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27 marzo 2012 2 27 /03 /marzo /2012 17:08


La satira infastidisce? Esistono due risposte o se vogliamo possono esservi due chiavi di lettura, ognuno si può riconoscere in una, l'altra o nessuna delle due:

1 Infastidisce qualcuno, nel senso che irrita qualcuno per il suo contenuto indirizzato a colpire persone, fatti e circostanze.

oppure

2 Provoca fastidio per il modo in cui è stata scritta, questo non tenendo conto del contenuto.

Ognuno penserà ciò che riterrà più opportuno, in conclusione dirò la mia impressione riguardo a ciò.

Ma è doveroso fare una piccola disgressione sul significato della satira perchè il libro in questione rientra a pieno titolo in questo genere letterario, seppur con delle particolarità che, nello stesso tempo, lo rendono unico nel panorama letterario contemporaneo.

La satira non nasce come genere letterario a sè e gli antichi dai quali ogni cosa deriva dal punto di vita letterario all'inizio non distinguevano il genere, satura ( nota bene satura con la lettera u) era una sorta di spettacolo d'arte varia, un miscuglio dove c'era un pò di tutto: danza, canto, recitazione, solo nella letteratura latina, il genere si avvicinerà a quello che noi pensiamo che sia satira.
Il primo autore di questo genere poetico fu Lucilio. ma solo Orazio raggiungerà delle vette che nessuno poi, in ogni tempo, è riuscito minimamente a sfiorare.
Orazio con la sua satira colpiva in maniera beffarda e con fini moralistici le debolezze, il malcostume e i difetti del suo tempo rivolgendosi ai singoli individui e all'intera società.

Non essendo questo lo spazio adatto per parlare della satira in generale è importante capire che quando ci troviamo dinanzi a un componimento letterario
o a una rappresentazione teatrale o cinematografica che mette alla berlina determinati personaggi abbiamo a che fare con la satira.


'Prendere il libro per quello che è...

Il libro inizia con una dedica alquanto singolare:

Ai miei genitori
che non uccidendomi quando ero piccolo
hanno reso possibile questo libro

già Luttazzi mette le mani avanti perchè oltre alla dedica affettuosa, sa già che il suo libro di 235 pagine infastidirà non poco i lettori nel duplice senso indicato all'inizio
La dedica sembra preannunciare il contenuto ma Luttazzi per evitare equivoci scrive un avvertenza a caratteri cubitali, non posso riportarla, neanche mettendo gli asterischi, posso solo riportare l'ultimo capoverso che dice:

se pensate che non ci sia nulla di male in tutto questo, a parte l'ipocrisia continuate a leggere


A parere mio solo leggendo l'avvertenza se qualcuno ha acquistato il libro lo prende e lo butta nella spazzatura, il tono è forte molto forte, direi triviale; se invece qualcuno lo ha acquistato perchè gli piace Daniele Luttazzi, questo cappello iniziale non solo lo invoglia alla lettura ma lo aizza, ne eccita lo spirito e lo invita a rubarne i contenuti per futuri ed eventuali colloqui e dialoghi.
Del resto non sono pochi coloro i quali si cibano di espressioni altrui per vomitarli alla prima occasione senza alcuna apprezzabile ammirazione, perchè un conto sono le citazioni, un conto il contenuto unico e irripetibile che prende valore solo con il suo autore ( fa ridere forse Totò senza Totò, no).
Così è Luttazzi, le frasi di Luttazzi senza Luttazzi sono niente, è necessaria la presenza dell'autore.

Ci chiediamo perchè Luttazzi si ostina a fare satira? Ed è una domanda che il pirotecnico e mordace Daniele si fa:

C'è chi mi dice "perchè ti ostini a fare satira?" Il motivo è semplice, perchè la gente, a furia di leggere Ostellino* sul Corriere e di ascoltare Pionati al tg1, sta perdendo la memoria storica degli eventi. La satira è un punto di vista e un pò
di memoria. Facciamo un test. Quanti di voi ricordano due anni fa, quando la terra è esplosa. Uno penserebbe che una cosa del genere, la gente dovrebbe ricordarsela. E invece no......


*Su Ostellino, Luttazzi esprime una definizione che è nel medesimo tempo un giudizio negativo:

Piero Ostellino, per chi non lo conoscesse, è un esempio classico di intellettuale
comodo (pag.11)

Una precisazione: il libro è stato pubblicato nel 2003, quindi il riferimento probabile è quello dell'11 settembre, ma è anche allusivo a quell'avvenimento denominato con una espressione giornalistica ad effetto epurazione bulgara di cui Luttazzi, insieme a Santoro e Biagi fu uno dei destinatari.

Ma quando leggiamo il libro abbiamo un'impressione che genera una domanda:
ma questo libro quando è stato scritto? E quando vediamo che è stato pubblicato nel 2003 rimaniamo basiti perchè i personaggi sono esattamente gli stessi di sette anni fa e gli argomenti sono incredibilmente i medesimi.

E' un'Italia che non si muove...

Via dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi perchè hanno fatto un uso criminoso della
tv pubblica pagata coi soldi di tutti

Questa frase, passata alla storia con l'espressione ricordata nelle righe precedenti, genererà un putiferio che non ha ancora cessato i suoi effetti nefasti...


Quando esce fuori il miglior Luttazzi...

Il libro non ha uno svolgimento lineare dove si affronta un argomento che ha un inizio e una fine, Luttazzi procede per aforismi, battute, piccolo articoli, cronache di fatti noti e meno noti..sembra il copione di uno spettacolo teatrale dove è presente solo la parola parlata; uno stile che non è mai greve, si legge con facilità e speditamente..

Il libro diventa satira, nel senso autentico della parola quando vengono affrontati con tono beffardo e irriverente fatti di cronaca politica e giudiziaria che sono di straordinaria attualità , eppure abbiamo la memoria corta:

Chi è che si ricorda della stagflazione? Tutti ne parlavano, oggi la maggior parte non solo non se lo ricorda ma non ne sa neppure il significato, eppure nel 2003 era l'argomento preferito da Tremonti e dagli economisti.

A pagina 58 Luttazzi è tutto da gustare l'articolo intitolato:
Hanno riabilitato Craxi...................siamo nel 2003 e non nel 2010, ma l'argomento anche in questo caso sembra scritto ieri.
Ma in questo caso troviamo delle espressioni di cui finalmente conosciamo l'autore.

Il capitolo 4 si intitola Religione

Forse irriverenti le battute ma gli argomenti trattati sono quelli di ieri mattina: i preti pedofili ( è ufficiale la presa di posizione del Papa riguardo a questo argomento dove la condanna è stata totale e senza riserve, ma abbiamo dovuto aspettare due pontefici e dieci anni perchè ci fosse questo chiarimento che ha tolto qualsiasi equivoco e illazione)
Chiaramente ermerge la posizione di Luttazzi che prima di tutto è un non credente ma una cosa bisogna riconoscerla al personaggio: non cade mai nell'anticlericalismo di maniera, anzi evita tutti i luoghi comuni di sempre, in questo non è mai ripetitivo e banale, anzi si contraddistingue per originalità e per gli argomenti trattati.

Il capitolo 5 intitolato Società è quello dove vediamo all'opera un Daniele Luttazzi caustico, aspro, ogni battuta è pungente, corrosiva, ogni frase brucia..infastidisce appunto (nel duplice significato precisato! Bis).

Un esempio?

Lo schema è quello della domanda e della risposta:

Perchè gli uomini hanno paura delle donne intelligenti? (Alessia, Como)

Confesso che a me piacciono donne più stupide di me. Ma dove le trovo? Il fatto
che le donne intelligenti spesso sono acide. Non è l'intelligenza che ci smonta
è l'acidità. Perchè sono acide? Probabilmente perchè si sono dovute iniettare la faccia di Botox.

Il giudizio degli altri su Luttazzi...

Il caso di Luttazzi, uno che la satira la fa senza sconti, è illuminante: cacciato su
due piedi. Colpirne uno per educarne cento
Dario Fo

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Criminoso
Silvio Berlusconi.............il mio parere (personalissimo e imperfetto)...


Daniele Luttazzi appartiene a quella categoria di persone che si accettano o si rifiutano, non c'è mezza misura, non sarò io a tesserne le lodi o a stroncarlo e non già per le sue posizioni politiche ma ci sono tanti modi per affrontare determinati argomenti se lo scopo è quello di colpire un bersaglio.
Non considero il linguaggio usato da Luttazzi ma il modo in cui affronta determinati argomenti, siamo sicuri che colpisca sempre nel segno? Spesso si, qualche volta no ed è questo " qualche volta no" che spesso scopre il suo tallone d'Achille rendendolo vulnerabilissimo agli avversari.
Ma una scusante bisogna concedergliela: Luttazzi non è un giornalista di razza come Santoro o come Travaglio (li si può anche detestare ma sono bravi, è innegabile) e non ha neanche l'anima del guitto irriverente come Dario Fo e neppure la forza di Beppe Grillo ( bisognerebbe smetterla di chiamarlo comico) ma ha la capacità straordinaria di passare da un argomento ad un altro come un funambolo, di riuscire a lanciare battute che assomigliano ai fuochi artificiali della notte di capodanno e ha anche una capacità unica che pochi hanno: sa farsi odiare e infine farsi cacciare.

Recensione di mia proprietà pubblicata anche altrove

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Published by Caiomario - in Libri

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