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20 marzo 2014 4 20 /03 /marzo /2014 11:51

 

 

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Nel museo archeologico  di Rabat in Marocco, si trova un busto in bronzo di Marco Porcio Catone Minore  più conosciuto come Catone l'Uticense, così soprannominato per la città di Utica in cui si tolse la vita, era pronipote dell'altro Catone, noto come il Censore e come il celeberrimo antenato, era uomo parco ed estraneo ad ogni forma di lusso.

 

L'austerità dell'Uticense è proverbiale, era solito camminare a piedi nudi nel Foro e indossava abiti modesti, agli indigenti distribuiva gli stessi viveri che mangiava lui: rape e cipolle.

 

Ecco come lo storico greco Plutarco racconta gli istanti che precedettero il suo suicidio. Siamo nel 46 a.C, Marco Porcio Catone Minore si trova ad Utica non lontano da Cartagine, gli è giunta notizia che Cesare ha sbaragliato l'esercito dei repubblicani:

 

"Dopo avere mangiato e congedato gli ospiti, Catone si sdraia, prende il dialogo di Platone sull'anima e dopo averne letta una gran parte, volge lo sguardo verso il cuscino. Non scorgendo la sua spada, tolta da suo figlio durante il pasto, chiama uno schiavo e gli domanda chi l'abbia presa.

La prende, la tira fuori dal fodero e la guarda con attenzione; poi vedendo che la punta è ben acuminata e il taglio affilato dice: "Adesso sono padrone di me stesso".

Pone allora la spada vicino a sè, riprende il libro e lo legge. Poi prende la spada e se la conficca nel petto. Non spira immediatamente; durante l'agonia cade dal letto, facendo un gran rumore.....Gli schiavi udiscono, gridano e i figli e gli amici di Catone si precipitano nella camera.

Lo rinvengono in una pozza di sangue, ancora vivo e con gli occhi aperti. Il medico fascia la ferita, ma quando Catone rinviene, responge il medico, riapre la ferita e muore".

 

(da "Vita di Catone" di  Plutarco)

 

 

Catone l'Uticense aveva un senso dell'onore e del coraggio che  non può essere compreso dalla cultura dell'uomo del XXI secolo, eppure l''Italia dei vili, degli opportunisti e dei voltagabbana venne un tempo calpestata da uomini  dalla forte tempra come l'Uticense che dinanzi alla vergogna della sconfitta preferivano stoicamente uscire dalla vita piuttosto che subire l'umiliazione del vincitore.

 

 

 

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Published by Caiomario - in Storia

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