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1 novembre 2012 4 01 /11 /novembre /2012 09:34

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MEGLIO UNA CARTINA REGIONALE DEL NAVIGATORE SATELLITARE 

Anche se utilizzo da qualche anno il navigatore satellitare ogni qual volta devo fare dei viaggi in auto o quando devo trovare una via in città o paesi che non conosco nei dettagli, non mi sono privato delle cartine stradali per diversi motivi: il primo motivo è che il navigatore è comodo da usare in macchina avendo però molte accortezze a partire dalla pre-conoscenza dell'itinerario, il secondo motivo riguarda la visibilità dello quadro d'insieme che su carta è molto più comodo e facile da consultare. Oltre agli aspetti che ho evidenziato, devo rilevare che le informazioni aggiuntive presenti nel navigatore sono più che altro di tipo commerciale (farmacie, centri commerciali, stazioni di carburanti ecc) e non riguardano l'aspetto turistico. 
In entrambe le auto che possediamo in famiglia tengo nel cruscotto la cartina stradale dell'Italia e la carta regionale dell'Umbria e delle Marche, regioni nelle quali giro per ovvi motivi di "residenza". 
Al di là dell'approccio che ognuno può avere con le cartine siano esse stradali o regionali (alcuni le ritengono ormai del tutto inutili e superate) resta il fatto che chi abita in una determinata area geografica potrebbe farne a meno; so benissimo che strada devo fare per andare da Ascoli Piceno a Corridonia, ma avere altre informazioni, oltre a quelle del percorso è un vantaggio per il viaggiatore e in particolare per il turista "avido" sempre di nuove informazioni sui luoghi da visitare e non solo sulle strade da percorrere. 



La cartina regionale Umbria e Marche 1:200.000 della Marco Polo è una mappa che, oltre alla ricchezza delle informazioni, presenta anche degli elementi innovativi che la rendono uno strumento preziosissimo da portare sempre dietro; una delle novità più apprezzabili riguarda intanto la presenza di adesivi removibili e utilizzabili più volte che consentono all'utilizzatore di stabilire dei punti fermi e di riferimento e di contrassegnare le tappe del suo itinerario e dei luoghi da vistare; un'altra novità riguarda la presenza di un ulteriore strumento di consultazione: un agile libretto nel quale sono presenti tutte le località presenti nella mappa. Questo espediente additivo permette di usare in maniera dinamica la carta regionale e non di subirla passivamente, un'eccellente idea che fa della carta regionale edita dalla Marco Polo uno strumento interattivo molto intelligente e comodissimo anche quando viene usato in mobilità. 

 

 

 

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Particolare della carta (Album di Caiomario)

 

GLI ELEMENTI POSITIVI CHE PROPENDONO A FAVORE DELLA CARTA REGIONALE EDITA DALLA MARCO POLO 

* Impostazione grafica chiara che agevola la consultazione; 
* Protezione dall'usura grazie alla copertina plastificata (soluzione a mio parere ottimale in quanto le cartine che ne sono prive presentano delle ripiegature agli angoli e tendono a strapparsi); 
* Il costo al pubblico alquanto contenuto, la cartina viene venduta al prezzo di euro 8,50; 
* Indicazione di numerosi punti di interesse turistico; 
* Legenda e diciture chiare e facilmente collegabili al punto della carta che viene consultato; 
* Vale lo stesso discorso per quanto riguarda i simboli; 
* Utilizzabile anche da chi non conosce la lingua italiana grazie alla versione pluri-lingue, le diciture oltre ad essere scritte in italiano, sono scritte anche in inglese, francese e tedesco. 

I LIMITI DELLE MAPPE REGIONALI 

I limiti che evidenzio sono legati alle mappe regionali in generale e riguardano l'usabilità nel corso del tempo; a differenza infatti dei navigatori che vengono aggiornati con il satellite, una mappa è aggiornata fino al momento della stampa. Naturalmente la cartografia di una determinata area non cambia nel giro di un paio di anni, tuttavia è un elemento che bisogna considerare quando si acquista una mappa anche se questa della Marco Polo sarebbe alquanto riduttivo definirla una semplice cartina regionale. 
In definitiva è preferibile avere una cartina regionale aggiornata con le "nuove entrate" anche se i siti di maggior interesse turistico non cambiano nel tempo. 



CONFRONTO 

Possiedo anche una vecchia cartina regionale Umbria Marche di una famosissima casa editrice francese, mettendole in confronto, quella edita dalla Marco Polo indica numerosi punti di interesse turistico non presenti nella prima, manca invece un'indicazione dei punti che possono interessare gli appassionati di escursionismo e trekking, ma in questo caso bisogna indirizzarsi verso un altro tipo di mappa. 

Progettate per tempo il vostro soggiorno!!! 

La cartina regionale è reperibile nelle librerie, cartolerie e direttamente nel sito dell'editore di cui ricordo l'indirizzo: 

http://www.guidemarcopolo.it

 

 

 

 

La copertina 

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Published by Caiomario - in Libri
1 novembre 2012 4 01 /11 /novembre /2012 07:57

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Quando si inizia a leggere questo libro, si ha l'impressione di trovarsi immersi in una scena di un film: una ragazzina che sta fuggendo verso un indefinito nulla che sembrerebbe una boscaglia, inseguita da alcuni individui armati, la piccola si ferma dinanzi a una rete di recinzione, poi, come per magia spicca il volo. 
Ci troviamo dinanzi a un'opera di fantasia o a un thriller dal punto di vista del genere letterario? Forse ad entrambi i generi. 

James Patterson è stato molto bravo a mischiare entrambi i generi prendendo spunto dalla realtà e nello stesso tempo aggiungendo alcuni elementi che sono entrati nell'immaginario collettivo e che riguardano il tema della manipolazione genetica. 

Da una parte abbiamo  Frannie, una veterinaria e il solito agente della FBI di nome( falso) Kit Harrison, alias Thomas Brennan, e dall'altra tutta una serie di fatti strani come quella della bambina Max che vive in una specie di scuola-clinica che assomiglia molto a un lager e dove si svolgono degli esperimenti di manipolazione genetica ( fatto che nè la veterinaria, nè l'agente FBI sanno). 

Ancora una volta tutta una serie di atti strani rendono misterioso il racconto: Frannie una sera vede una ragazzina che si trova sul ciglio del bosco e rimane sbigottita quando si accorge che ha delle ali, la ragazzina fugge. 

Da quel momento iniziano tutta una serie di fatti inquietanti e misteriosi : numerosi medici perdono la vita, spesso ci si trova davanti ad evidenti omicidi e questa era stata anche la fine del marito di Frannie, medico lui stesso morto ammazzato in circostanze misteriose e senza un apparente motivo. 


Nelle righe precedenti abbiamo detto  che quando si legge il libro sembra di trovarsi all'interno di una scena di un film, infatti per chi ha seguito la serie televisiva X-Files, le analogie sono molte: 
un susseguirsi di fatti strani, episodi inquietanti, inseguimenti, sparizioni e il solito luogo inacessibile che è la vera chiave di mistero che permetterà di svelare ogni cosa. 
Al centro della storia  vi è questa ragazzina che riesce a scappare e che trova rifugio in una casa che si trova nel bosco, poi l'incontro casuale con Frannie ed è da lì che la trama si svolge con una serie di episodi che tengono il lettore attento fino al termine della storia.

Il tema della metamorfosi dovuto alla scienza non è nuovo: è un tema antico che troviamo sin dai tempi del romanzo di Mary Shelley noto a tutti con il titolo di "Frankenstein" ma in un certo qual modo anche nell'altrettanto noto "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde", ma in entrambi i romanzi ci troviamo dinanzi a racconti scritti in un periodo in cui le manipolazioni genetiche non esistevano e quindi i racconti stessi erano relegati nel puro regno della fantasia, nel caso invece di "Quando soffia il vento", il tema della manipolazione genetica è una realtà di cui spesso sfuggono i reali contorni e che spesso fa immaginare situazioni in cui tutto sembra avvolto da un misterioso complotto i cui responsabili sono i soliti scienziati agli ordini di questa o quella potenza. 

Del resto. chi non ha avanzato l'ipotesi che la diffusione di improvvisi virus pandemici non sia il frutto di qualche manipolazione genetica avvenuta all'interno di un laboratorio presente in chissà quale luogo? 

E' un libro che suggeriamo agli amanti del genere: ha tutti gli ingredienti che tali lettori cercano.

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Published by Caiomario - in Libri
19 ottobre 2012 5 19 /10 /ottobre /2012 06:52

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Quando si parla di Umberto Eco non è facile utilizzare un'apposizione che sia in grado di essere  davvero esaustiva, se si citano ad esempio Platone, Aristotele o Kant, la prima parola che viene in mente è: filosofi; quando si cita invece Eco si potrebbero utilizzare molte definizioni: filosofo, studioso, linguista, semiologo, politologo perché Eco è forse uno degli ultimi intellettuali che sa affrontare con originalità e impegno tutto ciò che riguarda l'attività dell'uomo nel suo rapporto con gli altri, ecco perché non è catalogabile. Dove Eco dia il meglio di sè è impossibile stabilirlo, una cosa però è certa: leggendo i suoi scritti e immergendosi nelle sue riflessioni, si impara sempre, non si può rimanere indifferenti e si vola in alto.

"A passo di gambero.Guerre calde e populismo mediatico" è libro che, nonostante raccolga una serie di articoli scritti in un arco temporale circoscritto che va dal 2000 al 2005, si pone oltre l'attualità contingente e che permette al lettore di riflettere sul significato della guerra, della storia, della politica e di tanti altri temi che costituiscono motivo di divisione. Senza voler per forza dare delle etichette a Eco, il  suo libro è una  sorta di filosofia della storia che parte da avvenimenti circoscritti nel tempo e che porta il lettore a fare continui riferimenti al passato rapportandolo con il  tempo presente. È quindi il pensiero umano che procede a passo di gambero o è il lettore che deve ritornare indietro (insieme ad Eco che fa da levatrice) per capire il presente?  Possiamo dire che entrambe le interpretazioni sono accettabili perché la storia (anche se sarebbe meglio dire il modo di pensare degli uomini) ci ha dato la sensazione di essere ritornata cronologicamente indietro prima dell'11 settembre 2000. Quello che è accaduto  è ormai storia, quello che invece è accaduto dopo nelle menti delle persone non può essere liquidato come un fatto accaduto in quanto sta producendo ancora oggi i suoi effetti.

Le guerre scatenate prima da Bush padre (la prima guerra del Golfo) e poi Bush figlio (Iraq ed Afghanistan)  hanno avuto degli effetti devastanti in termini di vite umane sacrificate in nome della lotta contro il terrorismo, ma lo scontro tra Oriente ed Occidente non è stato solo un fatto d'arme, è stato anche un modo di intendere il modo di condurre la guerra. Quando Eco parla di "paleoguerra" si riferisce al modo in cui la guerra era combattuta nel passato da due eserciti contrapposti  a capo dei quali vi era sempre un capo ben visibile e riconoscibile: Cesare, Annibale, Carlo Magno, Napoleone ecc. Le guerre sono state scatenate sempre da motivi economici, non lo si può negare, ma la guerra del passato anche se cruenta era riconoscibile, era frontale, diretta, chi combatteva sapeva che poteva morire: spada contro spada, lancia contro lancia; la morte era l'essenza stessa della guerra. Dalla prima guerra del Golfo si è invece affermata l'idea che il conflitto (degli occidentali) deve essere combattuto dall'alto cercando di non subire perdite. I fatti sono poi andati diversamente, gli statunitensi e i loro alleati hanno dovuto rivedere la loro strategia e sono stati obbligati a scendere a terra per conquistare militarmente il territorio. Gli americani hanno però fallito, le menti e i cuori non sono stati conquistati  e hanno fomentato il risentimento e l'odio.Sarebbe tuttavia fuorviante interpretare il richiamo fatto da Eco alle Crociate come una riproposizione di quelle idee, al contrario le guerre  intraprese dai due Bush e dai loro alleati sono state delle crociate a difesa delle fonti energetiche, le sole che permettono all'Occidente di vivere in prosperità. Eppure nonostante si sia parlato spesso a sproposito di guerra di civiltà, esiste una via d'uscita al conflitto permanente iniziato nel 2000, le strategie esclusivamente "militari" hanno dimostrato di essere del tutto insufficienti per risolvere i conflitti, anche perché con il tempo quelli che erano degli atti di terrorismo sono diventati nei fatti degli atti di resistenza contro il nemico "crociato".

Siamo in imbarazzo, non lo si può negare, dopo la crisi economica del 2008 che è partita dagli Stati Uniti e si è diffusa in tutto il mondo occidentale le categorie semantiche non possono rispondere a delle servitù linguistiche logore e prive di significato. Se l'economia occidentale ha bisogno di produrre all'infinito per sopravvivere è inevitabile che nasceranno altri conflitti e quelli più pericolosi sono quelli interni che neppure gli apparati repressivi potranno stroncare.

La domanda che dovremo farci dopo aver letto il libro di Eco è  la seguente: "perché gli statunitensi hanno voluto affrontare il terrorismo solo con il ferro? Perché una buona parte del mondo occidentale ha creduto che la risposta militare fosse la sola risposta possibile?"; a distanza di 12 anni dall'invasione dell'Afghanistan i talebani non sono stati sconfitti, anzi hanno riconquistato terreno e controllano molte aree del paese, parlare di resistenza può anche non piacere a molti ma è un dato di fatto, possiamo anche cambiare i termini usando parole come "terroristi" o "insorti" ma la sostanza non cambia. L'America dopo la Guerra del Golfo aveva annunciato che la politica sarebbe stata diversa, sappiamo che così non è stato. L'Italia poi che a causa della politica del governo Berlusconi ha affiancato gli americani nella guerra contro Saddam è uno dei paesi più colpiti dalla crisi finanziaria partita dagli Usa nel 2008, insomma nei confronti degli ascari noi italiani fummo più riconoscenti, gli americani con noi non lo sono stati.

Un altro dei temi  affrontati da Eco riguarda la globalizzazione e quel fenomeno ad essa in parte legato che viene chiamato "privacy". La privacy abbiamo persa da tempo, la tecnologia usata a livello globale con la scusa della sicurezza ha tolto il velo anche all'intimità, ci controllano ovunque, il pensierometro è il nuovo strumento del Grande Fratello. Il Potere anonimo osserva, scruta, controlla e sanziona. L'idea che il mondo sia un grande supermercato popolato da consumatori ha fatto in modo che gli individui firmino dei fogli dove per avere un servizio o altro, autorizzano organizzazioni ed istituzioni a violare il proprio privato. Tutto è verificato e segnalato ed internet  si sta rivelando il più pericoloso strumento di controllo creato dall'uomo per controllare altri uomini.

Un potere così fatto potrebbe sembrare invincibile (è questa la tesi di Eco?), i fatti dimostrano che un Potere anonimo  così immenso si nutre del consumo di miliardi di persone, senza il consumo di cose inutili questo Potere si dissolve, la vera arma eversiva è quindi il non consumo. I paesi occidentali temono più del terrorismo le crisi finanziarie, hanno paura di una società che non consuma e non hanno armi per combattere la miseria che colpisce strati sempre più vasti delle loro popolazioni.  Sarebbe un tragico errore non comprenderlo.

In conclusione possiamo dire che gli spunti di riflessione non mancano, Eco riflette e fa riflettere, l'importante è non smettere di pensare e la lettura dell'opera è quello che ci vuole per risvegliare gli animi assorti.

 

      SCHEDA DEL LIBRO

 

  • Titolo: A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico
  • Autore: Umberto Eco
  • Editore: Bompiani
  • Anno di pubblicazione: 2006
  • Pagine: 349 

 

 

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Published by Caiomario - in Libri
17 ottobre 2012 3 17 /10 /ottobre /2012 17:36

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Barcellona - Sagrada Familia (Antoni Gaudì)  Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/20896325@N00/281393246
(Album di crisitianocani)


Barcellona. Con guida alle informazioni pratiche - Touring Club Italiano

UNA GUIDA UTILE PRIMA, DURANTE E DOPO IL VIAGGIO 


Guardare piazze e luoghi storici di una città che non si conosce può destare più o meno meraviglia, ma visitare un luogo senza l'aiuto di una valida guida agevole da portarsi dietro durante un viaggio e nello stesso tempo completa, è inutile: non rimane dentro niente.

Per evitare di vedere solo delle "pietre" è meglio dotarsi di una guida  contenente delle informazioni pratiche, tra le migliori merita senz'altro una menzione quella edita dal Touring Club Italiano, una guida di cui consiglio senza riserve l'acquisto in quanto permette di pianificare il proprio itinerario prima del viaggio stando comodamente a casa propria.

La guida denominata "Barcellona. Con guida alle informazioni pratiche - Touring Club Italiano"

 fornisce in modo dettagliato tutte le informazioni sui luoghi di interesse della città catalana, informazioni pratiche che aiutano a esplorare  le bellezze di Barcellona; inoltre - forse questo è l'aspetto che ad uso del viaggiatore può più interessare gli eventuali acquirenti- la guida è molto completa per quanto riguarda le "informazioni turistiche". A proposito se andate a Barcellona non perdetevi i "Bar con tapas" che sono dei locali in cui oltre alla sala da pranzo, si trova una parte riservata a coloro che vogliono consumare porzioni più abbondanti.
La Guida del Touring Club è poi di valido aiuto per visitare la città vecchia in cui sono concentrati tutti quei ristoranti che offrono un menù a base di piatti autenticamente catalani; Barcellona offre di tutto tra cui  alberghi in stile modernista che hanno camere accoglienti e dotate di tutti i comfort, sapere dove andare a dormire avendo informazioni prima del viaggio è utilissimo così come è indispensabile sapere quanto si andrà a spendere.
Molte informazioni è possibile trovarle aggiornate su internet nei siti specializzati, ma avere a portata di mano indirizzi, numeri di telefono e la possibilità di avere un'ampia scelta in una guida è comodissimo per tutti quelli che (e sono la maggior parte) non possono collegarsi alla rete quando sono in viaggio.

 

 

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Fonte immagine:http://www.flickr.com/photos/61159262@N03/7047873401 (album di Virginia Zed)



Apprezzabile è inoltre la presenza nella guida di oltre 100 fotografie a colori che mostrano il meglio della città, utilissime poi sono le tantissime indicazioni che riguardano eventi culturali organizzati nella città catalana; Barcellona è una città che in molti periodi dell'anno si può vivere all'aperto, cogliendo il momento giusto i visitatori hanno la possibilità di partecipare ad eventi musicali ed artistici molto interessanti.

La guida ha un prezzo di copertina di 22 euro, si può però trovare scontata online.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito internet del TCI al seguente indirizzo:

 

http://www.touringclub.com/libro/barcellona_691.aspx


*Questa edizione è totalmente revisionata rispetto alle precedenti guide su Barcellona, è stata resa attuale in modo da fornire delle informazioni pratiche davvero utili per il viaggiatore, l'unico inconveniente è legato al fatto che non può essere aggiornata. 

 

 

 

Articolo dell'autore pubblicato in forma modificata anche altrove.

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Published by Caiomario - in Libri
16 ottobre 2012 2 16 /10 /ottobre /2012 17:53

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Aspettando la neve all'Avana è un bel libro dello scrittore di origine cubana Carlos Eire, professore di storia delle religioni all'Università di Yale, che pur non essendo un romanziere di professione ma uno studioso prestato alla narrativa, dimostra di  coniugare, in un esperimento ben riuscito, storia, dimensione personale e creatività narrativa.
Leggendo il romanzo non si riesce a capire fino ad un certo punto se il racconto sia un'autobiografia della propria infanzia (seppur traslata nella fantasia) mescolata a fatti realmente accaduti o il frutto di una storia inventata che trova spunto e terreno fertile in fatti reali, in avvenimenti della Cuba precastrista.

Se il romanzo descrive all'inizio il mondo dei provilegi di una famiglia ai tempi del regime di Batista, dall'altra parte non dimostra di essere indulgente verso la Cuba castrista, ed è probabilmente alle proprie origini che Carlos Eire, guarda quando ripercorre, probabilmemte, la propria vita di figlio di esuli cubani.

Si tratta di fatti realmente accaduti, quando l'autore parla dell'episodio di 14 mila bambini della media e alta borghesia, mandati, dopo averli separati dai genitori, in esilio negli Stati Uniti, ma è proprio la fantasia letteraria che consente ad Eire di non seguire apparentemente un filo logico indoleggiando tra la nostalgia e l'amarezza di aver perso, per sempre, il tempo dell'infanzia.

Ed è proprio la storia di Carlos, un bambino di 8 anni che da un giorno all'altro si troverà a cambiare vita, insieme al proprio fratello Alejandro per sempre, a farci comprendere cosa significa lo sdradicamento, la perdita dei propri luoghi, il vivere esiliato anche quando si diventa uomini di successo.

 La storia di Carlos è la storia di tutti i bambini strappati alla propria famiglia e mandati, magari per salvarsi, in altre realtà, in altri contesti, vuoi che sia un bambino palestinese o un piccolo iracheno oggi, un bambino cubano o istriano ieri.

Senza acredine, Eire si racconta e racconta di una Cuba immersa nelle sparatorie e nella violenza dove ad un certo punto non si distingue più tanto la violenza del vecchio regime e quello del nuovo,enigmatico  poi appare il titolo "Aspettando la neve all'Avana", evento questo difficile in un paese dal clima tropicale, ed è proprio questa attesa di un evento quasi impossibile che rivela la struggente amarezza di Eire.

Non giudicheremo (e non possiamo farlo) il Carlos figlio privilegiato di una classe dirigente che ignorava la miseria in cui erano abbandonati migliaia di bambini della Cuba di Batista, quel che affascina in questa storia è come l'autore riesca a toccare le corde dell'anima del lettore con una tenerezza quasi commovente, dove il sentimento che emerge è quello dell'adulto che ha perso per sempre la sua infanzia.

 


SCHEDA DEL LIBRO

 

 

  • Titolo:Aspettando la neve all'Avana
  • Autore: Carlos Eire
  • Editore: Piemme
  • Anno di pubblicazione: 2008
  • Pagine: 475
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Published by Caiomario - in Libri
14 ottobre 2012 7 14 /10 /ottobre /2012 08:21

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Corrado Passera intervendendo la Forum delle piccole imprese ha dichiarato: " Bisogna rispondere alla grande paura di 50 milioni di famiglie per il futuro", ha poi aggiunto: "È il momento in cui si accumula tutto il possibile effetto della crisi e delle manovre che si sono succedute. È il momento di massimo stress". Jacques II de Chabannes de La Palice, non avrebbe potuto fare di meglio, le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico giungono all'indomani della decisione del Governo (di cui lo stesso Passera fa parte) di eliminare in corso d'opera tutta una serie di deduzioni e detrazioni in sede di dichiarazione dei redditi  e ciò in spregio dello Statuto del contribuente.

 

Ministro Passera gli assegni familiari erogati dall'Inps sono una miseria, le banche non concedono mutui alle famiglie, in Italia ci sono centinaia di migliaia di cassaintegrati e disoccupati, il potere d'acquisto è crollato e Lei se ne esce con questa constatazione? Roba da matti, le decisioni le prendete voi e le famiglie sono le prime vittime di questa scellerata politica, ma le vittime sono le famiglie degli altri, non le vostre.

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Published by Caiomario - in Società
12 ottobre 2012 5 12 /10 /ottobre /2012 10:09

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La copertina della cartina stradale (Album di Caiomario)

 

La carta stradale della Svizzera edita dall'Istituto Geografico De Agostini in scala 1:505.000 è stata stampata a Laufzeil (Germania) dalla Mairs Graphische Betriebe nel biennio 1991-1993. 

Trattasi di un agile strumento di consultazione ad uso degli utenti che per motivi di carattere lavorativo o turistico necessitano di una carta stradale improntata sulla chiarezza e la cura dei dettagli.

La carta stradale si presenta con la classica tavola che si ripega in sette strisce composte a loro volta da 14 rettangoli consultabili anche singolarmente qualora l'utente abbia la necessità di visualizzare una porzione della Svizzera in un luogo in cui non si può distendere la carta per motivi di spazio.

La carta stradale contiene indicazioni nelle seguenti tre lingue:

  • Italiano;
  • Inglese (Legend in english language);
  • Francese (Légende en langue francaise);
  • Tedesco (Zeichenerklärung in deutscher Sprache);
  • Greco;
  • Olandese;
  • Svedese;
  • Portoghese;
  • Spagnolo;
  • Danese.

 

 

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Un particolare della carta, la colorazione delle singole voci rende agevole la consultazione (Album di Caiomario)

 

UNA CARTA  STRADALE RICCA DI DETTAGLI

Nella legenda si trovano le seguenti voci:

  • Autostrada;
  • Autostrada in costruzione e data di apertura;
  • Autostrada  progettata;
  • Autostrada per traffico veloce;
  • Altre strade;
  • Strada in costruzione;
  • Strada progettata;
  • Numerazione delle strade;
  • Autostrada a pagamento;
  • Traffico regolamentato;
  • Strada chiusa al traffico;
  • Ferrovia di montagna;
  • Trasporto autoveicoli;
  • Distanza grande;
  • Distanza media;
  • Breve distanza;
  • Pendenza;
  • Campeggio.

 

Vengono indicate anche le qualità del Panorama con dei simboli vicino ai quali c'è scritto:

  • bello;
  • molto bello;
  • Strada panoramica;
  • Punto panoramico.

 

Infine vengono indicati luoghi di interesse culturale e artistico, vicino ad ogni simbolo sono presenti le seguenti specifiche:

  • interessante;
  • molto bello;
  • Chiesa;
  • Castello;
  • Rovine;
  • Museo;
  • Grotta;
  • Città medioevale;
  • Ristorante;
  • Sala di sosta;
  • Tavola calda;
  • Stazione di rifornimento.

 

Giudizio finale: La carta stradale  della Svizzera edita dall'Istituto Geografico De Agostini è una delle più complete tra quelle presenti in commercio, rimane un interessante strumento di conoscenza anche per chi, per curiosità, vuole viaggiare con la mente; è senza dubbio uno strumento indispensabile per chi vuole visitare la Svizzera per lavoro o per svago. Se ne consiglia l'acquisto.

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Published by Caiomario - in Libri
12 ottobre 2012 5 12 /10 /ottobre /2012 04:40

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Siamo sempre tesi tra sostenere Epicuro o Seneca, anche chi non ne ha mai approfondito il pensiero inconsciamente oscilla tra le due posizioni. Questo accade perché l'uomo dinanzi allo scorrere della vita, ai suoi imprevisti, alle sue gioie e ai suoi dolori, non ha una ricetta precostituita e cerca delle risposte ora in una, ora in un'altra strada. 
Quale sia la strada giusta da seguire non si può dire ma è possibile dire che non tutte le persone sono pronte ad accettare l'epicureismo come via alla felicità e al piacere. 
Per frequentazione dovuta a motivi di studio prima e di interesse dopo, ho letto sia i testi che numerose critiche alla dottrina di Epicuro. 
A differenza di quanto si possa pensare Epicuro è semplice da comprendere in quanto era solito pronunciarsi con delle sentenze brevi, attraverso delle massime che sono diventate celebrerrime e spesso -mi preme sottolinearlo- citate a sproposito, sono pochissimi infatti coloro i quali possono definirsi seguaci di Epicuro e fedeli ai dettami della sua dottrina. 

 

 

 

 

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Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/61429029@N05/5904435402

Tratta da Album di Javier Almodóvar

 

 


L'equivoco nasce da una cattiva interpretazione del pensiero di Epicuro dovuta alla malevola dannazione che lo ha "perseguitato" nei secoli. 
La lettura del volume può quindi costituire occasione per sgomberare il campo da questi equivoci e soprattutto dalla vulgata comune che epicureo significhi "crapula" che si abbandona ai piaceri dei sensi, niente di più falso e niente di più lontano dalla dottrina di un pensatore che continua ad affascinare per le sue teorie che trovo invece equilibrate e forse le unich percorribili quando non si riesce a dare risposta ad un termine come felicità e quando non si riesce a vivere con coerenza impegno e responsabilità. 

IL LIBRO 

  • Titolo: La felicità e il piacere 
  • Autore Epicuro 
  • Editore: Barbera (pubblicato nella collana "Parole per sempre" 
  • Anno di pubblicazione: 2005 
  • Pagine: 59 
  • Prezzo Euro 6,90 


L'ANGOLO PERSONALE 

Il volumetto ha il pregio di raccogliere tutte le massime e gli scritti distesi di Epicuro, la brevità del libro si spiega per il fatto che i testi che ci sono pervenuti sono assai scarsi; dobbiamo essere grati a Diogene Laerzio se possiamo conoscere una piccola parte delle sentenze di Epicuro. 
Anche se esistono una serie di fonti autentiche che ci permettono di integrare e conoscere la sua dottrina, leggere direttamente il suo pensiero continua ad esercitare una pregnante suggestione a distanza di oltre 2200 anni. 
Il pensiero di Epicuro ebbe nell'antichità un grande seguito, si pensi che in una villa di Ercolano vennero ritrovati dei papiri carbonizzati (ma ancora leggibili) dove erano contenuti testi epicurei ossia di coloro che -seguaci del maestro di Samo- elaborarono delle dottrine perfettamente aderenti al suo pensiero. 

Il concetto espresso da Epicuro è semplice: non possiamo raggiungere la conoscenza per se stessa, tanto vale cercare di ragiungere la massima felicità possibile. Non si può comprendere lo spirito del pensiero epicureo e il significato delle sue massime se non si comprende questo presupposto: non possiamo sapere più di tanto, non resta allora che cercare di essere felici. 

Epicuro parla di felicità e di piacere, è la felicità che porta piacere e non viceversa. Ecco il punto centrale del suo pensiero: non dobbiamo agitarci, è necessario garantire la tranquillità dell'anima da tutte le minacce esterne, bisogna quindi raggiungere una calma che Epicuro paragona quella che si può riscontrare in un mare tranquillo. E' questo l'obiettivo, il resto non conta. 
L'uomo deve vincere la paura ma anche la passione e il dolore (che deriva dalla passione), trovo la via indicata da Epicuro saggia perchè ogni passione distrugge l'uomo e lo fa vivere nel turbamento anche se è facile da dirsi, ma è diffcile da applicare con coerenza la sentenza epicurea. 

PORCUS DE GREGE EPICURI 

Chi è il porco del gregge di Epicuro? E' un'idea che non appartiene ad Epicuro, sono stati i suoi detrattori ad aver messo in giro questa definizione fuorviante, chi usa questa epsressione per il pensiero del filosofo di Samo, si sta riferendo in realtà (senza saperlo) ad Orazio Flacco che teorizzava il "carpe diem" cosa diversa dalla calma interiore di cui parlava Epicuro. 



APPLICAZIONE PRATICA DEI PRECETTI DI EPICURO 

Possono trovare applicazione nella vita quotidiana i precetti di Epicuro? Senz'altro a mio parere. Oggi più che mai. 

Cosa avrebbe fatto Epicuro davanti alle notizie negative che ci bombardano ogni giorno attraverso la televisione o la radio? Avrebbe spento la televisione quale fonte di agitazione e di angoscia. 
Cosa avrebbe fatto Epicuro dinanzi a una cartella esattoriale? Se poteva pagarla l'avrebbe pagata, se no non si sarebbe turbato più di tanto. 
E dinanzi alle azioni degli uomini quali dispetti ed invidie? Si sarebbe messo sopra una collina e avrebbe guardato senza farsi distrarre ne "appassionare" da queste piccolezze. 

E quale è il comportamente da tenere davanti alle leggi dello Stato? Vanno rispettate per motivi pratici, ma -sostiene Epicuro- volta le spalle alle beghe della politica e vivi nascosto. 
Discutibile questa posizione perché in tal modo niente cambierebbe, ma può essere una strada saggia, trasgredire per essere puniti non è da saggio -sostiene Epicuro- m vedere affondare gli ingiusti nelle sabbie mobili e non intervenire lo è. 


Libro da leggere, consultare e tenere come un prontuario per l'uso quotidiano, ognuno può trovare la sua massima e la sua sentenza da applicare nella vita di ogni giorno. 

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Published by Caiomario - in Filosofi: Epicuro
10 ottobre 2012 3 10 /10 /ottobre /2012 05:14

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Dai dati diffusi dall'Istat, il potere d'acquisto delle famiglie è sceso dell'1,6% nel secondo trimestre del 2012, il dato attuale se confrontato con lo stesso periodo del 2011 porta la differenza a -4,6%. I dati  diramati dall'Istituto Nazionale di Statistica confermano ancora una volta che girano pochi soldi e che una larga fascia della popolazione non spende se non per le cose necessarie (e spesso neppure per queste).

Eppure questa situazione che viene definita "allarmante" dai soliti soloni che invocano la crescita e la ripresa dei consumi (di cose superflue) presenta dei lati positivi, si comprano meno auto e si producono meno rifiuti. Non abbiamo bisogno di acquistare oggetti inutili e se la crescita e il progresso vengono intesi come turboproduzione a tutti i costi, ben venga la contrazione dei consumi, a guadagnarci sarà l'ambiente e la salute.

Non sarebbe più saggio impiegare le persone in lavori che hanno come obiettivo la salvaguardia dell'ambiente? Non abbiamo bisogno di una super produzione di alluminio e acciaio, siamo pieni di posate, pentole e  di auto, eppure c'è chi strepita e si agita perché ripartano i consumi.

Rivedere il modello di sviluppo è necessario anche per creare vera occupazione, a quanto pare però i sindacati italiani sono ancora legati all'idea che per favorire il lavoro bisogna consumare sempre e comunque ed è proprio questa scellerata idea che ha portato all'indebitamento delle famiglie e ha innescato la crisi. Indebitarsi per acquistare oggetti inutili o l'ultimo modello di autovettura sarebbe da scellerati e irresponsabili, abbiamo invece bisogno di un nuovo modo di concepire il consumo individuale. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

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Published by Caiomario - in Società
9 ottobre 2012 2 09 /10 /ottobre /2012 16:31

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IL MALATO IMMAGINARIO 

Nel 1979 veniva proiettato nelle sale cinematografiche "Il malato immaginario", un film esilarante e per certi versi tragico che meglio ha  saputo rappresentare al di fuori dei teatri la celebre commedia di Molière e il cui interprete indimenticato e indimenticabile fu Alberto Sordi. 
La pellicola ebbe un grande successo soprattutto per la grande vena comica e ironica che ha permeato quasi tutte le sequenze di quel celebre film di diretto da Tonino Cervi che ha liberamente reinterpretato il malato d'immaginazione che è si un malato immaginario ma proprio per questo soffre di un disturbo che è oggetto di numerosi studi da parte della comunità scientifica e in particolare degli specialisti di psichiatria. 

 

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SIAMO TUTTI IPOCONDRIACI E LE SALE DEI PRONTO SOCCORSO SONO INTASATE

Le sollecitazioni non mancano per quanto riguarda la descrizione di patologie più o meno gravi , trasmissioni tv, programmi radio, un diluvio di informazioni presenti su internet che scatenano un clima di allarmismo e mettono in moto la massa di di ipocondriaci pronti ad intasare le sale d'aspetto dei medici di base e le corsie dei vari Pronto Soccorso: " Proprio ieri sentivo un dolorino alla schiena, non sono forse i sintomi di quella malattia di cui parlavano...." 
L'allarmismo si trasforma in una vera e propria mania che prende il sopravvento e distrugge anche la nostra tranquillità: il percorso dei malati immaginari non risparmia nessuno, medico di base, analisi, tac, radiografie, visite specialistiche, tutti i sintomi presunti mettono in allarme anche gli altri componenti della famiglia che vengono travolti dall'insana preoccupazione. 

Questa insana preoccupazione per il proprio stato di salute è ormai sempre più diffuso, secondo alcune statistiche in Italia vi sono circa dal 5 al 10 per cento di malati immaginari che riversano le loro energie a prevenire e a curare quello che non c'è. 
Molti di noi hanno sperimentato questo stato di preoccupazione anche semplicemente ritirando le analisi del sangue quando un valore si discostava dal range posto accanto al valore registrato, è quello il momento in cui si chiamano le sorelle e i fratelli, l'amica o l'amico, il figlio e la figlia e si incomincia attraverso delle congetture di capire che cosa possa essere facendo delle similitudini con i sintomi che provava questo o quel conoscente, la tappa successiva è quella più insidiosa :la diagnosi del medico di famiglia non basta, si va alla ricerca del medico bravo, dello specialista, del "fachiro" che è migliore nel suo campo. 
Avviene quella sorta di trasmigrazione familiare che porta il "paziente" a viaggiare per essere visitato da un noto specialista dalla parcella salata perchè più costa, più è bravo, l'ansia sale, non basta più nessuna diagnosi neppure quella del fachiro specialista in..... 


PERSONAGGI CELEBRI MALATI IPOCONDRIA

Mal comune mezzo gaudio: una volta videmmo un'intervista rivolta a Carlo Verdone che oltre ad essere un bravissimo attore, ha una caratteristica unica, riesce semplicemente vedendo una pastiglia a dire di quale farmaco si tratti e cosa veramente incredibile è a perfetta conoscenza di ogni posologia e di ogni controindicazione. 
Celebre è anche l'ipocondria di Woody Allen e nel mondo letterario uno dei più grandi ipocondriaci era Marcel Proust ma non manca nel mondo scientifico il suo rappresentante di punta, Charles Darwin
Nel mondo dello spettacolo uno dei più famosi ipocondriaci è stato Michael Jackson che era solito ricorrere a massiccie dosi di farmaci di cui non aveva assolutamente bisogno. 
Il caso limite è quello di Barbra Streisand che gira sempre con il suo medico personale ma non è la sola, un notissimo ( il più noto ) uomo politico italiano è anche lui costantemente seguito dal proprio medico. 
Anche qui l'elenco è lunghissimo, dimostrazione questa che l'ipocondria colpisce sia le persone comuini che quelle celebri ed anzi più il livello di notorietà sale, più aumenta la paura delle malattie...( o di morire e perdere quello che si ha?). 

MA SI PUO' GUARIRE? 

Ci sono forme di ipocondria passeggere dovute a particolari momenti di stress in cui si somatizza tutto quello che si sente o si legge e ha a che fare con le più disparate patologie, ma ci sono coloro che passano il loro tempo a guardare giornali che parlano di salute ( di malattie) oppure a leggere pagine e pagine Internet che riguardano questa o quella malattia. 
Alcune di queste persone quando parlano con qualcuno , incominciano a raccontare delle loro malattie, quasi che questo sia l'unico modo di attirare l'attenzione su di sé, è molto facile che questa mania poi degeneri in rabbia. 

PAURA DI TUTTO 

In una società medicalizzata come la nostra, il pozzo senza fondo a cui drenare risorse non sono i malati veri ( che poi guariscono) ma i malati d'immaginazione ( che non guariscono mai);abbiamo visto gli esiti dell'ultima presunta pandemia che ha spinto migliaia di persone, suggestionate dal catastrofismo elevato a sistema, a vaccinarsi contro l'influenza A/H1N1 , passata la paura collettiva gli

organismi internazionali si sono affrettati a ridimensionare i rischi di questa presunta pandemia. 

Analisi, specialisti, farmaci da banco e da "sottobanco" sono spesso tutto il contorno che circonda il malato d'immaginazione che tra tutte le malattie presenta in particolare due patologie: il mal di testa e il mal di schiena; questo sentire "male" il proprio corpo porta come conseguenza a sentire male ogni cosa compresa quella sfera emotiva che viene scambiata come patologia.. 

 

 

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COME VIENE CURATO L'IPOCONDRIACO 

Se l'ipocondriaco è un malato immaginario non è un malato ma se la sua diventa una fobia di avere malattie e questa (paura) si trasforma in psicosi l'ipocondriaco è un malato, finalmente l'ipocondriaco ha raggiunto il suo obiettivo che è quello di sentirsi male e al medico non rimane che somministrare ansiolitici e antidepressivi che dovrebbero curare gli squilibri neuro-psicologici. 
Ma se il farmaco non basta, l'ipocondriaco recidivo può e deve essere indirizzato verso la psicoterapia che permette di poter individuare e risolvere quei conflitti interiori che sono alla base di una delle patologie più insidiose che i normali esami clinici non possono diagnosticare. 

 

 

 

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IL CONTRARIO DELL'IPOCONDRIACO 

Un esempio da imitare su come reagire ad una malattia o ad un infortunio (veri) ci viene da quello straordinario personaggio che è Valentino Rossi, un mese dopo l'incidente al Mugello, Valentino è tornato in sella pronto a regalarci ancora spettacolo: avrà avuto bravissimi fisioterapisti, i migliori orotopedici ma ha una cosa che l'ipocondriaco non ha, l'autostima di sè e se non si vuole bene a se stessi come si può pensare di volere bene agli altri? 

Queste riflessioni nascono anche  dal fatto che in famiglia assistemmo alla parabola discendente di una ipocondriaca che stava perfettamente in salute ma che, nella convinzione di stare male, ha incominciato ad assumere quantità incredibili di farmaci, questa persona è deceduta per un tumore al fegato.

Conclusione: Il malato immaginario fa ammalare di cuore quelli che gli stanno vicino...

 

 

Articolo di proprietà dell'autore, pubblicato anche altrove

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