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10 novembre 2011 4 10 /11 /novembre /2011 19:07

Diamanti

Giorgio Bassani è conosciuto soprattutto per "I giardini dei Finzi Contini" ma un'opera altrettanto intensa ma no meno pregevole è "L'odore del fieno", una raccolta di novelle pubblicata nel 1972 dove al centro di ogni racconto c'è la sua citta d'origine: Ferrara.
In tutte le opere di Bassani, Ferrara è il centro di ispirazione e l'ambientazione di molti dei suoi racconti è quella di una provincia che vive i suoi ritmi monotoni e blandi durante il periodo del fascismo.

Tutte le novelle hanno in comune il fatto che Bassani racconta l'ordinarietà mai banalizzando personaggi e situazioni ma sempre arricchendo la storia comune di forti implicazioni storiche: è il caso per esempio della novella "La necessità e il velo di Dio" esemplare per la sua semplicità e che quindi può essere presa a modello per capire lo spirito del libro.

La storia ha la sua ambientazione nella Ferrara degli anni della guerra e narra le vicende della ricca Egle che ha sempre rifiutato il matrimonio, fino a quando non è stata attratta da un giovane ebreo fuggiasco, dal volto selvaggio e dallo spirito ribelle.
Per inciso bisogna ricordare che a Ferrara vi era una comunità israelita molto numerosa che prima della guerra contava parecchi elementi ed era tra le più unite d'Italia, venne dispersa in seguito alle persecuzioni, oggi si è ricostituita come comunità nonostante le ferite che le furono inferte.

Egle quindi è un personaggio paradigmatico, probabilmente esistito come poteva esserci nella Ferrara di quegli anni: ricca, israelita, religiosa ma anche affascinata dalle immagini dei giovani che facevano parte dello squadrismo padano; cosa questa non assurda perchè ad esempio Margherita Sarfatti, ebrea e amante di Mussolini fu determinante nello sviluppo del fascismo almeno sul piano del culto dell'immagine del Duce.

Questa storia quindi non è semplicemente una fantasia letteraria ma poggia fatti realmente accaduti come quelli sul giovane ebreo fuggiasco che verrà inghiottito nei campi di sterminio ma ( e qui rientriamo nel racconto) facendo in tempo a lasciare ad Egle un figlio.

Alla donna è rimasto quindi un figlio che ha i tratti del padre: bello e selvaggio, tanto da apparire la personificazione della vita e che così Bassani descrive:

".....la personificazione stessa della vita che in eterno finisce e rincomincia."

Un bel libro che pur nell'amarezza riesce a infondere speranza tentando una meditazione sulla condizione umana che appare sempre eguale a se stessa..nonostante il passare delle generazioni.

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Published by Caiomario - in Libri

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