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26 luglio 2012 4 26 /07 /luglio /2012 19:08

 

 

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Se c'è un periodo che porta a conclusioni fuorvianti è quello del ventennio fascista, chi ha contribuito ad aprire un squarcio su quel periodo è stato Arrigo Petacco, giornalista incline alla ricostruzione storica, il quale tra i suoi numerosi scritti può annoverare anche una pregevole "Storia del Fascismo" in cui sono presenti diversi aspetti affrontati in modo più sistematico nei suoi libri su personaggi e fatti di quella complessa vicenda storica. 

Uno degli argomenti più interessanti dal punto di vista storico è quello che riguarda l'archivio segreto di Mussolini, un archivio di cui oggi conosciamo solo una parte, mentre è probabile che numerosi documenti siano stati fatti letteralmente sparire prima del tragico epilogo di Dongo dove trovarono la morte Mussolini e Claretta Petacci. 
Uno dei problemi irrisolti che gli storici si sono sempre posti è stato il seguente: che fine ha fatto l'archivio di Mussolini conservato a Palazzo Venezia all'indomani del 25 luglio? I documenti ufficiali e segreti vennero in parte ritrovati, non sono stati mai invece rinvenuti quelli contenuti nelle famose borse che Mussolini portava con se prima della drammatica fine. Quei documenti -secondo diversi storici- vennero prelevati da agenti inglesi dietro diretto comando di Winston Churchill, è probabile che vennero distrutti. Quei momenti furono al centro di intrighi internazionali che hanno rivelato una verità oramai assodata: Mussolini venne giustiziato da uomini di Churchill e non da Walter Audisio come ha sempre raccontato la storiografia ufficiale. 

Quello che invece conosciamo (in parte) è l'archivio della polizia politica fascista, l'Ovra che agiva dietro impulso di Mussolini il cui fedele esecutore era Arturo Bocchini il quale impiantò un vero e proprio sistema di dossieraggio ad uso del Capo. Le informative di Bocchini e dei suoi collaboratori venivano usate nei confronti di tutti, senza nessuna esclusione, compresi gli stessi gerarchi fascisti. E' interessante constatare che il "sistema Bocchini" viene ancora oggi sistematicamente praticato nella politica italiana ed è triste constatare che gli archivi segreti "democratici" non sono meno inquietanti di quelli di Mussolini; proprio da questi archivi coperti da segreto di Stato potrebbe venire la verità sui tanti misteri irrisolti in cui sono coinvolti esponenti degli apparati dello Stato. 
La lettura del libro porta quindi ad un'inevitabile paragone con la storia attuale dove l'alta burocrazia maneggiona e peggiore comanda più della politica; Arturo Bocchini, alto burocrate durante il regime fascista, contribuì in modo determinante a creare quello stato di polizia che caratterizzò il fascismo e che venne ereditato e copiato in "versione democratica" dopo il 2 giugno 1946 con totale approvazione da parte delle forze antifasciste che pur avrebbero dovuto cambiare sin dal profondo le fondamenta dello Stato. 


L'ANGOLO PERSONALE 

Petacco non esprime un parere personale sui fatti raccontati, ma presenta dei documenti, in questo senso è storico, ma non si limita però a elencare una serie di documenti riesce a mantenere alta l'attenzione e l'interesse del lettore e sotto questo punto di vista è un giornalista di razza. 
Il lettore, poi, che volesse approfondire determinati aspetti può attingere dalla bibliografia presente nella parte finale del libro in cui sono presenti numerosi titoli. 

Dalla lettura del libro emerge un ritratto impietoso non sul Regime ma sull'andazzo di molti italiani di quattro generazioni fa, pronti a salire sul carro dei vincitori per lucrare su tutto ciò che passava loro sotto mano. 
La pratica della corruzione era diffusissima nel periodo fascista esattamente come lo è oggi, Mussolini lo sapeva e avendo una diffidenza quasi congenita nei confronti dei propri connazionali non si fidava neanche dei gerarchi che spesso approfittavano della loro posizione per arricchirsi in maniera illecita. 
Nel Regime vi erano anche i duri e i puri che però potevano sempre costituire un pericolo e se costoro erano integerrimi sotto il profilo della gestione della cosa pubblica nascondevano qualche scheletro nell'armadio che all'occorrenza poteva essere tirato fuori per frenarne le ambizioni politiche. 
Le informative della polizia politica in questo caso riguardavano le abitudini sessuali: relazioni extaconiugali, omosessuali o frequentazione di donnine allegre. 
Uno dei gerarchi più vicini a Mussolini negli anni del consenso come Achille Starace, prima potentissimo segretario del PNF e poi caduto in disgrazia dopo il 25 luglio era sospettato di avere una relazione con un membro della sua guardia del corpo; ma si trattava di illazioni e di fango gettato su Starace attraverso una serie di informative messe su ad arte da Arturo Bocchini, capo dell'Ovra, Mussolini lo sapeva e diffidava di quei documenti creati ad hoc per colpire un rivale politico quale era Achille Starace. 
Un altro esempio di una pratica odiosa a cui noi italiani non abbiamo mai rinunciato: il depistaggio. 
Altro esempio di continuità con il passato: durante il Fascismo gli italiani a qualsiasi livello era soliti inviare denunce anonime, una pratica odiosa che serviva spesso per colpire tutti coloro verso i quali si nutriva un'antipatia viscerale. Purtroppo molte di queste denunce anonime vennero poi utilizzate, durante il periodo delle leggi razziali, per denunciare la presenza di israeliti in questo o quel luogo. 


NIENTE DI NUOVO...I PRECURSORI DEL "METODO BOFFO" 

* Informative di polizia 
* Denunce anonime 
* Pratica sistematica del fascicolo (leggasi dossier) 
* Segnalazioni 
* Attività di spionaggio 
* Sistema clientelare 
* Traffici illeciti 
* Corruzione 
* Concussione 
*......... 
*......... etc etc 


ALTRE INFORMAZIONI SUL LIBRO 

Autore: Arrigo Petacco 
Titolo: L' archivio segreto di Mussolini 
Editore: Mondadori (pubblicato nella collana Oscar) 
Anno di pubblicazione: 1998 
Pagine: 192 
Codice EAN 9788804449140 
Prezzo: 10,00 euro 

 

http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788804449140







Se ne consiglia la lettura per capire che quello che siamo oggi. La corruzione, l'imbroglio, l'approfittare della situazione di potere in ci si trova non appartengono solo ai tempi odierni. E' singolare il fatto che cambiano i sistemi politici ma il classico andazzo è sempre lo stesso.

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Published by Caiomario - in Storia

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