Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
13 marzo 2014 4 13 /03 /marzo /2014 09:42

La tua convinzione determina la

tua azione e la tua azione

determina i tuoi risultati,

ma prima devi crederci.

 

(Mark Viktor Hansen)

Condividi post
Repost0
13 marzo 2014 4 13 /03 /marzo /2014 09:18

 

 

 

 

 

 

 

66206780_891846aab7.jpgQuanto  diversa è la teoria dalla pratica! Quanti sono che intendono le cose bene, che o non si ricordano o non sanno metterle in atto! E, a chi fa così, questa intelligenza è inutile, perché è come avere un tesoro in un'arca con obbligo di non poter mai trarlo fuori.

 

FRANCISCVS GUICCIARDINUS

 

 

Morale: conservare le buone idee in uno scrigno e non metterle in pratica è un esercizio inutile e vano.

Condividi post
Repost0
13 marzo 2014 4 13 /03 /marzo /2014 05:53

 

 Gli italiani a che son buoni?

Non san far che il proprio danno.

Esser liberi non sanno:

o son servi o son padroni.

 


 

 

La Repubblica, ad essere sinceri,

a un grande e bel cocomero somiglia:

è tonda è verde è bianca ed è vermiglia,

e i semi del cocomero son neri.

 

Condividi post
Repost0
12 marzo 2014 3 12 /03 /marzo /2014 18:11

Percidi gaudes, percisus, Papyle, ploras. cur , quae vis fieri, Papyle, facta doles? paenitet obscenae pruriginis? an magis illud fles, quod percidi, Papyle, desieris.

 

 IV, 48

 

 

 

A farti fare il culo tu ci godi, Pàpylo, ma poi piangi. Ti lamenti d'aver quel che hai voluto e pentimento dall'oscena prurigine tu prendi? O invece non sei sazio e perciò piangi?

 

 

Come il Pàpylo raccontato da Marco Valerio Marziale molti italiani godono a farsi fare il culo e poi piangono...ma di piacere.

 

Ad Maiora....

 

 

Marco Valerio Marziale nacque nel 40 dopo Cristo a Saragozza e lì morì nel 104 d.C.

Fu poeta epigrammista, un genere letterario diffuso nella letteratura greca il cui tratto caratteristico era quello di sintetizzare eventi, fatti e comportamenti dell'essere umano con pochi ed efficaci tratti.

Condividi post
Repost0
12 marzo 2014 3 12 /03 /marzo /2014 12:12

 

 

La ricerca delle radici - Primo Levi
Alla ricerca delle proprie radici letterarie - La ricerca delle radici - Primo Levi Libri
 

Probabilmente le ragioni del suicidio di Primo Levi non le conosceremo mai, ma una delle ragioni del suo disagio esistenziale sono da rintracciare nella terribile esperienza di ebreo deportato nei campi di concentramento che per tutta la vita non si è mai liberato (e come avrebbe potuto?) di quella memoria che si intrecciava anche con la ricerca delle proprie radici.
Il fatto di essere stato testimone di quel periodo se da un alto lo ha portato a svolgere il mestiere di scrittore-testimone come una missione, dall'altro lato ne ha affinato la propensione alla ricerca delle sue radici autentiche allargando, comunque, il discorso della dignità dell'uomo al di là di ogni connotazione religiosa o etnica.
Farebbe un grande errore chi volesse relegare Primo Levi nell'ambito dei superstiti ebrei che non vogliono dimenticare anche perchè Levi è stato prima di tutto un intellettuale fine e di grande spessore culturale che ha passato attraverso quell'evento tragico e non uno che ha vissuto quella terribile esperienza e dopo è diventato scrittore, però è innegabile che la dimensione del ricordo acquista dei contorni antropologici nel momento in cui vengono toccato tutti i temi che riguardano l'identità in seguito all'evento della Shoah.

È  drammatico ammetterlo e lo si ammette con un certo pudore ma già in "Se questo è un uomo", Levi prima di domandarsi sulle sue radici si domanda se in quell'esperienza una persona si potesse definire un uomo e se potesse uscire indenne nella sua interiorità dopo quella violenza.
L'impegno di Levi non avrai mai tregua e la sua attività di scrittore-testimone è sempre stata quella di rieducare l'uomo, l'uomo in genere anche quello colpito dalla violenza , parlare di analisi fenomenologica non appare quindi eccessivo intrecciandosi tematiche filosofiche con quelle pedagogiche che tuttavia non miravano a voler dare un messaggio ma a porre continuamente degli interrogativi che sono quelli dell'essere e del conoscere.

La ricerca delle radici è una ricerca delle proprie radici culturali, delle letture significative, della bibioteca composta da testi pesanti e di grande spessore, quello che Levi propone è anche un itinerario ideale delle letture che contano e che formano e in questo itinerario c'è anche la causalità, l'imprevisto a cui Levi tenta di dare ordine ma non consequenzialità.

Se le radici di ognuno di noi sono anche radici letterarie che si sedimentano anno dopo anno formando la nostra personalità la necessità di mettere ordine significa anche conoscere se stessi, è quindi quella di Levi, una ricerca delle radici letterarie che si può definire tematica come, per esempio quella del riso, dove vengono citati autori come Rabelais, Porta, Belli.

Dopo aver letto il libro ci si può domandare perchè ci siano delle esclusioni di autori importanti e in parte lo stesso Levi ha risposto a questa inevitabile domanda perchè ribaltando l'interrogativo verrebbe quasi naturale dire "cosa metterei nella biblioteca ideale" ma Levi non vuole fare questa artificiosa operazione a ritroso come evita di scegliere autori di cultura ebraica solo per questo motivo.
Una cosa è mettere dentro la nostra biblioteca quello che abbiamo letto e un'altra cosa quello che vorremmo mettere, le esclusioni Levi le spiegherà adducendo sia motivi di antipatia sia ragioni di tipo precauzionale per evitare di esserne coinvolto in una visone negativa e pessimistica.
Le ragioni delle scelte di questo o quell'autore è sicuramente quella personalissima di Levi ma oltre alle indicazioni letterarie è interessante vedere quale possa essere la scelta del discrimen e come la parte antologica possa aiutare a farsi una buona idea dell'autore.


Dante, ad esempio, non si legge, Dante si studia, dire "ho letto Dante" è un non senso logico perchè la lettura dell'opera è impegnativa e va decodificata, assorbita e assimilata.  Proprio su questo argomento Levi , parlando di Balzac, osservò che la nostra vita è troppo breve per leggere tutto Balzac.

La lettura de "La ricerca delle radici" ha quindi un valore didattico perchè insegna a fare delle scelte, ognuno può costruire la propria antologia personale, la può arricchire, incrementare ma comunque bisogna dare delle priorità tralasciando anche autori importanti che non necessariamente possono essere importanti nella nostra formazione personale.


****Ognuno di noi può scrivere una ricerca delle proprie radici personali, basta un quaderno e incominciare a scrivere dei titoli, andando a ritroso e scrivere le motivazioni delle nostre scelte letterarie, un interessante percorso che ci aiuta a comprendere meglio noi stessi e quindi gli altri.

 

 

La lettura forma la nostra personalità.............

       
       
       

Condividi post
Repost0
Published by Caiomario - in Libri
11 marzo 2014 2 11 /03 /marzo /2014 12:18

 

 

 

 

 

 

 

7270024378_65f625a525.jpg"Si legge nelle antiche storie che in una città chiamata Fiorenza, e che già fu grande, maestra agli uomini di sapienza e di poesia, visse un tempo un mercante chiamato Lorenzo. I suoi avi erano discesi dal Mugello. La leggenda narra che essi erano venditori di farmachi e che dalle pillole, simbolo del loro mestiere, e dell'abilità con cui più tardi fecero inghiottire ai loro concittadini certe misure, fossero chiamati i medici.

Adottarono le pillole come insegna del loro casato, ma i Fiorentini, fieri e arguti, le chiamarono palle.

Lorenzo nacque da Piero, il Gottoso, che ebbe breve vita e minore operosità. Piero era nato da Cosimo che aveva assestato la sua posizione di privato mercante ricchissimo astuto e sapiente, a guisa di governo dei suoi concittadini.

Egli aveva fatto costruire una parte della città monumentale e commesso al nipote di fornir l'altra. Ma Lorenzo non aveva grandi attitudini al mercantato. Aveva ingegno poetico e nella sua anima capace bellezze del cielo e bellezze della terra.

 

Prediligeva Platone fra i filosofi e ne commise a Marsilio Ficinio la resurrezione della dottrina. Prediligeva fra i pittori il Botticello, Domenico Bigordi, e Filippino; fra gli architetti il venerando Michelozzo e Giuliano di San Gallo, fra gli scultori Andrea del Verrocchio, Antonio del Pollaiolo e Bertoldo conservatore del suo giardino di San Marco. Luca della Robbia e Leon Battista Alberti, ormai vecchi, gli furono assai cari. Tenne con sè Michelangiolo e gli fu padrino nel battesimo dell'arte. Agnolo Ambrogini, Luigi e Luca Pulci gli furono compagni in gloriose gare poetiche.

 

Perché Firenze era troppo piccola per tanta grandezza, spedì ai papi e al Moro, ai principi d'Este e d'Aragona il superfluo: Leonardo da Vinci, il Sansovino, i fratelli da Maiano, Luca Fancelli e il poeta Bernardo Bellincioni.

In cambio ospitò Pico, quello accolse in sè tutta la sapienza dei secoli.

Nella piccola città di Fiorenza promosse opere grandi, ma sopratutto la gaiezza di cui fu, nella poesia e nella vita, un restauratore. La corte di lui, privato cittadino, superò quella dei principi in splendore di opere e di spiriti.

L'estro spesso lo chiamava da quel curioso trono, sulla piazza, fra le comitive che cantavano i suoi canti, nelle case da signore  in cui episodi del suo straordinario spirito conviviale, si alternavano a solitudini feconde di poesia e a divinazioni politiche che lui fecero il più saggio uomo di governo del suo tempo.

 

Immeromorabile ormai è l'epoca della sua nascita e della sua opera, ma la piccola città di Forenza, vive ancora di quella gloria e l'effigie di lui è ricordata nel tempio gastronomico dei Visacci, fra le grandi stature conviviali che co, Dante, Boccaccio, Leon Battista, Michelangiolo e Leonardo seppero gustare i piacere della tavola, e, nondimeno, offrire ai posteri il tipo dell'uomo universale".

 

COSMÈ da ALMANACCO DEI VISACCI - 1939 XVII

 

 

 

Fonte Foto: http://www.flickr.com/photos/29797

Condividi post
Repost0
Published by Caiomario - in Ritratti
11 marzo 2014 2 11 /03 /marzo /2014 11:27

3041823040_274450acb7.jpg

 

 

Quand'ero più giovane e indifeso, mio padre mi ha dato un consiglio che fatto mio da allora.

"Tutte  le volte che ti viene di criticare qualcuno", mi ha detto, "ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu"

 

F.SCOTT FITZGERALD

Condividi post
Repost0
10 marzo 2014 1 10 /03 /marzo /2014 18:09

LA FERMEZZA DEL SAGGIO 

Diceva Lucio Anneo Seneca che nessuno di noi è senza colpa e che il massimo risentimento degli uomini per le colpe commesse dagli altri deriva dal falso convincimento di non aver mai commesso del male. 
Già da questa affermazione si può comprendere come Seneca avesse un concetto di saggezza che potrebbe essere preso a modello ancora oggi per avere quello che lui definiva "constantissimis" termine latino che significa di animo fermissimo. 

Per Seneca se lo Stato è corrotto ed è pieno di gente miserabile e non vi è alcuna speranza che le cose possano cambiare, è inutile consumarsi (che saggezza!!!). 

La strada indicata da Seneca (ecco in cosa consiste la fermezza del saggio): non serve prendersela ma bisogna tenersi in disparte in un luogo tranquillo, abbandonarsi alle buone arti, riposarsi e dedicarsi al culto delle virtù. 
La morale di Seneca è questa: devi essere utile agli uomini, se puoi a molti, se non puoi a pochi se no occupati solo di te stesso e ritirati in solitudine lontano dai clamori del mondo. E' il concetto dello stoicismo che Seneca seguì tutta la vita e che affascina ancora oggi per la sua straordinaria capacità di indicare una strada, una norma di comportamento davanti alle emozioni e ai clamori del mondo. 

Vivere quindi nel mondo significa vivere, nonostante il mondo, al di sopra delle occupazioni, degli affanni, esercitando non solo un animo fermo ma anche praticando l'apatia. 



Credo che il pensiero di Seneca e in particolare ciò che è contenuto in questo prezioso dialogo, possa essere espunto da quelle posizioni estreme che nella vita pratica di tutti i giorni non sono sempre applicabili. Però se ci pensate bene a molti è sempre balenata in mente l'idea di lasciare perdere tutto ciò che crea affanno e preoccupazione. E' quindi il disprezzo nei confronti di tutto ciò che turba la serenità dell'animo è il vero motivo che spinge molti a reagire in questo modo, ma diventare insensibili e cinici verso ogni cosa che può turbare la nostra serenità non è facile, insomma non è una dote nativa dell'uomo; al contrario le indicazioni di Seneca per raggiungere la serenità implicano un percorso di "pulizia" dell'animo che non tutti sono in grado di praticare. 
Nella nostra cultura si riconosce il valore positivo delle emozioni, ma l'apatia così come la intende Seneca non significa vivere nella insensibilità nei confronti degli affetti più cari, bensì difendere gli stessi sa qualsiasi attacco che proviene dall'esterno e che non è essenziale alla nostra esistenza. 
Ecco allora che possiamo fare nostra questa idea espressa da Seneca: "la virtù deve procedere egualmente felice anche in mezzo ai piaceri e ai dolori". 
Possiamo quindi allontanarci dai pregiudizi volgari e formare l'idea più conveniente per onorare questa virtù anche se questo può comportare sudore e sangue. 
Credere che Seneca predicasse l'insensibilità verso gli affetti più cari è un errore, lui stesso aveva detto a tal proposito per chiarire il concetto che "la mancanza di ogni eccitamento che ci rianimi, che metta alla prova il nostro coraggio, non è tranquillità, è bonaccia di scirocco". 


Questi ed altri concetti trovate in questo libretto che è prima di tutto una lezione di vita impartita da uno dei maestri che ha più influito sul pensiero occidentale. 

Per concludere cito due aforismi di Seneca tratti dal celebre dialogo: 

  • Una speranza difficile per gli uomini, quella dell'innocenza. 

 

  •  Chi si mette a discutere, scende al livello dell'avversario e, anche se vince, è sempre rimasto alla pari di quello. 


......se non è saggezza questa!!!! 


Il libro consta di 72 pagine, è edito da Sellerio e ha un prezzo di 6,00 euro. 


Libro consigliato a tutti e ....agli studenti dei licei classico e scientifico, molti dei brani presenti in "De constantia sapientis " sono spesso oggetto di traduzione e....Seneca non è un autore facile da tradurre!!!!

 

3534432914_2a4ae94bd7.jpg

Condividi post
Repost0
Published by Caiomario - in Letteratura latina e greca
10 marzo 2014 1 10 /03 /marzo /2014 08:37

9282568940_093175f84f.jpg

 

Fonte: http://www.flickr.com/photos/7477245@N05/9282568940

 

 

 

 

 

46 PAGINE DI APPASSIONATO TRIBUTO AD UNA DONNA EROTICA: NINFA



Non vi è traccia nella letteratura di opere esplicative in cui un regista spiega le sue scelte filmiche, per questo motivo "Elogio Della Donna Erotica. Racconto Pornografico" scritto da Tinto Brass non è un libro che può essere assimilato alle migliaia di titoli che ogni anno vengono pubblicati e che rientrano nella narrativa "ordinaria"; è un libro brevissimo, unico e speciale che dovrebbe essere perlomeno letto da tutti coloro i quali parlano dei film di Tinto Brass senza cognizione né causa.
Tinto Brass racconta una donna erotica (Ninfa) e lo fa a modo suo con una prosa ricca di sfaccettature e mai allusiva; il punto di partenza e di arrivo è sempre la donna e non importa che si chiami Ninfa come la protagonista del racconto, in quanto potrebbe avere il nome delle protagoniste delle sue pellicole, magnificamente interpretate da attrici come Stefania Sandrelli, Serena Grandi, Claudia Koll e Debora Caprioglio; come potrete notare faccio riferimento a quelle attici che hanno caratterizzato circa un decennio della produzione cinematografica di Brass, ma non a tutte, quei film del provocatorio periodo erotico brasseriano li ho visti tutti e nessuno mi ha lasciato perplesso, anzi mi hanno ispirato!

Le magnifiche protagoniste femminili di Brass sono state tutte subissate da feroci critiche che i detrattori del regista veneziano hanno rivolto loro identificando le scelte professionali di ognuna con quelle del credo erotico di Brass; critiche beghine che sembra tengano in considerazione solo il cinema impegnato quasi che il genere erotico in Italia non possa essere visto attraverso gli occhi di un uomo, ma neppure attraverso quelli della donna che sceglie e che vuole fare sesso: dato che i conti con il pubblico ogni pellicola li deve fare al di là del giudizio dei critici, credo che il regista Brass abbia fatto benissimo a spiegare che cosa sia la donna erotica semplicemente raccontandone una, una donna che non è un semplice burattino ma una persona viva che ha con l'eros un rapporto speciale. Il sesso delle donne di Brass è uno dei fattori di emancipazione e non un atto subito per volontà del maschio ed è questa la filosofia di vita di Ninfa, la quintessenza della donna erotica che nel breve racconto meriterebbe un fiume di complimenti da parte chi ha il coraggio di parlare di libertà femminile senza indicarne la strada.

NINFA E VALENTINA: PARALLELO

Ninfa mi ricorda molto la Valentina disegnata da Crepax, come Brass anche il grande fumettista milanese che pur non poteva essere accusato di maschilismo venne criticato da un certo femminismo militante per avere dato vita ad una donna che si serviva della sua disinvolta femminilità per raggiungere i suoi obiettivi, ma bisogna riconoscere che è proprio quella disinvoltura che ha reso Valentina femminile e libera; se poi il personaggio è diventato un cult come le donne di Brass, questo dipende dal fatto che nell'immaginario maschile Valentina è colei che prende l'iniziativa e non colei che subisce l'effetto struggente delle insidie del maschio.
Esiste un modo di vestirsi vincente? Ai detrattori non è venuto mai in mente che Brass nel suo racconto pornografico non faccia altro che riassumere le caratteristiche leggere e nel contempo raffinate che deve avere la donna erotica? Io credo di sì, non dobbiamo pensare che vi siano delle ricette meravigliose sulla castità perché dalla parte di molte donne non vi è sempre questa vocazione, al contrario una donna che ha mille interessi e idee può vedere nel suo erotismo un prezioso strumento per scegliere autonomamente il tipo di piacere che preferisce.

TINTORETTO E LA CRITICA MALEVOLA

L'equivoco di molti sta nel credere che lo "sporcaccione" Brass sia uso praticare il genere pornografico, niente di più sbagliato, se il regista veneziano avesse voluto ingaggiare una qualsiasi pornostar per i suoi film ne avrebbe trovato a migliaia , ma in nessuna sua pellicola troverete una ripresa ravvicinata del pene come non troverete un rapporto sessuale mostrato in modo esplicito sotto il profilo genitale, questa è invece la caratteristica più evidente della pornografia ed è la sua ragion d'essere che è sempre disumanizzante, ripetitiva e degradante, al contrario Brass mette sempre in evidenza l'aspetto euforistico dell'eros.
Allora perché alcune militanti del femminismo antipornografico che non ha più nulla da vendere accusano Brass di voler rappresentare la donna come un oggetto privo di qualsiasi volontà di discernimento? Mettere sullo stesso piano "La Chiave" con uno dei tanti filmini pornografici che ammorbano il web, è secondo me un errore perché nega alla seduzione femminile dignità e la vede solo come una colpa. 

Troppi hanno copiato Brass, ma nessuno è riuscito a raggiungere la sua arte, è l'unico ad aver scritto un libro intitolato "Elogio al culo", un tributo al lato B femminile che spiega le sue scelte registiche comprese le inquadrature che mettono in evidenza le grazie delle varie monelle alla paprika ( tanto per usare alcuni dei titoli di alcune sue celebri pellicole).


Il mondo cambia, i maschi sembrano soccombere e molte donne sono lasciate sole, non sarebbe il caso di riscoprire l'erotismo come un legante che sia in grado di riconoscere a entrambi i generi il proprio ruolo?
Sbaglio o sono proprio le donne a lamentarsi del fatto che i maschi stanno scomparendo? La risposta a queste domande la si può trovare nel disinibito comportamento di Ninfa i cui sensi fremono in assoluta libertà.



CONCLUSIONE

Lettura consigliata da abbinare ad "Elogio al culo" pubblicato sempre da Tullio Pironti editore, altre 32 pagine da leggere tutte d'un fiato!!


SCHEDA DEL LIBRO

* Titolo: Elogio della donna erotica. Racconto pornografico
* Autore: Brass Tinto
* Pagine : 46 p.
* Editore: Tullio Pironti 


LA SCUOLA VENEZIANA E IL PRIMATO DEI SEDERI FEMMINILI (riflessione critico-artistica di Caiomario)

"Cinquanta sfumature di grigio" scompaiono davanti al trionfo multicolore della pittura di Tintoretto che ha sviluppato forme espressive nuove avvalendosi di una tecnica dalle molteplici possibilità: la cinematografia in cui la figura della donna appare la protagonista assoluta anche se è spesso circondata da un larghissimo repertorio di oggetti che hanno un significato simbolico. Solo l'apertura in primo piano non è rappresentata in prospettiva, nelle sue scene assumono un ruolo fondamentale i glutei femminili spesso inquadrati in controluce oppure appena illuminati mentre il resto si perde in sottofondo.

Condividi post
Repost0
Published by Caiomario - in Letteratura
10 marzo 2014 1 10 /03 /marzo /2014 06:28

 

 

 

Claudio Claudiano, un poeta latino vissuto nel IV secolo d.C. scriveva:

 

"Roma è stata la sola a ricevere i vinti nel suo seno e a prendersi cura di tutto il genere umano sotto uno stesso nome.

Madre e non regina, essa chiama cittadini i suoi sudditi. Noi siamo tutti un popolo solo".

 

La gloria di Roma visse a lungo grazie alla scelta lungimirante di dare ai vinti gli stessi diritti dei vincitori,  la vendetta nei confronti dei vinti  era estranea alla politica dei Romani a cui interessavano solo due cose: che si pagassero i tributi e che si rispettassero le leggi di Roma.

 

Sulla stessa lunghezza d'onda un altro poeta romano, Namaziano che annotava:

 

"Tu hai dato una patria comune a popoli diversi; tu offri ai vinti di dividere i tuoi diritti, tu hai fatto del mondo intero una sola città".

 

Oggi con la contradditoria logica dell'esportazione della democrazia contano invece solo due cose: che i "sudditi consumino" e che non si metta in discussione la politica dei  nuovi padroni del mondo che ben si guardano di condividere i propri diritti con i nuovi sudditi pronti a prostrarsi al vincitore.

 

 

Condividi post
Repost0
Published by Caiomario - in Storia

Presentazione

  • : Condividendoidee (Filosofia e Società)
  • : Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
  • Contatti

Cerca

Archivi

Articoli Recenti

  • Malombra - Antonio Fogazzaro
    FOGAZZARO TRA SCAPIGLIATURA E NARRATIVA DECADENTE Per chi ama la letteratura decadente "Il piacere" di Gabriele D'Annunzio rappresenta l'inizio non solo di un genere, ma anche il metro di misura di un modus vivendi che nel tardo Ottocento era molto diffuso...
  • Epistula secunda ad Lucilium - Seneca
    SENECA LUCILIO SUO SALUTEM 1. Ex iis quae mihi scribis et ex iis quae audio, bonam spem de te concipio: non discurris nec locorum mutationibus inquietaris. Aegri animi ista iactatio: est primum argumentum compositae mentis existimo posse consistere et...
  • Elogio Della Donna Erotica. Racconto Pornografico - Tinto Brass
    46 PAGINE DI APPASSIONATO TRIBUTO AD UNA DONNA EROTICA: NINFA Non vi è traccia nella letteratura di opere esplicative in cui un regista spiega le sue scelte filmiche, per questo motivo "Elogio Della Donna Erotica. Racconto Pornografico" scritto da Tinto...
  • Favole - Jean de La Fontaine
    Come leggere le favole di La Fontaine Tra le note presenti in molte edizioni de "Le Favole" di La Fontaine, troviamo due raccomandazioni che dovrebbero indicare la tipologia di lettori: la prima consiglia la narrazione del libro ai bambini di quattro...
  • La scoperta dell'alfabeto - Luigi Malerba
    TRA LIEVE IRONIA E IMPEGNO MORALE Luigi Malerba nato a Berceto ( Parma ) nel 1927 , sceneggiatore, giornalista ha partecipato al Gruppo 63 e fa parte di quel movimento intellettuale che è stato definito della Neoavanguardia, partito da posizioni sperimentaliste...
  • La Certosa di Parma - Stendhal
    Ambientato in un Italia ottocentesca in parte fantastica, in parte reale, le avventure di Fabrizio del Dongo si snodano in una serie di incontri e peripezie al termine dei quali si trova il luogo ... ECCO L'ITALIA CHE TROVÒ MARIE-HENRY STENDHAL QUANDO...
  • Il nuovo etnocentrismo in nome della lotta al razzismo
    Sino al 1492 esistevano in America delle genti chiamate genericamente Amerindie (aztechi, maya, toltechi etc.) che costituivano il patrimonio umano e culturale di quelle terre. Sappiamo come le cose sono andate dopo quella data, da quel momento è iniziato...
  • Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde
    Letteratura, cinema e teatro, un ritratto che non invecchia. Il ritratto di Dorian Gray è un classico della letteratura, almeno così viene definito e ogni volta che si deve usare questa espressione bisognerebbe farlo con una certa riluttanza perché c'è...
  • Filosofi: Bruno Giordano
    VITA, OPERE Giordano Bruno (Nola, 1548-1600), entrò a diciotto anni a far parte dell'Ordine dei Domenicani nei confronti del quale mostrò insofferenza per la disciplina e per l'indirizzo culturale. Nel 1576 abbandonò l'Ordine perché sospettato di posizioni...
  • Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri - Giampaolo Pansa
    Pansa ha la capacità di saper leggere la realtà e non semplicemente di interpretarla, la sua "narrazione" suscita stupore ed è sempre spiazzante e al di là del fatto che i suoi libri riescano a raggiungere i primi posti delle classifiche dei libri più...

Link