Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
"Di fronte a un filosofo il popolo suole domandarsi con proba serietà, se egli abbia veramente vissuto così come ha insegnato: esso giudica da sé che predica la morale è cosa facile non dice molto, mentre è abbastanza importante vivere la morale, una qualunque specie di morale. Questa è un'ingegneria: giacché come potrebbe uno giungere altrimenti al sapere, se non avesse vissuto nella terra di cui parla? Posto che un filosofo----
Il popolo pretende dal filosofo che non menta, perché crede che solo chi dice la verità conosca la verità. Così anche che viva sensualità, nella rinuncia-------" (Friedrich Nietzsche, da "Genealogia della morale").
Fonte immagine: http:// www.flickr.con/photos/10068173@N08/4751666433 (album di SPDP)
Nietzsche è stato un "vero" filosofo, dove per vero intendiamo colui che fa filosofia, non racconta la storia della filosofia; nel nostro tempo non mancano i pensatori eccellenti ma proliferano coloro i quali "insegnano" cose dette da altri; la filosofia ridotta a materia da programma ministeriale ha perso la sua spinta propulsiva rivoluzionaria, una spinta che necessariamente deve essere indirizzata allo "scasso". Un vero filosofo è necessariamente sovversivo, furono rivoluzionari tout court Socrate, Platone, Aristotele e tutte le menti che seguirono fino ad arrivare ai professori tedeschi che conoscevano bene la teologia e dai quali -Hegel su tutti- si sono abbeverate le grandi ideologie.
Viviamo ancora le conseguenze dei teorici della morte della storia e del pensiero unico, ma nessuno spirito forte si può formare senza filosofia, la solitudine degli ultimi filosofi è la solitudine di coloro i quali vedono oltre il velo, il più delle volte questi spiriti liberi sono fuori dai ciricuiti accademici dove la modestia è l'unica virtù che ha preso piede. Mancanza di scopo e stipendio fisso hanno creato il nulla!