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15 gennaio 2013 2 15 /01 /gennaio /2013 06:27

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Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/7167652@N06/2719964225 (album di George Eastman House)

 

Oscar Wilde scrisse "Il fantasma di Canterville" nel 1891 riprendendo una tradizione della letteratura anglosassone che aveva visto autori importanti cimentarsi in racconti di agghiaccianti apparizioni, spiriti, fantasmi e orrori innominabili. 
Uno dei più grandi autori del genere fu Montague Rhodes James che scrisse una serie di racconti fantastici dove la descrizione di fantasmi continuava quel genere della "ghost-story" che ebbe un altro caposcuola, quel Howard Phillips Lovercraft che è riconosciuto universalmente come il maestro del soprannaturale. 
Ma non si possono non citare autori importanti come Henry James e Edit Warton a riprova di un genere che ebbe, tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, un vastissimo pubblico di estimatori, essendo, non dimentichiamolo, la lettura l'unico svago insieme al teatro che esisteva in quei tempi. 

Wilde però a differenza degli autori citati rende meno drammatico il genere trattando l'argomento con quella sottile ironia e quell'arguto umorismo che lo contraddistingueva. 

 

LA TRAMA 

Lord Canterville decide di vendere il maniero degli antenati ad una ricca famiglia americana avvertendo i nuovi proprietari con una punta di malcelato orgoglio che da tre secoli il fantasma di un suo antenato che si era macchiato del delitto più odioso l'assasinio, girovagava per le stanze del castello terrorizzando gli ospiti che si trovavano al suo interno. 
La famiglia Otis dopo avere preso possesso del castello mostra molto scetticismo circa la vicenda pensando che si tratti di una boutade di Lord Canterville, ma il ritrovamento di una macchia sul pavimento appena pulito fa cadere la loro iniziale incredulità, quando una notte ogni loro dubbio venne dissipato per sempre. 

La famiglia di americani si dimostra scettica, incredula poi una volta che i loro dubbi hanno avuto la conferma dell'esistenza del fantasma, dimostrano uno spirito pratico tipicamente americano ( siamo nel 1891!) arrivando persino a lubrificare le catene arrugginite usando un olio solare oppure impiegando dei detergenti infallibili per cancellare qualsiasi macchia che trovano sul pavimento. 
I ragazzi più piccoli poi giocano scherzando a fare i fantasmi al punto che lo stesso fantasma rinuncia ad usare le catene utilizzando delle pantofole per non lasciare delle tracce,; alla fine esasperato incontra la pietà della giovane Virginia che lo aiuta a trovare pace e riposo nel cimitero vicino al castello, riposando per sempre sotto la luna. 


COMMENTO 

Oscar Wilde è stato un eclettico che si è cimentato nei generi più differenti: commedie, poesie, fiabe, romanzi, racconti e persino saggi ma quello che è il comune denominatore che ritroviamo in tutte le sue opere è la genialità nel saper comporre passando indifferentemente dal tono serio a quello umoristico. 
Se si può fare un paragone forse solo Charles Dickens riuscì nell'intento di narrare con un tono e un linguaggio assai vari passando dal macabro al sentimentale con molta disinvoltura. 

Di Wilde conosciamo le celebri massime e i suoi originali aforismi, però non è altrettanto noto questo suo prendere in giro lo spirito americano di cui intravvide un ingenuo e quasi infantile spirito pratico al punto da osservare che in America anche i teologi invece di occuparsi di questioni attinenti l'esistenza di Dio, si occupano di cose concrete suggerendo dei rimedi pratici per cose che hanno poco a che fare con la teologia. 
Wilde intanto si dimostra coraggioso nel 1891 a rompere con una tradizione letteraria che non ammetteva innovazioni, anzi il genere non poteva prescindere da alcuni punti fissi. una storia di spettri doveva avere le sue ombre, le sue entità invisibili in un mix sapientemente costruito dove la tensione e un indefinito senso del terrore doveva accompagnare il lettore in un crescendo in cui l'orrido riusciva a provocare le paure più recondite che da sempre accompagnano l'essere umano. 

L'operazione di Wilde è quella di destrutturare questo meccanismo, renderlo inefficace, il fantasma non fa paura, ha paura, il fantasma non fa vittime è vittima, il fenomeno soprannaturale non è più la quarta dimensione, l'incorporeo ed invisibile vengono resi innocui e tutto con un umorismo che riesce a provocare il riso e l'ilarità.

Conclusione: Un racconto arguto e spiritos 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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