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5 gennaio 2014 7 05 /01 /gennaio /2014 18:29

I VIAGGI NEI TEMPI MODERNI

I tempi moderni, nonostante tutto, sono caratterizzati da una disposizione benevola da parte del pubblico verso i viaggi anche se l'organizzazione della nostra società sembra non lasciare alcun spazio all'immaginario romantico del viaggio come momento di scoperta quasi fosse una condizione oggettiva che in realtà non esiste più da tempo in quanto tutto quello che c'era da esplorare è stato già in buona parte scoperto. Rimangono i fondi degli oceani ma nel resto del mondo c'è qualcuno che è già arrivato per primo!
Eppure nonostante questo dato di fatto ogni viaggio può essere anche oggi una continua scoperta se viene vissuto come una condizione esistenziale perché ogni cosa è nuova per chi non l'ha mai vissuta.

La mia premessa iniziale è necessaria per presentarvi un libro "gustosissimo" intitolato "Era meglio non partire" che ho letto con divertimento ed interesse e che inevitabilmente mi ha portato a fare una comparazione con il modo odierno di vivere il viaggio inteso come spostamento dalla propri residenza ad altro luogo. Il raffronto coll'oggi è inevitabile anche se sono consapevole del fatto che gli uomini e le donne che vissero quelle situazioni di disagio (per quanto siano meticolosamente raccontate) sono lontanissimi dalla nostra mentalità che non sa più affrontare la casualità degli eventi. Forse per il nostro bene e delle generazioni che verranno, dovremmo riappropriarci di quello spazio vacuo ed incerto che rende la vita un'esperienza unica ed originale che vale la pena di essere vissuta.

LA SCOPERTA DEL VIAGGIATORE


Il viaggio come lo viviamo noi oggi non ha niente a che fare con il modo in cui era vissuto dai viaggiatori del Settecento e dell' Ottocento, eppure la propensione alla scoperta è la medesima anche se gli itinerari che affrontiamo sono comodi e le situazioni di viaggio che ci troviamo ad affrontare sono abbastanza piatte a meno che non accadano degli imprevisti catastrofici. Ma avete mai pensato che cosa fosse intraprendere un viaggio in un epoca in cui i mezzi di trasporto erano lenti e avvenivano o a piedi o in carrozza e quando era impossibile comunicare con le persone che si trovavano lontane?
Avete mai pensato che cosa significasse non trovare per centinaia di chilometri un punto di ristoro e non potersi cambiare o non poter andare in bagno? Provate ad immaginare quelle condizioni davvero estreme e arriverete alla conclusione che "era meglio non partire"...eppure gli uomini e le donne di allora partivano ed andavano ovunque a costo di vivere grandissimi disagi e di rischiare anche la pelle!!

La figura del viaggiatore non è una scoperta moderna, l'uomo ha sempre viaggiato e si è spostato sin dalla notte dei tempi, pensate ai viaggi di Marco Polo e ancora prima a quelli che facevano i Romani quando andavano a conquistare terre lontane dall'Urbe, ma se riflette bene su quei viaggi vi renderete conto che quei viaggi avvenivano per ragioni diverse dalle nostre: i viaggi erano mercantili, di pellegrinaggio, di conquista, di studio e di scoperta di luoghi inesplorati mai di piacere!

Solo nel '700 nasce il viaggio inteso in senso moderno visto come momento di formazione e in concomitanza con questo modo di vivere il viaggio nascono anche i romanzi in cui si racconta l'ansia esploratrice e di scoperta che animava l'uomo moderno che trova la sua emblematica rappresentazione nel viaggio di Robinson narrato magnificamente da Daniel Defoe. Poi l'uomo ha incominciato a scoprire il viaggio come momento di relax anche se le circostanze vissute per raggiungere i luoghi di destinazione non erano certe confortevoli. Tutt'altro!

Il Robinson Crusoe (titolo completo "La vita e le straordinarie, sorprendenti avventure di Robinson Crusoe") è un romanzo molto più complesso di quanto possa sembrare, una lettura veloce e superficiale non permette di cogliere tutti gli aspetti che implicitamente ed esplicitamente sono affrontati dall'autore a partire dal modo in cui l'uomo borghese del '700 viveva la conquista e l'esplorazione di terre sconosciute e di come questo modo di vivere abbia avuto delle implicazioni fortissime nelle nascenti critiche che incominciavano a mettere in discussione il primato della cultura europea nei confronti delle culture.
Sulle opere degli intellettuali e degli scrittori del '700 è stato detto molto ma non tutto, mentre poco conosciute sono le relazioni di viaggio scritte da persone reali che si trovarono a vivere delle esperienze vere la cui conoscenza è per noi motivo di riflessione.

IL LIBRO

Nel libro sono presenti 30 report che fanno esplicito riferimento alle situazioni più disparate incontrate in occasione di viaggi intrapresi dagli autori verso terre lontane, ma al di là dell'interesse per l'aspetto narrativo del diario, quello che certamente mi pare più stimolante è conoscere gli scenari raccontati da quei viaggiatori a cui non mancava di certo un giudizio spregiudicato nei confronti di culture diverse dalla loro. Le riflessioni scritte sulle situazioni che quei viaggiatori vissero possono essere lette dal punto di vista ideologico ma prima di ragionare su questo aspetto, vorrei fare un riferimento a quanto dicevo nelle righe precedenti e che riguarda gli scenari incontrati: le condizioni delle strade erano pessime, era facile imbattersi in pericoli improvvisi che potevano anche avere degli esiti drammatici, il pericolo di essere rapinati era altissimo e i mezzi più veloci impiegati per trasferirsi erano esclusivamente a trazione animale.

Ciò che più mi ha colpito del libro e che in un certo qual modo ha rappresentato per me una novità è la presenza di molte testimonianze di viaggio scritte da donne che appartenevano ad una classe sociale elevata come ad esempio Isabel Burton moglie di Sir Richard Francis Burton uno degli esploratori e studiosi di etnologia più importanti dell'800 la Burton è stata una figura di donna intellettuale sui generis, dinamica, vivace, osservatrice della realtà, amante dell'Italia dei suoi paesaggi e della sua cultura, pronta a seguire il marito in viaggi avventurosi dove non si aveva alcuna certezza ad arrivare a destinazione.

Nel libro troviamo un brano tratto dall'opera "In viaggio con un asino" (si trova anche la traduzione "In viaggio con l'asino" ma non è corretta in quanto il titolo originale è "Travels with a donkey" letteralmente andrebbe tradotta "Viaggi con un asino") dello scrittore inglese Robert Louis Stevenson noto soprattutto per avere scritto "L'isola del tesoro" ; la storia raccontata da Stevenson è stata da lui vissuta personalmente negli Stati Uniti che aveva raggiunto dall'Europa con un bastimento (già questo particolare fa capire che cosa significasse un viaggio transoceanico a bordo di navi maleodoranti e poco sicure), da qui decise di raggiungere con mezzi di fortuna la California per ricongiungersi con una donna di nome Fanny con la quale poi si unirà in matrimonio.

Se una critica può essere mossa al libro riguarda il fatto che il taglio antologico pur funzionale allo spirito dell'argomento trattato, non permette di conoscere altri aspetti come ad esempio la biografia degli autori che comunque il lettore potrà conoscere attraverso una ricerca personale.

 CONSIGLIATO A TUTTI E IN PARTICOLARE A QUELLI DELLA VACANZA DEL TUTTO COMPRESO

 
Concludendo consiglio la lettura del libro, ne esistono moltissimi libri del genere narrativa di viaggio, questo invece, grazie alla scelta dei testi, ci dà uno spaccato di come il viaggio era vissuto in un recente periodo quando la sua fruizione era favorita anche da eventi nuovi; non lo definirei un libro impegnato ma la sua lettura è utilissima a chi oggi cerca la vacanza del tutto compreso e tornando magari si lamenta della spiaggia che era troppo lontana dall'albergo in cui alloggiava.


SCHEDA DEL LIBRO
Titolo:Era meglio non partire
Autore: AA.VV.
Editore: Archinto
Anno di pubblicazione: 2007
Pagine: 160

_________________________________________________ ___________________________



Chissà come se la sarebbero cavata all'ora i tanti personaggi che oggi pretendono di insegnarci come si sopravvive in condizioni estreme, quelle raccontate nel libro lo erano veramente e non c'era il trucco!!!

Conclusione: Oggi dopo un viaggio è raro che rimangano pagine memorabili

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Published by Caiomario - in Libri

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