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1 aprile 2014 2 01 /04 /aprile /2014 15:28

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Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/63794459@N07/6542486179

 

 

Appunti personali e ricordi sparsi


Abbiamo riscoperto Blaise Pascal grazie all'iniziativa editoriale de "Il Corriere della Sera" che ne "I Classici deil Pensiero Libero" ha pubblicato questo bel libro del filosofo francese, però prima di addentrarci nell'argomento del nostro discorrere, è opportuno fare una presentazione di quello che, a nostro parere,  è uno dei pensatori più stimolanti di tutta la storia del pensiero occidentale.
Non siamo stati  dei grandi appassionati di teologia anche perchè troviamo alquanto noioso il modo di procedere dei filosofi-teologi che giustificano tutto attraverso un ragionamento aprioristico che ha come unico punto di riferimento Aristotele;letto e compreso il filosofo greco tutti i discorsi teologici non sono altro che un rifacimento di quanto sosteneva il filosofo del motore primo, ma Blaise Pascal è diverso, gli argomenti e le riflessioni sono quelli di un uomo che ha passato il suo tempo a curiosare, a provocare, a mettere dei dubbi, non c'è niente di più estraneo alla sua personalità che il voler presentare un sistema compiuto che tutto racchiude e che a tutto da risposta; Blaise Pascal non era uomo di sintesi sistematica, era un pensatore a cui interessava stabilire i confini del metodo scientifico e di determinarne le regole.

 

 È interessante a questo riguardo vedere cosa pensava Pascal sul metodo scientifico, questo è fondamentale per comprendere lo spirito del libro:

Permettetemi di richiamarvi una regola universale che si applica a tutti particolari
in cui si tratta di riconoscere la verità:...non si deve mai formulare un giudiziodecisivo sulla negatività o sulla positività di una proposizione, a meno che ciò
che si afferma o si nega non presenta una di queste due condizioni: e cioè 
o che esso appaia così chiaramente e csì distintamente di per se stesso ai
sensi o alla ragione, secondo che esso sia soggetto agli uni o all'altra, che la
mente non abbia motivo di dubitare della sua certezza; ed è quello che noichiamiamo principi assiomi; come ad esempio, se a cose uguali si aggiungono
cose uguali, i totali sono uguali; oppure, che si deduca con conseguenzeinfallibili e necessarie da tali principi o assiomi............e lasciamo indecise lealtre , tanto che le chiamiamo , tenedno conto della loro consistenza, ora visione
ora capriccio, talvolta fantasia, qualche volta idea e tutt'al più bel pensiero, epoiche non si può affermarle senza temerarieta, pronti nondimeno a tornareall'altra, se una dimostrazione evidente ci fa vedere la verità.....(1)

 


  Abbiamo riportato questo ampio stralcio che permette di conoscere il sostrato ideologico che sta alla base dei Pensieri e che così possiamo riassumere:


* Nei Pensieri Pascal afferma I principi si sentono, le proposizioni sidimostrano, cosa significa? Pascal mette sullo stesso piano principi, sensi e ragione e poi in un secondo tempo metterà in discussione la stessa solidità della ragione intesa nel senso cartesiano che tendeva a interpretare qualsiasi aspetto della realtà in termini rigorosamente razionali dando anche spiegazioni convincenti sul piano logico ma del tutto incosistenti quando si vedeva che questo era uno schematismo troppo semplicistico non sempre in grado di soddisfare il dubbio e l'inquitetudine umana.


* La certezza viene assegnata alle conseguenze che derivano dalle connessioni logiche dedotte dai principi, questo significa che un dimostrazione ha valore di per sé solamente se viene dedotta dai principi, certezze e conseguenze sono gli ambiti al di fuori dei quali c'è la fantasia, il capriccio e la fantasia.

 


PASCAL IL CONTESTATORE


Pascal rifiutava il principio dell' ipse dixit in base al quale una cosa siccome l'aveva detta Aristotele era vera, la ricerca scientifica è libera non si può basare su sillogismi, Blaise Pascal rifiutava prima di tutto il rispetto acritico nei confronti degli antichi e secondo suo intendimento bisognava distinguere due piani:

  • quello che gli autori hanno scritto quello che riguarda la ricerca e la  scoperta delle verità nascoste.
  •  

Questo è il punto che ci interessa per capire i Pensieri.............Pascal divide i due ambiti, quello scientifico con il suo continuo movimento e quello della teologia intesa come alterità, ecco allora che nasce il conflitto.


IL DIVERTISSEMENT


Gli storici della filosofia sono concordi nell'affermare che Pascal può essere definito il primo esistenzialista della civiltà europea, Pascal osserva la realtà e osserva l'uomo e arriva alla conclusione che l'uomo cerca di dare un significato alla vita e alla sua presenza nel mondo, la vita quindi gli si manifesta come undivertissement ed è proprio questo divertimento che gli permette di uccidere la noia il senso di disperazione che lo attanaglia.

 

I PENSIERI, UN CAPOLAVORO DI FRAMMENTI

 

Pascal scrive brevi pensieri, aforismi che potrebbero apparire contradditori ma nonostante questa forma è possibile trovare un'unità di fondo, il punto centrale dell'opera può essere riassunto in questo pensiero tratto dal frammento 84:

Che cosa è l'uomo nella natura? Un nulla in confronto con l'infinito, ma tutto inconfronto al nulla, qualcosa di mezzo tra il nulla e il tutto.In finitamente lontanodal comprendere gli estremi, il termine delle cose e il loro principio sono per
lui invincibilmente nascosti in un segreto impenetrabile, egualmente incapace
di scorgere il nulla, da cui è tratto, e l'infinito in cui è inghiottito.


Disarmante! Troviamo questo pensiero uno schiaffo che ci sveglia dal torpore che troppo spesso ci prende e ci fa perdere l'essenza della vita, penso che se tenessimo a mente questa verità, si potrebbe godere della vita all'ennesima potenza, non comprendiamo un dato di fatto che ci schiaccia alla nostra finitudine: bene ci possa andare tutto è così limitato che ogni altra cosa perde importanza e nello stesso tempo tutto diventa importante, penso che bisognerebbe vivere la vita ogni istante, purtroppo invece tutto ci scivola via e passano così velocemente questi nostri anni senza che noi possiamo invertire questo scorrere del tempo che non conosce pause e che va avanti inesorabilmente.
Questa è forse la spiegazione del nostro amore-odio nei confronti della vita, vediamo che tutto ci sfugge e costruiamo degli alibi per giustificare una nostra scelta, qualunque scelta comprese quelle personalissime, poi alla fine ci voltiamo...è passato tutto............'''un nulla in confronto con l'infinito''.

 


L'ESPRIT DE FINESSE E LA SCOMMESSA


Ma se questa è la nostra condizione da sempre e non possiamo spiegare la nostra esistenza come un teorema matematico quale può essere la via da tenere (secondo Pascal) ?
Pascal elabora una delle teorie più originali e affascinanti della storia del pensiero: la certezza in Dio lontano ma esistente può mitigare l'animo incline al divertissement e al nostro senso di nullità.

Ecco allora che Pascal nei Pensieri elabora quella teoria della scommessache affronta la problematica religiosa non dal punto di vista ottimistico e fideistico, ma da quello scettico e antimeccanicistico, se infatti la teologia scolastica e il razionalismo filosofico avevano inquadrato l'esperienza religiosa e il rapporto tra l'uomo e Dio secondo una visione che spegava ogni aspetto come se si trattasse di un problema matematico-geometrico, Pascal è ben conscio dell'assurdità della problematica religiosa e ne coglie la contradditorietà quindi anche credere in Dio rientra in questa contradditorietà.


Le prove sull'esistenza di Dio sono inutili, per Pascal la fede è un dono di Dio, dice infatti:


Ed è per questo che quelli a cui Dio ha dato la religione per sentimento delcuore, sono ben fortunati e ben legittimamente persuasi. Ma a quelli che nonl'hanno, noi non possiamo darla che per mezzo del ragionamento, nell'attesa
che Dio gliela doni per sentimento del cuore, senza di che la fede è solamente
umana e inutile per la salvezza.(2)

Quindi se la ragione è del tutto impotente del dimostrare l'esistenza di Dio, quale tipo di ragionamento può essere rivolto a coloro i quali non credono? La mancanza di prove non è un motivo valido per non credere, a questo riguardo è interessante quanto esplicita Pascal:

"Esaminiamo dunque questo punto e diciamo: Dio esiste o non esiste. Ma daquale parte inclineremo? La ragione non può determinare nulla".


TESTA O CROCE


"Si gioca un gioco, all'estremità di questa distanza infinita, in cui uscirà testa ocroce. Su cosa scommettere. Con la ragione voi non potete fare nè l'una nè l'altra
scelta; con la ragione non potete sostenere nessuna delle due"


ecco il Pascal matematico che basa il suo ragionamento sul calcolo delle probabilità , il ragionamento è semplice e si basa su questo concetto: non possiamo determinare testa o croce lanciando una moneta, le possbilità che esca o l'una o l'altra sono esattamente le stesse.
Quindi se la ragione non è in grado di scegliere, la scelta stessa non può essere messa da parte, siamo costretti a scegliere.

Ci sono quindi solo due possibilità: o Dio esiste, o non esiste, entriamo dunque nel cuore del ragionamento:

Dobbiamo scommettere e decidiamo di scommettere o sull'esistenza di Dio o sulla sua non esistenza, Pascal non il minimo dubbio e punto la sua scommessa sull'esistenza di Dio, precisando:

"Pesiamo il guadagno e la perdita, puntando croce che Dio esiste. Valutiamoquesti due casi: se vincete, vincete tutto, se perdete, non perdete nulla.Scommettete dunque che Dio esiste, senza esitare"


Sulla scommessa di Pascal si sono riversati fiumi di parole e di critiche perchè pare un ragionamento dettato da un freddo calcolo utilitaristico di tipo matematico- probabilistico, ma non è così, questa è solo la scorza del ragionamento ed è chiaro che il fideista di tutte le epoche non ne comprende la portata.
Quello di Pascal è un ragionamento che nasce dalla disperazione, una disperazione esistenziale e antropologica dell'uomo, quando infatti Pascal afferma:

"la conoscenza della propria miseria senza la conoscenza di Dio genera ladisperazione"

Questo gioco rivela tutta la sua rischiosità e pericolosità perchè se il giocatore vince, vince tutto ma se perde, perde veramente ogni cosa.


C'è un punto però che non è stato mai rilevato: nessuno conosce l'esito del gioco se non il giocatore stesso e anche in questo esito rivela la disperazione e la solitudine dell'uomo che non è altro che una speranza, solo una possibilità.

Invitiamo il lettore a leggere la prefazione di Vittorio Messori presente nell'edizione da me citata, in quanto le osservazioni presenti fanno comprendere che Pascal non è il classico autore che parla di Dio dando tutto per scontato ed è questo il motivo per cui Pascal è un autore letto spesso da non credenti, osserva infatti acutamente Messori:

Non a caso, tra quelli che hanno curato l'edizione e la traduzione delle sue 
opere, i laici (spesso laicisti, agnostici e persino atei) sono più numerosi e
appassionati degli ecclesiastici. A chi si interroga sul segreto di questaattrazione, che è giunta sino a noi e che ha cambiato tante vite, Pascal propone
una risposta (3)

Il punto è proprio questo e Messori con l'acutezza che lo contraddistingue abbraccia Pascal quando osserva che il significato della vita senza una speranza che possa confortare la nostra umana esistenza ha un suo esito disperato perchè finisce solo con qualche palata di terra sulla testa.

Non siamo in grado di dare nessuna risposta ma credo che un atteggiamento possibilista lascia aperta la porta alla speranza, ad ognuno, poi la scelta.

 


DA COSA È DETERMINATA LA LEGGE (nel senso giuridico)

 

  Abbiamo trovato particolarmente interessante Il Pascal filosofo del diritto, credo che la posizione da lui espressa su cosa determini la legge, sia sempre valida e a scriverla non è un anarchico ma un pensatore acuto e fuori le righe.
Siamo abituati a vedere la legge come avvolta in un aureola di sacralità che non può essere messa in discussione, anzi chi mette in discussione una legge si pone sempre ai limiti di essa e quindi il dissenso non è altro che un rifiuto di una legge, un non riconoscimento, ma siamo convinti che sia così? Riconosceremo le leggi dell'antica Babilonia? No di certo, ma allora la legge è determinata dalla sensibilità dei tempi intesa come insieme di valori condivisi e convissuti? Neanche questa è la ragione che la determina, osserva a questo proposito Pascal:

"La giustizia consiste ciò che si è stabilto; e così tutte le nostre leggi stabilite
saranno necessariamente ritenute giuste senza essere esaminate, dalmomento che sono stabilite"

La legge quindi non e determinata dalla giustizia , ma semplicemente il fatto di essere stabilita, di essere in vigore, la legge quindi non viene articolata e promulgata perchè si tiene in considerazione la giustizia ma solo perchè la sua legittimazione viene dal consenso che la circonda, è quindi per Pascal solo un dato di costume.
Una legge ha validità quindi perchè l'opinione prevalente crea consenso intorno ad essa, sembra cinica la frase di Pascal che esplicita questo concetto:

"Non c'è nulla di più fallace delle leggi che vorrebbero raddrizzare i torti; chiobbedisce loro perchè sono giuste, obbedisce alla giustizia che è frutto della
immaginazione, ma non all'essenza della legge"

Cosa significa questo? Pascal arriva anche qui all'essenza, la legge è solo determinata dall'opinione dei più:

Perchè si segue l'opinione dei più? Forse perchè hanno più ragione? No perchè
hanno più forza

La forza è quindi solo la ragione che determina la legge, è la forza che fal'opinione,, non illudiamoci quindi quando parliamo di legge, non stiamo parlando di egole giuste, ma di regole stabilite perchè la forza dei più lo desidera, quindi in base a questo ragionamento la riforma universitaria nota come legge Gelmini non è stata determinata dal senso di giustizia.

 


Alcuni suggerimenti sulle edizioni


In commercio vi sono numerose edizioni dei Pensieri, tutte facilmente reperibili per pochi euro, per quanto gli editori si sforzino di scrivere che i diritti sono riservati, Pascal non ha eredi quindi la riproduzione del libro è libera ed è questo il motivo per cui vi sono tanti editori che li pubblicano; alcune di queste edizioni tuttavia riportano solo ampi stralci, è quindi preferibile acquistare solo le versioni che specificano edizione integrale, queste sono le edizioni più diffuse:

(1) Blaise Pascal, Pensieri Edizione integrale, Newton Compton, 2009 , Prezzo euro
6,00 reperibile su BOL.IT al prezzo di euro 3,00

(2) Blaise Pascal, Pensieri, Garzanti, 2006, Prezzo euro 13,50, reperibile su BOL.IT al prezzo di euro 9,45

(3) Blaise Pascal, Pensieri, Bur, 1999, Prezzo euro 5,90, reperibile su BOL.IT al prezzo di euro 4,13

Indicazioni bibliografiche


Per chi volesse approfondire il pensiero di Pascal, suggeriamo i seguenti titoli:

  • V.E Alfieri, Il problema Pascal, Milano, 1959
  • M.F Sciacca, Pascal, Milano,1972
  • P.Serini, Pascal, Torino,1973

  Abbiamo condiviso solo una piccolissima parte delle riflessioni di Pascal, chi volesse intraprendere la lettura del libro potrà comunque scoprire tantissime parti stimolanti che per ovvi motivi di spazio e per non togliere il gusto della lettura, non abbiamo volutamente trattato.


ALCUNI FRAMMENTI  SCELTI 

 

  • Volete che dica bene di voi? Non ditene.
  • Ci sono persone che parlano bene, ma non scrivono bene.E' che il luogo,l'uditorio,le riscaldano, e traggono dalla loro mente più di quanto esse non ci trovino quando manca quel calore.
  • L'uomo non è nè angelo nè bestia, e disgrazia vuole che chi vuole fare l'angelo faccia la bestia.
  • Gli uomini sono cosi' necessariamente pazzi, che per una beffa della follia sarebbero pazzi se non lo fossero.
  • Come Dio non ha reso famiglia più felice, faccia in modo che non se ne trovi una piu' riconoscente.

========================================​===============

NOTE

 

(1) Tratto dalla lettera al padre Noel del 29 ottobre 1647. La lettera è contenuta nell'opera scritta da A.Bausola intitolata: Pascal, Pensieri,opuscoli, lettere,Milano, 1978.

(2) Pascal parlava di ragioni del cuore, ma riteneva che potessero essere valide solo per chi le possedeva.

(3) Blaise Pascal, Pensieri, Edizione speciale per Corriere della Sera, Milano,2010, p.8

 

 

 

 


 

 

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Published by Caiomario - in Filosofi: Pascal Blaise

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