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6 dicembre 2012 4 06 /12 /dicembre /2012 18:17

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Fonte immagine:http://www.flickr.com/photos/26244825@N05/4059854573 (Album di paukrus)

 

L'INTERROGAZIONE STORICA SUL CENTRO DELLA TERRA

 

Non si può leggere "Viaggio al centro della terra" senza fare una riflessione universale sullo stato delle nostre conoscenze riguardo alla morfologia del sottosuolo perché questo romanzo dello scrittore francese Jules Verne non è come gli altri, la florida immaginazione, infatti, trova la sua espressione più pura nella letteratura che racconta storie illogiche ed è foriera di inquietudini.

 

Ci siamo mai domandati cosa ci sia al centro della terra ? Inoltre, è possibile trasporre in un film quello che si legge nel romanzo di Verne evitando l'inadeguatezza del caso? Il tentativo vi è stato ma guardare con gli occhi di oggi la pellicola di Henry Levin (1959) dà l'impressione di vedere una discesa nell'Ade più che un viaggio nelle viscere della terra.

 

Cercheremo quindi di dare risposta a questi interrogativi che costituiscono il centro della nostra riflessione a cui in parte si può rispondere facendo riferimento agli altri romanzi di Verne che di discese, ascensioni e rampe strette ne ha fatto materia delle sue brillanti narrazioni.

 

 

IL RITRATTO DEL PROFESSOR LIDENBROCK

 

Dobbiamo convenire che ciò che dà movimento ai romanzi di Verne è la caratterizzazione dei personaggi e "Viaggio al centro della terra" è costruito attorno ai protagonisti a partire dal professor Otto Lidenbrock del quale troviamo un efficace ritratto nella parte iniziale del romanzo.

Chi è Lidenbrock? È un professore di mineralogia che rappresenta in modo perfetto il ruolo del "professore universitario" che non dovrebbe preoccuparsi della parte didattica e dovrebbe, invece, illustrare le sue lezioni "professando", Ludenbrock fa questo ma lo fa per il proprio piacere; Verne lo definisce con un'espressione molto efficace un "pozzo di scienza", insomma Ludenbrock, secondo una sua visione personalissima della scienza, cercava di custodire gelosamente le sue conoscenze condividendole solo parzialmente con gli altri. Questo dotto esperto di mineralogia, per quanto fosse egoista, era però seguitissimo durante le lezioni che teneva all'università ed era stimatissimo dalle associazioni scientifiche tanto da essere il punto di riferimento di tutti gli altri uomini di scienza.

 

Sorge a questi punto una riflessione: la scienza constata e spiega, Lidenbrock era uno scienziato puro che si preoccupava di fare progredire la conoscenza, la sua interpretazione di come dovesse essere la scienza non era però conciliabile con le esigenze dei discenti che -secondo quanto possiamo desumere dalla descrizione data da Verne- si dovevano limitare ad ascoltare la lectio magistralis del "professore".

 

 

LA DECISIONE DELLA SPEDIZIONE

 

Verne sa creare interesse unendo sacro e profano, ed è singolare il fatto che la decisione di fare un viaggio al centro della Terra parta dalla scoperta di un antico manoscritto irlandese che affascina letteralmente il professore e la cui "interpretazione" sarà il motivo principale della decisione del viaggio.

 

INTERMEZZO GASTRONOMICO

 

Verne ci consegna un "quadretto" alquanto gustoso delle abitudini alimentari di casa Ludebrock che anche nel pasto ordinario aveva uno spiccato senso per l'estetica; ecco il menù del giorno in cui il professor Ludenbrock era concentrato nella decifrazione della scrittura runica del documento in suo possesso:

 

  • Primo: Minestrina al prezzemolo;
  • Secondo numero 1: Frittata al prosciutto con acetosella e noce moscata;
  • Secondo numero 2: Lombatina di vitello;
  • Dessert: Gamberetti dolci;
  • "il tutto innaffiato da un eccellente vino della Mosella" (definizione dell'autore).

 

L'elenco non è tratto dal menù di un ristorante ma è quello che Verne ci consegna rivelandoci i suoi gusti gastronomici e che ci rivela un senso del piacere estetico che in un certo senso controbilancia l'inclinazione positivista verso le "magnifiche sorti e progressive" della scienza.

 

VERNE GLOTTOLOGO, EPIGRAMMISTA, CULTORE DI LINGUE ANTICHE

 

Se il Verne gastronomo è una piacevole scoperta per chi non ha mai letto il libro, altrettanto lo è il Verne cultore di lingue antiche, nel romanzo diverse pagine sono dedicate al manoscritto e alla sua interpretazione; non è facile destreggiasi in queste spiegazioni che Verne illustra in modo efficace ma lo scopo è esattamente questo. consegnare al lettore l'idea che ci si trova davanti ad un rompicapo di difficile interpretazione e che -come accade al nipote del professor Lidenbrock- fa andare il cervello in ebollizione.

Ecco che dalla bellissima sequenza del romanzo emerge un altro aspetto che spesso viene tralasciato nelle note biografiche del grande scrittore francese: l'amore per gli enigmi e in particolare per la crittografia.

 

 

A LEZIONE DI GEOLOGIA O A LEZIONE DI PSICOLOGIA?

 

Verne per l'elaborazione del "Viaggio al centro della terra" fa ricorso a molti termini scientifici eppure una chiave di lettura che finisca per inquadrare il romanzo nel genere fantascientifico è -a mio parere. riduttiva e fuorviante o per lo meno il romanzo non è solo questo. Verne dimostra di avere una speciale conoscenza per la parte nascosta della psiche umana, non sappiamo se tale conoscenza fosse consapevole ed intenzionale o frutto del suo straordinario intuito ma la discesa negli inferi della terra è simmetrica a quella della discesa negli strati più profondi della mente. La lotta tra ciò che si vede e ciò che rimane nascosto è la lezione del Verne psicologo che al pari dello scrittore geologo ci consegna una visione del centro della Terra simile allo scenario che apparirebbe visitando un'acciaieria infuocata.

L'incontro magico con il sottosuolo è un capolavoro di narrazione dell'immaginario al pari di quello che fecero Omero e Dante che sugli inferi e discese nelle viscere della terra ci lasciarono straordinarie descrizioni.

 

STRAPIOMBIAMO ALL'INTERNO DELLA TERRA

 

Verne quando parla delle viscere della terra è più prossimo alla pittura che alla letteratura, si serve del materiale scientifico allora disponibile per rendere visibile ciò che non era tale, la stessa tecnica la ritroviamo in "Ventimila leghe sotto i mari"; troviamo che sotto questa angolatura la suspense sia uno degli elementi che possono rendere attuale il romanzo che letto nell'epoca in cui l'uomo è stato sulla Luna non perda la sua straordinaria magia.

 

 

AUTORE DA CLASSIFICA

 

Verne è da decenni uno degli autori più letti, ma sarebbe ingiusto parlare di fenomeno editoriale, chi oggi legge Verne non lo fa certo perché dietro c'è una promozione pubblicitaria e solo questo basterebbe a inquadrarne la grandezza...dubitiamo che un domani di molti attuali "fenomeni" da bestseller ne possa rimanere traccia.

 

 

 

 

Il presente articolo non vuole essere un riassunto dell'opera della quale si trovano ampie riduzioni ovunque ma una lettura personale della stessa, da ciò ne consegue l'invito alla lettura di un romanzo che ha il pregio di differenziarsi dalla tanta merce di fabbrica che invade le librerie contemporanee.

Verne fu uomo di genio e il suo eccesso di potenza intellettuale continua ancora a stupirci, il lettore moderno ed adulto troverà assai interessante la rappresentazione che del centro della Terra fa lo scrittore francese. Da allora l'uomo si è spinto solo qualche metro sotto terra!!!

 

 

Procuratevi il libro.

 

L'uomo immagina e immaginando elabora teorie, Verne sa immaginare artisticamente

 

 Articolo dell'autore presente altrove in forma modificata.

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Published by Caiomario - in Libri

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