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La Ragione nella Società George Santayana
La Ragione - ci dice Santayana - ha una sua processualità storica che si manifesta nella società articolandosi in tre stadi: lo stadio naturale, quello libero e quello ideale.
Nello stadio naturale si adempie la funzione della società di produrre l'individuo dotandolo dei «requisiti necessari alla libertà morale» (1). La morale si sviluppa solo dopo che la società ha garantito all'individuo la continuità della vita, l'esigenza morale nasce spontaneamente come esigenza di una società libera che presuppone sempre una società naturale. L'individuo però non può raggiungere la libertà morale se non trova nella famiglia e nello stato le condizioni per innnalzarsi dalla condizione naturale verso valori quali l'amicizia, il patriottismo e la simpatia disinteressata.
Nello stadio naturale gli individui si aggregano in modo casuale per interessi immediati e dettati dall'istinto, nello stadio libero invece la decisione di vivere in società avviene per un interesse ideale condiviso.
Al modo di concepire gli interessi nella società naturale, Santayana contrappone quello elaborato nella società ideale dove gli interessi vengono sintetizzati nei simboli intorno ai quali l'uomo esprime gli ideali. Religione, arte e scienza - sostiene Santayana - sono sfere in cui gli uomini si incontrano per elaborare i propri concetti riguardo all'eccellenza, alla bellezza e alla verità; pur essendo tre sfere incomunicabili tra di loro, esse esprimono l'essenza stessa dell'essere umano e sono elementi costitutivi della società ideale.
Nella società ideale le posizioni di vertice devono essere assegnate agli individui che eccellono per capacità, l'affermarsi dell'efficienza tuttavia non va a discapito della giustizia sociale in quanto lo stato dà a tutti gli associati la medesimà possibilità di affermarsi. Va detto che la concezione politica di Santayana è una concezione che possiamo definire "antica" riconducibile al pensiero di Platone il quale sosteneva che nello stato giusto il comando deve essere affidato ai filosofi, un termine che nell'antica Grecia indicava i più competenti .
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NOTE
(1) Il realismo critico di Giorgio Santayana a cura di Nynfa Bosco, Cuneo, 1954, p.27
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