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27 luglio 2012 5 27 /07 /luglio /2012 05:08

STUDIARE LA STORIA SECONDO L'ACCEZIONE DEGLI "STUDIOSI" 

E' opportuno fare un chiarimento su tutto il periodo che va dall'inizio del 1900 al 1945, credo poi che possa risultare di una certa utilità cosa significa studiare la storia. 
Che la maggior parte degli individui abbiano una scarsa memoria storica questo è lapalissiano constatarlo, meno evidente è invece rilevare che, a parte gli accademici, la maggior parte delle persone confonde la conoscenza dello svolgersi degli eventi storici con una fugace lettura dei manuali scolastici. 

Ecco leggere un manuale scolastico, non è studiare la storia, un manuale ad uso didattico puà esere uno strumento di lavoro che può rispondere a degli intenti educativi che si propone la scuola, ma niente di più. 
Anzi, una conoscenza dei fatti storici attraverso la lettura di un manuale scolastico è assolutamente fuorviante e quando dico "assolutamente" mi riferisco ai risultati circa la conoscenza media degli italiani della storia. 

Studiare la storia secondo l'accezione degli studiosi è invece cosa ben diversa, significa prima di tutto andare alla ricerca di tutte le fonti documentarie che permettono di ricostruire questo o quel periodo storico. 
La storiografia moderna -e in particolare quella italiana- è piena di trappole perché non si è mai liberata di un vizio di fondo che trae le sue orgini dal modo di procedere del Macchiavelli e del Guicciardini; entrambi, infatti, cercarono di dare una risposta al crollo degli Stati italiani alla fine del Quattrocento secondo un'interpretazione "militante". Sia Macchivelli che Guicciardini (menti fervide e geniali) diedero una chiave di lettura di quegli avvenimenti ma espressero un giudizio di valore che rimane ancora oggi il vizio di fondo di tutta la storiografia moderna. 

La stessa cosa è avvenuta per il "Fascismo", periodo complesissimo della storia d'Italia, studiato spesso troppo presto in modo frammentario e pregiudiziale, questo ha impedito di conoscere per molto tempo fatti, eventi e personaggi di quel periodo alimentando luoghi comuni dovuti a "cattivi studi". 


IL MERITO DI RENZO DE FELICE 

Il merito di Renzo De Felice è stato quello di aver iniziato una monumentale ricognizione sul Fascismo e sul consenso che la maggior parte degli italiani diedero a Mussolini e al sistema fascista. 
Se non si comprende questo punto cruciale non si riesce a capire il fascismo e le scelte di Mussolini. Piuttosto scarsa è stata, invece, da parte degli storici che hanno preceduto De Felice la comprensione dei motivi che hanno portato a questo consenso. 
L'idea di fondo - contrastata sul piano storico da De Felice- di questi storici è stata che il fascismo fu un evento improvviso ed estraneo alla società italiana. 
Niente di più fazioso in questa "chiave di lettura" da rinvenire nel giudizio che Benedetto Croce diede sul fascismo che definì come un' invasione degli Hyksos; quello di Croce è stato un giudizio che ha pesato in tutta la storiografia comtemporanea e che è stato amplificato in maniera improvvida. 
Si è trattato ovviamente di un giudizio ch ha poco di storico e che è da rinvenire nella posizione -legittima peraltro- del Croce stesso nei confronti del fascisimo e del suo capo. 


Mussolini il fascista I: la conquista del potere (1921-1925) è lo studio più approfondito sull'avvento al potere di Mussolini e del fascismo. l'identificazione di Mussolini con il fascismo è l'operazione tipicamente defeliciana, 
secondo De Felice il fascismo fu Mussolini, morto Mussolini il fascismo si dissolse. 
Il libro -il primo di una serie di tomi dedicati al fascismo- è ancora il punto di riferimento più autorevole per chi voglia studiare il fascismo fin dalle sue origini. 
Il tomo si compone di 802 pagine dove vengono raccontati gli avvenimenti in modo puntuale e certosino, il ricchissimo apparato di note, implica uno sforzo per il lettore medio in quanto non basta semplicemente leggere lo svolgersi degli avvenimenti bisogna fare un'opera di ricognizione sulla parte documentaria. 

E' interessante , ad esempio, apprendere da De Felice che durante il periodo dell'avvento al potere di Mussolini alcuni ambienti del repubblicanesimo italiano furono attratti dal fascismo, oppure in che modo si creò l'adesione al fascismo e come il fascismo fu un elemento composito dove confluirono numerose parti della politica italiana: monarchici, nazionalisti, socialisti, repubblicani, cattolici e anticlericali. 

Interessantissima è poi la riproduzione di molti documenti originali, il modo migliore per andare alla fonte senza che venga espresso alcun giudizio di valore. Credo che proprio questo sia stato il motivo per cui quando si pronunciava (e si pronuncia) il nome di Renzo De Felice, gi animi si accendevano (e si accendono). 
Consiglio a tal proposito di leggere gli articoli scritti da Nicola Tranfaglia contro De Felice, i due articoli celeberrimi vennero pubblicati nel quotidiano "Il Giorno" del 6 e 23 luglio 1975; da questi interventi si comprende perché De Felice provocò le reazione di quasi tutta l'intellighenzia italiana che contava nel periodo in cui il professore pubblicava i suoi studi. 





SCHEDA DEL LIBRO 

  • TITOLO: Mussolini il fascista: La conquista del potere: 1921-1925, Volume 1 
  • AUTORE: Renzo De Felice 
  • EDITORE: Einaudi (prima edizione 1966) 
  • ISBN: 8806139916, 9788806139919 
  • PAGINE: 802 pagine

 

Stuidare e ricostruire un periodo storico non significa condividerne lo spirito.

 

Scritto di propietà intellettuale dell'autore già pubblicato altrove.

 

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Published by Caiomario - in Storia

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