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11 luglio 2012 3 11 /07 /luglio /2012 08:58

 

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UNA SCUOLA MOLTO PARTICOLARE: COME CREARE LA MOGLIE PERFETTA 

Parlare di una commedia significa parlare di teatro, intendendo con questo termine un genere letterario che comprende testi o rappresentazioni destinati alla recitazione, si tratta di un genere quindi che per essere apprezzato ha bisogno di due parti: quella scritta e quella recitata, la parte scritta senza la recitazione è per così dire mancante di due soggetti, il recitante e il destinatario che è il pubblico, il genere teatrale quindi si completa in due livelli di comunicazione e la recita in scena è fondamentale per comunicare un messaggio. 

  • Molière non sfugge a questa regola che è intrinseca alla natura stessa del teatro, 


Aristotele scriveva nella sua "Poetica" che "sono gli attori che rappresentano direttamente tutta intera l'azione, come se ne fossero essi medesimi i personaggi viventi o operanti", 

quindi per apprezzare Molière bisognerebbe vederlo in teatro, meglio ancora se le sue commedie venissero rappresentate da bravi attori si potrebbe gustare la genialità del commediografo francese che è stato tra i più grandi autori teatrali di tutti i tempi. 

Il teatro se vogliamo è un cinema fatto dal vivo e in un piccolo spazio, la sua forza è il movimento, le espressioni degli attori sono fondamentali e ogni scena è differente ad ogni nuovo spettacolo per quanto il copione sia fisso, sarebbe interessante vedere come all'epoca in cui è vissuto Molière è stata rappresentata questa commedia e confrontarla con le rappresentazioni più recenti; questo consentirebbe di vedere come il gusto dell'epoca lo rappresentava e come oggi con i costumi mutati viene rappresentato sulla scena. 

Possiamo quindi soffermarci sul copione, il testo scritto che comunque è di grande interesse anche per gli spettatori contemporanei. 
Il tema di fondo è semplice: un uomo celibe di nome Arnolfi, avvezzo alle più grandi dissolutezze con donne maritate , giudica tutte le donne come infedeli e ritiene che questa infedeltà sia dovuta alla cultura, pertanto per prendere moglie decide di "educare" una bambina di quattro anni (Agnese) nella più completa ignoranza. 

  • Astolfi dimentica però una cosa importante, quando la bambina sarà diventata donna, lui sarà vecchio quando ad un certo punto si presenta Orazio, un giovane che si innamora di Agnese e Arnolfi, dopo alterne vicende in cui cerca di resistere, viene messo fuori gioco. 

La trama può sembrare banale ma non dimentichiamo che molte novelle del Boccaccio sono storie dalla trama semplice attrorno a cui il divin Giovanni costruiva storielle più o meno piccanti e lo stesso "Barbiere di Siviglia" musicato dal Donizetti, si sviluppa sulla storia (scritta dal Beaumarchais) di Rosina e del conte d'Almaviva, la storia del vegliardo che vuole sposare una bella fanciulla e con l'intervento successivo di un giovane che la sottrae alle attenzioni del vecchio, non è nuova ma è nuovo il modo in cui Molière decide di metterla sulla scena. 
La prima rappresetnazione teatrale la si ebbe nel 1662 a Parigi, ancora oggi sono numerosi le compagnie tatrali che la portano sulle scene, prima di tutto perchè il gioco degli equivoci è sempre un tema intrigante per il pubblico ma anche perchè nella scena viene portata: 

  • La paura nei confronti dell'emancipazione della donna 


e la paura della donna può diventare una vera e propria ossessione come quella di Arnolfi, ma quanti Arnolfi esistono? Arnolfi padre, Arnolfi marito e persino Arnolfi fratello. 

Quante scuole per mogli esistono? Ne esistono tante anche se non si chiamano così, basti pensare che Molière scrive nella seconda metà del 1600 ma in Italia sino agli anni '50 e '60 la condizione della donna non era dissimile da quella descritta da Molière, la donna era relegata a ruoli esclusivamente domestici e l'educazione verteva su quelli che si chiamavano "lavori donneschi", i cosiddetti lavori donneschi costituivano materia d'insegnamento nelle scuole elementari negli anni'30 e '40, successivamente con il mutato clima culturale la materia è stata abolita e sono state introdotte le cosiddette "applicazioni tecniche" le cui discipline insegnate alle ragazze erano principalmente quelle del lavoro a maglia e dell'uncinetto. 

  • Molière però non avvalla questa tesi, anzi ridicolizza Arnolfi che prima di tutto pretende troppo alla sua età, dedicarsi anche all'amore fisico con una giovane che non può che respingerlo, oltre a ridicolizzare questa ossessione, questa mania di voler creare la moglie perfetta, Molière libera Agnese dalla figura dell'insano vegliardo. 

E' scontato osservare che questa liberazione avviene sempre grazie ad un uomo ma per lo meno è l'uomo che Agnese ama ed è giovane come lei. 

Molière ripercorre, nel finale, lo schema presente nella tragedia greca, Astolfi esce di scena vittima della sua stessa ossessione, vittima delle sua paura di essere tradito, Agnese fa esattamente il contrario di quello per la quale è stata educata in questa assurda scuola delle mogli e...un'altra figura maschile aiuterà Agnese, suo padre! 

Nel 2004 ho assistito alla rappresentazione teatrale della commedia, Arnolfo era interpretato dal compianto e bravissimo Giulio Bosetti,una rappresentazione che meriterebbe una recensione a parte, il testo l'ho letto successivamente ma la bellezza di Molière è che può essere letto come Corneille, Racine e Shakespeare o Pirandello, quando un copione va oltre la scena della rappresentazione teatrale è prima di tutto un'opera letteraria. 

L'altra commedia "Le femmine saccenti" ripercorre una volta ancora una delle tematiche care a Molière quella del rapporto degli uomini vecchi con le donne che in questo caso sono una metafora dell'erudizione che a volte può essere più superficiale nel contenuto rispetto alla forma. 
E' un Molière ambiguo quello che rappresenta una commedia dove comunque è presente una certa vena polemica e misogina nei confronti non tanto della donna, quanto delle abitudini salottiere, molto diffuse nella Francia del XVII sec. , a cui certe madame erano dedite. 
Spesso questi circoli presieduti da presunte intellettuali avevano la spocchia di chi liberatosi dal giogo del potere, si dimostra alla fine succube del potere stesso e funzionale ad esso, è probabile che Molière volesse colpire qualche rappresentante femminile di questi salotti allora tanto in voga, ma è da escludere che la sua commedia sia un manifesto contro le donne intellettuali. 


Conclusione: Non esiste una scuola delle mogli e neppure quella dei mariti............


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Published by Caiomario - in Libri

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