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"Ombre rosse" è stato un film western che ha inaugurato un genere e che è stato preso come modello da molti registi che videro in John Ford il punto di riferimento delle loro opere cinematografiche.
A partire dagli anni '60 incomincia però una vera e propria rivoluzione copernicana per quanto riguarda il genere western e una pietra miliare fu senza dubbio, il bellissimo film di Arthur Penn:
"PICCOLO GRANDE UOMO"
la trama del film è avvincente, racconta la storia di Jack Crabb che da centenario ricorda i momenti più importanti della sua lunghissima vita.
Inizia con la sua infanzia quando viene ritrovato e adottato da un guerriero cheyenne Ombra Silenziosa, Jack e sua sorella Carolina sono gli unici ad essersi salvato da un assalto a una carovana che era stato perpetrato dagli indiani Ponys.
Jack cresce tra gli indiani, "il popolo degli uomini" ( come i Cheyenne si autodefiniscono) e finisce con il prendere tutte le abitudini, le usanze, i costumi, un bambino che come dirà lo stesso Jack invece di giocare agli indiani viveva come un indiano.
Jack sarà chiamato dai Cheyenne "Piccolo grande uomo" e dimostrerà un coraggioso eccezionale in battaglia, guadagnandosi la stima di tutti i membri della tribù dai quali imparerà magistrali lezioni di vita.
Successivamente Jack sarà adottato dal reverendo Giona Pendrake e andrà in giro a vendere un elisir sfruttando la credulità altrui.
Prenderà moglie, diventerà un pistolero e persa la moglie durante un attacco di indiani appartenenti ad una tribù differente da quella che la aveva adottato, ritornerà dai suoi antichi fratelli per ricercarla.
A questo punto chiederà di venire arruolato nell'esercito americano, comandato dal generale Custer, ma letteralmente disgustato per i frequenti massacri di indiani inermi ritorna tra i Cheyenne e sposa Raggio di Luna e vivrà secondo gli usi degli Cheyenne.
Quando la soldataglia di Custer sterminerà la sua famiglia, sognerà solo la rivalsa che arriverà in occasione della battaglia di Littel Big Horn quandO Custer sarà sconfitto in una delle rovinose battaglie subite dall'esercito americano: è il 25 giugno 1876.
COMMENTO
La cosa che più è interessante, almeno come prima considerazione, non è tanto la storia del protagonista quanto un diverso modo di concepire il tema western e questo lo dobbiamo sicuramente alla straordinaria interpretazione di Dustin Hoffmann che riesce a dare una caratterizzazione del personaggio unica e indimenticabile: ubriacone, a volte milllantatore e fanfarone al punto che si vanta di poter fare cose impossibili.
Tutti i personaggi offrono una chiave di lettura ironica: la signora Pendrake è ancora una volta l'immancabile prostituta che tra ipocrisia e virtù non riesce, una volta diventata vedova, a stare lontana dal suo antico mestiere a cui ritornerà con altrettanta doppiezza di intenti.
Ma il personaggio che ne viene fuori completamente dissacrato è il generale Custer che appare per quello che storicamente fu: un improvvisatore attento solo alla propria vanagloria, un eroe costruito ad uso e consumo dei posteri che oggi molto probabilmente sarebbe considerato un "criminale di guerra".
Tutto l'impianto del film ribalta completamente lo stilema stereotipato del genere western: si passa dal concetto dell'indiano barbaro, aggressore e puntualmente sconfitto alla figura dell'indiano che è si vittima ma nello stesso tempo sogna la rivincita, dell'indiano che non si arrende e combatte.
E' una storia che in maniera rovesciata tratteggia la rappresentazione scenica caratterizzata da una forte tensione morale tale da commuovere, ma anche di divertire, gli spettatori e da provocare un'inevitabile simpatia proprio per il contenuto narrativo del racconto .
Lo spettatore si trova così coinvolto in un'insolita percezione della realtà anche per le imprevedibili forme espressive dei protagonisti al punto che non è impossibile immedesimarsi con il personaggio di Jack Crabb che è nel contempo voce narrante ma è anche la storia stessa che viene svolta nel suo ordine logico-temporale.
E' evidente che il film ha un alto significato allusivo e simbolico che emerge nell'analisi del racconto, la stessa unità narrativa del racconto passa in secondo piano perchè sono le singole sequenze che acquistano importanza formando un episodio spesso a sè stante: il "popolo degli uomini" è l'altra parte dell'umanità, quella infantile ma anche non corrotta, che appare innocente senza scadere nel manierismo...
Le stesse scene come l'assalto alla diligenza è profondamente diversa da quella di Ombre rosse, i bianchi non appaiono come le vittime ma per quello che furono in realtà, l'ironia non scade mai nell'imitazione scherzosa , non diventa mai parodia.
Davanti a tanti film spazzatura..questo è un film che non può mancare a coloro che amano la cinematografia.