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13 marzo 2014 4 13 /03 /marzo /2014 13:39

 

 

 

 

LIALA APPARTIENE A PIENO TITOLO ALLA NARRATIVA ITALIANA

Poche sono le recensioni sui libri di Amalia Liana Negretti Cambiasi in arte Liala quasi che ci si vergognasse di parlare di un'autrice che non solo ha scritto tanto ma è stata anche letta tanto.
Probabilmente l'aver etichettato Liala come autrice delle donnicciuole o come scrittrice di romanzi rosa, ha fatto declinare velocemente gli entusiasmi legati diffusione dei suoi libri che oggi sono ancora quelli letti dalle adolescenti, è pur vero che sono cambiati i tempi, le donne e gli uomini, ma il meccanismo degli amori vissuti con il contrasto rimane con tutto il suo fascino.

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Ma Liala appartiene a pieno titolo alla narrativa italiana ed è la più fedele continuatrice della sensibilità dannunziana, senza D'Annunzio non ci sarebbe stata la Liala che conosciamo e pur senza toccare le vette auliche del Vate, aveva un senso dell'estetismo molto sviluppato e una capacità di sviluppare trame sempre coinvolgenti pur indulgendo in una sorta di pettegolezzo letterario che rende lievi e attraenti le sue storie.
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Liala non si studia nella storia della letteratura e il pregiudizio intellettualistico della nostra critica appare spocchioso spesso troppo indulgente verso autrori/autrici che sarebbero dei perfetti sconosciuti se le spinte editoriali non collocassero i loro libri in spazi che non gli appartengono, sovente mi capita di leggere di autori del tutto sconosciuti e di opere di scarso valore letterario, Liala non ha scritto capolavori ma ha composto dei buoni libri.

DONNA DELIZIA

"Donna Delizia" è un libro di Liala che fu pubblicato per la prima volta nel 1944, è quella un Italia completamente diversa da quella attuale, il mito della "femme fatale" era così forte che da un lato la donna doveva essere madre e moglie ma dall'altra parte l'universo maschile guardava oltre e nel suo immaginario c'erano le attricette e le ballerine della rivista o le dive dei telefoni bianchi, o madre o femmina non c'era una via di mezzo e il seno di Clara Calamai rappresentava quanto di più erotico allora si potesse concepire.
Donna Delizia è un romanzo teso fra questi due estremi da una parte una ragazza, la protagonista che è una ballerina/attricetta dell'avanspettacolo che vive da femmina, da amante.
Non c'è in Liala nessun indulgere verso scene volgari ma il suo descrittivismo ben mette in evidenza le caratteristiche del personaggio comprese quelle di un linguaggio dove predomina il "permette signorina?", ne esce fuori un amore fatto di corteggiamenti e di attese, di aspettative, di donne discrete ma è l'amore visto con l'occhio della donna che vede l'uomo e della donna che è anche madre.
In questo sta la genialità di Liala che sembra raccogliere diversi generi condensandoli, riuscendo a captare i bisogni della donna, di ogni donna che non sa rinunciare al suo desiderio di maternità.
Quella descritta da Liala è una donna molto meno subalterna di quanto si possa credere, alcuni hanno parlato del fascino perverso di Liala per la sua capacità di saper attrarre lettori attraverso il sentimento ma leggendo Donna Delizia si rimane colpiti dalla freschezza e dalla vivacità dei sentimenti della protagonista.


Una vivacità fatta di educazione e di rispetto e perciò di eleganza ma anche di silenzi di attese e di umorismo, quello che più colpisce è l'attualità di Liala e non me ne vogliano le lettrici se c'è una perfetta corrispondenza tra la protagonista del libro e quello che è sempre stata una delle occupazioni preferite nel prinato della donna, Alberto Asor Rosa aveva parlato del gusto di Liala per "la descrizione accurata e minuziosa del quotidiano rito della toeletta" ma questo gusto era anche una straordianria capacità di saper descrivere l'universo femminile con le sue ritualità per niente spiacevoli.


Probabilmente anche la maternità descritta da Liala rientra in questa capacità di saper scoprire l'intima necessità di una donna che attraversa diverse fasi e se nel 1944 essere attricetta di rivista o diventare una diva dei telefoni bianchi, era comunque quello che sognavano le ragazze dell'epoca, oggi tale aspirazione non è cambiata, salvo poi di desiderare ardentemente di tornare ad essere mamma.
E' solo un malinteso ruolo di essere donna e madre che può fare condannare tale aspirazione come un atteggiamento remissivo, Liala non aveva questa intenzione........i problemi di cuore rimangono, oltre Liala.

I critici letterari non hanno capito niente di LIala e anche le femministe di quarat'anni fa alla fine hanno avuto problemi di cuore come la protagonista di Donna Delizia...oh che delizie di donne!!!!

 

 Donna Delizia ...........Donna e Delizia............Delizia di Donna

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Published by Caiomario - in Letteratura

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