta che venne approntata per raggiungere i luoghi santi. 
I crociati dapprima volsero le loro attenzioni alla conquista di Zara sulla costa dalmata in seguito alla sua ribellione, poi si diressero verso Bisanzio per rimettere sul trono il legittimo imperatore che era stato detronizzato in seguito ad un complotto. 
La situazione precipitò a causa di una rivolta contro i latini che spinse i crociati ad assediare la città che venne espugnata con il conseguente abbattimento dell'Impero bizantino, in tal modo la Serenissima riuscì nell'intento di controllare la città di Bisanzio e di buona parte dei suoi territori. 
La crociata del 1204 consegnò nelle mani dei veneziani il commercio di Costantinopoli ed eliminò la concorrenza dei pisani e dei genovesi. 
Si costituì allora l'Impero latino d'Oriente, uno stato debole che era stato organizzato proprio come un regno feudale e che nel 1261 sarebbe ritornato sotto il controllo dei sovrani bizantini di fede ortodossa. 

È il 14 aprile 1204, mentre infuriano devastazioni e razzie un cavaliere latino salva da una fine ormai certa Niceta Coniate, cancelliere del basileus e storico di corte. 
Il salvatore di Niceta Coniate è un certo Baudolino definito come "principe della menzogna" una caratterizzazione che ne connota perfettamente le qualità morali e comportamentali. 
Baudolino è astuto e bugiardo, ma nello stesso tempo è virtuoso e incline ad un mimetismo linguistico dovuto alla sua straordinaria abilità di imparare una lingua del tutto sconosciuta in pochi giorni. 

La narrazione si dispiega in due livelli: il primo temporalmente collocato nel presente riguarda la fuga di Niceta Coniate organizzata da Baudolino da una Bisanzio ridotta a un cumulo di macerie, devastata e prossima alla resa; il secondo è quello che utilizza la tecnica del flash back letterario in cui Baudolino racconta gli episodi più importanti della sua vita. 

Il racconto di Baudolino è affascinante e suggestivo, parte dal periodo della sua infanzia quando, nella terra delle sue origini collocata fra il Tanaro e la Bormida incontra l'uomo che segnerà profondamente la sua vita: Federico I Barbarossa di Hohenstaufen re di Germania e dei romani. 
Federico Barbarossa accoglierà a corte il giovane Baudolino che ha il dono della narrazione e da gran fabulatore riesce a narrare storie inverosimili riuscendo a farle apparire vere. 

All'età di sedici anni, Baudolino viene inviato a Parigi (dove vi era un importante università) per completare la sua educazione e in queste circostanze incontra un gruppo di giovani che saranno suoi compagni in uno dei suoi più straordinari imbrogli: la ricerca del Prete Giovanni, personaggio mitico, re e sacerdote. 
È da notare che la storia di Baudolino presentata come un imbroglio è frutto della fantasia letteraria ma la storia del Prete Giovanni o Gianni è un fatto storico che ha dei riscontri documentali, lo stesso Federico Barbarossa ricevette una lettera di tale Prete Gianni che l'aveva indirizzata al basileus bizantino Manuele I Comneno
Prete Giovanni si presentava nella missiva come re delle tre Indie e sosteneva di abitare in un favoloso palazzo ricoperto di pietre preziose e di oro. 

Baudolino costituisce una compagnia alquanto eterogenea di cui fanno parte: Abdul, il Poeta, Rabbi Salomon, Borone, Kiot e tra dotte discussioni sul Paradiso terrestre, il Santo Graal e sul concetto di vuoto, viene concepita l'idea della lettera ( storicamente non si conosce l'origine della missiva), Baudolino, nel romanzo di Eco è quindi l'autore dell'impostura che giustificherà affermando: 

"non c'è nulla di meglio che immaginare altri mondi per dimenticare quanto sia doloroso quello in cui viviamo"  (può accadere che) "ad immaginare altri mondi, si finisce per cambiare anche questo" . 

I fatti narrati sono moltissimi: Baudolino lascia Parigi e partecipa all'assedio di Alessandria e alla battaglia di Legnano, perderà la moglie che era in procinto di dargli un figlio, perderà il padre che gli lascerà solo una scodella e che lui farà passare come il Graal e infine troverà morto il suo secondo padre ( Federico Barbarossa) trovato morto in una stanza ( nella realtà storica Federico Barbarossa morirà in seguito ad una caduta dal cavallo). 

Il viaggio ora raccontato da Eco assomiglia alle narrazioni dell'Ariosto, quando saranno giunti nel paese del Prete Giovanni, Pndapetzim, tutto apparirà insolito, la stessa umanità variegata attinge dal mondo fiabesco e dell'epica: nani, giganti, ponci, eunuchi, nubiani, blemmi, ipazie. 

E proprio di un ipazia Baudolino si innamorerà, chi sono le ipazie? Esseri fantastici che avevano il dovere della verità e della conoscenza, lui re della menzogna si innamora della creatura emblema della saggezza e della verità. 

L'abilità descrittiva di Eco è straordinaria per quanto riguarda l'incontro d'amore tra Baudolino ed Epazia, un incontro che riserverà una sorpresa: una volta spogliata Epazia dal bacino in giù aveva un aspetto caprino "le sue gambe terminavano in due zoccoli color avorio". 
Eppure nonostante ciò Baudolino si sente così attratto da Ipazia che si unisce con lei, la descrizione dell'attrazione merita veramente di essere letta. 

"quello che toccavo e vedevo era bellissimo, perchè quella era Ipazia, e anche la sua natura ferma faceva parte delle sue grazie, quel pelo riccioluto e morbido era quanto di più desiderabile, avesse mai desiderato, profumava di muschio, quei suoi arti prima nascosti erano disegnati da mano d'artista e, amavo, volevo quella cratura odorosa come il bosco, e avrei amato Ipazia anche se avesse avuto fattezze di chimera, d'icneumone, di ceraste". 

Baudolino sta per avere un figlio da Ipazia, ma l'invasione degli unni bianchi sconvolgerà ogni cosa, Baudolino dopo la battaglia fuggirà e con i pochi compagni superstiti avrà come meta Bisanzio. 

Nel romanzo a questo punto passato e presente si fondono, Baudolino vecchio continua la sua narrrazione e le sue meditazioni fino alla decisione finale di ritornare nel paese del Prete Giovanni per incontrare Ipazia e il figlio che non ha mai conosciuto. 
Ancora una volta Eco dimostra la sua straordinaria capacità di presentare il racconto concependo un romanzo del linguaggio: troviamo mescolati tutti gli elementi culturali della sapienza umana che vanno dalla teologia alla filosofia, dalla geografia alla storia, passando per il mito e l'epica. 
Il linguaggio stesso è variegato, i termini coniati a proposito dei vari personaggi sono frutto di una fevida fantasia letteraria antica e che affonda le sue radici nei racconti fantastici del passato dove si parlava di sirene, arpie e chimere, uno sforzo quasi omerico che sfiora il virtuosismo e che tiene alta l'attenzione del lettore. 
Ritroviamo anche il gusto della narrazione dei viaggi che in tempi moderni solo Dino Buzzati ha reso altrettanto ricca di inventività e che possiamo rintracciare nella tradizione sviluppatasi dal Milione di Marco Polo in poi.

Baudolino è una bella storia, scritta con sapienza e maestria, il libro  è consigliatissimo agli amanti dei romanzi storici dove cultura e fantasia si fondono dando origine a storie appassionanti senza tempo.

 

 

SCHEDA DEL LIBRO


  • Titolo: Baudolino
  • Autore: Umberto Eco
  • Editore: Bompiani
  • Anno di pubblicazione: 2000
  • Pagine: 528 

 

 

Baudolino

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Published by Caiomario - in Libri

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