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14 ottobre 2011 5 14 /10 /ottobre /2011 05:48
Primo dizionario bilingue per gatti ed umani

Forse che quando vediamo un gatto sdraiato sul divano o su una potrona magari vicino a un camino non proviamo un senso di dolcezza e di tenerezza che non ci verrebbe mai voglia di disturbarlo?

E allo stesso tempo quando raddrizza il pelo perchè disturbato o imapaurito no vediamo in lui l'antico antenato pronto a scattare e a tirare fuori gli artigli mettendoci soggezione e turbamento?

Eppure questo nostro piccolo amico che ha perso tanto dell'antica aggressività, continua a rimanere il parente più prossimo dei grandi felini: dalla tigre al leone, un pò pantera e un pò ocelot o tutte queste cose insieme.

Si dice che un gatto sia opportunista e che si affezioni alla casa e non al padrone in parte è vero ma solo perchè questo piccolo felino ha saputo adattarsi al nuovo ambiente prendendo quello che gli era pìù agevole: dall'abitazione al cibo sicuro fino all'affetto del proprio "padrone", ma dell'antico predatore ha conservato istinto e aggressività seppur mitigata da una capacità di essere dolce e arrendevole quando lo desidera.

Il libro è straordinario perchè lo si può definire un trattato di etologia senza
averne le pretese, visto che riesce bene nel suo intento che è quello di decodificare tutti i comportamenti della vita quotidiana.

E' pur vero che ogni padrone e padrona conosce bene il suo gatto ma il linguaggio dei gatti è comune, quando un gatto rizza il pelo lo fa per sembrare minaccioso ed incutere paura, quando invece si stende sul dorso lo fa per sembrare (sia nei confronti di un umano o un altro gatto) sottomesso.

Così come il modo di drizzare e muovere le orecchie ha un significato ben preciso che può significare nervosismo, paura, curiosità od eccitazione.

Ecco che in questo prontuario per gli umani sono presenti 160 parole chiave, dalla A alla Z, come un vero e proprio dizionario dove cìè tutto ma proprio tutto quello che riguarda le faccende che riguardano il nostro micio: dalla lettiera, alla ciotola per il cibo, dal miagolio alle orecchie drizzate sino al pedinare qualcosa in movimento.

Il tutto è corredato da vignette divertenti che spiegano illustrandolo quel rapporto unico e speciale che lega il padrone cioè l'umano con il gatto.

Il dizionario è stato realizzato in collaborazione con la LAV

 

DIZIONARIO BILINGUE


ITALIANO/GATTO
GATTO/ITALIANO

 

Edizioni Sonda
pag.288
Prezzo euro 12,50

 

Recensione da me già pubblicata altrove 

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Published by condividendoidee - in Libri
10 ottobre 2011 1 10 /10 /ottobre /2011 18:36
Le nouveau savoir-vivre de parasseuses

Questo è il titolo originale del libro intitolato in italiano Le nuove regole del galateo è un libro da gustarsi in un week end, divertente, ironico per non prendersi troppo sul serio e per trattare con sarcasmo l'invadenza di molti, è il savoir-vivre, una guida di sopravvivenza che serve anche per passare all'attacco.

Già nelle pagine iniziali l'autrice riesce ad essere ammiccante pur comunicando con la parola scritta ( dicesi ammiccante colui o colei che accenna con gli occhi, strizzandoli e con altri piccoli movimenti) ed è proprio attraverso la parola scritta che parte la provocazione con la seguente domanda:

Vorreste vivere in un mondo senza obblighi e costrizioni, nel quale basta un sorriso per ottenere ciò che si vuole?
Vorreste essere libere di seguire il vostro istinto e dire apertamente a quella vipera di Carolina che i suoi pantaloni saranno anche fashion, ma le fanno un sedere da balena ? (p.9)


Ecco perchè può servire questa guida:

per evitare che la vita di tutti i giorni -'''annota l'autrice'''- si trasformi in un incontro di pugilato, per non sfiorare la guerra civile, è necessario fare un
piccolo sforzo, accettare le regole del gioco e fare tutta una serie di cose che
nessuno ma proprio nessuno, ha voglia di fare. (p.9)

Il libro è per le donne ma queste raccomandazioni valgono per tutti!!

Interessante, molto interessante e d'attualità,sempre!!

Soprattutto quando questo non si tramuta nella predica barbosa di chi non sbaglia mai, ma nel catalogo degli errori da evitare distinguendo:

  • cio che si deve e ciò che non si deve fare ( l'autrice suggerisce che per lo meno si impari in quale occasione si deve dire "ossequi " o "distinti saluti".
  • uscire con nonchalance dalle situazioni più difficili


L'autrice assicura che dopo aver letto questo libro si potrà essere:

  • una collega perfetta
  • una padrona di casa ineccepibile
  • una fidanzata modello
  • un'amica perfetta


e rivolgendosi ad una immaginaria lettrice, la Toja dice:

niente vi impedirà, una volta al sicuro tra le mura di casa vostra di girare con
indosso una vestaglia informe, leccare il piatto e bestemmiare,come uno
scaricatore di porto. Nessuno sarà lì a guardarvi! (p.11)


Il libro divertentissimo si divide in nove capitoli:

  • Come sembrare una dea tutti i giorni
  • Come vivere in armonia con gli altri
  • Come ricevere gli ospiti
  • Come essere un'invitata modello
  • Come comportarsi al lavoro
  • Come esprimersi e comunicare
  • Come Amare
  • Come divertirsi
  • Breve glossario del nuovo galateo


Bellissimo e credo utilissimo il primo capitolo intitolato Come sembrare una dea tutti i giorni che parla dell'igiene personale e della raccomandazione fatta '''sempre con ironia''' ad esempio sul deodorante e sul suo uso vitale e quando parla del deodorante raccomanda di non utilizzare quelli che sembrano insetticidi ( come molti deodoranti con fragranze maschili) ma quelli che esaltano la discrezione e l'eleganza.

E poi la parte intitolata Bellezza come valorizzare il vostro potenziale

NON SONO CONSIGLI ma suggerimenti su come valorizzare il meglio di sè: dal trucco ai profumi e agli accessori fino addirittura ai suggerimenti dati alle portatrici di lenti a contatto per evitare che vadano in giro con gli ochhi che sembrano iniettati di sangue.

E poi stupenda la parte del primo capitolo dove si danno dei suggerimenti su come non cadere nel ridicolo e come non attirare tutti i maniaci della zona (espressione dell'autrice).

Geniale il capitolo finale intitolato Breve glossario del nuovo galateo dove viene messo a raffronto il galateo di Donna Letizia con quello della Pink Generation:
è da gustare!

Non volendo svelare il contenuto del libro perchè toglierei il piacere di leggerlo, concludo con due annotazioni:

Il libro è per le donne ma ce ne vorrebbe uno anche per gli uomini e mi sforzerò di trovarlo per par condicio.

Molte delle cose dette alle immaginarie lettrici possono essere utili anche ai lettori per caso.

Tutti i capitoli sono trattati con ironia e spirito, ma molti dei suggerimenti presenti sono quelli che a volte si vorrebbero dire ma per educazione e tatto non si dicono e allora è meglio....leggere il libro e divertirsi un pò !!!!


TITOLO Le nuove regole del galateo
EDITORE Morellini Editore
PAGINE 235
PREZZO 8,90

 

Opinione da me scritta nella mia pagina personale di altro sito

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Published by Caiomario - in Libri
9 ottobre 2011 7 09 /10 /ottobre /2011 06:03



 

 

 

guevara-ernesto-che-diario-in-bolivia.jpg

 

 

CHE GUEVARA IL GUERRIGLIERO

 

 

Ci sono personaggi che, assurti al ruolo di eroi, finiscono col diventare diventano delle vere e proprie icone universali 

che vanno al di là della  loro stessa provenienza ideologica, Che Guevara è universalmente tra questi.

L'immagine iconografica del Che va oltre quello che era il Che tanto che lo stile di vita di Guevara è stato ed è uno stile di vita a cui si rivolgono indistintamente i ragazzi di sinistra e, parodossalmente ,anche quelli della destra.
Non sono più quindi le idee che contano ma il modo in cui Guevara è vissuto e morto, pradossalmente il corpo si è fatto idea e l'idea della bella morte, quale ultimo atto eroico, è quella che più affascina le giovani generazioni.

 

Pensare che il Che cercasse la bella morte è però un'assurdità, nella sua lotta rivoluzionaria, infatti, Ernesto Guevara - come viene ben evidenziato nella prefazione - "considerava la sua morte come naturale e probabile nel corso del processo rivoluzionario, e non mancò mai di sottolineare, specialmente nei suoi ultimi scritti, che questa eventualità non avrebbe impedito la marcia inevitabile della rivoluzione nell'America Latina".


Il ruolo del ribelle rivoluzionario assurge ad archetipo i ribelli di tutte le epoche, di tutti i luoghi e di ogni ideologia, è il ribelle che non scende a compromessi e che, con generosità, combatte sino all'ultimo in nome di una giustizia rivoluzionaria che ha i suoi adepti  tra coloro che vorrebbero un mondo diverso e coloro che difendono lo status quo.

E' più che scontato che il Che sia preso come punto di riferimento dai giovani che si rifanno agli ideali marxisti, può apparire però paradossale che proprio tra i giovani della destra extraparlamentare degli anni '70 ed '80, Ernesto Che Guevara abbia rappresentato più di ogni altro colui che non si arrende e va incontro alla bella morte, come i giovani dì Salò, accostamento non ardito ma che trae origine nota teoria in base alla quale i due estremi si incontrano.

IL DIARIO DEL CHE

 

 

Aveva l'abitudine il Che di annotare giornalmente tutte le sue impressioni sulla sua vita di guerrigliero, un diario personale con tutte le osservazioni sugli spostamenti, i dubbi, le speranze e i timori.
In mezzo alle boscaglie sudamericane, tra lunghe marce e tappe forzate, tra giacigli improvvisati e ricoveri di fortuna il Che toglieva il suo taccuino e annotava tutta una serie di osservazioni che gli hanno permesso, come nel caso della Rivoluzione Cubana, di poter comporre una vera e propria storia della stessa.

Si tratta di osservazioni private, fatte a proprio uso e consumo, quasi un memorandum che non doveva servire ad uso e consumo di una pubblicazione, ma doveva essere il brogliaccio per una più sistematica e compiuta opera.

Emerge il carattere del Che, uno spirito osservatore della realtà, attento agli avvenimenti che lo circondavano, arguto mai incline alla polemica, inguaribilmente ottimista e dotato di un senso dello humor non indifferente.

Che cosa si può ricavare da questo diario? Prima di tutto una straordinaria volontà di ferro, una voglia di andare avanti, nonostante tutto, anche quando era braccato dalle forze governative boliviane, ma è anche un diario che costituisce un'appassionata autoanalisi degli errori e delle critiche che inevitabilmente accompagnano una guerra rivoluzionaria.

 

 

L'APPELLO DEL CHE

 


Quello che emerge dallo spirito presente in tutto il diario è l'appello alla coscienza di ogni uomo, l'appello a non accettare passivamente le ingiustizie ma a battersi per esse ed è, sopratutto, l'esempio ciò che anima Il Che. Un esempio che si concretizza in un impegno in prima persona e che non si preoccupa dei frutti ottenuti e che arriva al punto di darsi generosamente con una severità verso se stessi che fu prima di tutto disciplina ed esempio etico.

 

 

IL CLIMA STORICO

 


Capire in che ambiente storico operasse Che Guevara è importante, è il mondo delle dittature sudamericane, di sanguinose carneficine, di grandi proprietari terrieri, di infiltrati della CIA, un mondo spietato e sanguinario dove ogni colpo era un colpo proibito, dove l'agguato era dietro a ogni casa, a ogni albero, dove il tradimento era regola, dove la spiata infame faceva parte degli accadimenti.

Questo diario, caduto nelle mani della CIA, subito dopo la morte cruenta del Che, venne visionato da alcuni giornalisti che poterono fare delle fotocopie, seppur con l'impegno di non pubblicarlo ma, dopo alterne vicende, i vari editori riuscirono ad avere una copia del diario e pubblicarla.

In Italia è stato pubblicato per la prima volta per le edizioni Feltrinelli e contiene una prefazione di Fidel Castro

Nell' "Universale Economica" della Feltrinelli sono stati pubblicati inoltre:

* Latinoamericana;
* Un diario per un viaggio in motocicletta;
* Prima di morire; Appunti e note di lettura.

Opinione da me espressa in parte altrove.

 

 

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Published by caiomario - in Libri
8 ottobre 2011 6 08 /10 /ottobre /2011 20:17

Frequentando sovente le bancarelle con i libri usati ho acquistato a pochi euro questo libro che è ancora in commercio ed è reperibile ad un basssimo costo anche tramite internet.
Tutti i capitoli sono interessanti ma in particolarequelli che parlano degli "archivi del sapere perduto".
Come si sa gli antichi leggevano poco, ma già nell'antichità avevano prodotto straordinari studi che non erano solo dei saggi di erudizione ma anche studi scientifici di una conoscenza che è andata perduta.
Personalmente credendo nella cultura non solo delle immagini, consiglio un libro che costa poco ma che vale tanto.

 

 

AUTORE: Paolo Cortesi, studioso di filosofia e scienze umane ha pubblicato numerosi saggi sul pensiero ermeneutico con particolare riguardo a quello rinascimentale.
Usa uno stile di scrittura fluido che invoglia il lettore a scorrere le pagine una dopo l'altra.

TITOLO:   Manoscritti segreti. Dai misteri del Mar Morto alle profezie di Nostradamus.

COSTO: Euro 4,90

REPERIBILITA' : In libreria e molto più facilmente su internet

ALTRI LIBRI DELLO STESSO AUTORE:
Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità dell'Emilia Romagna

Misteri e segreti dell'Emilia Romagna

Alla Scoperta del Misterioso tesoro degli Inca

Il libro nero del Medioevo

Storia e segreti dell'alchimia
EDIZIONI: 2003 Newton & Compton Editori


CONTENUTI

L'autore all'inizio del libro si pone una domanda intrigante :" siamo davvero certi di aver ricostruito esatamente l'albero genealogico della conoscenza umana? "
Una domanda retorica a cui cerca di dare una risposta ripercorrendo e avanzando tesi sui misteri più importanti della conoscenza umana..

Analizzando quegli scritti che mettono in crisi certezze storiche ormai radicate come i manoscritti di Qumran o il Papiro di Tulli, l'autore inizia  il suo saggio scrivendo e ragionando su " Gli archivi del sapere perduto" (da p. 15 a p.36).

E' un capitolo fondamentale ( a mio parere) nella costruzione dell'opera perche l'autore scrive e ragiona su diversi eventi storici che hanno sicuramente contribuito a cambiare il destino dell'umanità. aumentando i tempi dell'acquisizione delle conoscenze tecniche, matemiche e in genere scientifiche:

è il caso di Caio Terenzio Varrone (116-27 a.c) , scrittore, scienziato ,grammatico romano che parlava di batteri nelle sue opere, come si sa i batteri furono scoperti solo nel 1683 da Anton van Leeuwenhoek e lo sviluppo delle teorie sulle malattie infettive avvenne con Louis Pasteur e Rober Koch?

Ebbene Caio Terenzio Varrone scrisse un'opera immensa ( ci sono solo rimasti 3 libri) di oltre 620 libri dove parlò di tutto : filosofia, storia, grammatica, giurisprudenza, botanica, agricoltura, geografia etc, la domanda che Cortesi si fa è:

" quale remota cultura conobbe,e come, i batteri migliaia di anni prima della loro scoperta ufficiale?"

Ed ecco una risposta: molte di quelle conoscenze erano custodite nelle immense biblioteche di Menfi, di Alessandria, di Pergamo, di Cesarea,di Costantinopoli, di Cordova.

La distruzione di questi templi della cultura che portò a "vere e proprie stragi di libri, persecuzioni ed eclissi" ha distrutto un patrimonio di conoscenze a cui gli antichi erano arrivati prima di noi e che si scontrava con un limite tecnologico, i libri non potevano essere riprodotti facilmente, potevano essere solo copiati a mano, quindi vi erano delle copie uniche che sono andate perdute per sempre.
Solo con Gutemberg cioè con l'invenzione della stampa l'uomo ha potuto riprodurre i libri in moltissime copie che ne rendevano impossibile la distruzione,

La biblioteca di Alessandria era il centro culturale di tutto il mondo antico quando nel 47 a.C. fu distrutta dall'incendio delle navi di Cesare che si propagò nella biblioteca stessa distruggendo per sempre tutto lo scibile umano custodito: un patrimonio di conoscenze unico costituito da 700,000 volumi. Secondo la tradizione l'incendio durò 10 giorni.

Un altro capitolo di interesse straordinario è quello che parla dei manoscritti di Qumran. Cortesi si chiede "chi ha paura delle antiche pergamene del Mar Morto?", cosa contengono questi manoscritti?".

Il consiglio è leggete il libro, scoprirete delle straordinarie verità che faranno vacillare molte delle certezze che costituiscono il pilastro di molte nostre convinzioni.

 

Opinione da me pubblicata anche altrove  

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7 ottobre 2011 5 07 /10 /ottobre /2011 20:19

 

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Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/41099823@N00/3836397170
Un monumento alla storia sociale americana

 


E' così che è stata commentata sinteticamente Spoon River
Anthology, pubblicata per la prima volta a puntate nel quoti-
diano Ready's Mirror di New York nel 1914 e poi raccolta in
un volume nel 1915 dall'editore Mc Millian; in Italia venne pub-
blicata solo nel 1943 con la traduzione della bravissima Ferdi-
nanda Piovano: molte edizioni successive si rifaranno a questa
eccellente traduzione della grande scrittirice e poetessa scom-
parsa recentemente nel mese di agosto del 2009.

L'edizione in mio possesso è stata curata e tradotta da Letizia
Ciotti Miller critico letterario e ottima traduttrice di letteratura in-
glese che è riuscita a conservare il fascino della originale.

 


Quando nel 1909 Edgar Lee Masters ricevette l ' Antologia 
Palatina la famosa raccolta di epitaffi ed epigrammi greci,
ne subì il fascino a tal punto che decise di scrivere un'antolo-
gia moderna anche ispirato dal cimitero della città di Peter-
sburg dove visse fino all'età di undici anni e dai racconti del-
la madre sui segreti dei cittadini della piccola cittadina del
Menard.

L'antologia comprende 244 epitaffi che è un'iscrizione sepol-
crale, un 'epigrafe contenente le lodi dell'istinto, spesso questi
epitaffi sono così sperticati da apparire palesesemente falsi,
si dice difatti più falso di un epitaffio proprio per indicare
una persona bugiarda o uno scritto falso.
Un significato quindi, completamente diverso da quello che
aveva in origine nel mondo greco quando l'epitaffio era 
utilizzato come elogio funebre per i morti in battaglia.


E' importante precisare il significato di epitaffio perchè per
Edgar Lee Masters l'utilizzo di questo termine non va in-
teso come è inteso nel nostro linguaggio comune ma come
epigrafe usata al contrario per ridicolizzare vizi privati e
pubblici degli abitanti puritani che avrebbero potuto essere
non solo quelli di Hoak Hilss ma di qualsiasi cittadina della
provincia americana.

Vediamo un esempio di una di queste epigrafi:

Hod Putt

Qui giaccio accanto alla tomba
del Vecchio Bill Piersol
che s'arrichì commerciando con gli indiani, e che
più tardi profittò della legge sulla bancarotta
e ne riemerse più ricco che mai.
Io, per me, stanco della fatica e della povertà
e vedendo come il Vecchio Bill e altri s'arricchivano,
derubai un viaggiatore una notte vicino al Boschetto di Proctor
uccidendolo per caso mentre gli rubavo
per cui fui processato e impiccato,
quello fu il mio modo di fare bancarotta.
Ora noi che, ognuno a suo modo, profittammo della legge
sulla bancarotta,
dormiamo in pace uno a fianco all'altro.

Semplicemente straordinario pace all'anima sua ma il Signor
Hod Putt in vita non era uno stinco di santo!!

 

 

Quando Fabrizio de Andrè pubblicò nel 1971 l'album
Non al denaro, nè all'amore, nè al cielo si ispirò
liberamente al capolavoro di Edgard Lee Masters,
straordinaria fu in quell'antologia del cantautore genovese
la caratterizzazione dei personaggi, una fra tutte quella
intitolata Un giudice:

E allora la mia statura
non dispensò più buon umore
a chi la sbarra in piedi
mi diceva Vostro Onore
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio
prima di genuflettermi
nell'ora dell'addio
non conoscendo affatto
la statura di Dio.

 


Ed è proprio Lee Masters che aveva scritto un epitaffio
al giudice Sealah Lively e come vediamo dall'incipit.
questo sembra proprio essere il giudice descritto da De Andrè:

Immaginate di essere alto un metro e cinquantotto.
..................................e Immaginate poi
che sia diventato Giudice di Contea.
E jefferson Howard e Kinsey Keene
e Harmon Whitney, e tutti i giganti
che vi avevano schernito, fossero obbligati a stare in piedi
davanti al banco e dire Vostro Onore
Beh, non credete che fosse naturale
che gli rendessi la vita diffcile?

 

Straordinarie assonanze quelle di De Andrè con Edgar Lee 
Masters che seppe come il maestro mettere alla berlina
il conformismo, l'ipocrisia e i comportamenti di personaggi
che sono assurti a simbolo assoluto di quello che in vita
vita era un loro vizio o una loro colpa.

Nota finale 
Se vi piace De Andrè vi piacerà anche questo libro di

 

Edgar Lee Masters, entrambi con sarcasmo e ironia
seppero prendersi gioco di vizi privati e pubbliche
virtù.

 

Opinione già pubblicata anche altrove

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7 ottobre 2011 5 07 /10 /ottobre /2011 05:26

Per molti appassionati di gastronomia il Cucchiaio d'argento è un cult che non passa mai di moda e che, da più di un cinquantennio, è entrato nelle case di molte famiglie italiane; edito in un periodo in cui non esistevano riviste di ricette che venivano spesso tramandate di madre in figlia e annotate su dei foglietti di rara comprensione, trovò immediatamente il favore da parte del grande pubblico.

Intorno alla prima metà degli anni '50 esce una delle primissime edizioni del "Cucchiaio d'argento" e fu subito successo, tanto da avere formato migliaia di cuoche e altrettanti cuochi casalinghi grazie alla formula riuscitissima che ancora oggi, sembra non risentire di attacchi provenienti dalla nouvelle cuisine o da forme poco probabili di cucina alternativa.

Quale è la caratteristica del libro?

* Prima di tutto la semplicità espositiva, questo consente un approccio anche per i neofiti estremamente agevole.

*Secondo la scelta di aver diviso in libro in diverse sezioni dove la difficoltà delle ricette è crescente.

*Terzo la chiarezza nei suggerimenti che riguardano l'esecuzione dei vari tipi di piatti.

*Quarto la consultazione è alquanto semplice perchè è divisa per portata seguendo il menù internazionale che spesso si ispira allo schema della cucina italiana.

Per cui troveremo diverse sezioni che riguardano:

 
*Le marinate, le burrate, le salse
*I primi piatti (dalle paste ai timballi, alle minestre, ai risotti)
*I secondi di carne e di pesce
*In particolare è presente una sezione molto interessante che riguarda la selvaggina e gli animali da cortile ( pollame, tacchini, oche.....)
*I formaggi
*Verdure
*I dessert ( Numerose le ricette di pasticceria facilmente eseguibili, dalle torte ai tiramisù, ai budini classici etc. etc.)

Ampia è anche la presentazione di ricette regionali che permettono di riprodurre fedelmente alcuni dei piatti tipici come ad esempio le trenette al pesto o la burrida sarda (solo per citare alcune delle numerosissime ricette contenute). 
Infine troviamo un'ampia sezione sulla cucina internazionale con la spiegazione dettagliata delle ricette più importanti.

L'utilità di un libro come questo, il libro di cucina per eccellenza è che anche i più inesperti saranno in grado di preparare una pasta frolla o una besciamella o addirittura della maionese...

 

Attualmente Cucchiaio d'argento è anche un marchio attorno a cui vengono pubblicate numerose riviste di gastronomia, il libro ha un costo di 41-42 euro ed è edito dalla casa editrice Domus, ma è un libro che rimane nel tempo tanto da risultare indispensabile a tutti quelli che non si accontentano dei cibi pronti o in scatola.

Fin dalla prima edizione che risale al 1950, il Cucchiaio d'argento riscontrò un immediato successo, dapprima presso un pubblico prevalentemente femminile fino a diventare un punto di riferimento per tutti coloro che hanno bisogno di un utile e pratico "prontuario" per la preparazione delle più svariate ricette comprese quelle tipiche regionali.
Sotto questo aspetto va sottolineata la modernità del Cucchiaio d'argento che, rispetto a molti libri dedicati all'arte culinaria. si è sempre contraddistinto per la riproducibilità delle ricette non più riservate ai grandi chef dell'alta cucina. 

Indispensabile!

Recensione da me espressa altrove.

 

 

 

 

 

 

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6 ottobre 2011 4 06 /10 /ottobre /2011 18:58

 

Ragazzi-di-vita.jpg

 

 

 

È  il romanzo più noto di Pier Paolo Pasolini che poliedrico nelle sua vasta produzione artistica, spaziò dalla letteratura alla cinematografia alla critica sociale e politica.
Eppure, nonostante questa poliedricità, un filo unitario percorre tutta l'opera di Pasolini che da una parte ha prodotto delle opere impegnate dal punto di vista etico- sociale ma dall'altra parte si è caratterizzato per un impegno artistico di tipo sperimentale che ha fatto scuola specialmente nel campo letterario.

Sullo sfondo di tutte le opere di Pasolini vi è una condizione sociale profondamente mutata o in corso di cambiamento rispetto al periodo dell'immediato dopoguerra: ci troviamo nell'Italia del miracolo economico e del neocapitalismo dove nuove classi sociali si affacciano all'arrembaggio di una torta che non sembra mai avere fine.

A differenza del periodo del cosiddetto neorealismo dove l'impegno è sempre collettivo, con Pasolini emerge la parte personale, spesso marginale della società.

"Ragazzi di vita" (1955) e "Una vita violenta" (1959)sono due romanzi strettamente legati e con molte note di carattere autobiografico, questi due romanzi sono fondamentali per capire Pasolini narratore e per comprendere qual'è l'ambiente che Pasolini prediligeva e che, in un certo senso, rappresenta uno stacco netto dalla tradizione novecentesca italiana.

In "Ragazzi di vita"Intanto non troviamo la bella lingua, ma un racconto scritto in una lingua italiana infarcita di espressioni romanesche e in particolare del gergo delle borgate nelle quali Pasolini trovava spunto per raccontare le storie e per caratterizzare i personaggi che le popolavano, personaggi che si contraddistinguoni per una sfrontata visceralità che è quella tipica dei personaggi che animavano le borgate romane.
La rappresentazione che troviamo, non è una pura opera della fantasia dello scrittore, ma una descrizione, vera, dettagliata della realtà delle borgate romane, un mondo estremamente degradato e violento ai margini della società in cui si muovono spesso figure umane che non sembrano suscitare alcuna compassione.

Nel caso poi specifico di "Ragazzi di vita" ciò che Pasolini descrive è il racconto dettagliato di un gruppo di ragazzi della borgata romana che sono dediti alla prostituzione maschile. 

Fra le varie figure spiccano quelle di Riccetto il quale dopo aver commesso una serie di atti valdalici e teppistici alla fine riesce ad inserirsi nella società grazieal fatto che trova un lavoro, la figura di Amerigo, dal carattere sfrontato e ribelle, che porrà fine alla sua esistenza con un suicidio  pur di non darla vita e infine quella di Genesio, timido e problematico che arriverà a morire per dimostrare a se stesso di aver raggiunto una sicurezza che in realtà non aveva ancora acquisito."Ragazzi di vita" non può essere definito un vero e proprio romanzo unitario, i singoli racconti che si dispiegano in otto capitoli, possono essere letti come episodi autonomi in quanto ogni storia è a sè stante.    


Ragazzi di vita è un romanzo che ai tempi della sua pubblicazione provocò uno scandalo e che costò a Pasolini una denuncia e un processo per pubblicazione oscena, oggi l'accusa della sua presunta oscenità fa sorridere essendo mutato profondamente il senso comune e i valori condivisi e convissuti dall'intera società.

 

 

ALTRE INFORMAZIONI SUL LIBRO

 

 

                

  • Titolo: Ragazzi di vita

 

  • Autore: Pasolini Pier Paolo
  • Editore: Garzanti Libri ( collana Garzanti Novecento)
  • Pagine: 254
  • Prezzo di copertina: 11,50 euro

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

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    Sino al 1492 esistevano in America delle genti chiamate genericamente Amerindie (aztechi, maya, toltechi etc.) che costituivano il patrimonio umano e culturale di quelle terre. Sappiamo come le cose sono andate dopo quella data, da quel momento è iniziato...
  • Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde
    Letteratura, cinema e teatro, un ritratto che non invecchia. Il ritratto di Dorian Gray è un classico della letteratura, almeno così viene definito e ogni volta che si deve usare questa espressione bisognerebbe farlo con una certa riluttanza perché c'è...
  • Filosofi: Bruno Giordano
    VITA, OPERE Giordano Bruno (Nola, 1548-1600), entrò a diciotto anni a far parte dell'Ordine dei Domenicani nei confronti del quale mostrò insofferenza per la disciplina e per l'indirizzo culturale. Nel 1576 abbandonò l'Ordine perché sospettato di posizioni...
  • Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri - Giampaolo Pansa
    Pansa ha la capacità di saper leggere la realtà e non semplicemente di interpretarla, la sua "narrazione" suscita stupore ed è sempre spiazzante e al di là del fatto che i suoi libri riescano a raggiungere i primi posti delle classifiche dei libri più...

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