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30 novembre 2012 5 30 /11 /novembre /2012 08:45

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Valerio Massimo Manfredi è il Maestro del romanzo storico, non è solo un fenomeno dell'editoria che ha conquistato i primi posti delle classifiche dei libri più venduti, ma un eccellente narratore che sa appassionare in modo emozionante ed intenso i lettori.

"Il faraone delle sabbie" è un libro pubblicato nel 1999 per le edizioni Mondadori e rientra a pieno titolo nel genere thriller, un affascinante racconto dove gli eventi passati diventano vitali intrecciandosi con le ambientazioni moderne; al di là delle ricostruzioni più o meno fantasiose, il merito di Valerio Massimo Manfredi è la sua capacità di scrivere delle storie che sono sempre imprevedibili e di imbrigliare il lettore lungo misteriose traiettorie attraverso le quali i personaggi storici del passato rivivono non rimanendo solo dei nomi privi di significato.

Il gradiente di un racconto è sempre personalissimo, diverse voci indicano "Il faraone delle sabbie" come uno dei racconti meno riusciti dello scrittore emiliano, chi scrive dissente in quanto un romanzo storico non è e non deve essere un libro di storia; la finzione narrativa è l'unico modo per rendere compatibili le ambientazioni del passato con quelle moderne.

Il libro appartiene al genere della suspense mozzafiato, un genere se vogliamo ormai inflazionato al punto che molti romanzi sembrano uno la fotocopia dell'altro, ma Valerio Massimo Manfredi riesce sempre a consegnarci dei racconti elettrizzanti che trasportano il lettore verso esiti inaspettati.

La trama nella quale i grandi ideali si fondono con il sentimento d'amore, si snoda tra scenari di un Medio Oriente antico e misterioso e gli intrighi di un terrorismo internazionale che catapulta il lettore nella realtà contemporanea. Lo stacco tra i due momenti storici è evidente, quella che all'inizio sembra una storia di archeologia diventa una narrazione dall'esito inaspettato. Davvero avvincente!!

TRAMA

Il lettore si trova proiettato nel VI secolo a.C. nella Gerusalemme governata  dal re Sedecia mentre l'esercito di Nabuconodosor la sta cingendo di assedio:

"Le trincee cingevano i fianchi di Sion, gli arieti e le macchine ossidionali minacciavano i suoi bastioni"

Il fatto è storicamente accaduto e documentato, anche l'interrogativo a cui fa riferimento l'autore è lo stesso che troviamo nelle Scritture (1) dove viene descritto un popolo privo di qualsiasi riferimento che pensava di essere stata abbandonato dal Signore a favore di un sovrano forte e potente come Nabuconodosor.

Il dialogo riportato tra il profeta Geremia (2) e il re Sedecia è realistico e probabilmente il contenuto di una parte delle conversazioni tra i due avvenne proprio sulla necessità di arrendersi a Nabuconodosor che concesse al regno di Sedecia una sorta di autonomia in cambio della sua fedeltà ma che il re di Israele tradì tramando con gli Egiziani. 

Il re Sedecia rigetta le accuse di Geremia giustificando il fatto di aver chiesto l'aiuto del faraone in quanto Nabuconodosor aveva dato agli israeliti un luogo arido e privo di frutti e bestiame.

Geremia a questo punto accusa il re Sedecia di  avere un comportamento tracotante nei confronti del Signore Dio a cui chiederebbe di render conto del suo operato e decide di abbandonarlo al suo destino.

Sedecia tenta il tutto per tutto cercando di mettersi in salvo fuggendo ma viene catturato, ridotto in catene e successivamente accecato mentre morte e desolazione colpiscono Gerusalemme e i suoi abitanti.

Geremia nel frattempo riceve l'ordine di recuperare gli arredi del tempio l'Arca dell'Alleanza che si trovavano all'interno del Tempio, nel Sancta Sanctorum che ospitava il trono dell'Altissimo. Lo storia prosegue sino a quando Geremia giunge  con il prezioso carico in compagnia di Baruc, il suo aiutante, ai piedi del Sinai e scompare per sempre dietro un cumulo di rovine. 

Le prime pagine del libro sono appassionanti, il lettore ha la sensazione di assistere al drammatico dialogo tra Geremia e Sedecia così come ai preparativi della sortita disperata del sovrano israelita e alla sua successiva cattura da parte degli assedianti babilonesi. L'autore descrive bene luoghi e persone dando plasticità  e ritmo ad eventi storici di un passato che cammina a fianco del lettore sino a quando lo scenario cambia e la finestra si apre nella Chicago del secondo millennio.

Un nuovo protagonista si affaccia nel racconto, è William Blake, uno studioso dell'antico Egitto che viene a conoscenza di un traffico di reperti archeologici di straordinaria importanza, la storia si complica microfilm, file e carteggi rendono sempre più misteriosa la narrazione.

Lo scenario si sposta in Medio Oriente: una spedizione archeologica statunitense viene organizzata per riportare alla luce dei reperti archeologici nel deserto del Neghev; nel corso degli scavi avviene un crollo che permette di scoprire una tomba, è quella del faraone del deserto; mentre sullo sfondo una serie di intrighi internazionali rivelano inquietanti retroscena.

 

la storia si conclude con un esito inaspettato.........  

 

NOTE

(1) L'assedio di Gerusalemme è raccontato in 2 Re 25,1-25,7; i due libri dei Re sono da considerarsi come un'opera in cui gli eventi narrati sono letti sotto la lente della riflessione religiosa. Un altro passo importante in cui si racconta della Gerusalemme assediata è Geremia 6,1-6,30.

(2) In Geremia 18,1 si trova il passo in cui il profeta ribadisce la necessità da parte di Israele di farsi plasmare da Dio e di accettarne totalmente il dominio. In Geremia 18,13 troviamo la riflessione del profeta sulla colpa di Israele che si è dimenticata del Signore.

 


 



 

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Published by Caiomario - in Libri

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