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17 febbraio 2012 5 17 /02 /febbraio /2012 07:06

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Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/58558794@N07/8710299037

 

 

 

 

 

 

IL DECAMERON ESPRESSIONE DEL TARDO MEDIOEVO 

Per comprendere lo spirito del Decamerone bisogna fare riferimento a due momenti della vita di Boccaccio che riguardano la formazione e l'educazione, questi due momenti sono quelli dell' infanzia fiorentina e della giovinezza napoletana. 
Nel Decameron confluiscono due aspetti fondamentali della vita dello scrittore fiorentino: quello borghese, vissuto nella casa paterna e quello della giovinezza napoletana in cui frequentò ambienti dell'aristocrazia angioina strettamente legati alla cultura cavalleresca francese. 

Dal punto di vista culturale Boccaccio vive due momenti, quello delle istanze mercantili della borghesia commerciale sempre più proiettata a fare affari e dall'altra parte quella del mondo cortese che è stata definita tardogotica nel senso di espressione del secolo precedente. 

L'influenza di Boccaccio nella letteratura italiana è stata enorme e non solo in campo letterario ma anche per ciò che concerne la mentalità comune, l'utilizzo dell'aggettivo "boccacesco" allude a quegli aspetti di costume, narrati nel Decameron, che più hanno suggestionato la mentalità popolare, c'è da rilevare, tuttavia che questa lettura popolare che fa riferimento alle beffe scostumate e alla sensualità, coglie un aspetto, quello più evidente, tralsciando completamente la parte più interessante e che riguarda l'ideologia ispiratrice del Decameron. 

IL DECAMERON, RACCONTO SOCIALE 

Dal punto di vista letterario, il Decameron è l'opera fondamentale della narrativa italiana: con il Decameron, infatti nasce la narrativa moderna e per quanto nell'opera vengano recuperati molti aspetti presenti nel romanzo cortese, la struttura narrativa impiegata da Boccaccio è completamente nuova: il racconto diventa una narrazione articolata, stratificata dove la rappresentazione ha lo scopo di divertire escludendo l'aspento didattico e moralistico della poetica precedente. 
Eppure pur escludendo ogni esplicito riferimento moralistico e religioso, Boccaccio affronta la morale dell'epoca, la morale di una società ma soprattutto quella individuale che di volta in volta si presenta come la capacità di saper risolvere le situazioni più ingarbugliate. 
La morale quale si presenta nel Decameron è quindi una morale attenta non solo alle esigenze del singolo ma anche a quella dei bisogni della società a lui contemporanea. 
La tematica erotica presente nell'opera è quella che più ha sollecitato la fantasia popolare ma è anche quella che più si riallaccia alla mentalità umanistica ma nello stesso tempo è finalizzata ad evidenziare gli aspetti comportamentali di una società sempre letta attraverso una chiave satirica che affonda le sue radici negli autori latini, Giovenale su tutti. 

UN'OPERA DEDICATA ALLE DONNE 

Il titolo deriva dal greco e significa "dieci giornate", nel proemio troviamo una dedica alle donne e un riferimento a Galeotto: 

"Comincia il libro chiamato Decameron cognominato principe Galeotto, nel quale si contengono cento novelle in diece dì dette da sette donne e da tre giovani uomini" 

Come Galeotto aiutò Lancillotto a convincere Ginevra, conquistandone le grazie e i favori, così il libro dovrà aiutare le donne a trovare delle soluzioni positive alle pene d'amore. 

LE RUBRICHE, LE NOVELLE, LE GIORNATE 

Ogni novella è introdotta da una rubrica, cos'è la rubrica? La rubrica è un piccolo riassunto che introduce al tema della novella, troviamo quindi dieci rubriche a fronte di dieci giornate, ogni giornata contiene dieci novelle, la Prima giornata è narrata dall'autore mentre le dieci novelle sono raccontarte da dieci novellatori. 
Boccaccio si riserva il ruolo di commentatore in tre occasione. all'inizio dell'opera, al centro e alla fine, oltre a ritagliarsi lo spazio per il racconto della centounesima novella. 

SETTE DONNE E TRE NOVELLATORI 

Il Decameron narra la storia di dieci giovani che decidono di andare fuori città per qualche giorno, i dieci , sette donne tra i 18 e i 28 anni e tre giovani si ncontrano nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze mentre la città è flagellata dalla peste. 
Boccaccio ricorre al simbolismo e alla numerologia, probabilmente il fatto che le novellatrici siano proprio sette fa riferimento alle Muse, così come i nomi delle fanciulle e dei giovani si riferiscono a dei precisi significati, ad esempio una delle ragazze si chiama "Pampinea" che significa rigolgiosa mentre uno dei giovani si chiama Dioneo che deriva da Dione madre di Venere dea dell'amore. 

**i dieci giovani si incontrano e vanno in un palazzo circondato da un magnifico giardino che si trova a qualche chilometro dalla città, arrivano di mercoledì mattina e stanno fuori dalla città per quattordici giorni 
Ogni giorno viene eletto un re e una regina, spetta a loro scegliere sia l'organizzazione della giornata che l'argomento da trattare, alla fine della giornata uno dei novellieri si esibirà cantando una canzone. 

"UMANA COSA E' AVER COMPASSIONE DEGLI AFFLITTI" 

Così inizia il proemio e Boccaccio si propone di consolare le donne tromentate dalle pene d'amore, ricordando di avere anche lui sofferto per le pene d'amore e di avere avuto sollievo solo grazie ai piacevoli ragionamenti di un suo amico, si propone di fare la stessa cosa suggerendo che cosa bisogna seguire e che cosa bisogna fuggire. 

MAI PASSARE IL SEGNO DELLA RAGIONE 

Il Decameron inizia con la descrizione della peste, un "orrido cominciamento" che permette all'autore di collegarsi alle ragioni della fuga dell'allegra brigata dalla città: non c'è motivo di restare in una città dove regnano morte e disperazione, è meglio dedicarsi a se stessi senza però "trapassare mai in alcun atto il segno della ragione", chi si aspetta quindi un ardire che va oltre i limiti della ragione stessa, rimarrà deluso, i giovani fuggono dalla desolazione ma con l'intendimento di rimanere onesti a un certo decoro facendosi condurre dalla ragionevolezza. 


UN RACCONTO ESEMPLARE 

****Nella impossibilità di commentare tutte le centouno novelle contenute nell'opera, esaminiamo uno dei racconti presenti nel Decameron che consente di vedere come Boccaccio rispose a quei critici che lo accusavano di parlare troppo di donne e d'amore. 
Ne "La novella delle papere" che si trova inserita nell'introduzione della Quarta giornata, troviamo un capolavoro di incompiutezza ma anche l'idea che le forze della natura vanno rispettate, disciplinate e non ignorate. 

**Si apre a questo punto un tema che ci induce ad una riflessione : la natura deve prevalere sull'ingegno come intendeva Boccaccio? 
Quando Boccaccio parlava di concupiscibile appetito, cioè il desiderio di soddisfare il bisogno dei sensi, voleva criticare le pratiche di ritiro in un convento o in un eremo che non toglievano affatto il desiderio sessuale. 
E' un problema questo che è stato dibattuto anche in relazione ai recenti fatti di pedofilia avvenuti all'interno di ambienti religiosi e per quanto non sia eliminabile completamento l'inclinazione al male dell'uomo, si possono mitigare o stemperare le situazioni che creano le condizioni di sviluppo del male non comprimendo il desiderio naturale, disciplinandolo entro canoni socialmente accettabili. 
Se questo aspetto è ormai superato nell'ambito del protestantesimo, rimane ancora irrisolto in quello del cattolicesimo dove il tema del celibato sacerdotale continua a sollevare non poche perplessità anche in ambienti cattolici. 

IL DECAMERON: UNA CRITICA CONTRO L'IPOCRISIA 

Boccacio attraverso il Decameron non solo rivendica una diversa chiave di lettura delle spinte pulsionali presenti nella natura umana ma anche conduce una critica contro ogni forma di ipocrisia e di censura rivendicando il ruolo della natura quale componente essenziale della natura umana ma questa rivendicazione non è mai staccata dall'ingegno che ha il compito di disciplinare le forze pulsionali riconducendole entro i limiti della ragionevolezza, dell'onestà e della gentilezza. 
Considerare la natura significa quindi rispettarla prima di tutto, non abbandonarsi ad essa, è un richiamo quello che fa Boccaccio ai valori individuali che sono comunque sempre riconducibili nell'ambito della natura in quanto l'ingegno stesso è una componente della natura che si pone al servizio della natura stessa impedendo qualsiasi deriva che faccia scivolare l'uomo verso gli istinti più bestiali. 

***** Quanta saggezza emerge nel pensiero di Boccaccio ! Dopo i recenti e terribili fatti di cronaca che hanno visto un mostro accanirsi contro una giovane vita diventa chiaro il messaggio di Boccaccio, troppa ipocrisia e retorica c'è dietro a un'idea di famiglia in cui si celano troppo spesso terribili forze naturali che solo l'ingegno ( come inteso da Boccaccio) può stemperare e condurre entro regole accettabili e condivise...se questo non accade l'uomo ritorna al suo stato bestiale. 


"Io non so, piacevoli donne, se egli mi si verrà fatto di farvi con una mia novelletta non men vera che piacevole tanto ridere quanto ha fatto Panfilo con la sua: ma io me ne ingegnerò"....

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Published by Caiomario - in Libri

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