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11 febbraio 2012 6 11 /02 /febbraio /2012 10:57

 
Chissà se Fabio Volo con il suo "Esco a fare due passi" ha solo voluto fotografare la realtà personalissima di un trentenne come tanti oppure abbia voluto indicare una via per combattere le contraddizioni della vita moderna oppure abbia voluto fare una sorta di confessione. Certo leggendo oggi questo libropubblicato per la prima volta nel 2004, è  fin troppo facile arrivare a delle conclusioni forse diametralmente opposte a quelle che il lettore "medio" avrebbe fatto 8 anni fa. Supposizioni a parte, "Esco a fare due passi"è un bel libro intanto perché fa riscoprire il gusto della lettura per la lettura, ma anche perché, nonostante, il presunto disimpegno, l'autore ha il buon gusto di fare raccontare al protagonista (Francesco) quello che lui stesso pensa. Francesco ha ogni spazio della sua vita riempito da un lavoro invadente che gli dà poche possibilità di vivere una vita sociale normale e soddisfacente, forse l'unico ambiente in cui ha delle relazioni è quello lavorativo, un ambiente di cui, se non fosse per ragioni di necessità, farebbe sicuramente a meno. L'acquisto compulsivo è la terapia che Francesco adotta per combattere lo stress da lavoro, ma presto si rende conto che più compra, più deve spendere e più è costretto a spendere, più deve lavorare e più lavora più cresce il livello di stress.

Fabio Volo non è un teorico della decrescita nè un filosofo (e probabilmente non lo vorrebbe essere) ma attraverso il suo racconto scritto con uno stile coinvolgente arriva al nocciolo della questione evidenziando la vera contraddizione di questa nostra società occidentale. Abbiamo visto che se la filiera si ferma tutto il mondo dell'economia crolla come un castello di carte, eppure continuano ad invitarci a spendere per comprare cose di cui non abbiamo bisogno. Ormai molti sono condannati a lavorare per pagare i debiti contratti acquistando la spazzatura che ci propongono. Il livello di stress così sale mentre il portafoglio si svuota.

Allora? Ognuno arrivi alla sua conclusione compresa quella di essere ostaggi delle finanziarie che ti legano a vita. Del resto Francesco non vuole altro che un lavoro tranquillo, fare una vita più sana e...smettere di fumare. Aspirazioni legittime e non un desiderio da condannare come sostiene qualche "professore" con la vocazione del posto fisso (per lui e per i figli) e della precarietà (degli altri).

Secondo un sondaggio di IPR Marketing, un italiano su due fatica ad arrivare alla fine mese e sono pochissimi coloro che riescono a destinare una parte del loro reddito al risparmio. E' vero ci sono salari sempre più bassi, molte persone sono in cassa integrazione e prendono il 50 per cento di quello che prendevano quando lavoravano a tempo pieno, altri sono in un perenne stato di precarietà, ma è anche vero che molti pagano ogni mese delle "mini rate" che falcidiano le loro entrate e che spesso si aggiungono alla rata del mutuo.

I love shopping? No grazie.....

 

"....nelle auto prese a rate dio è morto, 
nei miti dell' estate dio è morto... " Francesco Guccini

http://www.youtube.com/watch?v=u5XY42Y4m8A




 

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Published by Caiomario - in Libri

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