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7 aprile 2014 1 07 /04 /aprile /2014 18:30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'ESSERE E IL NULLA

"L'essere e il nulla" è l'opera principale di Jean Paul Sartre, il massimo esponente dell'esistenzialismo francese; Sartre oltre ad aver scritto importanti opere filosofiche, è autore di opere letterarie, saggistiche e drammaturgiche.
Sartre ha goduto di una posizione di primo piano nella filosofia contemporanea elaborando un pensiero che si è sviluppato in direzione essenzialmente umanistica.
Nelle sue prime opere Sartre era attratto dalla fenomenologia aspra e complessa di Husserl e proprio muovendo dalla concezione husserliana della coscienza intesa come trascendenza, elaborò una sua teoria dove la soggettività dell'uomo è in netta contrapposizione con il mondo.
In termini semplici, per Sartre da una parte c'è la libertà dell'uomo e la sua voglia di affermarsi e dall'altra parte il mondo che è così e che non può essere cambiato.

LA TESI DI SARTRE

Per Sartre vi è una lacerante contrapposizione tra l'essere-in-sé e l'essere-per-sé. Cos'è l'essere-in-sé? E' la realtà che si manifesta nella sua statica esistenza, Sartre afferma che non si può dare alcuna giustificazione razionale del mondo, il mondo semplicemente esiste com'è. L'essere-per-sè è invece la coscienza umana che si muove all'interno del mondo costruendo una fitta rete di rapporti che costituiscono una fuga dal mondo.

La coscienza è sempre coscienza di qualcosa ma davanti alla staticità del mondo, l'uomo non riesce a compiere le sue intenzioni, anzi prende posizione davanti al mondo e lo nega nel suo essere.
La coscienza quindi per farsi riconoscere ha bisogno di negare l'altro e la stessa cosa deve essere fatta dall'altro nei suoi confronti. La negazione deve andare in entrambe le direzioni, deve essere reciproca.
In questo processo avviene quello che il filosofia viene espresso il termine "reificazione": sotto i miei occhi l'altro diventa una cosa e io stesso divento una cosa sotto gli occhi dell'altro.

UN ESEMPIO COMPRENSIBILE A TUTTI: LA VERGOGNA

Sartre ha esaminato la vergogna come sensazione che si prova ma solo in rapporto ad un'altra persona; sosteneva Sartre che se io faccio qualcosa di sconveniente se sono da solo non giudico questo mio gesto e non lo condanno. Ma se mi accorgo che un altro mi ha visto allora provo un senso di vergogna, la vergogna è quindi una sensazione che si prova solo in relazione agli altri. Una posizione quella di Sartre che può essere riassunta nella frase: "Ho vergogna di me quando appaio agli altri".

LA LIBERTA' COME DESTINO (E COME CONDANNA)

L'altro che è all'origine del mio senso di vergogna è tale solo perchè lo riconosco come altro da me, la libertà di riconoscere l'altro è una possibilità ma è anche una necessità. Sono sempre io che decido di comportarmi come gli altri desiderano che io mi comporti, in questo senso -ma solo in questo senso- sono libero, ma non posso essere libero senza l'altro. Se sono solo non ho bisogno di essere libero, sono così e basta.

LA LIBERTA' ESISTE SOLO SE NOI DIAMO UN SENSO ALLE COSE

 È la tesi più affascinante di Sartre: non vi è alcuna cosa che possa limitare la mia libertà, ma questa è sempre in relazione al significato che io do alle cose. L'esempio di colui che si suicida rende appieno questa idea, se una persona si vuole suicidare davanti ad un precipizio dovrebbe provare orrore, paura, invece viene attratto dal precipizio perché viene attratto dal nulla che rappresenta il precipizio stesso e la morte. Vale a dire che il suicida dà al precipizio un significato diverso da quello che normalmente viene attribuito da una persona nel pieno delle sue facoltà mentali e che non vive uno stato di disagio.

L'ANGOLO PERSONALE

"L'essere e il nulla" nonostante la sua complessità, è tra le opere più suggestive del pensiero moderno e permette (ancora) di riflettere sul rapporto tra l'uomo e il mondo. Pur non potendosi definire un libro di tipo filosofico-divulgativo come "L'esistenzialismo è un umanismo" conserva intatto tutto il suo fascino perché rappresenta una riflessione in netta antitesi rispetto a tutte le visioni ottimistiche del progresso infallibile che ancora ammorbano l'interpretazione del mondo.
Il mondo è lì, è una realtà statica come lo è il nostro essere, siamo in quel modo e basta e il nostro modo di essere non è deciso nè determinato dal nostro fare.

Il libro non può essere ridotto in un mortificante riassuntino delle tesi espresse da Sartre, 728 pagine dense e complesse vanno "digerite", ma è un libro fondamentale per conoscere l'impianto teorico elaborato dal filosofo francese.

Un giudizio soggettivo sul libro lo trovo alquanto riduttivo, si tratterebbe in realtà di argomentare delle tesi contrapposte a quelle di Sartre, a questo punto il giudizio non sarebbe più sul libro, ma sulle posizioni teoriche di Sartre. Interessante e ambizioso progetto, ma non adatto ad essere espresso nel breve spazio di un articolo.

QUALE EDIZIONE SCEGLIERE

La casa editrice il Saggiatore è quella che "tradizionalmente" da cinquant'anni pubblica le opere di Sartre: è del 1963 uno dei libri più interessanti di Sartre: "Che cos'è la letteratura". Sempre pubblicato nel 1963 è "Critica della ragione dialettica" a cura di P.Caruso.(pubblicato anche da Mursia).

L'edizione pubblicata da il Saggiatore è stata tradotta da G. Del Bo e revisionata da Franco Fergnani e Marina Lazzari, si tratta dell'edizione storica de "L'essere e il nulla" pubblicata in lingua italiana ed edita per la prima volta nel 1958 da Mondadori.




Nel 1964 l'Accademia svedese attribuì a Sartre il premio Nobel, lo rifiutò, lo riteneva un nulla privo di significato. Nulla avrebbe aggiunto al valore di Sartre.

 

 


  Il mondo è così e basta, non ha bisogno di alcuna giustificazione razionale. Taluni non provano vergogna nemmeno davanti agli altri, davanti al loro nulla e alla loro inconsistenza fuggono dagli altri per non essere riconosciuti.

 

 

Su Sarte può interessarti anche:

 

L'esistenzialismo è un umanismo - Jean-Paul Sartre

 

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Published by Caiomario - in Filosofi: Sartre Jean Paul

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