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13 agosto 2012 1 13 /08 /agosto /2012 17:59

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"Frankenstein junior" del regista statunitense Mel Brooks è una parodia ispirata all'opera cinematografica "Frankenstein" (1931) del regista James Whale  interpretata magistralmente da Boris Karloff e tratta dall'omonimo romanzo di Mary Shelley scritto tra il 1816 e il 1817.

 

 

LA TRAMA 

Il film ha la sua ambientazione tra l'America e una poco probabile Transilvania, la terra che come è noto ha dato i natali (mitologici) al conte Dracula. 
Il protagonista è il giovane Friedrich Frankenstein, nipote del celebre  professor Victor Frankenstein che aveva assemblato dei pezzi di cadavere e dato vita a una creatura deforme e mostruosa. 
Il giovane Friedrich è talmente scettico sugli esperimenti condotti dal nonno da misconoscerne persino la parentela al punto da presentarsi storpiando il proprio nome e presentandosi come "Frankenstein". 
Tutto questo fino al momento in cui Friedrich non riceve il testamento del nonno che gli viene fatto recapitare da uno strano e oscuro personaggio di età molto avanzata che lo avrebbe prelevato diretttamente dalla tomba; decide allora di partire per la Transilvania con un gruppetto di accompagnatori in parte legati al nonno: Igor, uno strano e deforme aiutante discendente a sua volta dall'aiutante del dottor Frankestein, Inga una graziosa assistente e Frau Gluker antica amante del nonno. 
Suggestionato comunque dal nuovo clima creatosi, decide di ripetere l'esperimento, ruba un cadavere, manda Igor a rubare un cervello appartenuto a un famoso scienziato, Hans Delbruck
Igor però impauritosi per aver visto la sua immagine riflessa fa cadere il prezioso cervello che finisce spiaccicato per terra e ne preleva uno dove non si accorge che c'è apposta una scritta con la parola anormale. 
Quando l'esperimento si è concluso Friedrich si rende conto dello scambio dei cervelli che ha prodotto una ceratura mostruosa esattamente eguale a quella prodotta da suo nonno violenta e mugugnante che trova un pò di pace solo quando sente una particolare musica suonata da un violino. 
Ad un certo punto Frau Gluker fa fuggire il mostro che si mostra remissivo solo quando incontra una bambina e un cieco ed è un susseguirsi di scene comiche e divertenti. 
Catturato da Friedrich il mostro viene costretto ad esibirsi dinanzi ad un pubblico di spettatori divertiti che vengono poi aggrediti, una volta che spaventato dal fuoco non riesce a liberarsi. 
Il finale è imprevisto: il mostro viene nuovamente catturato e imprigionato e dopo essere riuscito ancora una volta a fuggire, seduce l'ex fidanzata di Friedrich venuta dall'America per convolare a nozze con il suo amato a sua volta sedotto da Inga l'assistente di laboratorio. 
Attratto nel castello dalla musica del violino qui Friedrich decide di fare uno scambio di cervelli, il cervello di Friedrich passa al mostro e quello del mostro a Friedrich. 
Il finale è altamente comico: un doppio matrimonio tra il mostro che ha acquisito cultura e gentilezza e l'ex fidanzata di Friedrich e quello tra lo scienziato che ha il cervello del mostro e la bella assistente. 

IL COMMENTO 

Per chi volesse trovare nel film la complessità delle problematiche che accompagnarono i film su Frankenstein che si rifacevano al romanzo di Mary Shelley ha sbagliato la scelta filmica: il film è una parodia e lo scopo di Mel Brooks è divertire il pubblico creando numerose situazioni al limite del grottesco e dell'inverosimile, le tecniche usate sono quelle che normalmente vengono usate nel genere letterario e filmico della parodia tra cui la distorsione sistematica dei fatti, l'alterazione di scene già esistenti, la ripetizione. 
L'horror che dovrebbe accompagnare il film almeno all'inizio viene spogliato da tutta la sua carica di emotività negativa scivolando nel ridicolo, la parte emotiva viene depotenziata, ogni fatto che potrebbe sembrare a prima vista terrificante scivola nella comicità e talvolta nel ridicolo.

Mel Brooks è  molto abile a riproporre determinate scene senza fare scendere l'attenzione dello spettatore come nel caso delle ripetute fughe del mostro e della sua successiva cattura, delle frequenti ripetizioni della musica del violino o della scena del cieco che per ben tre volte, nonostante cerchi di essere gentile con il suo ospite, finisce col fargli del male. 

Fonte immagine:  http://farm3.static.flickr.com/2179/2070676446_8bb672a8d8.jpg2070676446_8bb672a8d8.jpg

 

 

 
Deformazione: ogni personaggio è poi deformato al limite dell'inverosimile: c'è il bruttissimo, il vecchissimo, la bellissima, il mostruoso, il cieco, etc. ...l'eccesso è quello che accompagna il genere comico che tende a caratterizzare e deformare. 

Allusioni: è forse la parte più difficile da cogliere ma è evidentemente presente come, ad esempio, il rimando ad Einstein forse per l'assonanza con il nome di Frankenstein o il rapimento della bella, già presente nella celebre scena del film King Kong. 

Dialoghi: il linguaggio è quello della gag, del doppio senso, dell'allusione, dei giochi di parole, tutto con il fine di creare l'equivoco, di provocare confusione, di favorire l'effetto comico. 

Assenza del colore: il film è in bianco e nero e questa è stata una buonissima scelta da parte del regista in quanto la pellicola, pur essendo del 1974, ricorda i film del periodo pioneristico del cinematografo. 

Doppiaggio: un'ultima annotazione riguarda l'edizione italiana del film per quanto riguarda il doppiaggio, molto del suo successo e l'amplificazione dell'effetto comico è certamente dovuto alla voce di Oreste Lionello che sapeva imprimere un ritmo comico unico ai personaggi da lui doppiati e questa sua capacità ha contribuito non poco al successo di alcuni mostri sacri della comicità mondiale. 

Un film consigliato a tutti gli amanti del genere, merita di essere visto.

 

Articolo di proprietà dell'autore adattato per questo spazio.

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Published by Caiomario - in Z. Cinema

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