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10 gennaio 2013 4 10 /01 /gennaio /2013 18:25

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(album di Bianca Moraes)


La lettura di una poesia sia una delle esperienze più belle per gli animi sensibili e a differenza di quanto avviene per la lettura di un libro, la poesia si legge e si può rileggere innumerevoli volte; inoltre, a seconda del nostro stato d'animo, i versi di una poesia sono in grado di rivelarci sempre nuovi segreti, segreti nascosti che ci aiutano talvolta ad evadere ma tante altre volte a schiacciarci in quel indefinito e impalpabile mondo costituito dai sentimenti. 

Molti conoscono Pablo Neruda solo di nome, altri leggono e apprezzano le sue poesie, altri ancora hanno sentito parlare per la prima volta del poeta cileno attraverso quel capolavoro cinematografico che è "Il postino" del compianto Massimo Troisi; un sentimento può essere celebrato in tanti modi, credo che l'amore, tra i sentimenti dell'uomo, sia quello più celebrato, cantato e raffigurato, ricordate il famoso sonetto di Dante "Tanto gentile e onesta pare" o la più famosa storia di tutti i tempi, "Romeo e Giulietta"? 
Su questo argomento si potrebbero scrivere infinite pagine, ci limitiamo a dire in questo contesto che preferiamo l'amore cantato nell'età moderna, trovandolo molto più vicino alla nostra sensibilità e tra i cantori moderni dell'amore un posto speciale spetta a Pablo Neruda. 



CENTO SONETTI D'AMORE....CENTO PERLE D'AMORE..... 

Pablo Neruda dedicò cento sonetti alla moglie Matilde Urrutia, le poesie le trovo bellissime eppur sembrando sospese in un mondo atemporale nascono nell'ambito dell'esperienza matrimoniale esattamente come accadde a Montale, altro grande cantore dell'amore coniugale; per il poeta cileno la sua donna è la donna in assoluto e se con tenerezza scrive "È bello amore sentirti vicino a me nella notte" identifica il "suo" femminino con il sole, la luna, la notte, il pane, la creta, la rosa, la colomba, la sua donna diventa tutte le donne. 
All'interno della poesia di Neruda si avverte in ogni parola, in ogni poesia il richiamo potente agli elementi cosmici e naturali senza che mai si scada nel tono fiero e solenne dei poeti romantici; la totale identificazione tra i due amanti che vivono all'unisono ogni istante della loro esistenza è talmente bella ed affascinante che regge a qualsiasi invecchiamento. Ma non si può parlare di una poesia senza avere almeno un'idea del contenuto e tal proposito vale la pena citare il seguente sonetto, uno dei più belli della raccolta, 


Due amanti felici fanno un solo pane 

una sola goccia di luna nell'erba, 

lascian camminando due ombre che s'uniscono, 

lasciano un solo sole vuoto in un letto.

 

Di tutte le verità scelsero il giorno:

non s'unirono con fili, ma con un aroma,

e non spezzarono la pace né le parole.

È la felicità una torre trasparente.

 

L'aria, il vino vanno coi due amanti,

gli regala la notte i suoi petali felici,

hanno diritto a tutti i garofani.

 

Due amanti felici non han fine né morte,

nascono e muioiono più volte vivendo,

hanno l'etrnità della natura. 

L'acuta sensibilità di Neruda ci consegna versi semplici ma intensi, una spiritualità che si incontra con l'erotismo, due componenti essenziali in ogni rapporto d'amore. 
Spesso il male di vivere è dovuto ad una sovrabbondanza di sentimenti e un animo sensibile sa coglie la precarietà della bellezza e questo gli provoca sofferenza, si avverte in molti sonetti di Neruda la malinconia dovuta al trascorrere del tempo che tocca entrambi, eppure nella caducità della vita è possibile sempre cogliere la bellezza, persino in ruga della propria amata. 
Il letto coniugale è il luogo ideale per il riposo e il diletto del corpo, già Omero cantò versi bellissimi sul talamo nuziale nel quale Odisseo, ritornato ad Itaca, amò Penelope dopo vent'anni di peregrinare nel mondo, egli (Odisseo) ritrovò una donna invecchiata ma ancora bellissima e in quel letto si rinnovò ciò che vissero con passione durante la gioventù. 

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Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/76257202@N00/4079103700 

 

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Published by Caiomario - in Poesia
10 gennaio 2013 4 10 /01 /gennaio /2013 12:37

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Il celebre ritratto del filosofo dipinto da Paolo Ricci

 

 

 

Se le vicende individuali sono sempre importanti per lo sviluppo della personalità, in alcuni casi possono essere determinanti anche per l'elaborazione del proprio pensiero come nel caso di Benedetto Croce che ebbe uno straordinario impulso dal clima culturale nel quale crebbe, clima culturale che fu certamente una delle ragioni dello sviluppo fecondo dei suoi interessi. 
Di ricca famiglia abruzzese, Benedetto Croce compì i primi studi a Napoli e in seguito al terremoto del 1883 a Casamicciola, venne accolto a casa di Silvio Spaventa, una delle personalità intellettualmente più feconde nella vita culturale e politica dell'epoca. 

Per comprendere molte altre parti del pensiero di Corce, è importante capire la sua posizione riguardo all'arte, posizione che lo guidò in un'intensa e ponderosa attività di critica letteraria dove propose sia questioni di carattere metodologico che di definizione della dimensione artistica.


Fin dall'inizio hanno avuto una grande rilevanza nelle riflessioni di Croce la trattazione di due aspetti: l'arte e la storia 
L'attività teoretica è o conoscenza intuitiva o conoscenza logica e il primo grado conoscitivo dello Spirito è perciò conoscenza fantastica o per immagini e come tale è arte. 
L'arte è quindi il primo momento nello sviluppo dello spirito, essa è intuizione ed espressione insieme, di un qualsiasi oggetto: questa intuizione non ha nulla a che vedere con la sensazione, l'emozione o col sentimento, non è nè passione nè sensualità ma è intuizione dell'individuale, è attività teoretica dell'individuale. 

COS'E' IL BELLO: Il bello non è quel dipinto o quella statua o quel paesaggio che noi miriamo, la bellezza consiste nella trasfigurazione del me come passività nel me come attività intuitiva, come conoscenza intuitiva dello Spirito. 
Arte quindi equivale ad attività intuitiva ed espressiva e come tale non si esaurisce nell'opera del genio, ma si rivela in ogni individuo 
che sia in grado di trasformarsi in attività sia che produca un'opera d'arte sia che la giudichi. 

COME SI GIUDICA UN'OPERA D'ARTE: Il giudizio estetico avrà dunque un suo valore assoluto e consisterà nella più completa identità tra il gusto che è l'attività che giudica l'opera d'arte e il genio che è l'attività che produce l'opera d'arte. 
L'arte quindi non è riservata solo al genio, come se si trattasse di un linguaggio degli dei che solo alcuni possono comprendere, l'arte è patrimonio di tutti e ognuno può esprimerla in tutte le sue forme: il linguaggio, la poesia, la musica, il canto, la scultura, la pittura etc. etc.. 
Ogni aspetto dell'arte che si manifesta attraverso un segno visibile e che provochi l'attività intuitivo-immaginativa, liberandoci da tutte le forme di passività è vera bellezza, è vera arte. 

LA FUNZIONE DELL'ARTE: Secondo Croce solo l'attività pratica dello Spirito deve occuparsi di avere dei fini educativi mentre l'arte di per sè, essendo attività teoretica non deve avere alcuna finalità nè di carattere morale, nè avere alcun fine educativo, inoltre per Coce, è una cosa da rigettare e che provoca ripugnanza il pensare che l'arte debba avere dei fini precostituiti. 
L'arte quindi così intesa è occasione di elevazione e purificazione poichè ci libera dall'inerzia e dalle passività trasformandoci in un'umanità che va verso le vette più eccelse. 

A questo proposito Croce così si esprime: 

"Elaborando le impressioni, l'uomo si libera da esse. Oggettivandole, le distacca da sè e si fa loro superiore. La funzione liberatrice e purificatrice dell'arte è un altro aspetto ed un'altra formula del suo carattere di attività. L'attività è liberatrice appunto perchè scaccia la passività". 

Cosicchè il valore estetico è collocato nella sfera della conoscenza intuitiva regno della metafisica al di sopra di tutto ciò che è sensibile e appunto per questo come tale l'arte, non è vincolata ad interessi utilitaristici o a preoccupazioni di carattere morale, l'ARTE È CONOSCENZA INTUITIVA e non concettuale. 
L'arte non può essere identificata con il sentimento nè com le rappresentazioni ma ne costituisce il collante, la parte che unisce e che può essere colta intuitivamente come attività dello Spirito, un'attività incessante e che non ha mai fine. 

Con il tempo Croce attenuerà queste posizioni e farà una sorta di classifica tra le varie arti ritenendo che l'espressione vera e propria degna di questo nome è quella poetica e pur ammettendo altre forme di espressione non prettamente artistiche come la letteratura a cui riconosce un ruolo strumentale che è quello di essere un'attività disciplinatrice che permette l'arminia tra le forme non poetiche ( passionli, sentimentali. etc....) e quelle poetiche, evitando che le prime non offendano la coscienza artistica. 

L'arte viene risolta quindi da Croce come un'attività concreta dello Spirito che si esplica come unità di immagini e di sentimento e l'estetica è'attività di critica che si identifica con la filosofia, in quanto rivela il valore dello Spirito nel suo teoretico svilupparsi.

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Published by Caiomario - in Filosofi: Croce Benedetto
5 gennaio 2013 6 05 /01 /gennaio /2013 09:13

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Migliaia di persone sognano di entrare nel Palazzo e sgomitano per essere inserite in questa o quella lista, diventando deputati o senatori avranno risolto per sempre i loro problemi e c'è da scommetterci che la maggior parte di loro si dimenticherà della classe sociale di appartenenza, dei precari, dei poveri, dei cassaintegrati e dei diseredati di ogni specie.

Entrare alla Camera dei deputati o al Senato sarà per molti precari un vero affare che li sistemerà per tutta la vita, poi molti di loro, una volta che sarà finita la legislatura, troveranno un'occupazione in qualche compartecipata...alla faccia dell'ANTISISTEMA.

È nata un'iniziativa che senza mezzi termini e con molta ironia parla di questa lotteria che vede moltissimi  (ma non tutti) partecipanti che sognano non di cambiare l'Italia ma di prendere 13 mila euro al mese, ecco il link e il video dell'inno:

 

 

 

 

http://partitolotteria.org/

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Published by Caiomario - in Società
3 gennaio 2013 4 03 /01 /gennaio /2013 22:12

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Gustave Flaubert è ritenuto uno dei più grandi scrittori della letteratura di ogni tempo, eppure per tutta la vita non fu mai consapevole della sua bravura al punto che provò tutti i generi letterari e tentò pure di avvicinarsi al teatro, forse il suo più grande amore, quello non corrisposto. 

Come molti autori, i critici della letteratura hanno raccolto l'epistolario di Gustave Flaubert impedendo in tal modo che anche questa parte della sua opera andasse perduta. 
"Lettere a Louise Colet" non è un libro che nasce come tale, ma è una raccolta postuma delle lettere che il Signor Gustave Flaubert, insigne letterato, inviò alla sua amata, tale Louise Colet. 

Ammettiamo che leggendo queste lettere si può provare un certo disagio ma solo per il fatto che ci è sembrato di violare un'intimità che purtroppo ora può essere sotto gli occhi di tutti, complicanza questa che affligge tutti coloro che sono destinati alla fama eterna. 

LE TUE PANTOFOLINE SONO LI' SOTTO GLI OCCHI MENTRE SCRIVO 

"Le tue pantofoline sono lì sotto gli occhi mentre scrivo...." Louise era piccolina? Che numero di scarpe portava? Mah curiosità che poco servono a chi ama le opere di Flaubert, ma sono utilissime per ricostruirne la personalità. 
Flaubert pensava a Louise, leggeva e rileggeva le sue lettere e poi le riponeva in un sacchetto ricamato, che incredibile delicatezza mostrava Gustave! Quale uomo oggi stamperebbe una email e poi la riporrebbe in un sacchetto ricamato e profumato? Probabilmente nessuno e la missiva elettronica sicuramente andrebbe a finire nel "cestino telematico". 
Flaubert scriveva in una carta orlata di nero (un po' funerea non credete?) ed era solito passare gran parte delle serate con Louise e dove andavano i due amanti? Non certo in uno dei tanti centri commerciali che sono diventati luoghi di aggregazione anonimi e che allora ovviamente non esistevano, ma lungo dei viali alberati illuminati dalla luce fioca dei lampioni a lanterna; i due piccioncini stavano adagiati mollemente su di un calesse dondolante e probabilmente si tenevano per mano vagando per la Parigi notturna di metà Ottocento.  Gustave era davvero un romanticone, con quei baffoni e l'aria da burbero non si direbbe proprio! 

E mentre il nostro baffuto letterato scriveva con penna e calamaio, ripensava al tempo trascorso con la sua Louise e ai movimenti del piedino di lei nella pantofolina calda (era una fissazione, va bene che i piedi possono essere un simbolo di attrazione erotica, ma ci è sembrato molto insistente sulle estremità inferiori e sulle pantofole). 

Molte delle lettere terminano con "Tutte le tenerezze che vorrai", insomma Gustave era un coccolone romantico avvezzo alle tenerezze.

In una lettera Flaubert scrive di sentirsi a pezzi e che l'amore per Louise lo ha inebetito e sfiancato e le dice di averla trovata di "una squisita dolcezza", ma si confessa ammettendo di essere un uomo che non crede più a niente, neppure a se stesso e si rivolge dicendole "tu sei una bambina"; probabilmente, oltre all'atteggiamento di lei alquanto infantile (a detta di lui), tra il satiro romantico e la ragazza dal piccolo piede, vi doveva essere una notevole differenza di età.

SÌ TI DESIDERO PENSO A TE 

É una costante....ripensa a Louise ai suoi piedi ma anche ai boccoli che scendevano sulle spalle bianche e ricorda  a Louise che i suoi baci sono pieni di calore, di passione, ma avverte anche il senso della fine dicendole: 

 
"La contemplazione di una donna nuda mi fa pensare ad uno scheletro", ma le dice che il suo amore è così forte che grazie a lei ha conosciuto l'amore vero mentre prima per calmare l'ardore che provava per alcune andava a spegnerlo da altre; Gustave a quanto pare era romantico ma amava l'amor profano a cui seguivano intermezzi di astinenza totale. 

ORE 11 DELLA SERA 

"Contemplo le tue pantofole, il fazzoletto, i tuoi capelli e il tuo ritratto"....insomma quella delle pantofole e dei piedi è una  vera e propria fissazione, infine chiude con "Mille baci, mille baci dappertutto, dappertutto" (due volte). 
E udite udite: sentiva l'odore delle lettere che profumavano di odore muschiato, qui si può pensare di tutto, forse era muffa? Mah, anche questa è una curiosità che purtroppo non potrà essere soddisfatta. 

Altre curiosità

  • Gustave scriveva nelle ore notturne, tra le 11 di sera e l'una di notte, ma riattaccava con un'altra lettera il giorno dopo alle 10 della mattina, preferibilmente di domenica. 
  • Per mitigare la nostalgia legata alla lontananza di Louise aveva messo un suo ritratto sul suo sofà in mezzo a due cuscini, esattamente nel posto in cui si sedeva la ragazza quando veniva a trovare Gustave. 







Gustoso epistolario del baffuto scrittore celebre per Madame Bovary...

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Published by Caiomario - in Libri
2 gennaio 2013 3 02 /01 /gennaio /2013 18:40

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Francesco Maria Arouet o Voltaire si formò in un collegio di gesuiti, è considerato l'esponente principale dell'illuminismo deistico francese, pur essendo legato al meccanicismo fisico e al sensismo, non espresse mai posizioni ateistiche. La polemica contro la teologia nasceva dalla sua profonda avversione nei confronti di ogni forma di metafisica e di dogmatismo ecclesiastico forieri di illusioni e di intolleranza; Voltaire riteneva che l'uomo dovesse rassegnarsi con i suoi mezzi alquanto limitati alle necessità di questo mondo.

 

 

 

  • Gesù non ha insegnato alcun dogma metafisico, e non ha scritto trattati teologici; non ha detto: "io sono consubstanziale, ho due volontà e due nature con una sola persona". Egli non ha lasciato ai monaci, che dovevano venire dodici secoli dopo di lui, la preoccupazione di argomentare per sapere se sua madre sia stata consepita nel peccato originale; non ha mai detto che il matrimonio è il segno visibile di una cosa invisibile; ha taciuto intorno alla grazia concomitante, non ha istituito né monaci né inquisizione; non ha ordinato nulla di quanto oggi vediamo. (da Voltaire, Dizionario filosofico, in Gli illuministi francesi, a cura di Pietro Rosso, Torino, Loescher, 1973)

 

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Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/72746018@N00/5504225706 (album di dalbera)

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Published by Caiomario - in Filosofia
2 gennaio 2013 3 02 /01 /gennaio /2013 08:54

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http://www.flickr.com/photos/92126232@N00/3160083181

Abbi il coraggio di cononoscere è un bellissimo libro che apre la mente e che costituisce un vero e proprio invito alla conoscenza nel  pieno rispetto della dignità dell'uomo. 
Non è una novità vedere uno scienziato sconfinare nel campo della filosofia in quanto si tratta di un'invasione di campo solo apparente. Tutte le scienze derivano dalla filosofia che è la madre di ogni conoscenza ed è pertanto "naturale" che le altre scienze spesso ritornino nel grembo di quella disciplina che nacque con un solo obiettivo: capire e comprendere per arricchire la conoscenza. 
Ma non c'è conoscenza senza metodo e il metodo scientifico nasce nel momento in cui la ragione si liberò da qualsiasi vincolo morale e d'autorità: prima dell'Illuminismo infatti, tutto il fondamento della conoscenza si basava su quel principio di autorità che può essere riassunto nell' "Ipse dixit" di Aristotele che, senza volerlo, inchiodò l'uomo nelle pastoie della teologia speculativa per secoli. 

In questo senso Rita Levi Montalcini con il suo monito "Abbi il coraggio di conoscere" riprende lo spirito di quello che può essere considerato il manifesto programmatico dell'Illuminismo: "I progressi dello spirito umano" di Giovanni Caritat marchese di Condorcet
Secondo l'illuminato marchese che fu il vero teorico dell'Illuminismo, la ragione arrivò ad emanciparsi solo quando si svincolò da ogni vincolo d'autorità che fino ad allora l'aveva indotta nell'errore. 
Quello della Montalcini è un invito ad essere uomini liberi non perché la scienza non possa indurre in errore, ma perché attraverso la scienza è possibile conoscere non cadendo nel pre-giudizio. 
Quello di Galileo Galilei è il caso più emblematico di come il pre-giudizio possa fare dei danni tremendi insultando la ragione, eppure le generazioni che ci hanno preceduto si sono appiattite su presunte verità rivelate andando contro la ragione stessa. 
Scuole, governi e sistemi educativi sono state improntate sull'ignoranza e la superstizione, condizionando in tal modo, la vita non solo del singolo individuo ma anche di intere nazioni. 

Nella storia del pensiero occidentale si è quindi assistito a questo scontro tra seguaci della teologia e sostenitori della fisica che -come ha detto il filosofo Fontenelle- deve elevarsi "fino a diventare una specie di teologia". Il vero problema è quindi non la scienza ma lo scientismo che purtroppo è una degenerazione del "metodo scientifico" di cui la Montalcini illustra i fondamentali. 
Tuttavia non c'è altra strada per liberarsi dalle passioni e dai capricci degli uomini che spesso scivolano nella superstizioni, alimentando credenze insensate foriere di tragedie e spesso anche di conflitti laceranti. 

Riteniamo che uno dei problemi che costituisce un ostacolo quasi insormontabile per molte persone, sia quello del rapporto con la religione che almeno per quanto riguarda alcune frange estreme del cattolicesimo continua a rifiutare i principi della scienza cartesiana. È bene mettere l'accento su "alcune" perché c'è anche una parte consistente dell'intellighenzia cattolica che si è aperta da tempo alle problematiche della scienza arrivando (incredibile a dirsi)  ad ammettere la possibilità di altre forme di vita nell'universo. Una cosa impensabile fino a poco tempo fa quando l'erroneo concetto della centralità dell'uomo nell'universo, escludeva qualsiasi lettura che andasse contro quanto sostenevano le Sacre Scritture. Ovviamente questo modo di interpretare letteralmente la Bibbia ha impedito che si comprendessero le connessioni causali degli elementi naturali. 

 

 

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http://www.flickr.com/photos/14542596@N02/8127991275 

 

 


Leggere il libro della Montalcini invece apre gli orizzonti della mente e fa comprendere (forse anche ai più riottosi e ai più prevenuti) che la scienza è indispensabile per l'uomo il quale, proprio grazie al progresso scientifico, ha potuto alleviare le sue sofferenze. 
Non ci iscriviamo nel "partito della scienza" a tutti i costi, anzi crediamo che dinanzi al progresso tecnologico (un effetto di quello scientifico) serva un atteggiamento critico e la Montalcini di questo ne è ben consapevole quando evidenzia i limiti della scienza e le forti implicazioni di carattere etico che sono connesse a qualsiasi attività di conoscenza che non metta al centro del suo pensiero l'uomo. 
Senza dubbio temi come quelli dell'eutanasia e degli embrioni sono temi laceranti ed è per quello che non bisogna "disseccare" la scienza da quello che è il suo obiettivo fondamentale: fare stare bene l'uomo. 

La ragione in definitiva non deve mai essere separata dal mondo storico, è questo il messaggio di ottimismo e di speranza che Rita Levi Montalcini lascia in eredità alle nuove generazioni di scienziati. 

Consigliamo pertanto la lettura del libro, costa poco meno di 8,00 euro, una cifra irrisoria considerando lo spessore delle riflessioni in esso contenute.

 

Rita Levi Montalcini è morta il 30 dicembre 2012, lascia un grande vuoto come donna e come scienziata.

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Published by Caiomario - in Libri
1 gennaio 2013 2 01 /01 /gennaio /2013 22:11

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"Imprenditori si nasce o si diventa?" è una vera e propria guida che può aiutare tutti coloro i quali si vogliono mettere in proprio. In un periodo nel quale l'agognato traguardo del posto fisso nella Pubblica Amministrazione è una chimera per molti, l'idea di diventare imprenditori di sé stessi può essere una soluzione non solo per crearsi un lavoro ma anche per dare valore alle proprie capacità.

Pierluigi Ossola ha scelto di scrivere un libro in cui viene privilegiato il taglio pratico rispetto a quello teorico fornendo dei consigli utili per chi si vuole mettere in proprio; partendo dalla conoscenza delle proprie qualità che, spesso la maggior parte delle persone ignora di possedere, si può avere una solida base che consente di superare le prime incertezze prima di passare all'azione. Esistono dei modi efficaci per scoprire e valorizzare le proprie qualità imprenditoriali per metterle al servizio di un progetto che abbia buone possibilità di successo. Altre capacità, invece, si possono acquisire e potenziare, ma alla base di un progetto imprenditoriale deve esserci sempre la predisposizione culturale, senza voglia di fare si rimane statici vivendo nell'incertezza.

 Il libro si articola in 15 capitoli scritti con stile agile e comprensibile, uno stile che permette a tutti di affrontare la lettura con profitto. Nel primo capitolo intitolato "All'inzio c'è sempre una buona idea", vi è un'analisi delle condizioni di partenza, molti progetti imprenditoriali nascono da buone idee, poi non decollano, ecco allora che nel secondo capitolo  "Scoprirsi imprenditori" quelli che sono solo dei pensieri intorpiditi possono diventare la lucida e consapevole scoperta delle proprie doti innate. Particolarmente utile il capitolo seguente "Ricette per un aspirante imprenditore", presi dall'entusiasmo molti aspiranti imprenditori mancano dello spunto giusto per iniziare a fare impresa ecco allora che bisogna essere consapevoli delle proprie "Condizioni di partenza" e "Guardarsi intorno".

Non esiste una buona idea che si può concretizzare da sola, l'autore nel capitolo "Il tuo progetto nero su bianco", programmare passo dopo passo la propria attività può aiutare nella riuscita di un progetto, la navigazione a vista e l'intuito possono rivelarsi di straordinario aiuto per cogliere al volo le occasioni ma da soli non bastano. "Mettersi in proprio" significa anche fare i conti con la "Burocrazia". Purtroppo questo è l'aspetto che frena maggiormente chi vuole fare impresa in Italia, se per esempio una perosna decide di "metter su" una ditta individuale si troverà a dover pagare dei costi fissi a prescindere dal fatto che faccia profitto. Chiedere, infatti, la partita Iva può comportare tutta una serie di conseguenze sul piano fiscale che sono la ragione principale per cui molti si trovano costretti a chiudere un'attività dopo pochissimo tempo dalla sua apertura. Ecco questo è forse l'aspetto che meriterebbe un maggior approfondimento in quanto solo l'entusiasmo e la programmazione non bastano per avere successo. Per conoscere questi aspetti è bene comunque che il lettore approfondisca bene con altri testi il lato fiscale e burocratico prima di decidere di fare impresa.  Il fisco italiano è forte con i deboli mentre è debole con i forti che hanno gli strumenti e le risorse per pagare il minimo delle tasse a norma di legge.

In ogni caso "Imprenditori si nasce o si diventa?" è un testo indispensabile per chi vuole passare all'azione e non vuole attendere (invano) il posto fisso che non c'è (fisco italiano permettendo).

 

 

SCHEDA DEL LIBRO


  • Autore: Pierluigi Ossola
  • Titolo: Imprenditori si nasce o si diventa?
  • Editore: Edizioni Sonda
  • Pagine: 196
  • Anno di pubblicazione: 2010
  • ISBN: 978 88 7106 436 9

 

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Published by Caiomario - in Libri
1 gennaio 2013 2 01 /01 /gennaio /2013 07:50

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TRAMA
Il padre, la figlia e...il giovane capo di lui

"Ehi campionessa che fai qui?" padre e figlia incominciano a giocare a tennis, la figlia si iscrive ad un corso di scrittura creativa e vuole andare a vivere a New York che costa, il padre le accorda il permesso perchè è in gioco la formazione.
In questa scena iniziale si vede il rapporto privilegiato tra padre e figlia, ma chi è il padre? Il padre è Dan, ha 51 anni, lavora in un impresa di pubblicità e si ritrova alle dipendenze di un giovane rampante, Carter Duryea, che ha 26 anni e nessuna esperienza nel settore pubblicitario.
L'insediarsi del giovane nell'ufficio segna anche dei cambiamenti nell'arredo di questo , divertente la scena del giovane che ritira dalla concessionaria una Porsche Carrera 911 e all'uscita ha un incidente con un furgone il cui proprietario esclama "deficente!"
Carter è un giovane che ha un rapporto fallimentare con  sua moglie che trascura e che decide di ritornare dai suoi genitori. Nel frattempo la moglie di Dan rimane incinta e Dan teme per il suo lavoro.
Carter è rampante si propone di aumentare le vendite del 20% e delinea la sua strategia: propone di fare un accordo con una consorella della Sports America, la Crispiti Crunch e con la società di telefonini di cui è proprietaria, rivelandosi abile motivatore Carter da un impulso all'azienda in cui è stato assunto.
La parte iniziale si sviluppa tra riunioni aziendali e propositi di sviluppo mentre il rapporto tra Dan e Carter si fa conflittuale, Carter propone a Dan di fare il secondo pilota per mantenersi il lavoro.
Un riassunto della trama iniziale è necessario per capire la commedia che è anche un'illustrazione del mondo del lavoro dei colletti bianchi sempre a rischi di essere licenziati improvvisamente e senza preavviso.

Dan appare succube di una situazione a cui deve purtroppo soggiacere, suo malgrado per impedire di cadere tra gli impallinati e tra coloro a cui si devono segare le gambe, accetta anche una riunione aziendale di domenica con Carter a cui non può dire di no.
Fino a quando....Carter non va a casa di Dan..la parola chiave è pasta al forno, perchè la pasta al forno della cena offerta è l'inizio anche di un nuovo rapporto tra Carter e la figlia di Dan, Alex, che non crede in un primo momento di trovarsi davanti al capo del padre, troppo giovane e carino.
Il capo adolescente come lo chiama la moglie di Dan si trova subito a suo agio, bella la scena del dialogo tra Carter e Alex che giocano a biliardino e incominciano a confidarsi.

"Ragazzi vi siete lavati le mani?" Così si rivolge Dan a Carter e Alex per dirgli di venire a cena, schiocca la scintilla con Alex che guarda Carter dalla finestra, mentre va via.

Dan per mantenere la figlia agli studi, pagare il dentista e non abbassare il tenore di vita, chiede un mutuo, è una scena che passa tra le altre e scorre insieme all'osservazione che Dan fa Carter a proposito dei nuovi licenziamenti: licenziare è la parola giusta dice Dan a Carter che usa l'espressione "lasciarli andare".
"Non li puoi licenziare, sono la mia vecchia squadra dice Dan ma Carter a metà tra il cinico e il premuroso dice a Dan che lo invita a licenziarlo: "Ci sono persone che contano su di te, le vuoi mettere in pericolo?".

I TAGLIATORI DI TESTE CHE LASCIANO ANDARE LE PERSONE (licenziandole)

Lasciare andare è il termine eufemistico usato più volte nel film al posto di licenziare,  da segnalare la scena commovente in cui Dan chiama i suoi colleghi per dirgli che la società li vuole lasciare andare, Morty, uno dei due, esclama "Cosa dirò adesso a mia moglie? È lei che porta i pantaloni...sei stato un buon capo,ti ringrazio", straziante scena di umiliazione di un uomo trattato come una vecchia ciabatta.
Il film ha un'accellerazione quando Alex e Carter si incontrano nella stanza del pensionato universitario e lasciano andare i freni inibitori..è l'inizio della storia d'amore tra i due all'insaputa del padre.

L'ufficio dell'azienda è quello in cui avvengono molte scene come quelle dei colloqui coni vari dipendenti che vengono licenziati e i dialoghi tra Dan e Carter.

"Alex vai a letto con lui?"

" È intelligente e una splendida donna" esclama Carter parlando di Alex a Dan..sembra scoprirsi, ma si controlla..fino a quando vedendoli insieme incomincia a sospettare.....il padre, la figlia e il giovane capo di lui...li segue e li trova seduti insieme al tavolo di un ristorante entra e fa una domanda alla figlia. "Vai a letto con lui?" "Alex ti ho fatto una domanda vai a letto con lui?" "E' mia figlia, è universitaria, tre anni fa portava l'apparecchio" dopo aver dato un cazzotto a Carter che col labbro insanguinato dice a Dan . "La amo"

Il dilemma: il  padre o il ragazzo?

Alex ha dei ripensamenti dice a Carter che lui sta cercando un rimpiazzo per la moglie che ha lasciato, vuole recuperare il rapporto col padre a cui dice "Non sapevo che avevi chiesto un secondo mutuo", bello il dialogo tra padre e figlia che è anche un chiarimento..

Divertente e grottesca la scena del magnate proprietario dell'azienda, Teddy Kay, che parla di sinergie e di voler costruire una democrazia dei consumatori in cui la pubblicità multimediale esce ovunque in sette continenti e dove tutti mangiano le stesse cose, è un buon inserto quello di Dan che obietta al magnate :"i paesi democratici hanno obblighi verso i loro cittadini e allora non capisco come i profitti possano passare sulle persone", di ghiaccio la risposta del magnate" Dan Foreman ottime domande ..la gente capirà".

Dan viene licenziato ma Carter corre in suo soccorso...nasce un sodalizio anche lavorativo.

Finale con un colpo di scena. i ruoli si ribaltano...la società viene venduta...


Paul Weitz, il regista, ha diretto il film quando aveva 39 anni, un plauso per aver costruito una commedia gradevole, per niente scontata e senza inutili civetterie ma con qualche passabile furbizia.
Dennis Quaid (Dan Foreman) è bravo e credibile sia nell'interpretare il padre premuroso e geloso, il dipendente non subalterno alla politica aziendale, il capo della nuova azienda che richiama i vecchi amici licenziati nella precedente gestione.
Tropher Grace (Carter Duryea) svolge al meglio il ruolo di coprotagonista reggendo il confronto con Dennis Quaid e dimostrando di essere un insostituibile spalla.
Scarlett Johanson (Alex Foreman) recita con la freschezza di un'adolescente.

Una commedia gradevole per tutta la famiglia da vedere in passaggio tv o in DVD.

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Published by Caiomario - in Z. Cinema
29 dicembre 2012 6 29 /12 /dicembre /2012 05:30

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Fonte immagine:http://www.flickr.com/photos/11445550@N00/366214106 (album dMôsieur J. [version 7.1.2])

 

 

 

PREMESSA 

In un periodo come l'attuale in cui le novità letterarie si susseguono con un ritmo vorticoso al punto che ci capita molto spesso di venire a conoscenza di tantissimi autori di cui ignoravamo l'esistenza e nei confronti dei quali si fatica persino a ricordare anche i nomi,  meglio quindi dedicarsi alla lettura dei romanzieri da "90 carati" privilegiando i racconti brevi.

Solo i grandi scrittori possono competere con il tempo e solo gli autori di spessore sanno scrivere un romanzo breve in modo avvincente ed irresistibile. Tra i diversi autori da penna e calamaio mettiamo nella lista dei preferiti Gustave Flaubert che ha scritto molto intrecciando racconti in cui il contesto storico fa sempre da sfondo alle vicende individuali; leggendo Flaubert la realtà e l'immaginazione si fondono dando origine a gradevolissime narrazioni. Un esempio per tutti gli aspiranti scrittori. 

Il nome di Gustave Flaubert potrebbe fare intendere che si tratti di un autore dallo stile greve e solenne, ma non è così, anzi la lettura delle sue opere -e questa in particolare- fa apprezzare le grandi capacità narrative dello scrittore francese che racconta la vita quotidiana focalizzando l'attenzione su particolari che potrebbero sembrare insignificanti ma che sono parte della realtà dell'uomo e della sua vita trascorsa nelle faccende ordinarie. Facendo un paragone con l'arte figurativa, Flaubert descrive la realtà e i protagonisti che la animano come il pittore ritrae gli oggetti che compongono una natura morta, solo che la realtà descritta da Flaubert ha vita e come la vita presenta tutte le contraddizioni e i contrasti. 

UN CUORE SEMPLICE

"Un cuore semplice"(1) di Gustave Flaubert potrebbe essere un testo perfetto per uno sceneggiatore che volesse ricreare le atmosfere di un'abitazione di una casa borghese della Francia del XIX secolo. Già dalle pagine iniziali il lettore si trova davanti ad una rappresentazione realistica che dà un senso di immediatezza e di verità: una casa con la carta di parati di stoffa e a fiori , una sedia impagliata, un vecchio pianoforte, a cui segue la descrizione della pianta della casa e degli arredi con le camere da letto, lo studio, la biblioteca ecc..... leggendo questa puntuale descrizione pare proprio di essere dentro la casa della signora Aubain (la proprietaria); con la stessa certosina attenzione e cura nel presentare i particolari, Flaubert descrive i protagonisti del racconto e ogni descrizione è nel contempo un ritratto fisico e psicologico che permette al lettore di coglierne appieno l'identità. 
Durante tutta la lettura si avverte la scintilla d'ispirazione del grande romanziere, un elemento che aumenta il gradiente del lettore che si abbandona al taglio introspettivo che non risulta mai essere ingombrante. 
Flaubert ne fa un abuso ma non si allunga all'infinito in passaggi che fanno calare l'interesse, un esempio? Quando presenta, Felicita, la domestica della signora Aubain i periodi sono volutamente brevissimi, eccone un esempio: "Il suo viso era magro e la sua voce acuta"...punto e così via, questi periodi brevissimi sono come un'istantanea che delinea perfettamente il personaggio descritto in modo che il lettore è in grado di vederlo con nitidezza come se stesse guardando una foto. Un ulteriore esempio? Flaubert ad un certo punto del romanzo introduce un altro personaggio, il signor Bourais, un avvocato a riposo (l'espressione è dell'autore) che cura gli interessi della signora Aubain, anche in questa illustrazione i brevi ed incisivi tratti vergati dalla penna di Flaubert ci consegnano un signore probabilmente di mezza età, che indossa sempre una camicia con una cravatta bianca e che fiuta il tabacco. 

È proprio il codice linguistico di Flaubert che affascina, il passo anche quando è lento non è mai monotono e prevedibile e l'intimistica esplorazione dell'animo non è un esercizio sterile fine a se stesso. 
La lettura del romanzo ci permette di apprendere alcuni aspetti relativi alle preferenze gastronomiche della signora Aubain che non possiamo dire con certezza che fosse rappresentativa dei gusti di tutti i borghesi cittadini della Francia dell'Ottocento, però possiamo ipotizzarlo. Comunque questa signora Aubain doveva avere uno stomaco forte visto che in un pranzo le vennero presentate le seguenti portate: lombo di bue, trippa, sanguinaccio e fracassea di pollo, torta di frutta e squisitezza delle squisitezze, prugne sotto spirito. 
Se vogliamo fare un'indagine sul passato, il cibo ci rivela molte cose circa la scala di valori di un individuo, di una società e di un'epoca; nel caso della signora Aubain siamo davanti ad una padrona che non si fa mancare niente, una donna che vivendo un'esistenza borghese fatta di abitudini alquanto ordinarie non riesce a provocare nessun sussulto a differenza della seducente e peccaminosa carnalità di una Madame Bovary; di contro un'altra figura del romanzo come Felicita, la serva della signora Aubain, è sempre amorevole e devota, un cuore semplice appunto a cui non possiamo che guardare con ammirevole stupore. Andare oltre i cliché non è facile ma la bontà nel nostro mondo contemporaneo non è più un tema sul quale vale la pena sprecare inchiostro. I famosi bestseller appunto!!! 

 

 

 

 

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Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/8628950@N06/2539187570 (album di cod_gabriel)

 

CONCLUSIONI 

"Un cuore semplice" è un libro che si affronta per il piacere della lettura, un libro capace di restituire l'atmosfera di un'epoca che sembra lontanissima dalla nostra; il racconto è perfetto e al termine della lettura credo che possiate esclamare "Non pensavo che Flaubert sapesse scrivere in modo così lieve".....e i grandi raccontatori di storie hanno spesso scritto dei capolavori senza mai puntare al successo come nel caso dei bestseller che sono, la maggior parte delle volte, solo un fenomeno di marketing costruito dalle case editrici.

I burocrati dei premi letterari dovrebbero istituire dei riconoscimenti postumi per i grandi della letteratura mondiale, sono molti gli scrittori che hanno ricevuto un premio ma fra poco più di un secolo le loro opere riusciranno a resistere al trascorrere inesorabile del tempo come quelle di Gustave Flaubert? Crediamo proprio di no. 

Non perdete la lettura di questo racconto.

 

NOTE

  1. "Un cuore semplice" (Un coeur simple) fa parte dell'opera "Tre racconti" (Trois contes) che comprende "Erodiade" (Hérodias) e "La leggenda di San Giuliano l'Ospitaliere" (La légende de Saint-Julien l'Ospitaliere).  "Tre racconti" venne pubblicato nel 1877 ed ebbe un grande successo tra gli scrittori che si rifacevano al naturalismo letterario.  

 

Altre recensioni: 

http://www.condividendoidee.it/article-la-leggenda-di-san-giuliano-l-ospitaliere-gustave-flaubert-108497605.html

 

Articolo dell'autore pubblicato in forma modificata anche altrove.

 

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Published by Caiomario - in Libri
28 dicembre 2012 5 28 /12 /dicembre /2012 09:49

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http://www.flickr.com/photos/90453544@N00/4014546883 (album di Marilisa)

 

TANTI BUONI MOTIVI PER FARSI CONQUISTARE DAL FASCINO DI DUBLINO 

Ci sono tanti buoni motivi per andare a visitare la capitale d'Irlanda ma crediamo che, a parte le numerosissime attrazioni, Dublino sia una delle mete che meglio rappresenta un turismo che possiamo definire accessibile e alla portata di tutte le tasche. 
Volando a basso costo si può andare in Irlanda spendendo davvero qualche decina di euro, è sicuramente più costoso percorrere un centinaio di chilometri in un'autostrada italiana che andare in aereo a Dublino! 

UNA GUIDA CON TANTE INFORMAZIONI PRATICHE E CONSIGLI UTILI 

Un'ottima guida per visitare Dublino è quella pubblicata nel 2010 dalla casa editrice Morellini, si tratta di un volumetto di sole 159 pagine ben strutturato e nel quale sono presenti informazioni pratiche e consigli utili che permettono di muoversi agevolmente a Dublino e in altre zone ad essa collegate. 
Prima del viaggio e per poter pianificare nei limiti del possibile il soggiorno, la guida Morellini può essere uno strumento validissimo che consente di conoscere tanti aspetti che non sono affatto scontati, una delle sezioni più utili è quella denominata "Informazioni - Consigli utili" come, ad esempio, che tipo di presa viene utilizzata in Irlanda o le unità di misura adottate nella sezione "Informazioni - Consigli utili".

 
È vero che diverse informazioni presenti nella guida della Morellini sono reperibili anche su internet, tuttavia avere a portata di mano. ad esempio, il numero dell'ambasciata italiana o il numero di prefisso per chiamare l'Italia è molto utile ed è sicuramente preferibile avere tutte queste informazioni raccolte in modo ordinato piuttosto che ricorrere a dei foglietti volanti che è facile perdere o non trovare immediatamente quando servono. 


Nella guida sono poi presenti quelle informazioni di servizio su dove e come muoversi, informazioni indispensabili per evitare inconvenienti molto spiacevoli come quelli che potrebbero derivare dalla visita di zone poco sicure e notoriamente malfamate come, ad esempio, il Phoenix Park e il Dolphin's Bar; facendo un paragone è come se un turista irlandese di notte si aggirasse a Scampia dove è presente un alto tasso di criminalità e dove è le probabilità di fare brutti incontri è piuttosto elevata. 
Dublino è una città bellissima e i suoi abitanti sono cordiali e simpatici purtroppo -come in molte nostre città- la piaga degli scippi e dei borseggi è molto diffusa, nella guida troviamo pertanto delle raccomandazioni su come comportarsi quando si va in giro per Dublino dove è consigliabile non girare con oggetti di valore, borse vistose. Insomma per essere sicuri è meglio dotarsi di un marsupio e di un giubbotto multi tasche che all'occorrenza può contenere tutto quello di cui abbiamo bisogno. 

 

 

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http://www.flickr.com/photos/24240761@N04/2300160832 (album di Zygia)

 

DUBLINO PARTENDO DA MARRIOT SQUARE ...CON LA GUIDA IN MANO 

Nella città che ha dato i natali a James Joyce, George Bernard Shaw e Oscar Wilde (solo per citare i nomi più noti) quello che colpisce immediatamente il visitatore è la bellezza degli edifici in stile georgiano che si trovano concentrati nella Marriot Square, il cuore di Dublino dove è ubicata anche la "Guinnes Storehouse", il quartier generale della celeberrima azienda produttrice della birra Guinnes. 
La sede è aperta al pubblico ed è davvero maestosa, l'edificio che la ospita si dispiega in sette piani, durante il tour potrete vedere dal vivo come si produce la birra Guinnes e soprattutto apprenderete come si spilla la birra alla maniera di un dublinese !!! 

 
Un'altra meta imperdibile è il "Trinity College" la famosa università di Dublino celebre in tutto il mondo al cui interno vi sono numerosi musei, a tal proposito mi chiedo perché in Italia non utilizziamo le sedi universitarie per ospitare anche i musei, trasformando questi luoghi dal regno dei baroni a centri di attrazione culturale? I dublinesi lo hanno fatto, non sarebbe auspicabile anche da noi una cosa simile? 
......E poi nel tour non può mancare la "National Gallery" che ospita una magnifica collezione di dipinti e uno dei luoghi più belli del mondo letterario il "Dublin Writers Museum" in cui è presente una ponderosa collezione di scritti, romanzi, lettere, libri di poesia di autori irlandesi. Un luogo davvero magnifico, una meta irrinunciabile per chi ama i libri e la letteratura!! 

LE INDICAZIONI DELLA GUIDA MORELLINI/SCRIPT PER LE GITE "FUORI PORTA" 

Per chi volesse poi visitare dei luoghi di interesse presenti nelle vicinanze di Dublino, nella guida Morellini vengono indicate diverse mete di sicuro interesse, le informazioni di carattere storico sono però piuttosto scarne, consiglio pertanto di utilizzare i depliants presenti in loco che ovviamente sono più completi; di contro nella guida Morellini/Script sono presenti delle informazioni utilissime su come -partendo da Dublino- è possibile raggiungere questi luoghi con i mezzi pubblici. Trovate, ad esempio, il numero dell'autobus e il costo del biglietto (l'informazione relativa al prezzo del ticket può non essere aggiornata ma in linea di massima il prezzo indicato è quello in quanto l'ultima edizione della guida è del giugno 2012). 

PRO  

* Per rendere agevole e gradevole la consultazione, nella guida sono presenti numerose fotografie a colori; 

* Le informazioni pratiche e i consigli utili permettono di pianificare il viaggio; 

* La guida ha un formato tascabile, il volume non è spesso e ciò ne agevola la consultazione "in itinere"; 

* Prezzo accessibile a tutti, costa 11,90 euro (prezzo di copertina al lordo di eventuali sconti). 

CONTRO 

* Informazioni sintetiche sui luoghi di interesse storico-artistico. 




NOTA 

Si trovano numerose offerte per andare a Dublino, diverse sono interessanti e convenienti, ma se decidete di fare i turisti fai da te, ricordatevi che il costo del viaggio è quello che incide di meno sulla spesa totale; per vistare il sud dell'isola la compagnia che copre le tratte interne è la "Aer Lingus", mentre altre compagnie low cost che collegano direttamente l'Italia a Dublino sono Aer Lingus e Ryanair. 

 
Tutte le informazioni relative ai collegamenti sono presenti nella guida. 

 

 

Guida-Morellini.jpg

 

Articolo dell'autore pubblicato anche altrove in forma modificata.

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