Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
26 giugno 2018 2 26 /06 /giugno /2018 13:28
L'impresa irresponsabile - Luciano Gallino

"Gli imprenditori sono la classe sociale tipica delle società capitalistiche", in questo modo Luciano Gallino connota tutti coloro che "oltre a essere titolari esclusivi del diritto di esercitare una determinata impresa per la produzione di beni o di servizi per il mercato, mediante l'impiego di lavoro salariato e di appropriai mezzi di produzione, non necessariamente di sola proprietà dell'Impresa, agiscono come capi dell'azienda.....".
La definizione che ho riportato è dello stesso Professor Gallino che non solo ha curato il celebre "Dizionario di Sociologia" (pubblicato per i tipi della UTET), ma si è sempre interessato di tematiche riguardanti il mondo della produzione industriale.

Con questo breve saggio intitolato "L'impresa irresponsabile", Gallino affronta uno dei temi più delicati e di stretta attualità riprendendo alcuni temi che caratterizzano il modo di fare impresa nella realtà globalizzata tipica del secondo millennio.
Se la funzione imprenditoriale è indispensabile nelle società moderne segnando un punto di non ritorno rispetto al periodo del proto-capitalismo, è pur vero che  oggi più che mai si pone il problema della responsabilità etica dell'impresa e dell'imprenditore nei confronti della società.
A differenza di quanto si possa pensare  le imprese di grandi dimensioni sono sempre controllabili almeno per quanto riguarda la pianificazione, mentre le imprese piccole e medio-piccole spesso sfuggono alla logica della pianificazione, ma sono più controllabili in ambito territoriale dagli organi preposti al controllo.
  È cronaca dei nostri giorni quella che riguarda le iniziative di grandi aziende che decidono di spostare la produzione dei propri beni in zone  in cui il costo del lavoro è minore, tali scelte pongono problemi anche di carattere etico in quanto vanno ad investire aspetti di ordine sociale ed economico che interessano l'intera società.

Spesso infatti il consumatore acquista beni e servizi non ponendosi il problema di carattere etico, ma la questione rimane soprattutto quando uno Stato decide di non svolgere quella funzione di controllo che dovrebbe  garantire la pace è la coesione sociale.
Leggendo le pagine di questo bel saggio a metà tra l'intervista e il dialogo, mi è venuta in mente la storia di una nota azienda italiana che produce calze. Questa azienda che ha avuto tanto in termini economici dalle donne lavoratrici che hanno lavorato nei suoi stabilimenti e dalle donne che hanno acquistato le sue calze, ha deciso di delocalizzare la produzione impiantando degli stabilimenti in Romania.
Tutto questo è avvenuto senza che ci sia stato un intervento dello Stato la cui funzione non poteva essere quella di intervenire nella libera iniziativa dell'imprenditore (libera iniziativa che va sempre e comunque tutelata), ma doveva essere quella di chiedere conto di quello che una comunità ha dato.
In Francia, ad esempio, le grandi case automobilistiche hanno continuato a produrre autovetture sul territorio francese avendo in cambio degli indubbi benefici di carattere fiscale, ma questi vantaggi sono stati ottenuti garantendo dei livelli occupazionali che sarebbero stati compromessi se le stesse aziende fossero andate a produrre al di fuori della Francia.

Quando infatti si parla di impresa irresponsabile non bisogna solo pensare all'aspetto occupazionale (ossia a quante persone possono essere impiegate in ambito produttivo), ma anche agli aspetti che investono tutta l'area della produzione sostenibile per quanto riguarda la salvaguardia dell'ambiente. La cronaca e la letteratura economica si sono spesso occupate delle connessioni esistenti tra il mondo dell'impresa e le organizzazioni malavitose dedite al traffico dei rifiuti e purtroppo in tale traffico sono implicate soprattutto le aziende del Nord che hanno visto il Sud come un'immensa discarica, una sorta di territorio di nessuno che ha permesso loro di eliminare i rifiuti industriali a costi contenuti.
In questo senso parlare di impresa irresponsabile potrebbe sembrare un eufemismo,  ma, oltre a questo aspetto, si pone urgente il problema più squisitamente economico che riguarda le grandi società per azioni che vivono sempre di più dei proventi finanziari e non di quelli legati alla produzione di beni.
Basti pensare, ad esempio, al comportamento schizofrenico della Borsa Italiana e alla risposta positiva che c'è stata subito dopo l'annuncio degli aumenti delle bollette del gas e della luce nel mese di gennaio del 2012; il mercato (investitori istituzionali e singoli risparmiatori) hanno accolto con favore tali aumenti permettendo alle grandi aziende operanti nel settore dell'energia di aumentare la loro capitalizzazione, grazie a questo fatto (sul quale c'è poco da gioire) i titoli sono schizzati verso l'alto e solo questo aspetto apre delle problematiche sull'eticità non solo delle aziende irresponsabili, ma anche dei singoli individui che cercano di trarre profitto anche da eventi che non comportano dei vantaggi se non per i bilanci delle  imprese.

Probabilmente quando si parla di irresponsabilità di certe imprese bisognerebbe sempre tenere presente che l'imprenditorialità cessa di svolgere la sua funzione indispensabile all'interno di una società complessa e articolata come quella moderna, nel momento in cui cessa di cooperare con il territorio e la comunità in cui si è sviluppata.
Sono passati ormai più di cinquant'anni da quando quello straordinario imprenditore e intellettuale che fu Adriano Olivetti dimostrò nei fatti che vi era la possibilità di fare impresa in modo diverso rispetto a quello del protocapitalismo più becero di stampo padronale.
Olivetti era un eretico ma aveva una concezione "umanistica" dell'impresa ed era ben cosciente del fatto che nessuna impresa può prescindere dal ruolo sociale che gli dà legittimità.

A chi fosse interessato al libro di Luciano Gallino, consiglio anche la lettura dei seguenti testi:

- Olmo C., Costruire la città dell'uomo. Adriano Olivetti e l'urbanistica, Edizioni di Comunità, Torino, 2001.
- L.Gallino, Personalità e industrializzazione, Torino, 1968.

INFORMAZIONI SUL LIBRO

Titolo L'impresa irresponsabile
Autore Gallino Luciano
Pagine 271
Editore Einaudi  (collana Gli struzzi)
Prezzo: dai 9,50 euro a 16,50 euro.

 

Condividi post

Repost0
Published by Caiomario - in Saggi

Presentazione

  • : Condividendoidee (Filosofia e Società)
  • : Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
  • Contatti

Cerca

Archivi

Articoli Recenti

  • Malombra - Antonio Fogazzaro
    FOGAZZARO TRA SCAPIGLIATURA E NARRATIVA DECADENTE Per chi ama la letteratura decadente "Il piacere" di Gabriele D'Annunzio rappresenta l'inizio non solo di un genere, ma anche il metro di misura di un modus vivendi che nel tardo Ottocento era molto diffuso...
  • Epistula secunda ad Lucilium - Seneca
    SENECA LUCILIO SUO SALUTEM 1. Ex iis quae mihi scribis et ex iis quae audio, bonam spem de te concipio: non discurris nec locorum mutationibus inquietaris. Aegri animi ista iactatio: est primum argumentum compositae mentis existimo posse consistere et...
  • Elogio Della Donna Erotica. Racconto Pornografico - Tinto Brass
    46 PAGINE DI APPASSIONATO TRIBUTO AD UNA DONNA EROTICA: NINFA Non vi è traccia nella letteratura di opere esplicative in cui un regista spiega le sue scelte filmiche, per questo motivo "Elogio Della Donna Erotica. Racconto Pornografico" scritto da Tinto...
  • Favole - Jean de La Fontaine
    Come leggere le favole di La Fontaine Tra le note presenti in molte edizioni de "Le Favole" di La Fontaine, troviamo due raccomandazioni che dovrebbero indicare la tipologia di lettori: la prima consiglia la narrazione del libro ai bambini di quattro...
  • La scoperta dell'alfabeto - Luigi Malerba
    TRA LIEVE IRONIA E IMPEGNO MORALE Luigi Malerba nato a Berceto ( Parma ) nel 1927 , sceneggiatore, giornalista ha partecipato al Gruppo 63 e fa parte di quel movimento intellettuale che è stato definito della Neoavanguardia, partito da posizioni sperimentaliste...
  • La Certosa di Parma - Stendhal
    Ambientato in un Italia ottocentesca in parte fantastica, in parte reale, le avventure di Fabrizio del Dongo si snodano in una serie di incontri e peripezie al termine dei quali si trova il luogo ... ECCO L'ITALIA CHE TROVÒ MARIE-HENRY STENDHAL QUANDO...
  • Il nuovo etnocentrismo in nome della lotta al razzismo
    Sino al 1492 esistevano in America delle genti chiamate genericamente Amerindie (aztechi, maya, toltechi etc.) che costituivano il patrimonio umano e culturale di quelle terre. Sappiamo come le cose sono andate dopo quella data, da quel momento è iniziato...
  • Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde
    Letteratura, cinema e teatro, un ritratto che non invecchia. Il ritratto di Dorian Gray è un classico della letteratura, almeno così viene definito e ogni volta che si deve usare questa espressione bisognerebbe farlo con una certa riluttanza perché c'è...
  • Filosofi: Bruno Giordano
    VITA, OPERE Giordano Bruno (Nola, 1548-1600), entrò a diciotto anni a far parte dell'Ordine dei Domenicani nei confronti del quale mostrò insofferenza per la disciplina e per l'indirizzo culturale. Nel 1576 abbandonò l'Ordine perché sospettato di posizioni...
  • Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri - Giampaolo Pansa
    Pansa ha la capacità di saper leggere la realtà e non semplicemente di interpretarla, la sua "narrazione" suscita stupore ed è sempre spiazzante e al di là del fatto che i suoi libri riescano a raggiungere i primi posti delle classifiche dei libri più...

Link