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24 maggio 2014 6 24 /05 /maggio /2014 11:23

 

 

 

 

4416536177_7e331561ca.jpgIsaac Asimov è conosciuto soprattutto per aver scritto una grande quantità di racconti di fantascienza,  fu uno scrittore fecondo e un creatore di un genere, tuttavia non può essere definito il padre della fantascienza che a pieno titolo spetta a Jules Verne, il primo in assoluto che si servì della finzione scientifica per raccontare storie fantastiche.
È un percorso lungo quello che bisognerebbe fare per cercare le radici di questo interesse della fantasia letteraria verso la scienza, ma credo che il problema sia mal posto in quanto non è la letteratura che si è proiettata verso ardite supposizioni scientifiche quanto la scienza che ha bisogno di fare ipotesi che spesso sono il preludio di nuove scoperte.
Prova di questo andamento è lo spirito rinascimentale che ha trovato la sua incarnazione in Leonardo Da Vinci, forse il più fantascientifico degli scienziati di ogni tempo.
Basta scorrere le figure presenti nel Codice Atlantico per scoprire quanto di fantascientifico c'era nelle supposizioni di Leonardo da Vinci che aveva una caratteristica che possiamo anche ritrovare negli scritti di Asimov in cui la scienza si confonde con la fantascienza: il labile confine che esiste tra i due ambiti è tale solo quando la fantascienza non si è svelata in scienza.
Crediamo quindi che la lettura delle opere di Asimov debba andare al di là della semplice fruibilità del racconto; questo vale soprattutto nei confronti di chi ha conosciuto Asimov negli anni '70 leggendo la fortunata serie  di racconti pubblicati nella collana Urania.
Non deve pertanto stupire, fatte queste premesse, scoprire un altro aspetto della complessa personalità di Asimov, legato  al suo interesse nei confronti della  scienza e della filosofia, senza questo interesse probabilmente non ci sarebbero stati quei racconti.

L'universo invisibile. Storia dell'infinitamente piccolo dai filosofi greci ai Quark è  una delle opere scientifiche più importanti di Isaac Asimov che non bisogna dimenticare era un professore universitario esperto  di biochimica; l'opera non può essere tuttavia liquidata come una divulgazione scientifica in quanto, attraverso la storia dell'infinitamente piccolo, Asimov riflette su come si è evoluto l'approccio dell'uomo nei confronti della materia.
Il confine tra l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande è solo apparente e prima di essere affrontato scientificamente necessita di un approccio filosofico: i primi che avanzarono delle ipotesi sull'infinitamente piccolo furono i greci Leucippo e Democrito d'Abdera, quest'ultimo in particolare fu il fondatore di una delle più importanti accademie scientifiche del mondo antico, probabilmente Asimov era convinto di raccogliere l'eredità del fondatore dell'atomismo che oltre ad essere scienziato fu colui il quale per primo avanzò una teoria della conoscenza.
Asimov in 300 pagine condensa la storia di qull'universo invisibile dalle origini fino ai giorni nostri: di particolare interesse la parte che riguarda la fisica quantistica.
La lettura del libro è consigliata a tutti soprattutto perchè l'argomento è affrontato senza cadere nelle tentazione di usare un linguaggio tecnico  specialistico non accessibile a tutti.

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/40936370@N00/4416536177

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Published by Caiomario - in Libri

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