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10 dicembre 2012 1 10 /12 /dicembre /2012 11:16

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Per capire il modo di pensare degli uomini bisogna conoscere la loro cultura e la letteratura è una forma di espressione della cultura. Il passato riemerge sempre nei pensieri delle persone e dei popoli e alcuni libri ci permettono di comprendere il passato più di quanto possano fare le più dettagliate ricognizioni storiche. 

SOFFERMANDOMI SULL'IMPULSO AUTOBIOGRAFICO 

L'autore del libro, Nathaniel Hawthorne ha scritto una lunghissima introduzione che -a mio parere- non può essere considerata un corpo a sé stante rispetto alla narrazione, intanto perché come dice lo stesso autore queste pagine introduttive sono state scritte sotto una sorta di "impulso autobiografico" che rivela oltre allo scrittore attento osservatore della realtà, anche un profondo conoscitore della letteratura. Hawthorne non era uno scrittore di professione ma come molti autori faceva altro nella sua vita e tra i diversi lavori che svolse nella sua esistenza, ebbe un incarico amministrativo presso un'istituzione statale, nell'introduzione si parla di una Dogana (nel libro la prima lettera della parola è maiuscola), realtà che l'autore dimostra di conoscere molto bene e con la quale probabilmente ha avuto contigui rapporti. 

Immaginiamo quindi uno scrittore che rappresenta se stesso come un compilatore di racconti e che invece scrive uno dei romanzi più geniali della storia della letteratura statunitense. Dalla lettura della parte introduttiva emerge quindi la figura di un uomo che nella misura breve dello scritto interloquisce in primo luogo con i suoi lettori e che ha bisogno di spiegare come è arrivato ad elaborare il romanzo. 
Ha poca importanza che la parte introduttiva sia una finzione utile all'economia del libro e che non sia autobiografica in senso stretto in quanto i riferimenti puntuali e precisi ci fanno comprendere che l'autore visse in quell'ambiente di cui era un' espressione (seppur dissidente). 

Chi vuole leggere il libro è bene che presti molta attenzione a questa parte propedeutica che oltre a fare comprendere le motivazioni dell'autore che stanno alla base dell'opera, costituiscono un interessante spaccato storico di quella vecchia America fatta di magazzini, moli animatissimi ed edifici commerciali che facevano da contorno ai traffici di merci (e per lungo tempo anche di uomini). L'area che va da New York a Boston era (ed è) una zona in cui il flusso dei commerci era possente. 

In questo ambiente che l'autore definisce eccitante una parte importante è rappresentata dall'etica (ecco il primo indicatore che permette di comprendere il romanzo) ed è su questo punto che vorrei focalizzare l'attenzione del lettore). 

RIGIDI E TORVI PURITANI, QUACCHERI E FANATICI DISSIDENTI 

Nathaniel Hawthorne era ben consapevole del fatto che lui era un discendente diretto di quei coloni che nel continente americano fondarono le prime città e penso che proprio questo particolare sia importante per capire il libro, infatti non si può sfiorare minimamente l'essenza de "La lettera scarlatta" senza comprendere lo spirito fatto di peccato e di impegno che ha informato tutta la società americana fin dalla sua formazione. 
Non vorrei scomodare Max Weber con le sue analisi sull'etica protestante e lo spirito del capitalismo, ma il modo di glorificare Dio si manifesta in tanti modi e l'albero genealogico ha dato da tempo i suoi frutti che con tutte le loro contraddizioni vediamo in abbondanza ancora oggi nella società americana. Osservare e definire un tipo americano oggi è impossibile ma nessun aspetto della vita statunitense non può non fare i conti con il protestantesimo che mischia salute morale e successo negli affari. 

Tra sacchi di pepe, ceste di curcuma, scatole di sigari e merce di ogni tipo nasce "La lettera scarlatta" che in questa cornice tematicamente si collega al punto di vista narrativo dell'autore; i temi del racconto rimandano infatti al clima culturale dei coloni fondatori e il fantasma di un mondo passato viene percepito come attuale dal lettore attento che può trovare una lunga traccia che arriva diritta ai giorni nostri fino alle tante Moniche Lewinsky foriere di peccato e responsabili di offesa al perbenismo degli ancora tantissimi "rigidi e torvi puritani" che proliferano nella società dei telepredicatori. 

BOZZETTI TRA BEGHINE E UOMINI BARBUTI 

Al di là della storia in sé quel che ritengo apprezzabile è la capacità dell'autore di descrivere gli ambienti e i luoghi dando in tal modo una precisa idea del contesto in cui svolgono i fatti; un esempio serve a comprendere ciò che ho evidenziato: nella parte iniziale del romanzo il primo capitolo è dedicato alla prigione, il secondo alla piazza del mercato, leggendo le pagine ci si trova immersi tra una folla di Quaccheri, indiani vagabondi e dissidenti mentre delle donne vocianti chiedono che venga punito il peccato, e sono proprio le donne le più severe a chiedere la condanna di Hester Prynne (la protagonista); ad un certo punto sono proprio le donne che dicono: 

"Questa donna ha portato la vergogna su noi tutte e dovrebbe morire. Non c'è una legge per questo? Certo che c'è, nelle Scritture e nello Statuto. Ringrazino dunque se stessi, i magistrati che non l'hanno applicata, se le loro mogli e le loro figlie prenderanno una brutta strada!" (pag.53 dell'edizione in mio possesso). 

UNA SOCIETÀ CRUDELE DA SEMPRE AVVEZZA ALLA FORCA 

La folla vociante che chiede un'esecuzione esemplare è quanto di più orrendo possa esserci tra gli umani e ho provato un fastidio misto a repulsione leggendo le pagine del libro in cui la giovane Hester Prynne apostrofata come "sgualdrina" deve pagare per avere avuto una storia d'amore culminata con il frutto del peccato per antonomasia: un figlio (in questo caso una figlia). 

Ebbene in questo racconto dove la donna è insultata e dove la sua femminilità diventa la causa del peccato, le matrone e le beghine giocano un ruolo importante, sentir parlare di vergogna e sventura fa correre un brivido e pur storicizzando i fatti narrati, si fatica a comprendere. 


LA LETTERA SCARLATTA RICAMATA VICINO AL SENO 

Le donne, ancora le donne rimasero impressionate dal fatto che Hester avesse una lettera scarlatta ricamata all'altezza del seno, il seno che in questa particolare rappresentazione cessa di essere la mammella fonte di nutrizione e di vita e diventa il simbolo anatomico del peccato al punto che una matrona bisbetica pensa di coprirne la vista con un pezzo di flanella della sua veste. 


...........un senso di terrore mi prende leggendo che il mazziere si fece largo tra la folla di matrone, beghine e quaccheri................. 

Lettura consigliata a tutti...i femminicidi cesseranno quando le donne si ribelleranno a padri padroni, a madri beghine e a mazzieri che parlano ancora di "comune senso del pudore". 





***Nella presente opinione ho volutamente omesso un riassunto del romanzo di cui si trovano ampie tracce sulla rete, le mie riflessioni rappresentano una delle possibili chiavi di lettura del romanzo di cui ne raccomando la lettura; quanto poi all'interpretazione e alle conclusioni a cui si può pervenire dipendono dal modo in cui ognuno riesce a valorizzare tutto quello che non è scritto nel romanzo ma che si può desumere dal contesto*** 


L'edizione in mio possesso de "La lettera scarlatta" a cui ho fatto riferimento è stata edita da C.D.C. & S.A.P.E. nel 1986, il testo è stato tradotto da Anna Gerola.

 

 

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Articolo presente in forma modificata anche altrove.

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Published by Caiomario - in Libri

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