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27 gennaio 2013 7 27 /01 /gennaio /2013 19:22

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Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/33147718@N05/8078503145 (album di Australian National Maritime Museum on The Commons)

 

 

STORIA DI UN MARINAIO CHE DIVENTO' SCRITTORE 

In un periodo in cui latitano gli scrittori e i pensatori di razza e in cui coloro che dovrebbero insegnare letteratura non sono in grado di scrivere neanche una lista della spesa, leggere la vita di Joseph Conrad è di sprone a tutti coloro che, fuori da circuiti dei vari premi più o meno organizzati volessero intraprendere la carriera dello scrittore. 
Una carriera che spesso ha un riconoscimento postumo perchè, salvo rarissime eccezioni, il destino dello scrittore (come del resto quello dei filosofi e degli artisti) è quello di non essere compresi dai contemporanei e questa vale ancor di più nei tempi di oggi in cui i lettori sono usi a consumare e a considerare il romanzo come qualcosa che deve essere consumato a tutti i costi, una frenesia da best seller a cui gli editori si dedicano con sempre maggiore frequenza e che sembra incontrare il favore di lettori da ombrellone che distrattamente consumano le letture di pagine che vengono sfogliate come se si leggesse un rotocalco. 

Se nella vita di uno scrittore, di un artista o di un pensatore si ritrovano delle corrispondenze con quello che è lo spirito delle sue opere, allora ciò significa che l'opera è l'autore e questa immedesimazione di opera e autore distingue l'opera autentica dall'opera costruita, l'opera che è l'artista dall'opera finalizzata esclusivamente e solamente alla vendita ecco perchè spesso il best seller non è un capolavoro, con qualche rarissima eccezione. 

Joseph Conrad non sfugge a questa regola aurea dell'immedesimazione opera-artista e questo è il motivo di un successo che va oltre la contingenza delle logiche editoriali per quanto la pubblicazione dei suoi romanzi abbia portato lauti profitti ai vari editori che hanno pubblicato le sue opere. 

Joseph Conrad è spesso preso come campione della letteratura inglese contemporanea eppure la sua formazione culturale non era anglosassone, era slavo di nascita e slava può essere considerata la sua iniziale educazione non solo familiare ma anche culturale. 
Figli odi un intellettuale polacco che partecipò alla lette per l'indipendenza della Polonia, frequentò l'Università di Cracovia e rimasto orfano di padre poco più che diciottenne, lasciò la Polonia, andò in Francia e da Marsiglia si imbarcò in quello che fu il primo di una serie di lunghi viaggi. 
Questa decisione segnò profondamente Conrad che da quel momento incominciò un rapporto privilegiato con il mare e con il viaggio, da quel momento per vent'anni Conrad navigherà tra Europa, Asia, Africa e America accumulando un'epserienza che riverserà poi nei suoi romanzi. 

**Il viaggio come è stato vissuto da Conrad è diverso da quello di un Salgari per esempio perchè ogni suo romanzo contiene molti tratti autobiografici e tutta la materia e così impregnata di conoscenza di luoghi, tecniche, caratterizzazione dei personaggi che il lettore coglie immediatamente la creatività presente in una sua opera che è sempre vissuta dall'improvvisazione di altre opere sul mare e sui viaggi i cui contenuti scenici sono del tutto artefatti e costruiti. 

Prima marinaio, poi capitano di lungo corso della Marina britannica è su una nave e in mezzo al mare che Conrad comincia a scrivere la sua prima opera, un romanzo la cui elaborazione fu lenta e tormentata: "La follia di Almayer" e quando venne edito il romanzo, Conrad si rivelò uno scrittore che oltre ad avere elaborato una trama originale, si esprimeva con uno stile elegante e magnifico. 
Il libro contiene già tutti i temi di fondo che saranno poi ripresi nei romanzi successivi e che costituiranno il motivo esistenziale e contenutistico di molte delle sue opere: il tema dei progetti inattuati, della rivalsa. 
Conrad giovanissimo non sfuggì all'attenzione dell'editore inglese Fisher & Unwin che ne intuì il talento e solo un anno dopo Conrad pubblico il suo secondo romanzo intitolato "Un reietto delle isole", prima della pubblicazione Conrad scrisse ad un amico dove, oltre ad aver annunciato il suo imminente matrimonio, gli comunica presto sarà dato alle stampe quello che lui stesso definirà, con una punta di civetteria, il suo capolavoro. 
E' interessante a questo proposito notare che Conrad spiegando le motivazioni della sua nuova attività, dice " devo scrivere per vivere", la decisione infatti di lasciare la Marina britannica per dedicarsi interamente alla letteratura fu coraggiosa e in un primo momento si rivelò giusta in quanto il successo e la consacrazione non mancarono, ma successivamente seguirono degli anni di povertà e di indigenza ma questo non mutò affatto la sua forte vena creativa. 

Nel 1897, pubblica il suo terzo romanzo "Il negro di Narciso" e nel 1900 "Lord Jim", è interessante il fatto che abbiamo dei documenti nei quali Conrad parla delle sue opere in quanto era solito confidarsi con qualche amico circa i contenuti delle stesse e dimostrando di essere in critico delle sue opere a cui dedicava una puntigliosa revisione dove si rivela non solo l'autore ma anche il lettore di se stesso. 
Definisce "Il negro di Narciso" "una storia violenta che tratta di uomini violenti contro uno sfondo immenso" e forse è una delle sue opere migliori in quanto risponde il fatto, da lui stesso confessato, che penetra l'essenza della vita. 

A Conrad accade esattamente quello che accennavamo nelle righe iniziali, per quanto abbia un riconoscimento della critica a lui contemporanea, non riesce a vendere abbastanza, i suoi libri non sono best sellers, ha difficoltà, in un certo momento, persino a farsi comprendere dal pubblico, Conrad è disperato e racconta lui stesso che certi giorni è così in preda alla disperazione che gli accade di stare seduto delle ore senza fare assolutamente nulla mentre è preso dalla volgi di sfogarsi urlano e che si trattiene solo per non svegliare la moglie e il bambino. 
Conrad era consapevole di questa situazione al punto da esternarla sfogandosi con gli amici più cari e spiegando che nel suo scrivere la motivazione principale era quella di voler servire la verità e questa esigenza di aderenza alla verità è forse il motivo principale che ha animato la sua forza crativa che si mantenne costante nel tempo. 

A partire da questo momento,Conrad, scrisse dei libri in collaborazione con Ford Madfox Ford : "Gli eredi" (1901), "Romanzo" (1903 ), e quando lo stesso Ford Madfox Ford, rievocherà quella collaborazione ne spegherà i motivi: la ricerca di una nuova forma. 
Proprio in questa ricerca di nuove forme espressive, Conrad continuò la sua ricerca introspettiva affinando sempre più la forma stilistica e dando origine a quello che molti critici considerano il capolavoro di Conrad: Typhoon, "Tifone" (1903). 

Se la prima opera fu tormentata e pervenne al termine dopo un elaborato percorso, l'opera che senza dubbio, fu laboriosa e faticosa è "Nostromo", dobbiamo considerare che fino a pochissimo tempo fa scrivere era ritornare soprattutto sui propri passi, il manoscritto era un continuo revisionare, cancellare, riconsiderare, spesso scrivere una frase non riuscita comportava riscrivere interi periodi, intere pagine e Conrad nella stesura dell'opera, non fu esente dalla parte più impegnativa che sta alla base di ogni romanzo e che riguarda la prima stesura. 

 

 

 

 

 

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Fonte immagine:http://www.flickr.com/photos/58668786@N00/539124896 (album di Pablo Sanchez)

DAI VIAGGI IN ISOLE E TERRE LONTANE ALL'EUROPA 

Se buona parte dell' attività letteraria di Conrad riguarda isole e terre lontane, a partire dal 1907, Conrad sposta i suoi scenari in Europa e muta anche la trama dei suoi romanzi, ne sono esempio i romanzi intitolati "L'agente segreto" e "Sotto gli occhi dell'Occidente" in cui i protagonisti sono i deboli e non più personaggi di viaggi lontani, il suo impegno letterario si muove su uno sfondo vagamente politico. 
Ma questa parentesi durerà poco, l'antico marinaio riprenderà il tema delle isole e dei mari lontani come in "Vottoria" e come nei numerossimi libri autobiografici che darà alle stampe tra cui va annoverato il bellissimo romanzo intitolato "La linea d'ombra". 
Nel 1923 uscirà il suo ultimo romanzo "L'avventuriero" in cui la tematica sarà quella storico-politica e sembrò che potesse iniziare una nuova stagione letteraria per Conrad ma il 3 agosto 1924, un infarto chiuse per sempre l'esistenza terrena del grande marinaio polacco, i suoi romanzi vivranno per sempre. 

 

A chi volesse avvicinarsi all'opera di Conrad, consigliamo, come prima lettura, il romanzo "Un reietto delle isole" edito da Garzanti nel 2010, un libro non eccessivamente impegnativo che consente però di apprezzare la grande magnificenza dello stile di questo grande autore, il costo del libro è di soli euro 10,00.

 

Dettagli prodotto

 

Per maggiori informazioni si rimanda a:

http://www.ibs.it/code/9788811365273/conrad-joseph/reietto-delle-isole.html 


A chi volesse conoscere tutta l'opera di Conrad si segnala una interessante iniziativa di Ugo Mursia Editore che ha pubblicato l'opera ominia intitolata  "Tutti i racconti e i romanzi brevi", il costo  è di euro 60,00. 

 

Per maggiori informazioni si consulti:

http://www.ibs.it/code/9788842542155/conrad-joseph/tutti-racconti-romanzi.html

 


Articolo dedicato a chi ama viaggi in terre lontane e possa vedere in Conrad la fonte di ispirazione per scrivere intorno ad essi.

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Published by Caiomario - in Libri

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