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19 luglio 2012 4 19 /07 /luglio /2012 16:35

QUELLA SCRITTRICE INGLESE CHE RACCONTAVA LE INDAGINI CONDOTTE NELLA PIU' ASSOLUTA NORMALITA'. 


Non sono un "giallista" incallito, ma apprezzo la letteratura d'intrattenimento e in particolare i romanzi polizieschi a enigma. E non c'è dubbio che Agatha Christie è prima di tutto una straordinaria scrittrice e poi un'autrice di libri gialli. 
I romanzi della scrittrice inglese sono diventati dei veri e propri classici che hanno fatto scuola in quel genere cosiddetto poliziesco che dovrebbe essere studiato anche da tutti quegli investigatori che oggi prediligono la "genetica" per scoprire gli autori di efferati omicidi. Si pensi, ad esempio, al famosissimo "Assassinio sull'Orient Express" dove la narrazione dell'enigma si svolge nei tempi rapidissimi di un fine settimana e dove l'investigazione viene condotta nella più assoluta normalità, quella che ahimè manca da tempo anche nella condotta di molti personaggi più o meno noti pronti a frequentare salotti televisivi che solleticano la morbosità dei telespettatori. 

Considerazioni generali a parte che dovrebbero comunque essere maggiormente approfondite, sorgono molti dubbi sui modi di condurre le indagini che non portano prove e quando le portano vengono sistematicamente smontate in sede processuale. Ecco perché l'ispettore Poirot mi piace (anche nelle rappresentazioni che ne sono state fatte nelle riduzioni televisive): grandi baffi neri, abiti impeccabili e ricercati, si accompagnano ad una razionalità attenta e curiosa pronta a cogliere ogni minimo particolare (anche quello più apparentemente insignificante) fino a che tutto non si ricompone in una paziente attività di investigazione che suscita ammirazione per il modo in cui viene condotta.
In molti racconti la spalla dell'ottimo Poirot è il capitano Hastings, una sorta di dottor Watson che ha nel racconto la funzione di disturbatore ingenerando dubbi nel lettore evidenziando particolari spesso di poca importanza ma che possono essere rilevanti per sciogliere l'enigma. 

Agatha Christie era solita definire i suoi racconti polizieschi "la mia fabbrica di salsicce", non c'è dubbio che la sua prolificità le ha dato successo e gloria letteraria imperitura, ed è altrettanto certo che le sue "salsicce" restano ancora le più buone grazie ad una sagacia ed ironia che la rende la migliore autrice di gialli di tutti i tempi. 

Tra i diversi romanzi di Agatha Christie che ho letto, "L'assassinio di Roger Ackroyd" è uno di quei testi narrativi che ripercorre la classica ambientazione dei gialli della scrittrice inglese. La vicenda ha inizio a King's Abbot, un paesino che si trova nell'Inghilterra nord-occidentale e dove si svolge una vita sempre eguale a se stessa dove non accade mai niente di particolare e dove l'unico passatempo dei suoi abitanti è il pettegolezzo. L'assassinio di Roger Ackroyd rompe la vita tranquilla e monotona degli abitanti di King's Abbot ha così inizio lo schema della Christie: 

  • un maggiordomo su cui si spostano gli sospetti degli investigatori; 
  •  una zitella curiosa e (naturalmente) pettegola....(la stessa Christie ce la immaginiamo con il volto di Margaret Rutheford che interpretò l'altro grande personaggio scaturito dalla sua fantasia: Miss Marple); 
  • un numero indefinito di personaggi che sono funzionali al racconto e sui quali di volta in volta si spostano i sospetti; 
  •  i poliziotti che spesso hanno come unico strumento un taccuino sul quale prendono appunti; 
  • l'impomatato Poirot. 


IDENTIKIT DEL TESTO 

Non svelo il finale del racconto, posso solo anticipare che l'assassino è davvero un insospettabile e il lettore avrebbe la possibilità di arrivare alle stesse conclusioni di Poirot se avesse il suo medesimo acume. 
L'unicità e la particolarità di questo romanzo sta nel fatto che la Christie mette davanti al lettore gli stessi elementi che ha Poirot, solo che è veramente difficile arrivare alla soluzione del caso. Insomma alla fine manca sempre l'ultimo tassello, io personalmente non sono riuscito a comporre tutte le tessere anche se ho cercato fondare il ragionamento su delle ricostruzioni logiche che non hanno retto al finale...a sorpresa. 


"Poirot si avvicinò alla finestra. 
"Quando lei ha trovato il cadavere, la luce era accesa, vero?" domandò senza voltarsi. 
Dissi di sì e mi avvicinai a lui che stava esaminando le impronte sul davanzale della finestra" (Tratto da "L'assassinio di Roger Ackroyd"). 

Nota finale: Il romanzo più noto della Christie è -a detta di molti- "Dieci piccoli indiani", ma questo è l'unico romanzo in cui tutto accade sotto gli occhi, ma è difficile rendersene conto.

 

L' assassinio di Roger Ackroyd di Agatha Christie: il vero giallo a enigma, il resto è noia.

 

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Published by Caiomario - in Libri

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