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25 novembre 2012 7 25 /11 /novembre /2012 05:47

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Fonte immagine:http://www.flickr.com/photos/25381422@N03/2437467518 (Album di pcambraf)

 

Premetto che Isabel Allende è un'autrice che mi piace, ha incantato il mondo e ha incantato anche me, diversi libri che ho letto li trovo molto coraggiosi, c'è modo e modo di parlare di sentimenti, la Allende ci riesce senza cadere nel lacrimevole ma colpisce ed arriva diritta al cuore anche quando tratta storie torbide. A parte le note della critica che di solito non seguo, mi interessano anche le vicende personali degli scrittori, dalle loro pagine si possono capire molte cose: speranze, rimpianti, rabbie e gioie. Poi sta al lettore interpretare e farsi un'idea ed è quello che ho fatto io leggendo "Paula". 

Solitamente non leggo le biografie precostituite, le ritengo faziose e parziali, soprattutto quando sono di seconda mano, nulla aggiungono e molto, invece, possono togliere al profilo di un artista, preferisco leggere notizie vere dall'artista o desumerle dai suoi scritti. "Paula" è un romanzo che permette di capire molto dell'universo di Isabel Allende, una storia che ha prodotto frutti virtuosi ma che non affonda le radici su un terreno privo di sassi e rose con spine. 

Ho trovato la storia raccontata dalla Allende molto commovente perché vera, le storie perdute nascono sempre da eventi e fatti reali , può una madre perdere la speranza verso una figlia (o un figlio) anche quando tutto sembra perduto? Io credo di no, se è una madre, il rapporto con il proprio figlio incomincia prima della nascita ed è indissolubile, non è il figlio che va verso la madre ma è sempre la madre che va verso il figlio. 

Nessuno può veramente sapere qual'è il rapporto vero degli altri con la propria madre, ma sappiamo quello che è il rapporto con nostra madre e più passano gli anni più ci rendiamo conto che la vita è costellata di occasioni perse;  anche il dolore che Isabel vive con la propria figlia è prezioso, il dolore fatto di silenzi ma mai di segreti, cos'è invece un dolore vissuto senza il conforto di una madre quando questa è ancora in vita? So che è difficile essere sinceri su questo versante perché si toccano le sfere più intime. Possiamo anche seguire con trepidazione quanto la Allende ci racconta, ma non possiamo assolutamente non rivolgere lo sguardo al rapporto che si ha con la propria madre. 

OCCHIELLO: Questa probabilmente non era l'intenzione dell'autrice, ma il suo racconto traboccante finisce per arrivare laddove forse non era il suo proposito: provocare il lettore e indurlo a riflettere sul dolore e sul modo di affrontarlo. 

Ma il libro non è solo questo, è anche una straordinaria testimonianza di vita vissuta intensamente, ne esce fuori il profilo di una donna forte e dolce, mai ruvida, pronta ad affrontare situazioni in cui bisogna sempre rincominciare qualunque cosa accada lungo il percorso della vita. 

LA LEZIONE DELLA ALLENDE 

Isabel Allende con "Paula" non vuole dare nessuna lezione, si limita a raccontare ma sarebbe superficiale non cogliere il messaggio che proviene da questo libro che non è solo una storia di dolore. Lottando e resistendo forse non si può sempre vincere il nemico (morte, malattie, situazioni storiche ecc.) ma vale la pena combattere e impegnarsi. 


Paula è una storia di coraggio e di speranza che mostra la grande forza di una donna che ha saputo affrontare esperienze devastanti; dovrebbe essere presa da esempio da tutti coloro che stanno sempre piangendosi sopra generando negatività anche negli altri. 

Sono sIcuro che chi affronterà la lettura del libro percepirà sin dalle prime pagine questa forza incredibile e questa insaziabile sete di vita.

 "Paula" è un racconto dove l'amore trionfa sulla morte e sulle avversità

 

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Published by Caiomario - in Libri

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