Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Quando si affronta un autore come Soren Kierkegaard viene da domandarsi se sia possibile aprire una via estetica all'eros nella teologia cristiana; in altri termini: l'idea che si è diffusa di una pratica di culto proiettata verso la morte quanto può incidere su una rappresentazione che sembra mortificare la carne e indurre all'idea che l'eros sia peccato?
Cercherermo di rispondere a questa domanda facendo riferimento all'opera "Don Giovanni. La musica di Mozart e l'eros" scritto da Soren Kierkegaard; ogni volta che ci troviamo ad affrontare dei passi delle opere del filosofo danese veniamo letteralmente provocati dalle sue riflessioni, e in particolare da un'opera come "Esercizio di Cristianesimo". Talvolta le sue tesi non collimano con le nostre attuali convinzioni, ma altre volte restiamo letteralmente stupiti dal suo essere antimetafisico pur mantenendo altissimo il senso della spiritualità.
La sua tesi del paradosso e dello scandalo della fede dovrebbe fare pensare, purtroppo Soren Kierkegaard è studiato poco dai "fedeli cattolici" perché lui -filosofo, teologo e pastore- rappresenta ancora oggi una minaccia per chi vuole dare una visione del Cristianesimo in termini rassicuranti.
Il saggio di Soren Kierkegaard è tra le sue opere più chiare e -a nostro parere- dovrebbe essere letto da chi si interessa di arte e in particolare di musica, la particolare prospettiva avanzata dal filosofo danese contiene un'analisi dell'elemento artistico molto originale, ne confuto alcuni aspetti condividendoli con chi legge questo mio articolo.
Soren Kierkegaard considerava la musica come la più astratta delle arti, come tale era la quintessenza dell'arte stessa. Ma essendo l'esteta (l'artista) colui che vive nell'immediatezza è condannato ad essere dipendente dall'oggetto del suo godimento ed è perciò condannato allo sfacelo. In parole semplici l'esteta è vive nella miseria dell'esistenza in quanto non è in grado di andare oltre l'attimo.
Crediamo, a differenza di Soren Kierkegaard, che vi sia invece una via estetica alla Rivelazione cristiana che permette di andare oltre l'attimo, basta leggere il "Cantico dei cantici" per recuperare una visione dell'eros che vada al di là dell'immediatezza e del consumo idolatrico.
Non si tratta quindi di una fascinazione che resta ferma alla materialità ma va oltre e si spinge attraverso la visione estatica verso le alte vette della spiritualità.
D'altro canto Soren Kierkegaard nel suo saggio delinea un'immagine dell'artista come esteta tralasciando altri aspetti che fanno parte di altre figure di artista che non sono immersi nella non-scelta come l'esteta di cui lui parla.
Viene da domandarsi se la figura di Don Giovanni possa poi essere rappresentativa di tutti gli esteti. Chi è Don Giovanni? È colui che desidera una donna e quando l'ha ottenuta passa ad un' altra, vivendo nella ripetitività di un atto sempre eguale a se stesso. In questa prospettiva l'istanza erotica perde slancio anzi passa in secondo piano, ma in questa visione si perde completamente l'idea dell'istanza erotica come fonte infinita di bellezza che trova la sua trasposizione materiale in opere artistiche dove il corpo stesso è l'immagine del divino nella sua perfetta realizzazione.
A quanto pare musica ed eros sono per Kierkegaard due manifestazioni simmetriche che allontanano l'uomo dal divino, quasi due espressioni demoniache che si sciolgono nell'immediatezza; non ci possiamo trovare d'accordo con la tesi espressa nel saggio in quanto viene tralasciato completamente il contributo dato, ad esempio, dalla "musica sacra" che è una forma di rappresentazione altissimamente spirituale che fa da ponte verso il divino.
La musica è anche creatività spirituale e profetica e se vogliamo sprigiona un'intuizione spirituale che solo un'esperienza estetica può dare. La musica può essere il luogo in cui l'ascoltare dell'uomo va oltre il sentire e nella sua eccedenza di senso va oltre i suoni del mondo. In questo ci troviamo in una posizione diametralmente opposta a Kierkegaard. L'idea di una fruizione spirituale della musica mancava al filosofo danese, probabilmente hanno influito su questa sua particolare visione diversi aspetti tra cui le vicende personalissime del suo legame con la fidanzata Regine Olsen con la quale vi fu poi una completa rottura; non c'è dubbio che la figura di Don Giovanni impedisce qualsiasi unificazione tra Eros e Thanatos e che il suo modo di vivere l'oggetto del desiderio ostacola qualsiasi visione dell'Amore ma slegare la mistica della musica al divino significa anche negare qualsiasi teologia estetica.
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