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30 maggio 2014 5 30 /05 /maggio /2014 21:48

 

PLATONE

 

Preambolo

Diversi studiosi di fisica sono fermamente convinti che attraverso il mondo biologico è possibile fare passare l'indeterminazione esistente nel mondo fisico, ciò naturalmente sposta solo il problema, per il fisico la materia non esiste così come al concepiamo a livello di senso comune, la materia è pura energia che può comparire e scomparire, è qualcosa di impalpabile e la stessa materia si può smaterializzare in radiazioni, basti pensare ai raggi gamma che non sono altro che onde elettromagnetiche che si propagano alla velocità della luce.
La materia quindi muta continuamente, non rimane mai eguale a se stessa ed è soggetta al secondo principio della termodinamica: il principio di Carnot per cui la materia è soggetta ad un degado continuo ed irreversibile.
Oggi uno scienziato non può fare altro che constatare ma non è in grado di arrivare a delle conclusioni.

Sul piano religioso c'è da dire che non esiste l'idea di caduta, è un'introduzione tarda, teologica che è legata strettamente all'idea del peccato originale: l'uomo ha conosciuto uno stato di felicità ma a partire da un certo momento storico, l'uomo incomincia a rendersi conto delle costrizioni, dei malesseri e incomincia a spiegarli con la cacciata dal paradiso, è la nascita della morale che Nietzsche aveva ben compreso e descritto nella "Genealogia della morale".
Quando non esiste coscienza morale non esiste nè pensiero nè memoria e non esiste neanche una prospettiva che si occupi delle ultime cose.

L'ESCATOLOGIA

L'Escatologia può essere considerata un proseguimento dell'antropologia teologica, il termine escatologia deriva dal greco e significa "discorso sulle ultime cose", l'escatologia dal punto di vista della teologia è il trattato dell'al di là, di quello che avviene dopo la morte.
Vi sono tante denominazioni per indicare l'escatologia che è un trattato dell'al di là del tempo, dell'al di là del visibile.

COME E' STATO TRATTATO IL TEMA DELLA MORTE

Con la morte finisce il tempo, dal punto di vista animale la morte fa parte di ogni essere in quanto tale, se noi parliamo della morte dal punto di vista del singolo individuo animale, la morte ne scandice la vita mentre la specie continua perchè c'è la riproduzione.
Dal punto di vista umano la morte invece costituisce un problema in quanto l'uomo in quanto tale si pone il problema del destino, quindi l'uomo guarda alla morte non come ad un evento normale ma come ad un evento irrazionale, assurdo, ecco allora che l'uomo cerca di dare una spiegazione, di dare un perchè alla morte.

LA FILOSOFIA GRECA DINANZI ALLA MORTE

Può essere sintetizzata in tre posizioni:

  • Interpretazione orfico-platonica
  • Interpretazione eraclitea
  • Interpretazione democritea


L'Interpretazione platonica è la tesi soteriologica

PLATONE contrappone l'eternità dell'essere alla caducità del sensibile, quindi la morte per Platone è la liberazione suprema, la catarsi definitiva dell'impuritò corporea, l'ultimo atto con il quale noi ci liberiamo, la morte per Platone è la dissoluzione che riguarda l'uomo come essere composto da ANIMA e CORPO.

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Non interessa all'anima la morte perchè l'anima è incorruttibile, ma interessa il corpo destinato al dissolvimento.
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LA MORTE, PER PLATONE E' LA LIBERAZIONE DELL'ANIMA, RAPPRESENTA LA SALVEZZA

Per Platone il dualismo anima e corpo non costituisce un'unità ma una dualità di opposizione, è l'anima che è incarcerata nel corpo.
l cristianesimo si differenzia dalla concezione platonica in quanto l'uomo è un composito non una dualità, tuttavia anche per il cristianesimo la morte rappresenta una sublimazione.

Eraclito propone una concezione monistico-panteistica in base alla quale ogni cosa viene dissolta nel tutto, il destino del singolo si dissolve nella vita del tutto.
La morte dell'uomo vale come la morte di ogni altro essere perchè il tutto viene assorbito nel tutto, la morte è un momento del ritmo dell'universo. Il singolo viene ingoiato nel tutto e la morte rientra nella concezione della vita del cosmo.

 PRIMA NOTA A LATERE

Hegel sosteneva che l'individuo è immerso nella universalità in quanto il singolo ha già in sè il germe della morte perchè tutto è un passaggio che porta allo SPIRITO ASSOLUTO la cui universalità include i singoli che vengono messi come momenti del passaggio del cammino che porta allo Spirito Assoluto.
La morte non compie nessuna funzione etica, è l'annientamento di qualsiasi illusione perchè rientra nel processo, non è un problema del destino spirituale del singolo perchè rientra in questa concezione dove il tutto deve ritornare allo Spirito Assoluto.

Democrito espone una teoria dalla quale poi prendono posizione sia Epicuro che Lucrezio.
La morte rientra nell'organicità dell'essere perchè tutto è materiale anche l'anima è atomo anche se piccolissimi per cui tutto finisce nel nulla, è un nichilismo assoluto.
Secondo Epicuro ci può essere un sentimento verso la morte ma dobbiamo superare questo sentimento, questa è una posizione conseguente all'obiettivo della filosfia epicurea il cui intento è rendere l'uomo felice liberandolo da qualsiasi preoccupazione compreso il timore della morte, così come il timore degli dei e dell'al di là.

Il concetto di Epicuro è quello di dire all'uomo:

"Vivi ma allontanati da tutto ciò che può causare apprensione, dolore, timore".

IL FEDONE E IL CONCETTO DELL'IMMORTALITA' DELL'ANIMA

Comprendere il concetto che aveva Platone sull'immortalità dell'anima, ci consente di conoscere anche la sua personalità spirituale.
Nel Fedone troviamo ancora una volta Socrate che cerca di dare consolazione ai suoi discepoli per il distacco definitivo ormai imminente, l'approssimarsi della morte è l'occasione, per il filosofo ateniese, di fornire le dimostrazioni sull'immortalità dell'anima.

PRIMO ARGOMENTO

Osservando la realtà sostiene Socrate (Platone) vediamo che ogni cosa ha origine dal suo contrario. dal sonno si passa alla veglia e dalla veglia al sonno, analogamente come DALLA VITA SI PASSA ALLA MORTE deve esistere anche un passaggio DALLA MORTE ALLA VITA, cioè deve esistere una rinascita , una reincarnazione, quest'idea suppone che l'anima non cessi di vivere, che non muoia al momento in cui si distacca dal corpo.
La tesi sostenuta da Socrate (Platone) si dimostra però attaccabile alle obiezioni, un discepolo, infatti, dice a Socrate che non esiste nulla che possa dare garanzie sull'eternità del ciclo della reincarnazione.

SECONDO ARGOMENTO

La reminescenza: per Platone "conoscere è ricordare", è reminescenza, qui nel "Fedone" viene allargata la tesi esposta in un altro importante dialogo il "Menone", la tesi è semplice: se noi vediamo due cose che sono eguali vuole dire che abbiamo l'idea di eguaglianza e questa conoscenza deriva dal fatto che l'anima deve essere preesistita alla sua incarnazione nel corpo.

TERZO ARGOMENTO

È definito della somiglianza, tutto ciò che è visibile con l'occhio fisico è divisibile mentre l'anima è visibile solo con gli occhi dell'intelletto quindi è indivisibile, l'anima è un composto e non può decomporsi.
Questa argomentazione la troviamo anche nella "Repubblica" dove Platone sostiene che l'anima non muore a causa della malattia perchè essa è diversa dal corpo, per questo motivo è immortale, per cui nell'atto in cui il corpo va incontro al disfacimento, l'anima andrà verso ciò che è simile.

QUARTO ARGOMENTO

È quello che riguarda l'anima come vitalità e parte dal rifiuto della concezione pitagorica dell'anima come armonia, definisce l'anima come principio di vita , soffio vitale, se l'anima quindi è vita e partecipa all'idea della vita non può essere morte.

IL COMPITO DELL'UOMO

Se dunque l'anima è soffio vitale e incarnandosi nella materia, nel corpo, il compito dell'uomo è quello di PREPARARSI ALLA MORTE, liberandosi dalle opinioni personali e dalle passioni che non permettono di vedre le idee e la vera realtà, se questo non avviene l'anima sarà condannata ad un ulteriore espiazione.

 SECONDA NOTA A LATERE

I Padri della Chiesa oppongono alla concezione platonica una nuova concezione e dicono: l'uomo non è solo anima, è formato da anima e corpo, sopratutto questa posizione viene sostenuta da Tertulliano e S.Giustino che dice:

«L'uomo è forse altra cosa che un animale ragionevole composto di corpo e di anima? O forse l'anima presa separatamente è l'uomo? No assolutamente, è l'anima nell'uomo, si chiamerà forse uomo il corpo? No assolutamente, si chiamerà il corpo dell'uomo quindi se nessuna di queste cose prese separatamente è l'uomo, solo quello che è composto delle due cose si chiamerà uomo».

La Chiesa facendo riferimento all'incarnazione  del Verbo di Dio ,si opporrà alla concezione platonica, l'incarnazione di Gesù Cristo ha creato in qualche modo una sublimazione perchè nell'incarnazione vi è uno sposalizio del Verbo non solo con l'anima ma anche con il corpo umano, quindi se si ha una nuova concezione dell'uomo che non è dualismo.
I Padri riprendono dunque l'idea della resurrezione dell'uomo in quanto tale, Tertulliano dice che la resurrezione dell'anima è una mezza resurrezione e la salvezza dell'uomo intero che è importante.
Un altro Padre della Chiesa, Atenagora si trova d'accordo con Tertulliano affermando che è necessario che anche il giudizio sia esercitato sulle due cose cioè sull'uomo che è composto di corpo e anima e che in questo modo renda conto di tutte le sue azioni e riceva il premio o la pena, infatti se un giudizio giusto trae le due cose, la distribuzione delle due cose non è conveniente, non è conveniente che l'anima sola riceva il premio per gli atti che compie il corpo ma è il corpo che deve ricevere il premio insieme all'anima.

NOTA FINALE

Abbiamo visto che, pur nelle differenze delle varie tesi, l'uomo si è sempre posto il problema dell'immortalità dell'anima e se prendiamo in considerazione l'archeologia, notiamo che questa fede nella resurrezione è costante: i monumenti sepolcrali  parlano di "dormitio" dormizione, "depositio" deposizione, per  i cadaveri sepolti; l'iconografia crisitiana raffigura sovente le immagini di Lazzaro, questo perchè tutto il Cristianesimo si basa sulla fede nella resurrezione e nell'immortalità dell'anima...come Platone.

Le notazioni del seguente articolo fanno parte di un mio scritto sull'escatologia e hanno fatto parte degli esami  di Escatologia e di Storia della filosofia, lo stesso argomento è stato sviluppato in forma più estesa su un quaderno denominato "Appunti filosofici", opera che costituisce anche una personale ricerca su come il tema della morte è stato affrontato dall' uomo nei secoli.


Per chi fosse interessato ad una lettura integrale dell'opera suggerisco il seguente libro:

Platone, Apologia di Socrate Critone Fedone Convito
Editore: Garzanti
Collana: Grandi libri
Anno di pubblicazione: 1977
Pag. 262

L'opera in questione ha una pregevole introduzione di Ezio Savino, già professore di materie classiche al liceo e autore di numerosi saggi.

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Published by Caiomario - in Filosofi: Platone

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