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10 aprile 2014 4 10 /04 /aprile /2014 06:23

 

 

 

 

 

 

windelband

 

Windelband richiamandosi all'idea fondamentale di Kant (la filosofia come indagine critica), stabilisce un legame tra critica della conoscenza storica e riconoscimento dei valori.

Per l'elaborazione della sua teoria Windelband introduce la distinzione tra giudizi e valutazioni, la necessità di avere dei criteri di valutazione universalmente validi è il presupposto per avere una comprensione compiuta ed oggettiva dell'agire umano.

 

Tutte le proposizioni che esprimiamo si distinguono in due classi: i giudizi e le valutazioni; tra i due termini, nonostante l'apparente identità grammaticale, vi è una differenza. Nei giudizi  "viene espressa la connessione tra due contenuti rappresentativi", neile valutazioni "è espresso un rapporto della coscienza giudicante con l'oggetto rappresentato".

Per spiegare questo concetto Windelband fa questo esempio: tra le proposizioni "questa cosa è bianca"  e "questa cosa è buona" vi è una differenza in quanto nella prima il predicato viene espressa una determinazione compiuta in sè ricavata dalle qualità del contenuto, mentre nella seconda invece si esprime una valutazione che non accresce la conoscenza di un oggetto ma si esprime un sentimento di approvazione.

 

In sintesi:

 

  • Con i giudizi si esprimono le caratteristiche dell'oggetto;
  • Con le valutazioni si esprime l'accordo o il disaccordo da parte della coscienza che le rappresenta.

 

In questa distinzione sussiste una difficoltà legata alle valutazioni in quanto "una valutazione non contribuisce affatto alla comprensione dell'essenza dell'oggetto valutato".

Prima di dare una valutazione su questo o quell'oggetto, è necessario una rappresentazione oggettiva compiuta in sè dell'oggetto stesso.

La distinzione tra giudizi e valutazioni si può comprendere sul piano logico se si effettua una combinazione tra i due elementi; quando il nostro pensiero esprime dei giudizi a questi seguono immediatamente delle valutazioni di approvazione o disapprovazione in base alle quali ogni asserzione positiva viene ritenuta come vera, mentre ogni asserzione positiva "implica l'opinione che quel giudizio già espresso, o di cui si teme la formulazione dev'essere ritenuto falso".

 

 

Per Windelband la distinzione tra giudizi e valutazioni riveste una fondamentale importanza per determinare la filosofia come scienza particolare differenziata rispetto alle altre scienze che già posseggono l'oggetto, mentre nella filosofia l'oggetto "è costituito invece dalle valutazioni".

 

Le scienze particolari in quanto scienze storiche o descrittive formano dei giudizi attribuendo a determinati oggetti delle caratteristiche, delle azioni o delle connessioni con altri oggetti, sotto questo punto di vista alla filosofia non rimarrebbe niente da fare in quanto non è una scienza descrittiva, nè una scienza esplicativa, nè una scienza matematica.

Il campo in cui si eplica l'attività della filosofia è quello delle valutazioni, ma nel rapporto con esse deve mantenersi autonoma, dice a tal proposito Windelband:

 

"La filosofia non deve nè descrivere nè spiegare le valutazioni: questo è compito della psicologia e della storia della cultura".

 

La filosofia deve e può stabilire una determinazione di valore assoluta in base alla quale si può distinguere il vero dal falso e questo a prescindere dalle valutazioni legittime che ognuno può esprimere dal proprio punto di vista.

 

Una volta stabilito che cosa non rientra nell'ambito dell'indagine filosofica, Windelband afferma che le scienze filosofiche propriamente dette sono tre:

 

  • la logica;
  • l'etica;
  • l'estetica.

 

Determinato l'oggetto della filosofia qual'è il metodo scientifico che bisogna adottare e cosa si deve intedendere per valutazione che ha una validità universale?

Waldeband puntualizza che non è affatto importante che la falsità o la verità di una rappresentazione sia riconosciuta da tutti:

 

"La validità universale di cui qui si tratta non è una validità di fatto, bensì ideale; non è una validità reale, ma una validità che dovrebbe essere".

 

In altre parole la validità universale non è una necessità dell'essere costretti ma è la necessità del dover essere.

Se la filosofia ha questo compito non è necessario che la validità universale di una rappresentazione venga stabilita dalla massa o dalla maggioranza che non sono un tribunale difronte al quale si stabilisce il valore assoluto.

 

Sorge allora una domanda: chi stabilisce che una rappresentazione ha validità universale? Dal punto di vista kantiano il filosofo riflette sulla coscienza normale di ogni singolo uomo individuando attraverso l'indagine critica i valori "a cui inerisce la necessità della coscienza normale".

 

LA FILOSOFIA COME SCIENZA DELLA COSCIENZA NORMALE

 

La definizione di filosofia come  scienza della coscienza normale è il punto conclusivo a cui giunge Windelband dopo un lungo ragionamento, la filosofia penetra nella coscienza empirica per individuare quali siano i punti in cui emerga la validità universale normativa in quanto essendo essa stessa un prodotto della coscienza empirica si basa sulla convinzione che vi siano dei valori della vita umana che possano essere validi per tutti.

 

Se all'espressione "filosofia come scienza della coscienza normale" sostituissimo l'espressione "filosofia scienza della ragione", si avrebbe una comprensione immediata e più diretta dal punto di vista del linguaggio comune anche se Windelband preferisce rinunciare a questa definzione in quanto -puntualizza-  il termine "ragione" è stato impiegato con accezioni così differenti che fnirebbe col generare equivoci e fraintendimenti di ordine logico.

 

 

 

 

 

Altri articoli su Windelband:

 

Wilhelm Windelband: Che cos'è la filosofia

 

 

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Published by Caiomario - in Filosofi: Windelband Wilhelm
9 aprile 2014 3 09 /04 /aprile /2014 17:56

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

windelband.jpg

 

 

Wilhelm Windelband  (1848-1915) è stato un importante storico della filosofia, autore di un cospicuo numero di manuali filosofici che hanno rappresentato un modello interpretativo della storia del pensiero  dove viene evidenziata la specificità del pensiero moderno contraddistinto da una rottura radicale con la filosofia dei principi ultimi che dominò il pensiero antico e quello medievale.

 

L'impostazione seguita da Windelband  per quanto concerne gli studi della storia del pensiero ha ancora oggi un'indubbia serietà metodologica, i suoi interessi però non si limitarono alla sola storia della filosofia ma si estesero anche ad altri ambiti dello scibile umano come l'arte e la morale. Windelband poi elaborò una propria concezione filosofica meglio conosciuta come "teoria dei valori" dove alla filosofia viene attribuito il ruolo di stabilire i principi a priori che garantiscono la validità della conoscenza. Sul piano metodologico la filosofia non può ridursi ad una speculazione di concetti astratti ma deve essere una scienza critica che ha come fine quello di determinare l'efficacia e la legittimità del sapere e dei valori su cui si fonda.

 

CHE COS'È LA FILOSOFIA? CONCETTO E STORIA DELLA FILOSOFIA

 

Nel 1882 Windelband scrisse un saggio intitolato Was ist Philosophie? Über Begriff und Geschichte der Philosophie in cui dà una risposta a cosa si intenda con il termine filosofia. La lettura dello scritto risulta ancora oggi interessante in quanto non esiste una definizione univoca sul significato del termine, di questo ne era consapevole lo stesso Windelband che nelle prime righe osserva come  al nome "filosofia" siano stati  attirbuiti molteplici significati.

Ciò è dipeso dal fatto che ogni filosofo  ha dato una definizione della filosofia in base alla propria teoria,  mancando quindi una definzione formale condivisa, la filosofia è stata designata come "saggezza o come scienza dei principi, o come dottrina dell'assoluto, o come auto-conoscenza dello spirito umano".

 

Quali sono le ragioni di questo proliferare di definizioni del termine filosofia? Windelband spiega che la logica per dare una definizione corretta impone che si indichi il concetto di genere prossimo e dell'attributo specifico, tuttavia per quanto riguarda la definizione di filosofia non è possibile rispettare queste due esigenze.

 

Se definiamo la filosofia una scienza nell'accezione indicata sopra, il concetto superiore non viene rispettato in quanto la specie non coincide con il genere dato che nel pensiero greco non vi era una distinzione tra le scienze, mentre più tardi con Hegel e Descartes, tutte le  discipline  scientifiche sono ritenute parti della filosofia.

Non è neanche possibile subordinare la filosofia al concetto di sceinza in quanto in molte teorire filosofiche sono presenti elementi non scientifici nel senso dell'accezione moderna.

 

La filosofia -osserva Windelband- meriterebbe la qualifica di scienza a condizione che tutto ciò che si definisce filosofia voglia esserlo ma non accade questo perchè i fini che si sono posti i filosofi non possono trovare una soluzione attraverso un procedimento scientifico in senso stretto.

 

Un caso emblematico è quello della metafisica che esce dall'ambito scientifico e che l'impossibilità di dare dimostrazioni scientifiche sui fini ultimi è stata da Kant in poi accettata e condivisa dalla riflessione filosofica.

Al massimo il mezzo scientifico può servire come strumento per conseguire lo scopo vero e proprio della filosofia.

Appurato che la filosofia è quindi irriducibile alla conoscenza scientifica anche se ognuno può costruirsi una sua teoria subordinandola alla scienza.

 

Nel corso della storia della filosofia è anche cambiato il significato dei termini: Platone e Aristotele  consideravano la filosofia la vera scienza contrapponendola alle speculazioni dei Sofisti ritenute fallaci e false.

Gli accadimenti storici impongono che non si debba ridurre la filosofia al concetto di scienza in quanto si renderebbe un cattivo servizio sia alla filosofia ridotta ad un ambito troppo ristretto  rispetto alle sue aspirazioni di una conoscenza sempre più vasta sia alla scienza a cui si darebbe un'eccessiva responsabilità verso tutto quanto confluisce da altre fonti nella filosofia.

 

Nelle varie teorie filosofiche cambiano poi gli oggetti, in alcune è rilevante l'etica, in altre la psicologia, in altre ancora come le osservazioni dei Presocratici  si trovano elementi frammentari ricondubili più all'ambito scientifico propriamente detto che a quello filosofico.

 

Il problema evidenziato da Windelband non è di poca rilevanza in quanto investe questioni di natura metodologicaper lo storico della filosofia che trova non poche difficoltà ad ascrivere nella cerchia dei filosofi personalità che hanno espresso punti di vista e dottrine con oggetti differenti.

Windelband fa due ipotesi: o nella riostruzione della storia del pensiero si procede in modo vago giustapponendo pensieri che non hanno nessuna connessione tra di loro oppure si segue uno schema oggettivo del tutto personale.

Molti storici della filosofia hanno seguito una via di mezzo, Windelband osserva che essendo impossibile trovare un criterio obiettivo di determinazione dell'oggetto si potrebbe cercare il carattere specifico della filosofia nel metodo; tuttavia anche per quanto riguarda il metodo filosofico non esiste un accordo.

Ad esempio per alcuni filosofi il metodo dialettico seguito da Hegel appare un capriccio stravagante, per altri è difficile comprendere cosa intendesse Kant per metodo critico; se queste sono le difficoltà che riguardano la definizione di filosofia sotto il concetto di scienza altrettante sono le difficoltà che sorgono quando si tenta di  incasellare  la filosofia nell'ambito di altre attività culturali come l'arte e la poesia.

 

Stabilito questo punto bisogna essere consapevoli del fatto che i cambiamenti  avvenuti nel corso del tempo del significato del termine filosofia non sono un puro arbitrio ma hanno un "senso razionale e un valore specifico".

Si pensi ad esempio a cosa intendesse Platone con il termine filosofia, Windelband cita il seguente passo che permette di capire come ai tempi del filosofo ateniese il significato fosse del tutto  differente rispetto all'idea  ristretta di filosofia che può avere il lettore moderno:

 

"La sventura dell'umanità non avrà termine finchè i governanti non filosoferanno o i filosofi non governeranno, ossia finchè il potere politico e filosofia non coincideranno".

 

Con il termine filosofia Platone indicava la conoscenza scientifica e non la speculazione metafisica astratta dalla realtà, una concezione modernissima che osserva Windelband ha "profeticamente precorso, con quella massima, lo sviluppo della vita europea".

 

Per i Greci il termine filosofia era coincidente con quello di scienza nel suo significato moderno, la storia della filosofia ai suoi esordi è la storia della scienza, con il tempo questa scienza comprende ogni ambito, un processo che all'inzio presenta poche difficoltà ma quando il materiale comincia a crescere le singole filosofie si separano e incominciano ad essere autonome al punto che ogni disciplina assume il nome del proprio oggetto; a questo punto dove rimane -si domanda Windelband-  il nome di filosofia?

 

Se per Platone la filosofia coincideva con la conoscenza scientifica, per lo Stoicismo la filosofia è arte di vivere ed esercizio di virtù, la scienza è uno strumento per raggiungere la felicità. Questa concezione si protrae per secoli fino a quando "il desiderio di felicità dell'individuo appare privo di prospettive" e l'interesse della filosofia passa dal terreno all'ultraterreno. La filosofia a questo punto dapprima coincide con la teologia diventando ancilla fidei per poi diventare "puro sapere fino a se stesso".

 

La filosofia procedendo per conto suo diventando teoria della conoscenza fino a quando si chiede se può coesistere insieme alle altre scienze particolari. Questo è il momento in cui la filosofia distrugge se stessa nel senso che  arriva a constatare che è incapace i penetrare i fondamenti ultimi delle cose.

 

Il mutamento si completa con l'affermarsi della filosofia come teoria della scienza, Wildeband dà una definizione sintetica ed efficace della storia del termine filosofia:

 

"La storia del termine filosofia è la storia del significato culturale della scienza".

 

La filosofia diventa conoscenza del mondo separata dalla scienza, una conoscenza autonoma che permette la connettività di tutte le altre scienze, ma il momento in cui avviene la trasformazione più importante della filosofia lo si deve a Kant che definì la filosofia non come metafisica delle cose ma del sapere. La filosofia è un'indagine critica che indaga sulla fondazione dei giudizi e non sulla loro causalità.

 

La filosofia teoretica nasce con Kant e costituisce una novità rispetto alla filosofia del passato  in quanto segna lo stacco definitivo dalla metafisica e circoscrive il suo campo di attività all'indagine sulla legittimità e sulla validità universale delle rappresentazioni  che comprendono la morale, l'estetica, la scienza.

Con Kant la filosofia non ha più la pretesa di essere tutta la scienza e indagando "i fondamenti su cui poggia la validità universale di ogni pensiero scientifico" finisce col comprendere "l'intero ambito delle scienze come proprio oggetto".

 

Windelband osserva che dopo Kant vi sono stati vari tentativi di attribuire ruoli inadeguati alla filosofia, il suo giudizio a riguardo è sferzante: tutti questi tentativi o fanno della filosofia un romanzo di concetti o un "un ragù composto di rifiuti provenienti dalla psicologia e dalla storia della cultura" e conclude che la filosofia "può rimanere o diventare scienza autonoma soltanto se porta alle estreme conseguenze, con pienezza e rigore, il principio kantiano".

 

 

 

Altri articoli su Windelband:

 

Wilhelm Windelband: giudizi e valutazioni

 

 

 

 

 

 

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