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5 aprile 2014 6 05 /04 /aprile /2014 19:02

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Ritratto di Marx (Album di Caiomario)

 

LA CONCEZIONE MATERIALISTICA DELLA STORIA 

Se nella storia del pensiero occidentale c'è un concetto che è stato soggetto a molteplici fraintendimenti è stato quello della concezione materialistica della storia. 
Questo è avvenuto per due motivi: il primo riguarda il fatto che a Marx si sono richiamati i regimi comunisti del Novecento, il secondo è che a Marx ed Engels si sono attribuite cose che non sono mai state da loro sostenute; nel primo caso si è commesso l'errore di vedere in quei regimi una realizzazione di quanto sostenuto nelle loro opere da Marx ed Engels, nel secondo caso ci troviamo davanti a improvvisati detrattori che non hanno mai letto una sola pagina delle opere dei due pensatori. 

Fatta questa premessa, bisogna aggiungere che tutta quanta la parte teorica del pensiero di Marx ed Engels è filosofia nel senso stretto del termine, che nasce in ambito filosofico e che ha forti implicazioni di carattere teoretico e interpretativo al di là del fatto che poi ci siano stati dei sistemi politici che si sarebbero ispirati ad essi. 
Questo è il motivo principale per cui a pieno titolo le opere di entrambi possono essere annoverate nell'ambito della storia del pensiero occidentale e in particolare di quello filosofico. 
La formazione stessa di Karl Marx è filosofica, si ricorda che Marx si laureò in filosofia con una tesi dal titolo "La differenza tra la filosofia della natura di Democrito e di Epicuro" ed Engels frequentò da giovane gli ambienti della sinistra hegeliana. 

 

 

 

 

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Monumento a Marx a Mosca (Album di Caiomario)

LA BASE DELLA CONCEZIONE MATERIALISTICA DELLA STORIA E' L'ANTROPOLOGIA DI MARX 

**Fatte queste premesse per comprendere lo spirito del libro, è necessario capire da dove ha origine l'espressione "materialismo storico" che se vogliamo è una delle espressioni più fortunate e più usate nel lessico filosofico e politico a partire dalla fine dell'Ottocento; intanto bisogna sgombrare il campo da un luogo comune, questa espressione non è stata coniata da Karl Marx, ma è stato Friedrich Engels a coniarla volendo indiacare il canone interpretativo usato da Marx per comprendere la storia. 
Per Marx infatti per capire lo svolgimento della storia, dobiamo partire da "individui reali" e dal loro agire, e nel loro agire troviamo le condizioni materiali in cui essi vivono, queste condizioni materiali sono quelle in cui essi si trovano ma anche quelle che essi stessi hanno determinato. 
Quando Marx parla di natura e storia introduce un concetto che avrà poi sviluppo in altri ambiti culturali: la natura non è qualcosa di a se stante, l'uomo modifica la natura, la manipola, la trasforma è quindi l'uomo che detrmina l'ambiente in cui vive e le sue condizioni materiali: 

Nel libro è insito un presupposto che è la base stessa della concezione materialistica della storia, il concetto antropologico dell'uomo di Marx, secondo cui la persona umana è costituita nella sua stessa natura dai rapporti di lavoro e dai modi di produzione, il termine che usa Marx nella sua traduzione italiana è "intrinsecamente", che significa questo? Significa che la natura dell'uomo ha cominciato a produrre le sue condizioni materiali per fare fronte ai suoi bisogni materiali e che ciò è andato a costituire la sua stessa psicologia. 
Marx affrontando la storia dell'industria sostiene che studiando il modo in cui si è sviluppata è possibile comprendere la psicologia dell'uomo e come si manifesta la sua ansia di trasformare la natura. 
In base a questi presupposti la vita non è determinata dalla coscienza, dove per coscienza si deve intendere l'insieme delle credenze politiche, religiose, culturali, etiche, ma è la coscienza che è detrminata dalle condizioni materiali. 

IL CONCETTO DI SOPRASTRUTTURE 

Se non si comprende l'antropologia come la intende Marx diventa pressochè impossibile capire il concetto di soprastruttura che è uno dei concetti più complessi nella storia del pensiero marxista e che è stato soggetto a molteplici interpretazioni e fraintendimenti, ma vediamo cosa dice a tal proposito Marx (la citazione è d'obbligo): 

"Nella produzione sociale della loro vita, gli uomini entrano in determinati rapporti necessari e indipendenti dalla loro volontà,rapporti di produzione, che corrispondono ad una certa fase di sviluppo delle loro forze produttive materiali. L'insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società , che è la base reale su cui si edificauna soprastruttura giuridica e politica e alla quale corrispondono detrminate forme sociali di coscienza....Il modo di produzione della vita materiale condiziona perciò in generale, il processo della vita sociale, politica e spirituale" (Karl Marx, Per la critica dell'economia politica, a cura di E.Cantomori, Editori Riuniti, Roma, 1971, p.17) 

Si tratta quindi di una concezione filosofica che nasce per contrapposizione e per reazione a quella di Hegel secondo il quale è la coscienza che determina l'uomo in quanto essere sociale, per Marx è esattamente il contrario e le soprastrutture non sono alto che l'insieme dei valori spirituali e morali detrminate dalle condizioni materiali dell'uomo.

ENGELS SI SPINGE AVANTI 

Questo è un punto molto importante per evitare quei fraintendimenti a cui si faceva riferimento nelle righe precedenti, Marx era contrario ad ogni forma di rigido detrminismo secondo il quale l'uomo è in balia degli eventi storici, al contrario l'uomo interviene fattivamente nel corso degli eventi, li detrmina e li manipola modificandoli, così come l'uomo modifica l'ambiente, costruendo città, plasmando la materia per costruire utensili, spostando il corso dei fiumi, spianando montagne etc...l'uomo crea l'educazione arricchendola con contenuti valoraili , il problema è semmai il seguente, chi educherà l'educatore? 
Le idee in quanto tali pur non avendo una loro autonomia dalle condizioni materiali non possono essere svalutate al punto di negare il ruolo di poter agire con l'ambiente circostante. 
Pensare quindi che Marx si sia fatto portatore di una sorta di fatalismo economico significherebbe attribuirgli delle posizioni deterministiche e necessitanti,ed è esattamente il conterario, l'uomo può interagire con gli eventi storici e condizionarli. 

Engels sentì la necessità di chiarire questo aspetto fin dal suo nascere, quasi a voler stoppare eventuali equivoci, se il fattore economico è la base, le soprastrutture possono esercitare un ruolo fondamentale nel corso degli eventi storici, negare la loro autonomia non significa non riconoscere il loro ruolo. 
Proprio partendo da questa chiarificazione che se vogliamo è una variante del modo di intendere il materialismo storico, Engels parlerà di "rovesciamento della prassi storica" intendendo con ciò, una reazione della coscienza dell'uomo a determinate condizioni storiche, Marx, invece riteneva che questo rovesciamento non fosse essenziale perchè secondo lui le soprastrutture non agivano sulla storia ma era l'uomo che poteva agire attraverso la conoscenza delle tecniche a mutare le sue condizioni. 

E' comunque questo un aspetto molto controverso e se vogliamo contradditorio della posizione di Marx in quanto saranno proprie le sue idee a fare da leva ai moti rivoluzionari del Novecento, le soprastrutture appunto. 

Essenziale per la concezione materialistica della storia è comprendere poi le dinamiche della lotta di classe e lo studio dei fattori economici (tecniche di lavoro o di produzione, rapporti di lavoro e di produzione etc), in questo senso la posizione di Marx ed Engels si distingue da ogni forma di socialismo utopico volto a salvare aspetti di una determinata situazione sociale e storica in vista di quelle che vengono chiamate le opposizioni dialettiche delle contraddizioni. 

A differenza degli economisti classici come Smith o Ricardo, Marx riteneva che l'economia non era governata da leggi immutabili ed eterne che gli economisti dovevano studiare ma che il compito dell'intellettuale (diremo noi) è quello di porsi una domanda: quali sono le ragioni che hanno portato l'uomo a certe condizioni economiche, successivamente il suo compito sarà quello di fare emergere le contraddizioni insite in un sistema e solo in ultimo adoperarsi perchè vengano eliminate le cause di sfruttamento dell'uomo sull'uomo. 

 

 

 

 

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Copertina della prima edizione de "Il Capitale - ", l'opera venne pubblicata nel 1867.

Senza dubbio i canoni interpretativi in seguito alle posizioni teorizzate da Marx ed Engels, cambiarono radicalmente e anche chi si trovava in posizioni diverse, non poteva fare a meno di considerare quanto l'aspetto economico potesse essere determinante nello sviluppo delle realazioni sociali, la Chiesa stessa ad un certo punto si inserì nella cosiddetta questione sociale che culminò con l'enciclica "Rerum Novarum" proclamata da Leone XIII, nella quale si sostenne la legittimità dei sindacati operai e dell'intervento sociale nei conflitti tra capitale e lavoro e la necessità di pervenire a una legislazione sociale moderna. 
Quest'ultima è una posizione diversa da quella di Marx ed Engels ma senza dubbio la Chiesa non sarebbe stata stimolata a dover agire se non ci fossero stati i fermenti di quei movimenti europei che comunque nacquero anche in seguito alla posizione critica e politica di Marx ed Engels. 

Per affrontare il testo, consigliiamo di leggere in abbinamento il seguente saggio critico: 

  • C.Luporini, Dialettica e materialismo, Editori Riuniti, Roma, 1974. 

Articolo dell'autore già pubblicato altrove in forma modificata.

 

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Quaderno Spinoza 1841 - Karl Marx

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Published by Caiomario - in Filosofi: Marx Karl
5 aprile 2014 6 05 /04 /aprile /2014 05:22

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SPINOZA VISTO DA MARX 

Una rivisitazione del pensiero filosofico di Marx non può prescindere dagli scritti minori che spesso contengono in nuce argomenti che saranno poi sviluppati in forma più compiuta nelle opere della maturità, il "Quaderno Spinoza" non è un'opera compiuta ma una serie di annotazioni, riflessioni e pensieri che il giovane Marx fece intorno al "Trattato teologico-politico" di Baruch Spinoza che il più teologo dei filosofi che si occupò di dottrine politiche e delle ragioni che stanno alla base della nascita dello Stato, parlando di Spinoza è inevitabile che si faccia un raffronto con Hobbes che affrontò lo stesso argomento ma con esiti differenti. 
Per quanto tali questioni possano sembrare di difficile comprensione la loro attualità anche per i coevi sta nel fatto che il rapporto Stato-libertà degli individui è un tema mai risolto e tutte le scelte che vengono fatte dalle classi politiche di ogni paese, vanno a coinvolgere le scelte individuali, la politica, gli Stati non sono un qualcosa di astratto ma sono l'essenza stessa dello stare insieme e dell'origine del "contratto" che ne è scaturito. 
Stato e legge civile vanno di pari passo, l'uscita dalla condizione primaria naturale segna anche il passaggio ad una accettazione di norme che obbligano l'uomo a diventare civile, non c'è civitas senza lex. 

Perchè è importante quest'opera per conoscere le ragioni del sorgere anche del marxismo? Se "Quaderno Spinoza" è una sorta quaderno di appunti e di estratti, molto Spinoza troveremo in Marx in quella che sarà la sua elaborazione filosofica che ha avuto importanti risvolti non solo dal punto di vista della storia delle idee ma anche in campo economico, culturale e delle scelte valoriali dei singoli. 

Quel che è interessante dal punto di vista filologico è la scelta che il giovane Marx fa di alcuni brani del "Trattato teologico-politico", una scelta forse dovuta a motivi di studio ma anche, probabilmente una selezione degli argomenti che più interessavano all'allora giovane filosofo di Treviri, quali il rapporto tra Stato e libertà di coscienza, fra Stato ed etica e il rapporto tra conoscenza filosofica e religione. 
Un altro aspetto importante è quello che riguarda le origini del marxismo su cui molto è stato detto ma poco rimane al livello di senso comune circa la sua anima liberale, troppi equivoci, infatti esistono sul piano concettuale che nascono da una sovrapposizione tra quanto Marx ha scritto e le realizzazioni storiche di fome di Stato spesso lontanissime dalle convinzioni liberali di Marx che già da giovane si era posto il problema della libertà di espressione in relazione al costituirsi di uno Stato. 
"Quaderni Spinoza" è un'opera rivolta ad un lettore interessato alle questioni filosofiche ma può essere anche l'occasione di una lettura per coloro che troppo frettolosamente si richiamano al marxismo senza conoscerlo e a coloro che ne sono avversari da sempre ignorandone la parte di dissenso democratico che è molto più liberale rispetto ai tanti aplogeti delle "libertà" che difendono solo le proprie libertà e vogliono reprimere ogni dissenso. 

 

INFORMAZIONI SUL LIBRO

  • Autore: Karl Mark
  • Titolo: Quaderno Spinoza 1841
  • Pagine: 201 
  • Editore: Bollati Boringhieri
  • Collana: Nuova cultura
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8833904105
  • ISBN-13: 978-8833904108

 

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