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28 luglio 2011 4 28 /07 /luglio /2011 18:19

La morte non ci tocca perché tutto finisce.

Come trattano il tema della morte i "materialisti" antichi? Tra le diverse interpretazioni che hanno caratterizzato la storia del pensiero, quella democritea è quella che ha maggiormente influenzato la filosofia moderna.

Per la filosofia esistenzialista, infatti, la morte è una realtà che opera nel nostro intimo fin dal primo istante, ossia fa parte della nostra esistenza.

Ogni passo che l'uomo fa è quindi segnato da un'operazione della morte.

L'idea per cui la morte esiste ed accompagna ogni istante della nostra esistenza trae la sua origine dalle posizioni filosofiche di Epicuro e di Lucrezio che a loro volta sono stati profondamente influenzati da Democrito.

La morte per Democrito rientra nell'organicità dell'essere, perché tutto è materiale, anche l'anima è costituita da atomi anche se piccolissimi, per cui tutto finisce nel nulla. La filosofia di Democrito può essere definita come un nichilismo assoluto.

Epicuro in coerenza con la posizione di Democrito, sosteneva che ci può essere un sentimento verso la morte, ma l'uomo deve superarlo. La posizione di Epicuro può essere sintetizzata nel seguente concetto così da lui espresso: "Quando la morte viene, noi non ci siamo più e quando ci siamo la morte non c'è".

Per Epicuro, quindi, non ci dobbiamo preoccupare della morte perché quando siamo vivi non c'è la morte e quando siamo morti non ci rendiamo conto di esserlo, perché tutto è finito.

Tale posizione è conseguente all'obiettivo della filosofia epicurea il cui intento è quello di rendere l'uomo felice liberandolo da qualsiasi preoccupazione, compreso il timore della morte.

Per Epicuro quello che vale è vivere nel tempo: l'uomo deve impostare un modo di vivere che si riferisce al tempo perché oltre il tempo l'anima non è importante in quanto formata da atomi piccolissimi e si dissolve.

Epicuro sosteneva che l'uomo doveva guardare il mondo, essere spettatore di quello che accadeva evitando di mischiarsi in qualsiasi tipo di affanno.

È il concetto del "Vivi nascosto" che Epicuro così esprimeva:

"Vivi ma allontanati da tutto ciò che può causare apprensione, dolore e timore.

Allontanati dalla ricchezza, dall'amore, della politica".

Quella di Epicuro è una concezione etica negativa: "Vivi nascosto separandoti da tutto ciò che potrebbe causare dolore".

La posizione di Epicuro può essere riassunta nel seguente concetto:

La morte non ci tocca, perché tutto finisce.

Heidegger riprenderà in parte questa idea sostenendo che bisogna accettare il naufragio totale per superare il sentimento dell'angoscia in modo da raggiungere l'esistenza autentica.

Berlino

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