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9 aprile 2014 3 09 /04 /aprile /2014 06:00

Auguste Comte è considerato il massimo esponente del positivismo, la sua filosofia che vede nel sapere scientifico l'elemento che illumina ogni aspetto delle attività umane, è rivolta esclusivamente al positivo, ossia a ciò che si vede. Il compito della scienza è descrivere ciò che accade e non come la realtà dovrebbe essere.

Comte elaborando la sua concezione filosofica in concomitanza con l'affermarsi della industrializzazione in Francia, si pone come obiettivo quello di indicare la via che debba seguire la nuova società e come debba essere diretta.

 

 

 

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La targa che si trova sulla casa in cui visse Auguste Comte, si noti la definizione della sociologia

come Religione dell'Umanità.

 

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/72746018@N00/2424081747

 

 

IL RUOLO DELLA SOCIOLOGIA

 

Comte è il massimo esponente della "filosofia positiva" basata sul culto del sapere scientifico quale unico strumento informatore della realtà e della società.

La scienza  illumina e spiega lo svolgimento di ogni ambito umano,  come con la conoscenza delle  leggi della natura si possono spiegare i fenomeni che si manifestano, così attraverso la conoscenza delle leggi che regolano il comportamento delle aggregazioni umane, è possibile indicare il modo migliore per dirigere la società.

La sociologia è la scienza che permette di raggiungere il benessere nella vita sociale, l'importanza di questa nuova disciplina scientifica, è un'eredità del razionalismo illuministico, tuttavia mentre nell'Illuminismo le varie discipline scientifiche godevano di una loro autonomia e non venivano utilizzate strumentalmente in chiave politica, con Comte assumono un ruolo ideologico al punto da diventare gli strumenti che servono per regolare la vita sociale, la morale e le leggi.

 

Nonostante il forte influsso che ebbe l'Illuminismo nel pensiero iniziale di Comte e che ne costituì il presupposto e il retroterrra ideologico,  bisogna tenere conto che la sua elaborazione filosofica  nacque come reazione alla Rivoluzione francese intesa come forma politica degenere e approdò ad una visione reazionaria in cui dominava l'idea che fosse necessario  organizzare la società secondo metodi razionali che avrebbero consentito di superare la precarietà e l'instabilità di ogni agire umano.

Organizzare la società in modo stabile era dunque l'obiettivo della filosofia positiva di Comte le cui speranze di un profondo rinnovamento della vita politica vennero riposte nella figura di  Napoleone III  di cui egli fu un fervente ammiratore e che vide come l'unico punto di riferimento politico capace di dare finalmente unità politica e morale ad una società in forte crisi la cui disgregazione era da imputare all'ideologia giacobina.

Per Comte la scienza non poteva essere ridotta a mera conoscenza ma doveva essere vista in funzione salvifica  capace di eliminare mentalità ed idee ritenute inconciliabili tra di loro e fonte di conflitti e di divisioni inutili e controproducenti.

Secondo le intenzioni di Comte, la nuova Religione dell'Umanità era in grado di fermare la deriva  anarchica e morale a cui era giunta una società ormai in crisi e priva di guida e questo sarebbe dovuto avvenire  in nome di un'autorità scientifica indiscutibile capace di dare risposta a tutte le manifestazioni dell'agire umano.

 

Comte figlio autentico dell'Illuminismo paradossalmente finiva col rinnegare  la Rivoluzione francese figlia a sua volta dell'Illuminismo, Rivoluzione francese  che fu l'unico vero momento di rottura con  tutte le forme ideologiche del passato e da cui derivano tutte le rivoluzioni del XX secolo e la stessa democrazia.

La saldatura tra la religione della scienza e le forme autoritarie che ne avrebbero garantito la completa realizzazione attraverso la tecnologia, avrebbe partorito un mostro di cui ancora oggi vediamo i nefasti effetti.

L'idea del primato della tecnica e della scienza è entrata in crisi da tempo, ma nonostante se ne siano compresi i limiti e i pericoli, è come un idra a nove teste che domina buona parte della cultura contemporanea. 

 

 

Comte divide la sociologia in due parti:

 

  • La Statica sociale che studia le istituzioni e le funzioni e che considera la società come un insieme organico in cui le varie parti agiscono tra di loro per garantirne il funzionamento. Le istituzioni sono gli stati oggettivi della società che comprendono la proprietà (ordine materiale), la famiglia (ordine morale), il linguaggio (ordine intellettuale); le funzioni sono gli stati soggettivi della società che comprendono le forze sociali, l'autorità e la religione.

 

  • La Dinamica sociale che analizza il movimento dei vari fenomeni sociali e che  indica come una società nel corso del tempo possa giungere ad una condizione di equilibrio. La società teocratica è quella in cui  la forma di governo è quella della monarchia assoluta, nella società giuridica predomina invece la democrazia liberale, entrambe sono solo una tappa del progresso umano che per raggiungere la sua felicità, deve approdare ad una società industriale, tecnologica e scientifica diretta da un'aristocrazia economica.

 

LA LEGGE DELLE TRE ETÀ

 

Con Comte la scienza diventa una vera e propria ideologia, l'interesse si sposta dal piano epistemologico a quello pratico e funzionale in cui ciò che conta è il funzionamento ottimale della macchina produttiva. Il convergere del sapere scientifico verso la tecnologia, l'importanza che assumono le applicazioni tecnologiche sono dei concetti che fanno parte  della società moderna e contemporanea. Comte è il padre del metodo scientifico quale ideologia normativa dove la formazione scientifica delle nuove generazioni assume un ruolo rilevante e funzionale in chiave esclusivamente tecnica e produttiva.

 

Nel modo di concepire la scienza si possono distinguere tre stadi (Legge dei tre stadi):

 

Nell'età teologica predomina l'elemento metafisico in cui si ricercano le cause ultime secondo l'assunto aristotelico del motore primo che regola l'universo. Questo metodo è privo di fondamento in quanto non porta nessuna prova e si basa su degli assunti logici di tipo deduttivo.

 

Nell'età metafisica l'elemento  divino viene sosituito da forze astratte, anche in questo caso la spiegazione dei fenomeni viene ricondotta ad un solo principio, la natura sostituisce Dio.

 

Nell'età positiva la spiegazione dei fenomeni avviene attraverso le leggi, i fatti vengono osservati e spiegati solo attraverso le leggi effettive  che regolano le relazioni di successione e di somiglianza.

 

 Comte  così descrive l'affermazione dello stadio positivo come terzo ed ultimo momento di sviluppo in quello che  egli definisce lo svolgimento dell'intelligenza umana che è soggetta ad una sola legge: la legge dei tre stadi:

 

"Infine, nello stadio positivo, lo spirito umano, riconosciuta l'impossibilità di toccare nozioni assolute, rununcia ad indagare sull'origine e sul destino dell'universo, e tenta unicamente di scoprire, mediante l'uso ben combinato della ragione e dell'esperienza, le loro leggi effettve, ossia le loro relazioni invariabili di successione e di somiglianza. La spiegazione dei fatti, riodtta allora in termini reali, non è altro che il legame stabilito fra i diversi fenomeni particolari e qualche fatto generale, il cui numero tende via via a diminuire in seguito al progesso costante delle scienze".

 

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