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19 giugno 2012 2 19 /06 /giugno /2012 04:44

LETTO EX POST 

Per quanto il titolo di "Piccolo Cesare" richiami più la celeberrima pellicola cinematografica il cui protagonista fu l'impareggiabile Edward G.Robinson, Giorgio Bocca ha voluto riferirsi a un Cesare piccolo e piccolo non nel senso dell'età anagrafica quanto a velleitarismo che appare tale se confrontato a quello di Gaio Giulio Cesare. 
Ma Bocca che è stato un efficace scrittore che si serviva delle tecniche giornalistiche con grande maestria ha giocato sull'equivoco e Piccolo Cesare richiama anche al malaffare descritto nel romanzo di Burnett. 
Non vi è nessun ponte che leghi, quanto ad argomentazione le tre opere (il libro scritto da Giorgio Bocca, quello scritto da W.R. Burnett e la pellicola cinematografica sulla Chicago degli anni '30) eppure esiste un filo conduttore che nell'allusione e nell'esplicito fa di questo libro un documento storico mosso in parte dal pregiudizio ma anche da un rigore profetico che letto ex post non può che fare esclamare "lo aveva detto". 
Se si parla di livore probabilmente Bocca non avrebbe apprezzato anche se lui uomo di parte e partigiano fino all'ultimo giorno spesso dimostrò livore, ma quanto al pre-giudizio riguardo al contenuto del libro, è probabile che Bocca avrebbe dato il suo consenso; perché non vi è pagina del libro che nel suo pre-giudizio non affronti vicende i cui esiti politici, sociali ed economici sono ben lungi dall'essersi compiuti. 

Il problema tutto italiano circa l'uso della democrazia è stato ben analizzato da Bocca che davanti al fenomeno Silvio Berlusconi aveva già nel 2002 analizzato come il consenso si possa generare attraverso forme indotte e come la democrazia possa essere un termine ambiguo sul quale si possa dire tutto e che possa significare mille cose. 
Bocca era anche un politologo ma non ha mai avanzato tesi dottrinarie circa il significato della democrazia, tuttavia quando evidenziava nei suo scritti i mali della democrazia italiana, indicava anche la strada su quello che non doveva essere democrazia. 


GIORNALISMO D'INCHIESTA 

Certificare i fatti accaduti è facile, lo fanno gli storici, analizzare i fenomeni mentre si stanno verificano e preconizzarne i possibili sviluppi richiede invece una grande capacità di intuito. Allora vi è da domandarsi come mai abbiamo dovuto aspettare ben 10 anni dalla pubblicazione del libro per vedere cosa è accaduto intorno all'ospedale milanese fondato da Don Verzè? Bocca nel libro racconta quello che già in parte si sapeva, ma le prime inchieste sui fondi destinati al San Raffaele sono partite anni dopo. 

Se quindi il giornalismo d'inchiesta è ciò che anima "Piccolo Cesare" non trattasi di livore come qualche nemico di Bocca ha avanzato più di una volta volendo liquidare il contenuto del libro perché a corto di validi di argomenti da opporre all'ex partigiano, quanto di un pre-giudizio su fatti di cui già si conosceva in parte il malaffare che era a loro legato. 
Sorge allora spontanea una domanda perché è accaduto questo, al di là delle responsabilità penali? La risposta la si trova nel libro: il berlusconismo, ossia il consenso intorno a Berlusconi ha di fatto impedito che su determinati fatti si facesse luce prima che si compiessero le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. 

Non è ancora finito del tutto quello che vediamo essere un movimento non di pensiero ma di pancia che ha disatteso tutte le aspettative. Ma Giorgio Bocca, insieme ad un plotone piuttosto cospicuo di grandi vecchi tra cui vanno annoverati Indro Montanelli e Enzo Biagi, aveva visto bene fin dal 1994. Nessuno si può tirare fuori da queste responsabilità neanche quella parte del paese che rivendica una sua specialità (Nord) rispetto ad un'altra (Sud) come stanno ad attestare le inchieste giudiziarie sui grandi e piccoli corruttori che hanno invaso tutto l'occupabile. 


Consiglio la lettura del libro alle nuove generazioni, le vecchie di solito chiudono un occhio e tirano a campare. 

Libro scritto da un Grande Vecchio che ha descritto un Piccolo Cesare che di Gaio Giulio Cesare non aveva niente ma che ricordava piuttosto Caesar Enrico Bandello.

Profetico, drammatico se lo si legge a distanza di 10 anni


 

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Published by Caiomario - in Libri

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