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6 agosto 2012 1 06 /08 /agosto /2012 17:55

saldatrici

 

 

 

Quando nel 1936 Luigi Piandello morì, questo avvenne a causa di una polmonite contratta mentre, negli stabilimenti d Cinecittà, assisteva alle riprese del romanzo che più lo ha reso celebre "Il fu Mattia Pascal". 

Paradossalmente morì come un personaggio pirandellano: un'uscita di scena quasi teatrale sulle scene e dalle scene, quasi ad effetto, in una situazione normale e apparentemente calma, avvenne il fatto imprevisto. 

La NOVELLA COME GENERE LETTERARIO 

Se, come dicevamo, il romanzo di maggior successo è stato "Il fu Mattia Pascal", è altrettanto vero che la novella ha rappresentato il genere letterario a cui Pirandello dedicò le sue attenzioni per tutta la vita. 

Iniziò a pubblicare le novelle in giornali e riviste fino a racoglierle in un volume "Novelle per un anno" che come dice il titolo, avrebbe dovuto contenerne 365, mentre in realtà la composizione arrivò al numero di 230. 

La novella moderna inaugurata da Pirandello, quale genere letterario, ha costituito una tappa fondamentale per la storia della letteratura ma è stata anche l'occasione per rappresentare una galleria di personaggi che spesso costituirono la base per ulteriori sviluppi che si concretizzarono in romanzi e rappresentazioni teatrali. 

Quello che contraddistingue la novella pirandelliana è la sua struttura, unica e inconfondibile, quasi una firma autografa che la rende riconoscibile immediatamente: in una situazione assolutamente normale e ordinaria quale quella che si può vivere quotidianamente, avviene un fatto improvviso, repentino che fa da rottura con le abitudini ordinarie; questo fatto repentino e accidentale arriva a modificare la struttura percettiva del personaggio, il suo livello d coscienza appare modificato, quasi traumatico. 

Questo accadimento può essere esterno e da accidentale si trasforma in determinante e centrale nel fare emergere un ricordo o una sensazione. 

Ecco l'inizio del dramma: l'intera esistenza del personaggio della novella pirandelliana, viene turbata mentre acquista un livello di coscienza di sè che gli permette di vedere il mondo in modo totalmente diverso, un mondo falso nel quale la forma nella quale è vissuto, viene disconosciuta. 

A questa presa di coscienza, segue il rientro nella vita normale ma con l'arricchimento che viene dalla consapevole lucidità che gli consente di riconoscere il paradosso della vita, la sua stravaganza e il suo destino tormentato e senza via d'uscita. 

Ma qual'è lo stumento che Pirandello predilige per approfondire la realtà, per scavare nelle coscienze? E' lo strumento per eccellenza che non ammette l'altro: il monologo, mentre nel dialogo in un certo qual modo si riconosce l'altro, nel soliloquio si assiste a un ripiegarsi su se stesso a uno scavare la propria coscienza per capire il mondo. 

Pirandello introdusse nel campo letterario degli altri elementi che prima di allora non avevano una grande importanza: gli oggetti ( mobili, quadri, oggetti d'arredo, abiti, parti della casa come una porta o una finestra). 
Questa caratteristica ci può fare definire Pirandello anche un ritrattista di nature morte che al pennello preferì la penna, e questa rappresentazione non è semplicemente uno sfondo presente nei suoi racconti come accessorio ma è uno degli elementi a cui è condannato l'uomo e che costituiscono la sua prigione: 

"attaccati alle cose, vivendo per le cose, finiamo coll'essere prigionieri delle cose che inevitabilmente sopravvivono a noi".

 

Articolo di proprietà dell'autore, pubblicato anche altrove.

 

Per ulteriori approfondimenti sulla figura di Luigi Pirandello si consiglia la lettura del seguente libro:

  • Autore: Lauretta Enzo
  • Titolo: Luigi Pirandello Storia di un personaggio «fuori di chiave»
  • Editore: Mursia
  • Collana: Storia biografie diari
  • Data di pubblicazione: 15/10/2008
  • Codice EAN: 9788842541448

 


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Published by Caiomario - in Letteratura

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