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6 agosto 2012 1 06 /08 /agosto /2012 06:05

Investimento

Favole al telefono - Gianni Rodari - Favole al telefono - Gianni Rodari Libri

 

 

Gianni Rodari aveva più di una volta dichiarato il suo amore per la letteratura infantile confessando di volere "scrivere per i bambini -(non "per i ragazzi") e a proposito della differenza tra lettori bambini e  lettori ragazzi puntualizzò dicendo:  "è giusto che  (i ragazzi) leggano Tolstoj, Primo Levi o Ho Chi Min, che nuotino nel mare, grande senza salvagente. 
Questa passione che gli valse nel 1970 il Premio Andersen (una sorta di "Nobel della letteratura infantile come ricordano i curatori dell'edizione pubblicata nel 1971 da Einaudi), nacque per caso e lo portò ad essere uno degli autori più prolifici del genere; nel periodo che va dal 1950 al 1974 scrisse circa una dozzina di libri dedicati ai bambini, libri che riscossero un successo internazionale e che vennero tradotti in molte lingue. 
Quando Rodari parlava dei suoi esordi diceva che i suoi primi scritti non erano rivolti a bambini qualunque ma a bambini che avevano in mano un quotidiano politico riferendosi a quei primi racconti umoristici inseriti nell' "Unità" dove lavorò tra il 1947 e il 1950. Ma da dove nascevano questi racconti? Erano spesso una riproposizione delle narrazioni che raccontava ai suoi alunni per tenerli buoni. La sua prima raccolta intitolata "Il libro delle filastrocche" venne pubblicata nel 1950, seguirono poi "Le avventure di Cipollino" e poi dopo aver pubblicato altri celebri racconti "Favole al telefono" considerato un capolavoro della letteratura infantile. 

Ci piace la definizione che Rodari diede di se stesso quando si paragonò ad un fabbricante di giocattoli e ricordando che la maggiore soddisfazione per un autore che scrive libri destinati ai bambini è quella di impegnare tutta la personalità dei giovani lettori esattamente come accade con il giocattolo. 
Tutte le storie di Rodari sono quindi prima di tutto un esercizio ludico. Sposo appieno l'idea che i libri scritti per uno scopo ludico siano l'incontro ben riuscito tra poesia e pedagogia. 

FAVOLE AL TELEFONO 

Sono state pubblicate numerose edizioni di "Favole al telefono" a partire dal 1961, ho l'edizione del 1973 pubblicata nella collana "Gli Struzzi" di Einaudi. 
Il libro si compone di 70 favole brevi, occupano non più di due paginette ciascuna, sono tutte storie surrealiste; molte di queste favolette sono indimenticabili come, ad esempio, quella intitolata "Gli uomini di burro" in cui si racconta la storia di "Giovannino Perdigiorno" che capitò nel paese degli uomini di burro che si squagliavano al sole oppure la famosissima "Brif, bruf, braf" che racconta la storia di due bambini che nel cortile della loro abitazione si divertivano ad inventare una lingua speciale per non fare capire niente agli altri. 
Nei racconti non c'è nessuna morale esplicita come ad esempio si trova nei favolisti classici è presente il gusto del raccontare per il raccontare come faceva il ragionier Bianchi di Varese che ogni sera in qualunque parte si trovasse raccontava a sua figlia una favola .....al telefono e siccome il telefono lo pagava raccontava favole brevi....ecco risolto il mistero della brevità di ciascuna favola. 

Ci piace poi quella definizione di "favole belline" usata da Rodari per connotare i suoi racconti, aggiungerei che sono favole semplici adatte ai bambini che, come si sa, non amano gli schemi e sono molto diretti. 

 La definizione di "favole belline" usata da Rodari  e il titolo scelto per la breve raccolta sembrano più dettate da ragioni di carattere affettivo verso i bambini e forse da esigenze di comunicazione, anche se più che di favole potremo parlare di "racconti brevi di fantasia" in quanto mancano gli elementi morfologici delle favole quali la figura dell'eroe, dell'antagonista, dell'apparizione, della magia etc.

Suggeriamo infine la lettura de "L'omino di niente", è l'ultima della serie,  ma in poche righe viene descritto il comportamento tenuto da molte persone, la cosa migliore è meglio leggerla e arrivare alla proprie conclusioni. 

STORIA UNIVERSALE 

"In principio la terra era tutta sbagliata, renderla più abitabile fu una vera faticata..............C'erano solo uomini con due braccia per lavorare, e agli errori più grossi si poté rimediare. Da correggere, però, ne restano ancora tanti: rimboccatevi le maniche, c'è lavoro per tutti quanti". 
(Da "Favole al telefono").

 

Articolo di proprietà dell'autore adattato per questo spazio

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Published by Caiomario - in Libri

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