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21 settembre 2014 7 21 /09 /settembre /2014 22:23

Ci sono due libri che hanno caratterizzato un'epoca, quella degli anni '70: "Porci con le ali" di Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera e "Padre e padrone" di Gavino Ledda, prima e dopo la loro pubblicazione vi è  un lungo elenco di opere letterarie: diversi capolavori, parecchi libri ordinari e una quantità sterminata di libri che non meritano neppure di essere ricordati.
La differenza che passa tra un best seller e un fenomeno letterario risiede nel fatto che il best seller sta nelle classifiche dei libri per venduti per un periodo più o meno lungo, poi viene dimenticato; il fenomeno letterario, invece, "cannibalizza" tutto  e diventa linguaggio oppure un esempio (buono o cattivo non ha importanza).
"Padre Padrone" è stato ed è un  libro cult perché prima di tutto è un libro autobiografico e racconta una storia aspra e poi per il fatto che ancora  oggi colpisce l'immaginario collettivo la storia di un pastore analfabeta che partendo dall'ovile arriva ad un clamoroso successo letterario al punto che il suo libro venne trasposto su pellicola diventando a sua volta uno dei film più visti degli ultimi decenni.

Ma cosa succede all'autore, Gavino Ledda dopo la pubblicazione di  "Padre e Padrone"? Se il libro che ha portato al successo Gavino Ledda reca come sottotitolo "l'educazione di un pastore", "Dopo Padre e padrone" è la  storia di quella realizzazione  e di di quell'aspirazione che Gavino Ledda espresse con queste parole: "La mia strada per diventare uomo la troverò nello studio. 'E uscirò al più presto da questa palude di sangue venduto dove noi siamo le rane  e i canti sono gli ordini ululati qua e là: concerti di pazzia. I miei compagni sono felici di essere dentro una divisa. E qui tutti ti dicono: io sono un sergente, io sono un capitano. Va bene, io strumentalizzerò questa. Mi pagano e avrò i mezzi per studiare".

Nel libro curato dallo storico  Manlio Brigaglia viene raccontato  tutto quello che accadde dopo il successo letterario di "Padre e padrone", il titolo  completo del libro è: "Gavino Ledda dopo Padre padrone: il libro, il film, la Sardegna". I libro costituisce per il lettore l'occasione per conoscere nei dettagli cosa Gavino Ledda intendesse dire quando scrisse "La mia strada per diventare uomo la troverò nello studio"; e quella che sembrava una semplice aspirazione diventò  "una profezia autoavverantesi" e infatti tutto si realizzò così come Gavino Ledda sperava fin da quando partì per il continente per fare il servizio militare obbligatorio.
 Lo scrittore di Siligo  con una feroce determinazione difficile da riscontrare nelle persone comuni, riuscì a laurearsi  in glottologia fino a diventare assistente di "Filologia romanza e linguistica sarda" presso la facoltà di lettere e filosofia dell'Università degli studi di Cagliari; Manlio Brigaglia racconta nei dettagli la storia di quel periodo successivo alla pubblicazione del  celebre libro fino alla realizzazione del film omonimo prodotto da F.lli Taviani che, nel 1977, vinse la Palma d'oro al Festival di Cannes.
Ciò che ancora sorprende è il percorso di crescita personale intrapreso da Gavino Ledda il quale riuscì ad  entrare nell' Accademia della Crusca, il tempio della lingua italiana; la prestigiosa istituzione agli inizi degli anni '70 era diretta da uno dei più grandi studiosi della lingua italiana, il glottologo e linguista Giacomo Devoto autore di molte libri e del celebre vocabolario utilizzato da migliaia di studenti di ogni ordine e grado.

E' una bella storia quella di Gavino Ledda, ma è anche la metafora di chi si ribella alla schiavitù e fa di tutto per uscire dalla sofferenza, non tutti ci riescono ma alcuni si. Leggendo "Padre e padrone" fui affascinato da quella storia autobiografica, ma mi mancava il dopo, il libro ha colmato questa mia lacuna facendo conoscere molti dettagli che contribuiscono  a far conoscere l'uomo Gavino Ledda il quale dimostrò una capacità di resistere alla sofferenza  tipica di tutti gli uomini che hanno un carattere forte e determinato.

Anche il rapporto conflittuale che Gavino Ledda ebbe con il padre durante gli anni della sua infanzia e della sua giovinezza, negli anni della maturità venne letto in modo diverso dallo scrittore di Siligo; il rapporto con la sua terra si trasformò in un riscatto individuale che fu anche riscatto di una comunità e che gli permise manifestare senza reticenze il proprio amore verso la Sardegna e il forte attaccamento alle proprie origini, attaccamento che in realtà non venne mai scalfito e che è stato sempre vissuto con fierezza.

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Published by Caiomario - in Libri

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