Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Il potere ha paura della decrescita, il risparmio, quello vero, è sovversivo e non può essere perseguito con nessun mezzo (almeno fino ad ora), tutto il sistema (economico e politico) parla di sviluppo in termine di consumi e non è in grado di fornire altra ricetta se non quella di incentivarla perché senza consumo le fabbriche chiudono.
Sono preoccupati i lavoratori, i sindacati, il fisco, le industrie, insomma un orto può fare più paura di 1 milione di indignados che potrebbero bloccare una città. Un pezzo di terra su cui impiantare un orto e allevare qualche animale per ricavarne latte o carne terrorizza le associazioni dei comemrcianti, la cosiddetta "Distribuzione organizzata", i trasportatori, i benzinai e tutti coloro che in un modo o nell'altro vivono grazie alle merci che si spostano.
Il moltiplicarsi di forme di autodifesa come l'orto in giardino o sul balcone, l'acquisto diretto da parte dei consumatori presso gli agricoltori, la diffusione dei GAS (Gruppi d'acquisto solidale), non sono ben viste da un potere che vive e si perpetua con il ricatto dei consumi. Ma la festa è finita, è finita anche per chi in nome del lavoro è pronto a fare qualsiasi cosa anche a produrre mine perché una fabbrica garantisce il lavoro che serve per indebitarsi fino al collo.
Uno degli aspetti positivi di questa "falsa crisi" è la diminuzione dei rifiuti, grazie ai consumi più contenuti in discarica finiranno meno cose inutili, quelle che usate e gettate, garantirebbero secondo i sostenitori dello sviluppo la falsa sicurezza del benessere. Sono tutti preoccupati perchè si consuma di meno, ma non si potrà obbligare la gente a farlo nè inviare la polizia politica a fare perquisizioni per vedere se il cittadino ha dei soldi, la festa è finita!!!