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16 agosto 2012 4 16 /08 /agosto /2012 11:28

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"Vent'anni dopo" insieme a "I tre moschettieri", "Il Visconte di Bragellone" e "Il Corsaro Nero" è il libro di Alessandro Dumas che faceva parte della magnifica libreria che la Fabbri Editore aveva pubblicato per la prima volta nel 1973 in edizione dedicata agli adolescenti. "Vent'anni dopo", in particolare, veniva proposto con una copertina rigida in cui si vede uno dei tre moschettieri ritratto mentre guarda e sta per pronunciare una parola, sullo sfondo un castello e nel lato la figura poco rassicurante di un carceriere che ha la mano appoggiata sulla porta di una cella. 

Il racconto inizia con lo stile tipico di Dumas padre che sapeva creare degli spaccati verosimili degli ambienti in cui si muovevano i protagonisti delle sue storie. Il primo capitolo intitolato "Il Fantasma di Richelieu" inizia in una camera del Palazzo Cardinale presso "un tavolo dagli angoli d'argento ingombro di libri e di carte", dietro quel tavolo un uomo con la testa affondata tra le palme. Una perfetta descrizione per la sceneggiatura di un film. 
Immaginatevi quindi quest'uomo che indossa una zimarra rossa ed è intento a meditare tanto che a vederlo sembrava di vedere il cardinale Richelieu. Chi era quell'uomo? Era il cardinale Giulio Raimondo Mazzarino nome che venne poi francesizzato in Mazarin. 

 

 

 

 

 

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Fonte immagine:  http://www.flickr.com/photos/69875617@N00/742693877 

Album di JohnSeb

UN UOMO AVIDO DI DENARO, ANALOGIE CON IL PRESENTE 

Mazzarino dopo essersi laureato in legge, intraprese la carriera di legato pontificio, inviato in Francia conobbe poi il cardinale Richelieu che lo nominò suo successore. Fautore dell'assolutismo, ne fu il più fedele interprete e dedicò tutta la sua attività politica a rafforzarlo contribuendo a rafforzare la monarchia francese che arrivò poi con Luigi XIV alla sua massima potenza di cui il Re Sole era solito farsi vanto. 
Come lo descrive Dumas? Lo definisce intanto "straniero d'origine" e lo descrive come un uomo ambizioso e avido di denaro che si era reso inviso all'intera nazione opprimendola con sempre nuove tasse e balzelli che poteva agire grazie alla protezione della regina di Francia. 
Il popolo e i borghesi si erano uniti stanchi delle prepotenze perpetrate dall'avido cardinale e avevano costituito dei partiti meditando la rivolta. 


  • Il filosofo Giovan Battista Vico parlava di "corsi e ricorsi della storia", non lo dice "caiomario" ma uno dei più grandi pensatori della storia del pensiero e se accadesse di nuovo? Quell'opprimere con nuove tasse e balzelli mi ricorda qualcuno. Chi vi ricorda? 


Ritornando a Dumas (padre) e alla sua descrizione, ogni volta che leggo il nome di Mazzarino mi ricordo questa illustrazione, potere della forza della parola. 

LA FORZA DELLE PAROLE, PERCHE' E' NATO IL TERMINE "FRONDISTA" 

Ma cosa facevano questi cospiratori? Udite, udite....facevano come gli scolari che tiravano sassi con la fronda, ecco perché i ribelli si chiamarono frondisti, termine che indica gli appartenenti al partito della Fronda. Pensate che da quel momento in poi ogni oggetto -lo racconta proprio Dumas-incominciò a prendere la forma della fronda, persino il pane e i cappelli vennero disegnati a forma di fronda (o fionda, come siamo abituati noi a chiamarla). 

A causa di Mazzarino il popolo incominciava ad invadere le strade (popolo di rivoluzionari i francesi, da sempre) e le guardie a stento lo teneva a bada. 
Mazzarino incominciò a rendersi conto che tutta la Francia era contro di lui, ma ecco che arriva D'Artagnan, ecco che incomincia il romanzo e finisce la storia. 

D'ARTAGNAN PIZZETTO E BAFFETTI 

Il signor D'Artagnan descritto da Dumas era un uomo "sui trentanove o quarant'anni" con l'occhio vivace e i capelli appena brizzolati, riceve a questo punto un incarico dall'avido monsignore e si reca alla Bastiglia e lì si comporta da vero guascone (termine connotativo che oggi indica colui il quale ha un comportamento incline all'ironia, allo scherzo e alla presa in giro altrui). 

Mazzarino però vuole al suo servizio non solo il guascone con il pizzetto ma anche gli altri moschettieri che, trascosi vent'anni si sono separati, ed ecco allora che la magnifica band fa la sua reunion: il gruppo originario è ricomposto? Manco per sogno, solo il corpulento Porthos segue il guascone. Athos e Aramis sono contro il cardinale e simpatizzano per un partito a lui avverso. L'avido monsignore che aveva deciso di servire mammona e non l'Onnipotente, tramava contro Cromwell con lo scopo precipuo di detronizzare Carlo Stuart, re d'Inghilterra. Aramis e Athos vanno allora in Inghilterra per dare aiuto allo sfortunato sovrano. 

LA BANDA DEI QUATTRO....VENT'ANNI DOPO 

I quattro si trovano in fronti avversi, il "tutto per uno, uno per tutti" sembra essere ormai solo un ricordo dei giovanili ardori, ma ecco il colpo di scena alla Dumas/d'Artagnan, i quattro moschettieri si uniscono nuovamente "vent'anni dopo".... 


...qui ci fermiamo, leggete il prosieguo della storia avventurosa. 


ALCUNE CURIOSITA' 

  • Dumas è l'inventore de "L'uomo mascherato"; 
  • Dumas parla del vino di Porto preferibile senza dubbio a una "scipitissima birra"; 
  • Dumas inventa l'espressione "la mente e il braccio" per indicare d'Artagnan e Porthos; 
  • Dumas ha inventato espressioni del tipo "Il boia di.....", ma alcuni termini da lui usati sono entrati ormai nel linguaggio comune comune come appunto "guascone";
  • Il linguaggio dei fumetti attinge da Dumas espressioni quali "Diamine", "Per Bacco" ecc, ecc. 



Leggendo quarant'anni dopo "Vent'anni dopo" si legge la storia in un altro modo. 

Consigliato a tutte le età.

 

 

 


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Published by Caiomario - in Libri

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