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4 novembre 2011 5 04 /11 /novembre /2011 11:23
Sandro Penna è un autore che si è contraddistinto nell'affollato panorama della letteratura italiana per aver scritto delle liriche caratterizzate da un linguaggio chiaro e apparentemente semplice che sembrano assomigliare al commento di uno spettatore che affacciatosi da una finestra che guarda sl mondo, riferisce ad un suo eventuale ascoltatore: piccoli frammenti di una realtà vengono catturati e fissati nel tempo e diventano fotografie che non hanno più tempo.
Ma quali sono le caratteristiche delle poesia di Penna? Prima di tutto il suo inconfondibile stile poetico che lo rende immediatamente riconoscibile e che lo  contraddistingue dalla poesia che aveva dominato buona parte degli inizi del Novecento.
Vediamo gli elementi pù importanti dello stie poetico di Sando Penna:

*Buona parte del Novecento, almeno un quarto di secolo, era stato dominato da quella corrente poetica che va sotto il nome di ermetismo, una poetica spesso caratterizzata dall'uso di un linguaggio oscuro, criptico che necessitava di una decodifica anche da parte dei lettori più preparati.
L'assenza di nessi logici e sintattici, l'uso della parola come rimando allusivo, l'asrattismo nebuloso e caotico forse furono un modo di mimetizzarsi dinanzi alla letteratura retorica degli anni Trenta e Quaranta, ma sicuramente furono anche un momento di rottura nei confronti della poesia di D'Annunzio e in una certa qual misura di Pascoli.
Penna pur non potendosi assimilare alla retorica tardo ottocentesca, recupera l'uso chiaro della parola, la semplicità del messaggio e proprio per questo, insieme a Umberto Saba, ha costituito quella corrente antiermetica che affonda le sue radici nel miglior Pascoli e a cui addiritura Pier Paolo Pasolini guardò con interesse e attenzione.

*Un'altra caratteristica della poesia di Penna è l'assenza di personaggi femminili, i suoi personaggi sono marinai, soldati, operai e i luoghi di ambientazione treni, sale cinematografiche, periferie, luoghi spesso squalldi a cui il poeta riesce a dare dignità poetica grazie all'uso di una parola che pare una sequenza musicale in cui troviamo assonanze e consonanze, alliterazioni e cambiamenti di ritmo improvvisi che invogliano il lettore all'apprezzamento.
Sicuramente questo elemento caratterizante venne determinato da una  scelta  be precisa di Penna che nelle sue liriche spesso cantò l'amore omosessuale, ma sempre in modo molto discreto e mai allusivo e volgare, tanto che da una superficiale lettura sembra impossibile rilevare questo aspetto.

*Un'altra peculiarità della poesia di Penna è la presenza di un motivo: la "gioia di vivere", contrapposto a quel "male di vivere" che aveva depresso intere generazioni che del mal sottile, ad esempio, avevano addirittura fatto motivo di distinzione del loro vivere decadente.

*Possiamo definire la poesia di Penna come la "poesia del dinamismo" per il fatto che due sono i temi ricorrenti: quello del movimento e quello della staticità, dell'immobilità; il primo è rappresentato da tutto ciò che si muove: il mare, il vento, un mezzo di locomozione, i secondo è sempre collegato a tutto ciò che produce dolore e angoscia come la morte o il dolore.

Per esprimere queste tematiche Penna privilegia il componimento breve  in cui  tuttavia non usa mai un linguaggio criptico ma è sempre chiaro ed armonico come nel caso di questa breve lirica:

"Io vivere vorrei addormentato
entro il dolce rumore della vita"

Forse solo la famosa "M'illumino d'immenso" di Giuseppe Ungaretti è paragonabile per bellezza e intensità lirica....

Mi riservo di pubblicare questo scritto di mia proprietà anche altrove.

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Published by Passieno - in Poesia

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