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22 settembre 2012 6 22 /09 /settembre /2012 04:49

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"Morte di Galeazzo Ciano" non è un libro di storia ma un testo teatrale  scritto nel pieno rispetto di quelli che sono stati i fatti storici che hanno visto come protagonista il conte Galeazzo Ciano marito di Edda Mussolini figlia di Benito. Se i documenti storici nulla tolgono alla drammaticità degli eventi, il testo di Enzo Siciliano restituisce quell'umanità che manca ai fatti raccontati nei libri di storia. La narrazione di un fatto acquista una luce completamente diversa quando a parlare sono i sentimenti, i dubbi, le paure, le speranze, la rabbia e infine la rassegnazione. 

Il testo di Enzo Siciliano è stato paragonato ai testi degli antichi tragici greci, lo spartiacque tra le opere di un Sofocle, di un Eschilo o di un Euripide e quella dello scrittore romano sta nella realtà, nei fatti accaduti perché Galeazzo Ciano in quella cella numero 27 del Carcere degli Scalzi di Verona passò quasi tre mesi dal 19 ottobre 1943 all'11 gennaio 1944, giorno in cui venne fucilato dopo la condanna comminata dal Tribunale fascista nel corso del famigerato Processo di Verona
Siciliano rappresenta Ciano per quello che fu veramente, oggi è possibile ricostruire quelle vicende e la personalità dell' ex ministro degli Esteri che non fu l'emblema del tradimento come da sempre è stato presentato da parte fascista. Anzi, tutta la storia che portò al 25 luglio nacque per un gigantesco equivoco di cui molti componenti del Gran Consiglio non ne compresero immediatamente la portata e Ciano stesso, più degli altri, sottovalutò le conseguenze che avrebbe comportato l'approvazione dell'ordine del giorno Grandi. Nell'opera teatrale Ciano è poi rappresentato come un uomo tormentato e contradditorio ma non equivoco, lo stesso Siciliano parlando della sua pièce ebbe a dire che lui parteggiava per il genero di Mussolini, nel raccontarlo infatti sembra l'amico di un tempo tornato a trovarlo.

 
Non c'è alibi però per il Ciano teatrale che si esprime con un monologo quasi ininterrotto, con lunghi ragionamenti che non richiedono alcuna particolare spiegazione, ma il vero capolavoro della tragedia di Siciliano è l'immagine di Edda Mussolini rappresentata come una donna travagliata in continuo dialogo solipsistico con se stessa. 
Il suo esistere ideale e spirituale tra il padre amato e odiato e l'amore e la pietà verso il marito, fa di Edda l'altra parte della tragedia, quella speculare di Galeazzo; Edda è colei che si sostituisce al marito che ne fa le veci quando si confronta con il padre con il quale ha un rapporto lacerato e non conciliabile. 

Il cerchio delle turbative si amplia fino a diventare ingovernabile sconvolgendo gli equilibri familiari, i rapporti tra padre e figlia e tra suocero e genero ed è proprio questo l'elemento fondante di questo dramma moderno fino a che sfuggono tutti i criteri di valutazione. 
L'atmosfera che porterà al tragico epilogo diventa ad un certo punto disperata, senza vie d'uscita, l'ambiente ostile del carcere e la solitudine della cella 27 finisce col diventare la solitudine di ogni uomo che davanti alla morte si trova solo con se stesso mentre il tempo, sempre più rarefatto, scorre verso la parabola finale. 

La domanda di grazia non pervenne mai a Mussolini, Ciano prima di morire scrisse le seguenti parole di congedo: 

"Addio, Edda cara. Addio Ciccino, Dindina, Marzio. Vi stringo al cuore con tenerezza infinita e prego Iddio perché dia a voi ogni bene. Vi bacia con tanto amore il vostro per sempre Papà". 

Dal carcere degli Scalzi  Galeazzo Ciano venne portato al forte di San Procolo dove venne fucilato l'11 gennaio del 1944.

 

 

Morte di Galeazzo Ciano

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Published by Caiomario - in Storia

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