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16 luglio 2012 1 16 /07 /luglio /2012 11:38

DA SCOPRIRE E RISCOPRIRE 

Il lettore attento alle evoluzioni della narrativa, noterà che Luigi Malerba è uno scrittore ancora poco conosciuto, le ragioni di questo fatto possono essere diverse ma è probabile che la sua fama letteraria per andare al di là della fortunata stagione che comunque l'ha visto protagonista, abbia bisogno di un aiuto editoriale, essendo molte delle sue opere reperibili in edizioni ormai datate. 
Bisogna comunque riconoscere che la Mondadori si è impegnata in tempi recentissimi a pubblicare anche delle opere postume rendendo omaggio a uno scrittore di talento e dai variegati interessi letterari. 

"Testa d'argento" è una raccolta di racconti che assomiglia a una galleria in cui vengono descritti personaggi diversi tra loro che hanno in comune solo un aspetto, la bizzarria dei comportamenti. 
E' come se l'autore si fosse messo sul balcone di uno stabile che si affaccia su una piazza e abbia incominciato a prendere nota di tutto quello che vedeva in prima persona, il risultato di questo modo di procedere è un espediente che da un lato permette all'autore di vedere da vicino le diverse situazioni ma mai calandosi completamente nelle vicende dei personaggi descritti. 
Malerba in una nota farà una precisazione, forse al fine di evitare allusioni e sovrapposizioni, in cui distingue la sua attività fabulatoria e cronachistica da quella comportamentale dei personaggi che animano i suoi racconti. 
E' quasi come se Malerba avesse voluto prendere le distanze invocando una normalità comportamentale eppure la sua non è una letteratura che rientra nella normalità dimostrando una rara capacità nello smontare e nel fotografare da diverse angolazioni una realtà che appare continuamente diversa e bizzarra. 
Questa abilità descrittiva che in "Testa d'argento" raggiunge una brillantezza apprezzata dal lettore dimostra acume e nel contempo uno spirito di osservazione straordinario come nel caso del racconto "I due schiaffi" in cui Malerba osserva il diverso valore che può avere uno schiaffo dato ad una moglie a secondo di chi lo da. 
E' un distinguo ironico e formalmente ineccepibile per cui se lo schiaffo, (osserva Malerba che parla nella veste di una macellaio di un piccolo paese), è dato da un cancelliere di tribunale è cosa ben diversa da quello dato da un macellaio, si può dare uno schiaffo per qualche occhiata data durante l'anno? C'è proporzione tra il tradimento morale e quello materiale? 

In queste descrizioni e ragionamenti, Malerba si dimostra uno scrittore imbattibile e le situazioni raccontate sono talvolta talmente provocatorie che il lettore si può domandare che cosa è che non è demente; è difficile dire se Malerba avesse un intento pedagogico o se volesse semplicemente presentare questi ritratti con una lieve e gradevole comicità defilandosi nel narrare e subito confondendosi con il lettore di cui Malerba ebbe sempre un sovrano rispetto come dimostra l'avvertenza scritta dallo stesso Malerba e presente nel libro. 

Un libro intelligente, ironico, pregevolissimo dal punto di vista letterario e da concedersi come piacevole intermezzo, 28 racconti brevi da leggere e gustare e.....fare propri. 

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Published by Caiomario - in Libri

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