Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
24 ottobre 2011 1 24 /10 /ottobre /2011 03:59

La lettura del romanzo di Andrea De Carlo,"Due di due"è l'occasione non solo per leggere una bella storia, ma anche per riflettere sulla difficoltà di vivere il mondo contemporaneo e per ragionare intorno al  valore dell'amicizia.
 Quando De Carlo afferma che "Nell'amico c'è qualcosa di noi, un nostro possibile modo di essere, un riflesso di una delle altre identità che potremmo assumere" , è inevitabile non pensare alle proprie esperienze e come due persone possano avere "bisogno una dell'altra per vivere e per essere sé stesse, e non vogliono rinunciare all'alchimia insostituibile di quando sono insieme".

E' proprio l'amicizia tra due persone che permette di riflettere sui propri successi e sui propri fallimenti, soprattutto quando le strade che ognuno di loro prende sono diverse.

Spesso accade che gli accadimenti della storia diventino coinvolgenti quando due storie personali li attraversino, come accade a Guido e Mario i due protagonisti di questo romanzo che ci rivela un'intensità di scrittura capace di trasmettere le vicende personalissime di due persone così eguali e così diverse.

Il titolo del romanzo  "Due di due" è emblematico e allusivo di due esperienze accomunate da percorsi iniziali comuni la scuola,  gli amori, il percorso politico sino all'epilogo finale che separerà per sempre i due amici, vissuti per molto tempo in simbiosi, in una sorta di "alchimia insostituibile" che sembra eterna e accomunata da grandi progetti e grandi valori che sembrano inscindibili.

 

IL RACCONTO


Il racconto ha inizio con l'incontro di Guido e di Mario a scuola inizia, un incontro del tutto casuale dal quale scaturirà un'amicizia che farà vivere le esperienze dell'adolescenza prima ,della giovinezza  e della maturità dopo. Da questo incontro casuale tra loro nascerà un'amicizia che diventerà sempre più forte al punto da diventare indispensabile per entrambi. Le argomentazioni e i dialoghi tra i due vertono inizialmente sulle tematiche tipiche di tutti i "compagni di scuola" : i professori, le amicizie femminili fino a quando entrambi non entrano in un rapporto di complicità che li porterà a condividere i medesimi ideali di libertà e di indipendenza. 
 
L'amicizia diventa così forte che l'inizio degli amori coincide: quando conoscono due ragazze  decidono di andare a vivere nell'apprtamento che era nelle disponibilità della madre di Guido sino a quando non vengono scoperti e perdono l'amcizia delle ragazze. Quando la  scuola finisce, Guido e Mario vivono separati fino a quando non si rincontrano agli inizi di ottobre, è il momento in cui entrambi vengono coinvolti dalla politica: le assemblee, le discussioni, gli stessi ideali ed obiettivi comuni.

L'amicizia tra i due diventa sempre più solida, Mario però sembra più debole di Guido, quasi succube al punto che l'ammirazione per l'amico lo porterà ad essere eccessivamente critico nei confronti dell'amico. L'incontro con due ragazze segna un parziale distacco tra i due: Mario conoscerà Antonella con la quale avrà una breve storia, mentre Guido conosce Nina con la quale avrà una storia d'amore complicata. La storia di amicizia tra Guido e Mario continuerà per degli anni sino alla fine del liceo, l'abbandono della politica da parte di Guido sembra poi aver segnato per sempre il distacco con Mario che decide di andare all'università.

Mario incontrerà Roberta e inizierà una storia importante ed intensa sino a quando dopo l'estate decide di contattare Guido, entrambi prendono la decisione di intraprendere un viaggio in Grecia.

In occasione di questo viaggio Mario conosce una ragazza francese con la quale inizierà una storia che si concluderà dopo breve tempo in quanto cede alla corte di Guido. La storia di amicizia tra i due sembra irrimediabilmente compromessa, Mario abbandona Guido e dopo avere conosciuto Aurelio decide di fare un viaggio in India che per mancanza di soldi non raggiungerà mai.

Mario, in seguito alla morte del patrigno, eredita da lui dei soldi, decide di lasciare l'università e acquista due ruderi in campagna che decide di ristrutturare dedicandosi  a questa impresa anima e corpo. A questo punto la trama diventa più complessa e i fatti si succedono intrecciandosi tra di loro: Mario va a a Perugia per acquistare dei libri, conosce in bilioteca una ragazza, Martina, tra i due scoppia l'amore, decidono di andare a vivere insieme e Martina rimane incinta. Mario e Martina sono impegnati a realizzare il loro sogno, quando all'improvviso riappare Guido che trascorrerà cinque giorni con loro prima di partire per l'Australia.

 Martina da alla luce due gemelli, decideranni di chiamarli Guido e Chiara. La "famiglia" si allarga, oltre a Chiara, la sorella di Martina, entrerà a far parte del gruppo familiare Werner un giovane tedesco amante della tranquillità e della vita in campagna. Werner e Chiara iniziano la loro storia d'amore.

Nel frattempo Guido mantiene i contatti con gli amici e invia delle lunghe lettere dove racconta la sua esperienza in Australia e la triste vicenda con Laurie che fa uso di eroina.Dopo essere ritornato in Italia, Guido fa visita alla famiglia di Mario, poco tempo dopo decide di lasciare Laurie e si mette con Chiara, Werner se ne va  per sempre.

Guido  si lascia condurre dal suo istinto, intraprende l'attività di scrittore, un'attività che diventa frenetica e che gli procurerà non poche frizioni con Chiara, dal matrimonio nascerà un figlio che sarà la causa della rottura definitiva con Chiara.

Chiara troverà nel lavoro la medicina per lenire il dolore del divorzio da Guido che invece finirà alcolizzato, vivrà una vita frenetica, andrà a vivere con una ragazza spagnola fino a quando troverà la morte in un tragico incidente d'auto.

E' l'epilogo violento di una vita che non riusciva a trovare pace, Mario invece troverà il suo equilibrio fondando una cooperativa agricola che rappresenterà la realizzazione di un sogno perseguito con tenacia.


NOTE SUI PERSONAGGI


Mario: dei due amici sembra il più mediocre, ama la tranquillità ma è tenace e persegue i suoi obiettivi con determinazione. La sua salvezza in definitiva è rappresentata dal distacco definitivo da Guido dal quale in gioventù ha subito il carattere forte.

Guido: è carismatico ma inaffidabile, apparentemente è sicuro di sé, cerca la fortuna a costo di mettere in gioco tutte le sicurezza acquisite, è idealista, paga di persona il suo modo di essere fino al tragico epilogo. 

Martina: condivide con Mario un sogno, lo aiuta e ne è comolice. E' rassicurante, positiva ed ottimista, riesce ad infondere equilibrio, senza di lei Mario, probabilmente, non sarebbe riuscita a perseguire il suo obiettivo.

Chiara: come la sorella  Martina è determinata e sa affrontare la realtà, lo dimostra dopo il divorzio, si rimbocca le maniche e non si lascia destabilizzare dal fallimento del marimonio con Guido.

Un bel libro che racconta le storie e le tendenze di una generazione che vuole trovare un'alternativa alla vita piccolo borghese di una città come Milano da cui sia Guido che Mario progettano di fuggire, la Milano che è nella testa dei due protagonisti è una città triste e anonima, grigia e trafficata, andarsene da Milano è anche l'occasione per realizzzare un progetto unico ed autentico...solo Mario ci riuscirà.





Condividi post
Repost0
Published by Caiomario - in Libri
21 ottobre 2011 5 21 /10 /ottobre /2011 05:22

La poesia spagnola ha vissuto in momento di rigoglioso rinnovamento in quel periodo che agli inizi del XX secolo vide dei giganti della letteratura disseminare con le loro opere il campo della cultura dando così nuova linfa a un mondo che aveva sofferto di un inspiegabile isolamento che non ha fatto registrare, salvo rarissime eccezioni, nomi di grande spessore.

Ed è proprio in questo periodo che non solo nella penisola iberica ma in tutto il mondo di lingua spagnola (compreso il Sud America) fioriscono nuove esperienze non solo nel campo della letteratura ma anche in quello delle arti figurative e della musica.

Nomi come Pablo Neruda, Garcia Lorca, Gabriela Mistral sono solo alcuni di questi nomi che hanno contribuito a questo straordinario rinnovamento e tra questi non possiamo non ricordare:

ANTONIO MACHADO

Un poeta che pur inquadrandosi nell'atmosfera di un manieristico decadentismo, proprio della cultura spagnola, ha saputo, dare una fisionomia particolare alla sua produzione poetica che sta sempre in bilico tra l'anelito metafisico e il simbolismo post romantico.

Al pubblico italiano le opere di Machado sono sconosciute semplicemente perchè la nostra cultura letteraria è spesso stretta nella celebrazione delle proprie glorie letterarie, dimenticando che ogni epoca e il Novecento in particolare ha prodotto i suoi grandi autori che non possono essere relegati nell'ambito esclusivamente nazionale.

Un esempio di lirica di Machado:

Il limone sospende...

Il limone sospende in abbandono
un ramo scolorito e polveroso
sopra l'incanto della fonte pura,
e là sul fondo sogna
l'oro dei frutti...
Sera così chiara,
quasi in primavera;
mite sera di marzo,
che reca il soffio del vicino aprile;
io solo nella corte silenziosa
cerco un'antica e candida illusione
sul muro bianco muove qualche ombra,
qualche ricordo, sulla balaustra
della fonte assopito, o dentro l'aria
un vagare di tunica leggera.
Nell'orizzonte della sera fluttua
quest'aroma d'assenza,
che all'anima splendente dice: mai,
e dice al cuore: spera.
Quest'aroma rievoca i fantasmi
delle fragranze vergini e defunte.
Si ti ricordo, sera lieta e chiara,
quasi di primavera;
o senza fiori! quando a me
recavi ul buon profumo della menta
e del grato basilico,
che mia madre serbava nei suoi vasi.
Tu mi vedesti immergere le pure
mani nell'acqua calma,
per raggiungere i frutti incantati,
che sognano nel letto della fonte....
Sì, ti ricordo, sera lieta e chiara
quasi di primavera.

Commento:

Non c'è miglior modo di parlare di un poeta che leggere e commentare una sua poesia e questa poesia a parere mio rende bene l'idea della lirica di Machado che riesce a fare un tratteggio di questo angolo di paesaggio sospendendolo tra aspirazioni metafisiche e immagini che riaffiorano nei ricordi.
Ma in questo ricordare vediamo emergere anche l'amarezza dell'illusione per un passato compromesso dal tempo che non può essere recuperato.
Le sensazioni sembrano ombre, gli oggetti sembrano delle nature morte quasi irreali, così come le fragranze che diventano fantasmi, i profumi evocati ( la menta, il basilico) sono assenti come assente è la madre di cui rimane solo il ricordo.
Il cuore si illude, il ricordo non fa ritornare niente del passato.

Un'opera molto bella con versi bellissimi ,di rara intensità lirica che pongo all'attenzione di tutti gli spiriti che amano la poesia.

Recensione da me già espressa altrove.

Condividi post
Repost0
Published by caiomario - in Libri
14 ottobre 2011 5 14 /10 /ottobre /2011 05:48
Primo dizionario bilingue per gatti ed umani

Forse che quando vediamo un gatto sdraiato sul divano o su una potrona magari vicino a un camino non proviamo un senso di dolcezza e di tenerezza che non ci verrebbe mai voglia di disturbarlo?

E allo stesso tempo quando raddrizza il pelo perchè disturbato o imapaurito no vediamo in lui l'antico antenato pronto a scattare e a tirare fuori gli artigli mettendoci soggezione e turbamento?

Eppure questo nostro piccolo amico che ha perso tanto dell'antica aggressività, continua a rimanere il parente più prossimo dei grandi felini: dalla tigre al leone, un pò pantera e un pò ocelot o tutte queste cose insieme.

Si dice che un gatto sia opportunista e che si affezioni alla casa e non al padrone in parte è vero ma solo perchè questo piccolo felino ha saputo adattarsi al nuovo ambiente prendendo quello che gli era pìù agevole: dall'abitazione al cibo sicuro fino all'affetto del proprio "padrone", ma dell'antico predatore ha conservato istinto e aggressività seppur mitigata da una capacità di essere dolce e arrendevole quando lo desidera.

Il libro è straordinario perchè lo si può definire un trattato di etologia senza
averne le pretese, visto che riesce bene nel suo intento che è quello di decodificare tutti i comportamenti della vita quotidiana.

E' pur vero che ogni padrone e padrona conosce bene il suo gatto ma il linguaggio dei gatti è comune, quando un gatto rizza il pelo lo fa per sembrare minaccioso ed incutere paura, quando invece si stende sul dorso lo fa per sembrare (sia nei confronti di un umano o un altro gatto) sottomesso.

Così come il modo di drizzare e muovere le orecchie ha un significato ben preciso che può significare nervosismo, paura, curiosità od eccitazione.

Ecco che in questo prontuario per gli umani sono presenti 160 parole chiave, dalla A alla Z, come un vero e proprio dizionario dove cìè tutto ma proprio tutto quello che riguarda le faccende che riguardano il nostro micio: dalla lettiera, alla ciotola per il cibo, dal miagolio alle orecchie drizzate sino al pedinare qualcosa in movimento.

Il tutto è corredato da vignette divertenti che spiegano illustrandolo quel rapporto unico e speciale che lega il padrone cioè l'umano con il gatto.

Il dizionario è stato realizzato in collaborazione con la LAV

 

DIZIONARIO BILINGUE


ITALIANO/GATTO
GATTO/ITALIANO

 

Edizioni Sonda
pag.288
Prezzo euro 12,50

 

Recensione da me già pubblicata altrove 

Condividi post
Repost0
Published by condividendoidee - in Libri
10 ottobre 2011 1 10 /10 /ottobre /2011 18:36
Le nouveau savoir-vivre de parasseuses

Questo è il titolo originale del libro intitolato in italiano Le nuove regole del galateo è un libro da gustarsi in un week end, divertente, ironico per non prendersi troppo sul serio e per trattare con sarcasmo l'invadenza di molti, è il savoir-vivre, una guida di sopravvivenza che serve anche per passare all'attacco.

Già nelle pagine iniziali l'autrice riesce ad essere ammiccante pur comunicando con la parola scritta ( dicesi ammiccante colui o colei che accenna con gli occhi, strizzandoli e con altri piccoli movimenti) ed è proprio attraverso la parola scritta che parte la provocazione con la seguente domanda:

Vorreste vivere in un mondo senza obblighi e costrizioni, nel quale basta un sorriso per ottenere ciò che si vuole?
Vorreste essere libere di seguire il vostro istinto e dire apertamente a quella vipera di Carolina che i suoi pantaloni saranno anche fashion, ma le fanno un sedere da balena ? (p.9)


Ecco perchè può servire questa guida:

per evitare che la vita di tutti i giorni -'''annota l'autrice'''- si trasformi in un incontro di pugilato, per non sfiorare la guerra civile, è necessario fare un
piccolo sforzo, accettare le regole del gioco e fare tutta una serie di cose che
nessuno ma proprio nessuno, ha voglia di fare. (p.9)

Il libro è per le donne ma queste raccomandazioni valgono per tutti!!

Interessante, molto interessante e d'attualità,sempre!!

Soprattutto quando questo non si tramuta nella predica barbosa di chi non sbaglia mai, ma nel catalogo degli errori da evitare distinguendo:

  • cio che si deve e ciò che non si deve fare ( l'autrice suggerisce che per lo meno si impari in quale occasione si deve dire "ossequi " o "distinti saluti".
  • uscire con nonchalance dalle situazioni più difficili


L'autrice assicura che dopo aver letto questo libro si potrà essere:

  • una collega perfetta
  • una padrona di casa ineccepibile
  • una fidanzata modello
  • un'amica perfetta


e rivolgendosi ad una immaginaria lettrice, la Toja dice:

niente vi impedirà, una volta al sicuro tra le mura di casa vostra di girare con
indosso una vestaglia informe, leccare il piatto e bestemmiare,come uno
scaricatore di porto. Nessuno sarà lì a guardarvi! (p.11)


Il libro divertentissimo si divide in nove capitoli:

  • Come sembrare una dea tutti i giorni
  • Come vivere in armonia con gli altri
  • Come ricevere gli ospiti
  • Come essere un'invitata modello
  • Come comportarsi al lavoro
  • Come esprimersi e comunicare
  • Come Amare
  • Come divertirsi
  • Breve glossario del nuovo galateo


Bellissimo e credo utilissimo il primo capitolo intitolato Come sembrare una dea tutti i giorni che parla dell'igiene personale e della raccomandazione fatta '''sempre con ironia''' ad esempio sul deodorante e sul suo uso vitale e quando parla del deodorante raccomanda di non utilizzare quelli che sembrano insetticidi ( come molti deodoranti con fragranze maschili) ma quelli che esaltano la discrezione e l'eleganza.

E poi la parte intitolata Bellezza come valorizzare il vostro potenziale

NON SONO CONSIGLI ma suggerimenti su come valorizzare il meglio di sè: dal trucco ai profumi e agli accessori fino addirittura ai suggerimenti dati alle portatrici di lenti a contatto per evitare che vadano in giro con gli ochhi che sembrano iniettati di sangue.

E poi stupenda la parte del primo capitolo dove si danno dei suggerimenti su come non cadere nel ridicolo e come non attirare tutti i maniaci della zona (espressione dell'autrice).

Geniale il capitolo finale intitolato Breve glossario del nuovo galateo dove viene messo a raffronto il galateo di Donna Letizia con quello della Pink Generation:
è da gustare!

Non volendo svelare il contenuto del libro perchè toglierei il piacere di leggerlo, concludo con due annotazioni:

Il libro è per le donne ma ce ne vorrebbe uno anche per gli uomini e mi sforzerò di trovarlo per par condicio.

Molte delle cose dette alle immaginarie lettrici possono essere utili anche ai lettori per caso.

Tutti i capitoli sono trattati con ironia e spirito, ma molti dei suggerimenti presenti sono quelli che a volte si vorrebbero dire ma per educazione e tatto non si dicono e allora è meglio....leggere il libro e divertirsi un pò !!!!


TITOLO Le nuove regole del galateo
EDITORE Morellini Editore
PAGINE 235
PREZZO 8,90

 

Opinione da me scritta nella mia pagina personale di altro sito

Condividi post
Repost0
Published by Caiomario - in Libri
9 ottobre 2011 7 09 /10 /ottobre /2011 06:03



 

 

 

guevara-ernesto-che-diario-in-bolivia.jpg

 

 

CHE GUEVARA IL GUERRIGLIERO

 

 

Ci sono personaggi che, assurti al ruolo di eroi, finiscono col diventare diventano delle vere e proprie icone universali 

che vanno al di là della  loro stessa provenienza ideologica, Che Guevara è universalmente tra questi.

L'immagine iconografica del Che va oltre quello che era il Che tanto che lo stile di vita di Guevara è stato ed è uno stile di vita a cui si rivolgono indistintamente i ragazzi di sinistra e, parodossalmente ,anche quelli della destra.
Non sono più quindi le idee che contano ma il modo in cui Guevara è vissuto e morto, pradossalmente il corpo si è fatto idea e l'idea della bella morte, quale ultimo atto eroico, è quella che più affascina le giovani generazioni.

 

Pensare che il Che cercasse la bella morte è però un'assurdità, nella sua lotta rivoluzionaria, infatti, Ernesto Guevara - come viene ben evidenziato nella prefazione - "considerava la sua morte come naturale e probabile nel corso del processo rivoluzionario, e non mancò mai di sottolineare, specialmente nei suoi ultimi scritti, che questa eventualità non avrebbe impedito la marcia inevitabile della rivoluzione nell'America Latina".


Il ruolo del ribelle rivoluzionario assurge ad archetipo i ribelli di tutte le epoche, di tutti i luoghi e di ogni ideologia, è il ribelle che non scende a compromessi e che, con generosità, combatte sino all'ultimo in nome di una giustizia rivoluzionaria che ha i suoi adepti  tra coloro che vorrebbero un mondo diverso e coloro che difendono lo status quo.

E' più che scontato che il Che sia preso come punto di riferimento dai giovani che si rifanno agli ideali marxisti, può apparire però paradossale che proprio tra i giovani della destra extraparlamentare degli anni '70 ed '80, Ernesto Che Guevara abbia rappresentato più di ogni altro colui che non si arrende e va incontro alla bella morte, come i giovani dì Salò, accostamento non ardito ma che trae origine nota teoria in base alla quale i due estremi si incontrano.

IL DIARIO DEL CHE

 

 

Aveva l'abitudine il Che di annotare giornalmente tutte le sue impressioni sulla sua vita di guerrigliero, un diario personale con tutte le osservazioni sugli spostamenti, i dubbi, le speranze e i timori.
In mezzo alle boscaglie sudamericane, tra lunghe marce e tappe forzate, tra giacigli improvvisati e ricoveri di fortuna il Che toglieva il suo taccuino e annotava tutta una serie di osservazioni che gli hanno permesso, come nel caso della Rivoluzione Cubana, di poter comporre una vera e propria storia della stessa.

Si tratta di osservazioni private, fatte a proprio uso e consumo, quasi un memorandum che non doveva servire ad uso e consumo di una pubblicazione, ma doveva essere il brogliaccio per una più sistematica e compiuta opera.

Emerge il carattere del Che, uno spirito osservatore della realtà, attento agli avvenimenti che lo circondavano, arguto mai incline alla polemica, inguaribilmente ottimista e dotato di un senso dello humor non indifferente.

Che cosa si può ricavare da questo diario? Prima di tutto una straordinaria volontà di ferro, una voglia di andare avanti, nonostante tutto, anche quando era braccato dalle forze governative boliviane, ma è anche un diario che costituisce un'appassionata autoanalisi degli errori e delle critiche che inevitabilmente accompagnano una guerra rivoluzionaria.

 

 

L'APPELLO DEL CHE

 


Quello che emerge dallo spirito presente in tutto il diario è l'appello alla coscienza di ogni uomo, l'appello a non accettare passivamente le ingiustizie ma a battersi per esse ed è, sopratutto, l'esempio ciò che anima Il Che. Un esempio che si concretizza in un impegno in prima persona e che non si preoccupa dei frutti ottenuti e che arriva al punto di darsi generosamente con una severità verso se stessi che fu prima di tutto disciplina ed esempio etico.

 

 

IL CLIMA STORICO

 


Capire in che ambiente storico operasse Che Guevara è importante, è il mondo delle dittature sudamericane, di sanguinose carneficine, di grandi proprietari terrieri, di infiltrati della CIA, un mondo spietato e sanguinario dove ogni colpo era un colpo proibito, dove l'agguato era dietro a ogni casa, a ogni albero, dove il tradimento era regola, dove la spiata infame faceva parte degli accadimenti.

Questo diario, caduto nelle mani della CIA, subito dopo la morte cruenta del Che, venne visionato da alcuni giornalisti che poterono fare delle fotocopie, seppur con l'impegno di non pubblicarlo ma, dopo alterne vicende, i vari editori riuscirono ad avere una copia del diario e pubblicarla.

In Italia è stato pubblicato per la prima volta per le edizioni Feltrinelli e contiene una prefazione di Fidel Castro

Nell' "Universale Economica" della Feltrinelli sono stati pubblicati inoltre:

* Latinoamericana;
* Un diario per un viaggio in motocicletta;
* Prima di morire; Appunti e note di lettura.

Opinione da me espressa in parte altrove.

 

 

Condividi post
Repost0
Published by caiomario - in Libri
8 ottobre 2011 6 08 /10 /ottobre /2011 20:17

Frequentando sovente le bancarelle con i libri usati ho acquistato a pochi euro questo libro che è ancora in commercio ed è reperibile ad un basssimo costo anche tramite internet.
Tutti i capitoli sono interessanti ma in particolarequelli che parlano degli "archivi del sapere perduto".
Come si sa gli antichi leggevano poco, ma già nell'antichità avevano prodotto straordinari studi che non erano solo dei saggi di erudizione ma anche studi scientifici di una conoscenza che è andata perduta.
Personalmente credendo nella cultura non solo delle immagini, consiglio un libro che costa poco ma che vale tanto.

 

 

AUTORE: Paolo Cortesi, studioso di filosofia e scienze umane ha pubblicato numerosi saggi sul pensiero ermeneutico con particolare riguardo a quello rinascimentale.
Usa uno stile di scrittura fluido che invoglia il lettore a scorrere le pagine una dopo l'altra.

TITOLO:   Manoscritti segreti. Dai misteri del Mar Morto alle profezie di Nostradamus.

COSTO: Euro 4,90

REPERIBILITA' : In libreria e molto più facilmente su internet

ALTRI LIBRI DELLO STESSO AUTORE:
Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità dell'Emilia Romagna

Misteri e segreti dell'Emilia Romagna

Alla Scoperta del Misterioso tesoro degli Inca

Il libro nero del Medioevo

Storia e segreti dell'alchimia
EDIZIONI: 2003 Newton & Compton Editori


CONTENUTI

L'autore all'inizio del libro si pone una domanda intrigante :" siamo davvero certi di aver ricostruito esatamente l'albero genealogico della conoscenza umana? "
Una domanda retorica a cui cerca di dare una risposta ripercorrendo e avanzando tesi sui misteri più importanti della conoscenza umana..

Analizzando quegli scritti che mettono in crisi certezze storiche ormai radicate come i manoscritti di Qumran o il Papiro di Tulli, l'autore inizia  il suo saggio scrivendo e ragionando su " Gli archivi del sapere perduto" (da p. 15 a p.36).

E' un capitolo fondamentale ( a mio parere) nella costruzione dell'opera perche l'autore scrive e ragiona su diversi eventi storici che hanno sicuramente contribuito a cambiare il destino dell'umanità. aumentando i tempi dell'acquisizione delle conoscenze tecniche, matemiche e in genere scientifiche:

è il caso di Caio Terenzio Varrone (116-27 a.c) , scrittore, scienziato ,grammatico romano che parlava di batteri nelle sue opere, come si sa i batteri furono scoperti solo nel 1683 da Anton van Leeuwenhoek e lo sviluppo delle teorie sulle malattie infettive avvenne con Louis Pasteur e Rober Koch?

Ebbene Caio Terenzio Varrone scrisse un'opera immensa ( ci sono solo rimasti 3 libri) di oltre 620 libri dove parlò di tutto : filosofia, storia, grammatica, giurisprudenza, botanica, agricoltura, geografia etc, la domanda che Cortesi si fa è:

" quale remota cultura conobbe,e come, i batteri migliaia di anni prima della loro scoperta ufficiale?"

Ed ecco una risposta: molte di quelle conoscenze erano custodite nelle immense biblioteche di Menfi, di Alessandria, di Pergamo, di Cesarea,di Costantinopoli, di Cordova.

La distruzione di questi templi della cultura che portò a "vere e proprie stragi di libri, persecuzioni ed eclissi" ha distrutto un patrimonio di conoscenze a cui gli antichi erano arrivati prima di noi e che si scontrava con un limite tecnologico, i libri non potevano essere riprodotti facilmente, potevano essere solo copiati a mano, quindi vi erano delle copie uniche che sono andate perdute per sempre.
Solo con Gutemberg cioè con l'invenzione della stampa l'uomo ha potuto riprodurre i libri in moltissime copie che ne rendevano impossibile la distruzione,

La biblioteca di Alessandria era il centro culturale di tutto il mondo antico quando nel 47 a.C. fu distrutta dall'incendio delle navi di Cesare che si propagò nella biblioteca stessa distruggendo per sempre tutto lo scibile umano custodito: un patrimonio di conoscenze unico costituito da 700,000 volumi. Secondo la tradizione l'incendio durò 10 giorni.

Un altro capitolo di interesse straordinario è quello che parla dei manoscritti di Qumran. Cortesi si chiede "chi ha paura delle antiche pergamene del Mar Morto?", cosa contengono questi manoscritti?".

Il consiglio è leggete il libro, scoprirete delle straordinarie verità che faranno vacillare molte delle certezze che costituiscono il pilastro di molte nostre convinzioni.

 

Opinione da me pubblicata anche altrove  

Condividi post
Repost0
Published by condividendoidee - in Libri
7 ottobre 2011 5 07 /10 /ottobre /2011 20:19

 

3836397170_a261c7b25b.jpg
Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/41099823@N00/3836397170
Un monumento alla storia sociale americana

 


E' così che è stata commentata sinteticamente Spoon River
Anthology, pubblicata per la prima volta a puntate nel quoti-
diano Ready's Mirror di New York nel 1914 e poi raccolta in
un volume nel 1915 dall'editore Mc Millian; in Italia venne pub-
blicata solo nel 1943 con la traduzione della bravissima Ferdi-
nanda Piovano: molte edizioni successive si rifaranno a questa
eccellente traduzione della grande scrittirice e poetessa scom-
parsa recentemente nel mese di agosto del 2009.

L'edizione in mio possesso è stata curata e tradotta da Letizia
Ciotti Miller critico letterario e ottima traduttrice di letteratura in-
glese che è riuscita a conservare il fascino della originale.

 


Quando nel 1909 Edgar Lee Masters ricevette l ' Antologia 
Palatina la famosa raccolta di epitaffi ed epigrammi greci,
ne subì il fascino a tal punto che decise di scrivere un'antolo-
gia moderna anche ispirato dal cimitero della città di Peter-
sburg dove visse fino all'età di undici anni e dai racconti del-
la madre sui segreti dei cittadini della piccola cittadina del
Menard.

L'antologia comprende 244 epitaffi che è un'iscrizione sepol-
crale, un 'epigrafe contenente le lodi dell'istinto, spesso questi
epitaffi sono così sperticati da apparire palesesemente falsi,
si dice difatti più falso di un epitaffio proprio per indicare
una persona bugiarda o uno scritto falso.
Un significato quindi, completamente diverso da quello che
aveva in origine nel mondo greco quando l'epitaffio era 
utilizzato come elogio funebre per i morti in battaglia.


E' importante precisare il significato di epitaffio perchè per
Edgar Lee Masters l'utilizzo di questo termine non va in-
teso come è inteso nel nostro linguaggio comune ma come
epigrafe usata al contrario per ridicolizzare vizi privati e
pubblici degli abitanti puritani che avrebbero potuto essere
non solo quelli di Hoak Hilss ma di qualsiasi cittadina della
provincia americana.

Vediamo un esempio di una di queste epigrafi:

Hod Putt

Qui giaccio accanto alla tomba
del Vecchio Bill Piersol
che s'arrichì commerciando con gli indiani, e che
più tardi profittò della legge sulla bancarotta
e ne riemerse più ricco che mai.
Io, per me, stanco della fatica e della povertà
e vedendo come il Vecchio Bill e altri s'arricchivano,
derubai un viaggiatore una notte vicino al Boschetto di Proctor
uccidendolo per caso mentre gli rubavo
per cui fui processato e impiccato,
quello fu il mio modo di fare bancarotta.
Ora noi che, ognuno a suo modo, profittammo della legge
sulla bancarotta,
dormiamo in pace uno a fianco all'altro.

Semplicemente straordinario pace all'anima sua ma il Signor
Hod Putt in vita non era uno stinco di santo!!

 

 

Quando Fabrizio de Andrè pubblicò nel 1971 l'album
Non al denaro, nè all'amore, nè al cielo si ispirò
liberamente al capolavoro di Edgard Lee Masters,
straordinaria fu in quell'antologia del cantautore genovese
la caratterizzazione dei personaggi, una fra tutte quella
intitolata Un giudice:

E allora la mia statura
non dispensò più buon umore
a chi la sbarra in piedi
mi diceva Vostro Onore
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio
prima di genuflettermi
nell'ora dell'addio
non conoscendo affatto
la statura di Dio.

 


Ed è proprio Lee Masters che aveva scritto un epitaffio
al giudice Sealah Lively e come vediamo dall'incipit.
questo sembra proprio essere il giudice descritto da De Andrè:

Immaginate di essere alto un metro e cinquantotto.
..................................e Immaginate poi
che sia diventato Giudice di Contea.
E jefferson Howard e Kinsey Keene
e Harmon Whitney, e tutti i giganti
che vi avevano schernito, fossero obbligati a stare in piedi
davanti al banco e dire Vostro Onore
Beh, non credete che fosse naturale
che gli rendessi la vita diffcile?

 

Straordinarie assonanze quelle di De Andrè con Edgar Lee 
Masters che seppe come il maestro mettere alla berlina
il conformismo, l'ipocrisia e i comportamenti di personaggi
che sono assurti a simbolo assoluto di quello che in vita
vita era un loro vizio o una loro colpa.

Nota finale 
Se vi piace De Andrè vi piacerà anche questo libro di

 

Edgar Lee Masters, entrambi con sarcasmo e ironia
seppero prendersi gioco di vizi privati e pubbliche
virtù.

 

Opinione già pubblicata anche altrove

Condividi post
Repost0
Published by condividendoidee - in Libri
7 ottobre 2011 5 07 /10 /ottobre /2011 06:12

Bellissima è uno di quei film cult che hanno fatto la storia del cinema italiano e che vede come protagonista quella che può essere considerata  la più grande attrice del cinema italiano:Anna Magnani.

Il film diretto da Luchino Visconti, venne proiettato nelle sale cinematografiche nel 1951 e rappresenta in modo quasi emblematico lo spaccato di un'epoca (quella postbellica) che permette di comprendere , in parte, l'attrazione fatale verso il mondo dello spettacolo visto anche some strumento di affermazione sociale.

Per quanto siano avvenuti dei cambiamenti profondi nella società italiana nell'arco di un sessantennio, la maggior parte della popolazione italiana proviene da strati popolari che hanno sempre cercato di salire la "scala sociale" per riscattare la propria condizione economica individuale e familiare fino ad arrivare, molto spesso, a sperimentare "scorciatoie"  utili per raggiungere lo scopo.



LA TRAMA

 

La storia è incentrata sull'aspirazione di una madre di  far entrare la propria figlia nel mondo del cinema, per raggiungere questo scopo si dedica anima e corpo alla sua formazione; lezioni di danza, portamento, recitazione sono le innumerevoli attività che la bambina è quasi costretta a seguire per riuscire ad entrare in un mondo che ieri, come oggi, viene considerato sinonimo di successo.

La madre è una delle tante madri che ripongono le proprie aspirazioni nelle figlie le quali finiscono per diventare la proiezione delle ambizioni  di affermazione che va ben al di là del normale istinto di protezione materno.

Siamo del dopoguerra, le condizioni di vita della maggior parte delle persone sono quelle di un sottoproletariato desideroso di uscire dalle proprie condizioni di miseria e dove il desiderio di costruire è un potente motore che sta mettendo in moto un'economia che per molti è solo di sussistenza.

Maddalena Cecconi per riscattare la propria condizione è disposta a fare i lavori più umili e disparati: dalle punture alle vicine di casa ai lavori domestici, la donna arriverà addirittura a pagare un truffatore pur di fare superare il provino cinematografico che avrà un esito disastroso per la bambina.

Ed è proprio la bambina la vittima inconsapevole di questo desiderio di riscatto, una bambina che sicuramente preferirebbe giocare con i suoi coetanei piuttosto che sottoporsi, quasi rassegnata, ad ore ed ore di prove estenuanti ritenute necessarie dalla madre per superare il tanto agognato provino cinematografico che avrebbe dovuto proiettare la piccola nel mondo del cinema.

Fino a quando arriva il momento dell'agognato provino cinematografico tenuto da quello che allora era considerato il punto di riferimento del cinema italiano. Alessandro Blasetti. Ma ecco che succede l'irreparabile, la bambina si dimostra impacciata e incapace a sostenere la prova al punto che la piccola Maria e mamma Maddalena dovranno subire l'umiliazione delle risate dei presenti, ma questo episodio rappresenterà il momento di liberazione in cui la madre ritornerà a fare la madre nei confronti di una bambina che doveva solo vivere la sua età.

 

 

Riflessioni: constatare che la maggior parte della popolazione italiana proviene da quegli strati sociali, non possiamo considerarlo un marchio indelebile nè una colpa che porta a svalutare la ricchezza di un'umanità capace anche di grandi prove di generosità. Il finale del film va proprio in questa direzione, Maddalena ( la madre) dopo che l'illusione si fa delusione, recupera proprio quella autenticità che tutto sommato non aveva mai perso e che le permette di recuperare non solo la figlia, ma anche e soprattutto se stessa.

 

Bellissima è una di quelle pellicole purtroppo poco proposte al grande pubblico, non staremo ad anlizzare le ragioni del perchè sia finito nel dimenticatoio delle pellicole destinate solo ad un pubblico ristretto  forse perchè ci vegogniamo di quello che eravamo? Eppure anche nei film di Totò è presente la stessa umanità solo che l'ironia da lui espressa in un modo così  unico costituisce una sorta di  velo che riesce a nascondere quello che non vogliamo vedere e che desideriamo dimenticare.

bellissima.jpg 

Condividi post
Repost0
Published by condividendoidee - in Z. Cinema
7 ottobre 2011 5 07 /10 /ottobre /2011 05:26

Per molti appassionati di gastronomia il Cucchiaio d'argento è un cult che non passa mai di moda e che, da più di un cinquantennio, è entrato nelle case di molte famiglie italiane; edito in un periodo in cui non esistevano riviste di ricette che venivano spesso tramandate di madre in figlia e annotate su dei foglietti di rara comprensione, trovò immediatamente il favore da parte del grande pubblico.

Intorno alla prima metà degli anni '50 esce una delle primissime edizioni del "Cucchiaio d'argento" e fu subito successo, tanto da avere formato migliaia di cuoche e altrettanti cuochi casalinghi grazie alla formula riuscitissima che ancora oggi, sembra non risentire di attacchi provenienti dalla nouvelle cuisine o da forme poco probabili di cucina alternativa.

Quale è la caratteristica del libro?

* Prima di tutto la semplicità espositiva, questo consente un approccio anche per i neofiti estremamente agevole.

*Secondo la scelta di aver diviso in libro in diverse sezioni dove la difficoltà delle ricette è crescente.

*Terzo la chiarezza nei suggerimenti che riguardano l'esecuzione dei vari tipi di piatti.

*Quarto la consultazione è alquanto semplice perchè è divisa per portata seguendo il menù internazionale che spesso si ispira allo schema della cucina italiana.

Per cui troveremo diverse sezioni che riguardano:

 
*Le marinate, le burrate, le salse
*I primi piatti (dalle paste ai timballi, alle minestre, ai risotti)
*I secondi di carne e di pesce
*In particolare è presente una sezione molto interessante che riguarda la selvaggina e gli animali da cortile ( pollame, tacchini, oche.....)
*I formaggi
*Verdure
*I dessert ( Numerose le ricette di pasticceria facilmente eseguibili, dalle torte ai tiramisù, ai budini classici etc. etc.)

Ampia è anche la presentazione di ricette regionali che permettono di riprodurre fedelmente alcuni dei piatti tipici come ad esempio le trenette al pesto o la burrida sarda (solo per citare alcune delle numerosissime ricette contenute). 
Infine troviamo un'ampia sezione sulla cucina internazionale con la spiegazione dettagliata delle ricette più importanti.

L'utilità di un libro come questo, il libro di cucina per eccellenza è che anche i più inesperti saranno in grado di preparare una pasta frolla o una besciamella o addirittura della maionese...

 

Attualmente Cucchiaio d'argento è anche un marchio attorno a cui vengono pubblicate numerose riviste di gastronomia, il libro ha un costo di 41-42 euro ed è edito dalla casa editrice Domus, ma è un libro che rimane nel tempo tanto da risultare indispensabile a tutti quelli che non si accontentano dei cibi pronti o in scatola.

Fin dalla prima edizione che risale al 1950, il Cucchiaio d'argento riscontrò un immediato successo, dapprima presso un pubblico prevalentemente femminile fino a diventare un punto di riferimento per tutti coloro che hanno bisogno di un utile e pratico "prontuario" per la preparazione delle più svariate ricette comprese quelle tipiche regionali.
Sotto questo aspetto va sottolineata la modernità del Cucchiaio d'argento che, rispetto a molti libri dedicati all'arte culinaria. si è sempre contraddistinto per la riproducibilità delle ricette non più riservate ai grandi chef dell'alta cucina. 

Indispensabile!

Recensione da me espressa altrove.

 

 

 

 

 

 

thumbnailCA49OM9V.jpg

Condividi post
Repost0
Published by condividendoidee - in Libri
6 ottobre 2011 4 06 /10 /ottobre /2011 18:58

 

Ragazzi-di-vita.jpg

 

 

 

È  il romanzo più noto di Pier Paolo Pasolini che poliedrico nelle sua vasta produzione artistica, spaziò dalla letteratura alla cinematografia alla critica sociale e politica.
Eppure, nonostante questa poliedricità, un filo unitario percorre tutta l'opera di Pasolini che da una parte ha prodotto delle opere impegnate dal punto di vista etico- sociale ma dall'altra parte si è caratterizzato per un impegno artistico di tipo sperimentale che ha fatto scuola specialmente nel campo letterario.

Sullo sfondo di tutte le opere di Pasolini vi è una condizione sociale profondamente mutata o in corso di cambiamento rispetto al periodo dell'immediato dopoguerra: ci troviamo nell'Italia del miracolo economico e del neocapitalismo dove nuove classi sociali si affacciano all'arrembaggio di una torta che non sembra mai avere fine.

A differenza del periodo del cosiddetto neorealismo dove l'impegno è sempre collettivo, con Pasolini emerge la parte personale, spesso marginale della società.

"Ragazzi di vita" (1955) e "Una vita violenta" (1959)sono due romanzi strettamente legati e con molte note di carattere autobiografico, questi due romanzi sono fondamentali per capire Pasolini narratore e per comprendere qual'è l'ambiente che Pasolini prediligeva e che, in un certo senso, rappresenta uno stacco netto dalla tradizione novecentesca italiana.

In "Ragazzi di vita"Intanto non troviamo la bella lingua, ma un racconto scritto in una lingua italiana infarcita di espressioni romanesche e in particolare del gergo delle borgate nelle quali Pasolini trovava spunto per raccontare le storie e per caratterizzare i personaggi che le popolavano, personaggi che si contraddistinguoni per una sfrontata visceralità che è quella tipica dei personaggi che animavano le borgate romane.
La rappresentazione che troviamo, non è una pura opera della fantasia dello scrittore, ma una descrizione, vera, dettagliata della realtà delle borgate romane, un mondo estremamente degradato e violento ai margini della società in cui si muovono spesso figure umane che non sembrano suscitare alcuna compassione.

Nel caso poi specifico di "Ragazzi di vita" ciò che Pasolini descrive è il racconto dettagliato di un gruppo di ragazzi della borgata romana che sono dediti alla prostituzione maschile. 

Fra le varie figure spiccano quelle di Riccetto il quale dopo aver commesso una serie di atti valdalici e teppistici alla fine riesce ad inserirsi nella società grazieal fatto che trova un lavoro, la figura di Amerigo, dal carattere sfrontato e ribelle, che porrà fine alla sua esistenza con un suicidio  pur di non darla vita e infine quella di Genesio, timido e problematico che arriverà a morire per dimostrare a se stesso di aver raggiunto una sicurezza che in realtà non aveva ancora acquisito."Ragazzi di vita" non può essere definito un vero e proprio romanzo unitario, i singoli racconti che si dispiegano in otto capitoli, possono essere letti come episodi autonomi in quanto ogni storia è a sè stante.    


Ragazzi di vita è un romanzo che ai tempi della sua pubblicazione provocò uno scandalo e che costò a Pasolini una denuncia e un processo per pubblicazione oscena, oggi l'accusa della sua presunta oscenità fa sorridere essendo mutato profondamente il senso comune e i valori condivisi e convissuti dall'intera società.

 

 

ALTRE INFORMAZIONI SUL LIBRO

 

 

                

  • Titolo: Ragazzi di vita

 

  • Autore: Pasolini Pier Paolo
  • Editore: Garzanti Libri ( collana Garzanti Novecento)
  • Pagine: 254
  • Prezzo di copertina: 11,50 euro

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Condividi post
Repost0
Published by condividendoidee - in Libri

Presentazione

  • : Condividendoidee (Filosofia e Società)
  • : Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
  • Contatti

Cerca

Archivi

Articoli Recenti

  • Malombra - Antonio Fogazzaro
    FOGAZZARO TRA SCAPIGLIATURA E NARRATIVA DECADENTE Per chi ama la letteratura decadente "Il piacere" di Gabriele D'Annunzio rappresenta l'inizio non solo di un genere, ma anche il metro di misura di un modus vivendi che nel tardo Ottocento era molto diffuso...
  • Epistula secunda ad Lucilium - Seneca
    SENECA LUCILIO SUO SALUTEM 1. Ex iis quae mihi scribis et ex iis quae audio, bonam spem de te concipio: non discurris nec locorum mutationibus inquietaris. Aegri animi ista iactatio: est primum argumentum compositae mentis existimo posse consistere et...
  • Elogio Della Donna Erotica. Racconto Pornografico - Tinto Brass
    46 PAGINE DI APPASSIONATO TRIBUTO AD UNA DONNA EROTICA: NINFA Non vi è traccia nella letteratura di opere esplicative in cui un regista spiega le sue scelte filmiche, per questo motivo "Elogio Della Donna Erotica. Racconto Pornografico" scritto da Tinto...
  • Favole - Jean de La Fontaine
    Come leggere le favole di La Fontaine Tra le note presenti in molte edizioni de "Le Favole" di La Fontaine, troviamo due raccomandazioni che dovrebbero indicare la tipologia di lettori: la prima consiglia la narrazione del libro ai bambini di quattro...
  • La scoperta dell'alfabeto - Luigi Malerba
    TRA LIEVE IRONIA E IMPEGNO MORALE Luigi Malerba nato a Berceto ( Parma ) nel 1927 , sceneggiatore, giornalista ha partecipato al Gruppo 63 e fa parte di quel movimento intellettuale che è stato definito della Neoavanguardia, partito da posizioni sperimentaliste...
  • La Certosa di Parma - Stendhal
    Ambientato in un Italia ottocentesca in parte fantastica, in parte reale, le avventure di Fabrizio del Dongo si snodano in una serie di incontri e peripezie al termine dei quali si trova il luogo ... ECCO L'ITALIA CHE TROVÒ MARIE-HENRY STENDHAL QUANDO...
  • Il nuovo etnocentrismo in nome della lotta al razzismo
    Sino al 1492 esistevano in America delle genti chiamate genericamente Amerindie (aztechi, maya, toltechi etc.) che costituivano il patrimonio umano e culturale di quelle terre. Sappiamo come le cose sono andate dopo quella data, da quel momento è iniziato...
  • Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde
    Letteratura, cinema e teatro, un ritratto che non invecchia. Il ritratto di Dorian Gray è un classico della letteratura, almeno così viene definito e ogni volta che si deve usare questa espressione bisognerebbe farlo con una certa riluttanza perché c'è...
  • Filosofi: Bruno Giordano
    VITA, OPERE Giordano Bruno (Nola, 1548-1600), entrò a diciotto anni a far parte dell'Ordine dei Domenicani nei confronti del quale mostrò insofferenza per la disciplina e per l'indirizzo culturale. Nel 1576 abbandonò l'Ordine perché sospettato di posizioni...
  • Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri - Giampaolo Pansa
    Pansa ha la capacità di saper leggere la realtà e non semplicemente di interpretarla, la sua "narrazione" suscita stupore ed è sempre spiazzante e al di là del fatto che i suoi libri riescano a raggiungere i primi posti delle classifiche dei libri più...

Link