Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Andrea Zanzotto è il poeta contemporaneo che più di ogni altro ha ricercato nel linguaggio e attraverso il linguaggio il significato della realtà e delle proprie radici riuscendo a raggiungere delle punte di straordinaria intensità lirica.
Zanzotto è stato per molti anni insegnante di lettere alla scuola media ma la sua vocazione alla poesia ha prodotto dei risultati che dovranno essere ancora scoperti, amati e gustati dalle generazioni che verranno.
Qualche anno fa avevamo scoperto la poesia di Zanzotto leggendo "Gli sguardi i fatti e senhal" e siamo rimasti colpiti dal modo in cui le parole venivano tirate, assemblate e accostate producendo una sorta di musica senza note che ho riscontrato solo nel D'Annunzio della "Pioggia del Pineto"; l'accostamento però si ferma qui, un parallelo che può sembrare quasi blasfemo agli "incasellatori" e ai "catalogatori" di professione, eppure il gioco con le parole e delle parole, almeno sul piano formale fu comune ad entrambi.
Un espressione usata da Zanzotto come "neve nevissima novissima" è solo un esempio di come la storpiatura, il neologismo arrivino a dare vita alla lingua, ma nello stesso tempo costituiscano una sorta di ricerca verso il linguaggio più autentico.
I puristi della lingua con scarso senso del poetico si scandalizzeranno, ma il linguaggio, soprattutto quello dei poeti, è incline alla "licenza" e in un certo qual modo, può essere paragonato al linguaggio infantile che con il suo balbettare è la forma espressiva più autentica e meno contaminata del linguaggio.
Ci piace ricordare una strofa denominata "irregolare di versi liberi" che rende appieno l'idea del modo di scrivere di Zanzotto:
"Mondo, sii, e buono;
esisti buonamente,
fa' che, cerca di tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo eludevo
e ogni inclusione era fattiva
non meno che ogni esclusione
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso."
( da "Al mondo")
Il poeta invita il mondo ad essere buono e lo fa con semplici ed essenziali espressioni che sul piano logico-formale appaiono degli accostamenti privi di senso, ma è proprio questo senso di "apparente" incompiutezza a rendere unico il modo di esprimersi del poeta.
Quando Zanzotto mette al centro della realtà se stesso, ogni lettore si trova nella stessa posizione arrivando ad immedesimarsi in quel modo di fare poesia tutto personale. La strofa riportata è -a nostro parere- una delle più emblematiche dell'intera produzione poetica di Zanzotto per quanto riguarda la ricerca delle potenzialità del linguaggio.
"Ascoltando dal prato. Divagazioni e ricordi" è una bellissima occasione per conoscere Zanzotto dal di dentro che -è bene ricordarlo- è sempre stato legato al suo paese d'origine Pieve di Soligo, un piccolo paese del trevigiano da cui sono sempre partite le sue divagazioni e i suoi ricordi che affondano nella sua infanzia.
La forma della "confessione" è quella che si trova in questa bellissima raccolta di testi che permettono di aggiornare e capire la poetica di Zanzotto, ma anche di comprendere l'origine del suo immaginario.
Il Zanzotto che si racconta e che narra la sua infanzia, la sua famiglia d'origine e il rapporto con il linguaggio creativo e giocoso delle filastrocche costituisce un archivio (personalissimo) della memoria utile anche al lettore autodidatta che non voglia passare attraverso le mediazioni dei critici letterari spesso troppo attenti ad aggiungere e ad interpretare i testi poetici. Se si legge una poesia di Zanzotto senza note critiche vi è il rischi di non comprenderne subito il significato, ma rileggendo più volte lo stesso testo, pian piano si svelano i significati e si comprende che cosa vuole dire il poeta.
La prosa di Zanzotto quale si rivela nel libro è chiara, lineare e il contenuto delle sue divagazioni è propedeutico a tutti i bellissimi libri di versi che il poeta ha scritto durante la sua esistenza.
In quelle righe, poi, il poeta rivela una grande capacità di scarnificare la realtà, di recuperare ogni aspetto, ogni particolare, nel tentativo di trovare le tracce del significato più profondo della vita.
Libro di consuntivo ma anche propedeutico alla poesia di Zanzotto, se ne consiglia la lettura.