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31 dicembre 2014 3 31 /12 /dicembre /2014 04:23



Non farò un riassunto sulla fiaba dei fratelli Grimm, la maggior parte delle persone la conoscono o per lo meno sono convinte di ricordarla, per chi non conoscesse la fiaba potete trovare in rete la versione originale.
Prima però di condividere le mie riflessioni vi racconto come ho conosciuto la fiaba di Hänsel e Gretel: da piccolo quando avevo 6 anni,  i miei genitori mi regalarono un bel mangiadischi giallo che era condiviso e che permetteva  a tutta la famiglia di ascoltare i 45 giri; all'epoca non esistevano neanche le musicassette, qualcuno -tra i più "tecnologici"- possedeva le cassette super8, dei mattoni che permettevano di ascoltare la musica in auto e che occupavano molto spazio, ma i dischi 45 giri erano i supporti più diffusi che consentivano di ascoltare musica  che era soprattutto musica leggera.
E' proprio in quel periodo che mia madre cominciò a comprare la magnifica raccolta delle "Fiabe sonore" edita dalla Fabbri Editori, alla fine del libretto riccamente illustrato c'era il disco, Hänsel e Gretel faceva parte della raccolta e quel racconto l'ho ascoltato tante di quelle volte che ho perso il conto.
Poi ho cercato di capire quale fosse il punto della fiaba che, quando ero bambino mi piaceva di più e non c'è dubbio che la parte più paurosa (per questo mi piaceva) era quella della vecchia strega che vuole mettere nel forno i due bambini. Un'altra parte che mi piaceva era quella in cui Hänsel dopo essere stato rinchiuso in una gabbia, fa sentire alla vecchia strega un bastoncino per ingannarla e farle credere che era magro e che non era ancora giunto il momento di cuocerlo a puntino.
Come ho avuto occasione di dire a proposito della matrigna di Cenerentola raccontata da Perrault anche i fratelli Grimm hanno contribuito a creare nella mia  mente un'immagine negativa delle matrigne; anche in Hänsel e Gretel vi è una matrigna, la moglie del taglialegna, il padre naturale dei due bambini.
Chissà perché i favolisti hanno descritto sempre le matrigne come donne cattive, forse perché erano davvero così e in effetti la frase pronunciata dalla moglie non lascia adito ad equivoci: "Come potremo dare da mangiare a loro se non abbiamo niente noi per sfamarci ?"; poi la soluzione per combattere la miseria: abbandonare i bambini nel bosco.
E il padre cosa fa? Acconsente, insomma la matrigna era cattiva ma il padre era uno smidollato. Ecco la conclusione a cui è facile arrivare, ma bisogna pensare che ancora oggi molti bambini vengono abbandonati o venduti perché i genitori non si possono permettere di mantenerli. E' una triste realtà, non è la storia di Hänsel e Gretel!
La fiaba di Hänsel e Gretel mi ha insegnato due cose: bisogna sempre avere una speranza per affrontare la vita e diffidare di tutti coloro che fanno vedere una casa di marzapane. Sono molti quelli che fanno vedere una cosa che sembra bella ma che in realtà è una trappola costruita apposta per cuocerci a puntino.


QUALE EDIZIONE SCEGLIERE

Consiglio di leggere  la fiaba di Hänsel e Gretel tradotta dallo scritto originale dei  fratelli Grimm, altre versioni "morbide" per i bambini sono più brevi ma mancano i particolari e spesso è il particolare che fa la differenza.
A cosa serve leggere una fiaba come quella di Hänsel e Gretel
Rispondo con le parole di Gianni Rodari:
«A cosa servono le fiabe? Se dovessero servire a ispirare buoni sentimenti [......] morirebbero a ogni generazione, ogni volta che la gente si fa un'idea diversa di quelli che sono i "buoni sentimenti. Secondo noi le fiabe servono soprattutto alla formazione della mente: di una mente aperta in tutte le direzioni possibili ».
Una fiaba non serve a niente se vogliamo, ma nasce dalla tradizione orale e rispecchia una realtà -quella popolare- che mostra una cosa che non è mai cambiata: il mondo spesso per i più deboli è ingiusto, ma qualche volta il cattivo finisce male.



Caiomario

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Published by Caiomario - in Libri

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